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STORIE DI ANIME

STORIE DI ANIME

15 settembre 1897

Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio a RomaA Roma esiste la Chiesa del “Sacro Cuore del Suffragio“, detta anche “La Chiesa del Purgatorio“, che custodisce un vero e proprio museo  delle testimonianze lasciate dai defunti che si sono affacciati dall’Aldilà per comunicare con il nostro mondo. Per la maggior parte i reperti riguardano impronte di fuoco dalla forma di mani umane e di croci lasciate sugli abiti di religiosi o di paramenti sacri della Chiesa.

Il lavoro di padre Victor Jouet trovò l’approvazione dell’allora Papa Pio X che volle che la raccolta di cimeli dell‘Aldilà fosse conservata ed esposta al pubblico per dare testimonianza che la Chiesa non può negare che le anime dei defunti possano mettersi in contatto con i viventi. Oggi, il museo raccoglie stoffe, tavolette in legno, libri e fotografie che riguardano espliciti casi di comunicazione da parte dei defunti. Tutti i reperti sono corredati da note che indicano la loro provenienza e la situazione a cui sono riferibili.

Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio1Nel 1893, padre Vittore Jouet, acquistò un ampio terreno edificabile sul lungotevere Prati (a Roma). Tra il 1894 e il 1917 sopra al terreno cominciò la costruzione della Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio.  Questa chiesa ha una facciata in stile gotico, grazie al quale ha meritato la definizione di “piccolo duomo di Milano”.

 

Il 15 settembre 1897, nella cappella della Madonna del Rosario, scoppiò un incendio. Dopo che l’incendio fu domato, padre Vittore Jouet, notò qualcosa di strano su una parete dietro l’altare. Forse era stato uno scherzo del fuoco, ma il fumo aveva tracciato un disegno a dir poco scioccante: sembrava un volto, un volto dall’aria mesta e malinconica.

Il parroco giunse a una conclusione del tutto personale e arbitraria: era un defunto che cercava di mettersi in contatto con i vivi, un’anima in pena, un condannato a soggiornare in purgatorio. Da questo episodio ebbe inizio il Museo delle Anime del Purgatorio, che prese il posto della piccola cappella della Madonna del Rosario. Il religioso cominciò a cercare altre apparizioni del genere. Le ricerche furono lunghe e complicate, ma, dopo qualche anno, padre Jouet riuscì a raccogliere parecchie curiose testimonianze che parrebbero confermare la sua ipotesi: le anime del purgatorio si manifestavano ai vivi per chiedere preghiere e messe per rendere più agevole il passaggio in paradiso. Qui riportiamo solo alcune di queste testimonianze:MANO – Il 21 dicembre 1838, Giuseppe Stitz stava leggendo un libro di preghiere quando una mano si stampò sulle pagine. Il soggetto dichiarò inoltre di sentire una presenza insolita nella stanza, un soffio di aria gelata, nonché una voce: era la voce del fratello morto da poco, che chiedeva di far recitare qualche messa per abbreviare la sua sosta in purgatorio. – Nel 1814 a Ellingen in provincia di Metz, in Francia appare a Margherita Demmerlé sua suocera deceduta trent’anni prima. La vede vestita in costume del paese mentre scende le scale di casa che portano al granaio. Geme e guarda la nuora con tristezza.

La Demmerlé si rivolge al parroco del paese che le consiglia di chiederle che cosa vuole. Quando le si manifesta nuovamente, l’apparizione le risponde che che è sua suocera morta di parto trent’anni prima e le chiede di fare un pellegrinaggio al santuario di Nostra Signora di Marienthal dove celebrare due messe per liberarla dal PurgatorioLa Demmerlé esegue quanto richiesto e ha nuovamente l’occasione di vedere l’apparizione che le dice di essere stata liberata dal Purgatorio. Su consiglio del parroco le chiede di lasciarle un segno. La defunta allora, sempre gemendo posa la mano sul libro, L’Imitazione di Cristo, lasciandovi una impronta di fuoco.

museo-delle-anime-del-purgatorio-roma– Nella notte del 21 luglio 1789 a Wodecq-Mos, in Belgio, viene lasciata un’impronta di fuoco della mano della defunta signora Leleux (morta da 27 anni) sulla manica della camicia di suo figlio Giuseppe per chiedere al figlio di abbandonare la sua vita dissoluta e lontana dalla chiesa. L’apparizione era stata preceduta da undici notti di inspiegabili rumori. Giuseppe Leleux, sconvolto dall’esperienza, in seguito si convertì e fondò una congregazione di pii laici.

