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L’INFINITA MISERICORDIA DI DIO

L’INFINITA MISERICORDIA DI DIO

(Un grazie speciale a quel grande uomo che era mio padre, figlio di Dio e della Verità)

abbraccio12Il mondo è davvero piccolo per Dio, che unisce a poco a poco i cuori di coloro che lo amano per formare un unico grande cuore, in grado di amare, consolare  e  curare le ferite dei suoi figli. E’ il caso di Roberta, che per grazia ho avuto modo di conoscere ed apprezzarne la storia,  come donna innamorata di Gesù e di Maria.

I. La malattia e l’incontro con Maria

Mi chiamo Roberta e vivo in un piccolo paese fuori Bologna, provengo da una famiglia con un grande credo religioso perciò la mia fede ha radici profonde e nei miei ricordi di ragazzina, rivedo la nostra famiglia unita nella preghiera e la Santa Messa della domenica vissuta nella semplicità e nella genuinità di un piccolo paese di montagna. Ma tutto questo non era bastato a farmi toccare con mano l’infinita Misericordia di Dio.

Il 30 gennaio del 2008, mio padre si ammalò gravemente e la diagnosi fu davvero terribile: pochi mesi di vita. Ricordo i primi mesi di quel calvario tra il letto di casa e il letto d’ospedale, esami su esami e tanta morfina per abbassare la soglia di un dolore incurabile e inoperabile. Ricordo che davanti a noi figlie e a mia madre si faceva forte per non farci vedere che soffriva. Quante volte l’ho visto girarsi dall’altra parte del letto per non mostrarci le lacrime e la forza che mostrava davanti bimbaad un dolore tanto più grande di lui, devastante anche per un fisico robusto come il suo. Insieme alla mia famiglia vivevamo un vero incubo, uno choc che portò via la pace e la serenità ad una famiglia fino ad allora felice. Mio padre era il pilastro di questa famiglia, uomo molto buono e generoso, insieme a mia madre formavano un cuor solo e un anima sola. Ricordo che quando le comunicarono la gravità della malattia si accasciò a terra priva di forze, per poi ripeterci che non ce l’avrebbe fatta a superare questa terribile prova.

Ripercorrendo quei giorni le lacrime ancor oggi scendono sul mio viso, ricordo di una sera in cui mi trovavo da sola in casa, ero così stremata e distrutta dal dolore, cosi’ stanca da non poterne davvero più, ero avvolta solo da quel pensiero che di lì a poco avrei perso il mio amato padre, presa da qualcosa che ricordo ora come più forte di me, cascai a terra in ginocchio ai piedi del mio letto, alzai il mio sguardo al cielo e con le mani giunte, e gli occhi bagnati di lacrime, iniziai a pregare sul serio dopo tanti anni che non lo facevo più. Ricordo molto bene il mio dialogo con Dio e il mio grido d’aiuto, come mai avevo fatto nella vita, quelle parole che fuori uscivano dalla mia bocca erano così vere, forti e bruciavano come il fuoco. Dissi a Gesù:

Se tu esisti davvero è arrivato il momento di dimostrarmelo, di farmi sentire la tua voce e manifestarti a me, questa è la tua occasione.”donna triste

Capisco che si tratta di parole piuttosto audaci, ma in quel momento era la mia anima dilaniata a parlare e non la mia ragione. Terminata questa richiesta di aiuto qualcosa dentro di me mi spinse a credere fortemente che solo Dio poteva aiutarmi, piangevo e riconoscevo davanti a Lui tutti gli errori della mai vita passata, fino al punto da addormentarmi senza più fiato in gola.

Dopo circa una settimana alcuni amici mi parlarono per la prima volta di Medjugorje. Mi sembrò strano non averne mai sentito parlare prima, ma rimasi tanto affascinata da quel racconto che decisi di documentarmi meglio. Una notte sognai la Vergine Maria che era in piedi alla base del mio letto e mi sorrideva beatamente allargando le sue braccia nella mia direzione, come volermi accogliere sotto il suo manto. Al mio risveglio sentii una grande pace e serenità nel cuore e più ripensavo al suo viso sorridente e più la tristezza se ne andava via e la forza e il coraggio mi rinvigorivano. Intanto che la mia ricerca procedeva mi rendevo sempre più conto che si trattava di una vera e propria chiamata. Non riuscivo quasi a pensare ad altro, a parte mio padre che in quei giorni fu colpito anche da un infarto e finì in sala rianimazione con la vita appesa ad un filo, mi pareva un incubo. Continuavo a pregare incessantemente chiedendo a Dio di aspettare, lo imploravo:

Aspetta ti prego non lo chiamare ancora a te, ti prego, aspetta che io possa venire a Medjugorie, e sistemare le cose che non vanno nella mia vita, così lui potrà morire in pace senza pensieri, ti prego Gesù aspetta!!!!!!!”

giradino2Gesù aspettò e aspettò, e aspettò ancora. Mio padre lentamente si riprese, tanto che non sembrava nemmeno più malato, un giorno rientrando a casa dal lavoro lo trovai inginocchiato nel nostro giardino che strappava le erbacce non potevo credere ai miei occhi. In quel momento ebbi solo un pensiero rivolto a Gesù di un infinito ringraziamento:

Grazie Gesù, Grazie, Grazie Gesù, per aver ascoltato il grido della mia supplica, grazie per avermi risposto e non avermi abbandonata, tu sei davvero il mio Dio, il mio tutto”.

Sognai di nuovo la Madonna di Medjugorie, questa volta mi chiamava: “Cara figlia vieni, questa è la strada che devi percorrere non aver paura e vieni da me”. A questo punto avevo la certezza che mi stava aspettando così contattai una mia amica spiegandole le mie sensazioni e mi colpì con queste parole:  “Cara Robby sei già in viaggio verso Medjugorie”. Di lì a pochi mesi partii con mio figlio proprio in occasione del festival dei giovani. Fu la più emozionante e la più gioiosa esperienza della mia vita. Prima di partire la mia amica mi disse:

La mamma del cielo ti ha chiamata, tu hai risposto e ora lei ti sta aspettando, vai da lei e non pensare a niente, buon incontro

Capii cosa intendesse solo una volta giunta a Medjugorje. Fu un bellissimo incontro d’amore e mi resi immediatamente conto che andare a Medjugorje significa rispondere ad un invito, il che è molto più che vedere qualcosa… Nel frattempo il tumore di mio padre avanzava. Temevo l’inevitabile, ma ero certa che non sarebbe successo mentre ero lì. Sentivo vivo dentro di me il desiderio prorompente della preghiera. Mai come allora ebbi la sensazione che cielo e terra fossero tanto vicini! La Via Crucis sul monte Krizevak fu l’inizio di un nuovo percorso della mia Krizevac2esistenza, una presa di coscienza straordinaria che cambiò radicalmente la mia vita. Sentii improvvisamente il dolore della passione di Cristo su di me e una volta arrivati sulla punta della montagna, ai piedi della croce bianca mi accasciai in ginocchio e iniziai a piangere disperatamente. In quel momento innalzai una preghiera a Dio con tutta la fede che sentivo crescermi nel cuore:

Signore se concederai a mio padre di poter vivere più a lungo con noi, facendolo salire al cielo in grazia di Dio, ti prometto che mi dedicherò completamente a Te, sarò strumento nelle Tue mani per avvicinare altre anime a te, per poter portare qualunque persona metterai sul mio cammino qui a Medjugorje”.

Al mio ritorno ad una seconda diagnosi la malattia di mio padre risultò  regredita del 75%. Gli stessi medici affermarono che dovevano rincominciare a studiare la medicina da zero perché si trattava davvero di un fenomeno inspiegabile. Fu in quel preciso istante che mi resi conto di aver toccato con mano l’infinita Misericordia di Dio.

ABBRACCIAMI GESÙ

II parte della testimonianza di Roberta

Su http://biscobreak.altervista.org/2013/02/abbracciami-gesu/ 

 

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4 comments

  1. Maria Paola ha detto:

    mi piace molto questa testimonianza.

  2. Lorena ha detto:

    Meraviglioso! grazie x condividere la testimonianza.Magari quante storie ce ne sono in giro!

  3. biscobreak ha detto:

    ABBRACCIAMI GESù
    II parte della testimonianza di Roberta “L’infinita misericordia di Dio”
    Su http://blog.studenti.it/biscobreak/2013/02/abbracciami-gesu/

  4. andrea ha detto:

    grazie