– Nel 1875, Luisa Le Sénecal Chanviers apparsa dopo tre anni dalla sua morte, lascia sul berretto da notte di suo marito Luigi, a Ducey, Manche, in Francia l’impronta di fuoco della sua mano. Il segno fu lasciato perchè il marito potesse documentare l’incontro alla figlia con un segno ben visibile per chiederle di celebrare alcune Messe in suo suffragio.

PADRE PIO

Anche il santo Padre Pio era solito vedere anime del purgatorio e una sera mentre stava riposando in una stanza, al pianterreno del convento, adibita a foresteria. Era solo e si era da poco disteso sulla branda quando, improvvisamente, ecco comparirgli un uomo avvolto in un nero mantello a ruota. Padre Pio, sorpreso, alzandosi, chiese all’uomo chi fosse e che cosa volesse. Lo sconosciuto rispose di essere un ‘anima del Purgatorio.

figuraSono Pietro Di Mauro. Sono morto in un incendio, il 18 settembre 1908, in questo convento adibito, dopo l’espropriazione dei beni ecclesiastici, ad un ospizio per vecchi. Morii fra le fiamme, nel mio pagliericcio, sorpreso nel sonno, proprio in questa stanza. Vengo dal Purgatorio: il Signore mi ha concesso di venirvi a chiedere di applicare a me la vostra Santa Messa di domattina. Grazie a questa Messa potrò entrare in Paradiso”.

Padre Pio assicurò che avrebbe applicato a lui la sua Messa…ma ecco le parole di Padre Pio: “Io, volli accompagnarlo alla porta del convento.  Mi resi pienamente conto di aver parlato con un defunto soltanto quando usciti nel sagrato, l’uomo che era al mio fianco, scomparve improvvisamente“. Devo confessare che rientrai in convento alquanto spaventato. A padre Paolino da Casacalenda, Superiore del convento, al quale non era sfuggita la mia agitazione, chiesi il permesso di celebrare la Santa Messa in suffragio di quell‘anima, dopo, naturalmente, avergli spiegato quanto accaduto”.

Qualche giorno dopo, Padre Paolino, incuriosito, volle  fare qualche controllo. recatosi all’anagrafe del comune di San Giovanni Rotondo, richiese ed ottenne il permesso di consultare il registro dei deceduti nell’anno 1908. Il racconto di Padre Pio, corrispondeva a verità. Nel registro relativo ai decessi del mese di settembre, padre Paolino rintracciò il nome, il cognome e la causale della morte: “In data 18 settembre 1908, nell’incendio dell’ospizio è perito Pietro di Mauro, fu Nicola“.

benedizione5Quest’altro episodio venne raccontato da Padre Pio a Padre Anastasio.

“Una sera, mentre, solo, ero in coro a pregare, sentii il fruscio di un abito e vidi un giovane frate trafficare all’altare maggiore, come se spolverasse i candelabri e sistemasse i portafiori. Convinto che a riordinare l’altare fosse fra Leone, poiché era l’ora della cena, mi accosto alla balaustra e gli dico: “Fra Leone, vai a cenare, non è tempo di spolverare e aggiustare l’altare“. Ma una voce, che non era quella di Fra Leone mi risponde”: “Non sono fra Leone“, “e chi sei?“, chiedo io. “Sono un vostro confratello che qui fece il noviziato. L’ubbidienza mi dette l’incarico di tenere pulito e ordinato l’altare maggiore durante l’anno di prova. Purtroppo più volte mancai di rispetto a Gesù sacramentato passando davanti all’altare senza riverire il Santissimo conservato nel tabernacolo. Per questa grave mancanza, sono ancora in Purgatorio. Ora il Signore, nella sua infinita bontà, mi manda da voi perché siate voi a stabilire fino a quando dovrò soffrire in quelle fiamme di amore. Mi raccomando…” – ” Io credendo di essere generoso verso quell’anima sofferente, esclamai: “vi starai fino a domattina alla Messa conventuale“. Quell’anima urlò: “Crudele! Poi cacciò un grido e spari“. Quel grido lamento mi produsse una ferita al cuore che ho sentito e sentirò tutta la vita. Io che per delega divina avrei potuto mandare quell’anima immediatamente in Paradiso, la condannai a rimanere un’altra notte nelle fiamme del Purgatorio“.

MARIA SIMMA

Famosa per i suoi incontri con le anime del purgatorio fu spiata una notte da alcuni giovani che volevano prenderla in giro. Ella soffrire per richiesta delle anime atroci maria_simmasofferenze e i giovani la videro in questi tormenti, l’udirono parlare ma non riuscirono a vedere, ne sentire i defunti. Le venne detto dalle anime stesse che si trattava di una grazia di Misericordia poichè lei stessa si era offerta di espiare per loro fin da bambina: Con il tuo voto, tu ti sei data specialmente alla Madre della Misericordia. Ella ti ha dato a noi, e per questo motivo il cammino che conduce a te è luminoso per tante anime. Tu fai bene a riceverci con sollecitudine, con amore e con compassione. Così puoi liberarci più rapidamente soffrendo meno, ricevere più grazie e meriti e capire molte cose sul conto delle anime di cui t’informi“.

Ci rivelò che le anime del purgatorio appaiono in diverse forme ed in diverse maniere. Alcune bussano, altre appaiono improvvisamente. Le une si mostrano sotto un’apparenza umana, nettamente visibili come al tempo della loro vita mortale, vestite, di solito, come nei giorni feriali, altre invece vestite in modo evanescente. Le anime che sono avvolte nel terribile fuoco del purgatorio fanno un’impressione spaventosa. Più sono purificate dalle loro sofferenze, più diventano luminose ed affabili. Sovente raccontano come hanno peccato e come sono scampate dall’inferno grazie alla Misericordia Divina; alle volte aggiungono alle loro dichiarazioni degli insegnamenti e delle esortazioni.

Succede pure che anime del purgatorio appaiano sotto forme straordinarie che fanno paura. Alle volte parlano, come durante la loro vita, nel loro dialetto. Quelle che sono di lingua straniera parlano male il tedesco con un accento straniero. dunque in maniera personale.

Maria SimmaUn prete di Colonia, morto nel 555, si presentò a lei con l’aria disperata: veniva a chiederle delle sofferenze espiatorie che lei doveva accettare spontaneamente, altrimenti egli avrebbe dovuto soffrire fino al giudizio universale. La Simma accettò; e fu per lei una settimana di dolori terribili. Ogni notte quest’anima veniva a darle nuove sofferenze. Era come se le avessero slogato tutte le membra. Quest’anima l’opprimeva, la schiacciava, per così dire; e sempre, da ogni parte, nuove spade penetravano in lei con violenza. Un’altra volta era come se si appoggiasse contro di lei una lama spuntata, che, incurvandosi, in seguito alla resistenza, si conficcava in ogni parte del suo corpo. Quest’anima doveva espiare omicidi (aveva partecipato al martirio delle compagne di Sant’Orsola), la sua mancanza di fede, adulteri e Messe sacrileghe.

Le sofferenze espiatorie che subiva per le pratiche anticoncezionali e l’impurità erano terribili dolori corporali ed orribili nausee. Poi le sembrava di giacere delle ore fra blocchi di ghiaccio, il freddo le penetrava fino alle midolla; era l’espiazione della tiepidezza e della freddezza dal punto di vista religioso. In seguito le chiesero anche di far dire delle Messe dai parenti che a anime del purgatoriocausa loro non avevano imparato ad amare e rispettare il grande dono dell’Eucarestia. Non dimentichiamoci dei nostri cari defunti, o meglio, non ricordiamoci di loro solo i primi di novembre, teniamoli stretti al nostro cuore e cerchiamo di offrire nel nostro piccole ogni sofferenza, rinuncia, ma anche comunione, confessione e ogni tipo di sacramento. Ce ne saranno eternamente grate e di sicuro ci dimostreranno la loro riconoscenza strappando grazie per noi alla Misericordia Divina.

Fontihttp://curiosandoperoma.wordpress.com/tag/purgatorio/; http://www.merlino.org/dt-05.htm; http://www.padrepio.catholicwebservices.com/Apparizioni.htm;

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