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Ven. Madre Agnese Chiara Steiner

Ven. Madre Agnese Chiara Steiner

Nocera, Italia (1813-1862) 24 agosto

Scrive la Madre Agnese: «Mi disse Gesù: “Possiedi il mio Ven. Madre Agnese Steinercuore, e non ti negherò grazia“. Guardandolo lo vidi con una croce pesantissima ed enormemente lunga, e gli dissi: “Questa non è la croce che avete portato“. Mi rispose: “Questa croce me l’ha fabbricata il mondo”. Io, pregando misericordia per le anime, accettai ogni tribolazione, accettai anche di morire».

Nella vita della Steiner spicca l’amore per la croce. «Per amore di Dioscriveva alle sue figlie da Perugia il 15 gennaio 1850amore alla croce che tutti vogliono buttar via, anzi vorrebbero seppellire sotto terra per non vederla più. Prendete la croce tenetela a conto: è il tesoro più grande del mondo».

Suor Agnese lasciò scritte queste parole del Signore: «Le preghiere di molti cristiani non arrivano al trono dell’Altissimo per la poca fede e per la loro freddezza: non riflettono a ciò che dicono.[…] ». E ancora: «L’ingratitudine dei cristiani grida a me. Non mi riconoscono per loro creatore e, venendo nella mia casa, invece di adorarmi mi offendono. Tanti sono induriti nei loro cuori che non giovano loro né castighi né grazie[…] ».

Casa natale della Ven. SteinerTeresa Steiner nacque il 29 Agosto 1813 a Tesido, nell’alta Pusteria, a quel tempo sotto la dominazione bavarese. Era la secondogenita di quattro figli nati da Simone Steiner e Maria Sinner. Le fonti storiche li dicono contadini possidenti: una qualifica sociale che ai nostri giorni è paragonabile a quella di coltivatori diretti. Simone Steiner morì quando Teresina non aveva ancora quattro anni. Più che nella mamma, la piccola Teresa trovò un sostegno e una guida nella sorella di suo padre, Anna, che conviveva nella casa Steiner. Dalla zia Anna la piccola Teresa imparò a pregare; da essa soprattutto fu iniziata alla meditazione della passione e morte di Gesù. La morte del padre portò gravi disagi economici a tutta la famiglia Steiner. Per cui, benché in tenera età e di costituzione gracile, Teresa dovette darsi da fare per essere utile alla famiglia col proprio lavoro.

Non c’era molta comprensione per lei. «Mi facevano fare – racconta lei stessa – i lavori più difficili per i quali non avevo le forze e pare che tutto il più gravoso cadeva su di me». Ma più grandi di queste sofferenze fisiche furono quelle morali. Di esse Teresa manterrà sempre un ricordo indelebile: «Io sono stata nei primi anni così piccola, gracile e debole per natura che le mie sorelle, le serve e tutti non mi potevano vedere in casa».

occhi (2)Teresa cercava spesso la solitudine e la preghiera, appena era libera dagli impegni della scuola e della casa, correva subito in chiesa. Sentì la vocazione di farsi monaca fin da bambina. Ne parlava spesso alla mamma Maria, ma tanto la madre quanto gli altri parenti volevano che pensasse al matrimonio e non a farsi monaca. Per levarle di testa quella idea che credeva bizzarra, la mamma l’allontanò dalla sua casa e la mandò da suo fratello Giacomo Sinner. In casa dello zio Giacomo, Teresa faceva la serva: i lavori più gravosi erano per lei. Le fu affidata, tra l’altro, la cura e la custodia del bestiame bovino.

Malaticcia com’era, il suo fisico venne presto prostrato dalle eccessive fatiche del lavoro, tanto che la mamma Maria dovette ricondurla nella casa paterna. Intanto la mamma e gli altri parenti erano sempre più decisi ad impedirle di seguire la sua vocazione. La pena interiore per Teresa era grandissima, tanto più che non poteva avere alcun dubbio sulla sua vocazione. Ebbe un segno straordinario di conferma: «Leggendo un libro presso una finestra – narra nei suoi Appunti Autobiografici mi sentii chiamare da un fanciullo, il quale mi disse:Tu devi abbandonare tutti e andare lontano a farti monaca“. Con la mano mi mostrava la città dove dovevo monacarmi, che dopo conobbi essere stata quella di Assisi. Mi ripugnò questa cosa sommamente, ma poi riflettei e dissi tra me: “Ebbene, o Signore lo faro“».

cuore-grazieLa Madonna fu generosa di grazie verso Teresa che si rivolgeva a Lei con la fiducia di una figlia affettuosissima. La risposta di Maria SS. non tardò a schiarire la densa foschia nell’anima di Teresa. Ad un periodo di indicibili pene interiori – oscurità, aridità, tentazioni di ogni genere – verso i diciotto anni seguì un breve periodo di comunicazioni e altri conforti celesti molto superiori a tutti gli altri provati prima. E che queste luci e gioie venissero da Dio lo conferma il fatto che esse acuirono in Teresa la volontà di soffrire. Scriveva la Venerabile: «Mi pare d’essere stata morta a tutte le cose della terra; in questo tempo pregavo sempre il Signore che mi desse più croci».

Teresa aveva una grande premura per i poveri, i malati e moribondi. Assisteva gli infermi giorno e notte, adattandosi ai servizi più gravosi e più ripugnanti, sempre con tanta amabile e generosa dedizione. Per i poveri si privava volentieri di qualcosa del suo pranzo; e i pochi spiccioli di denaro che talvolta riceveva per sé li donava molto spesso ai mendicanti. Tutti i testimoni di questo ardore di carità di Teresa sono concordi nel ricordare che attraverso le cure affettuose del corpo malato essa cercava di arrivare alla loro anima. E ciò specialmente quando erano moribondi. Dopo la morte, poi, faceva speciali preghiere di suffragio perché fossero liberati dal purgatorio.

Dopo tante peripezie venne accettata nel monastero delle Terziarie Francescane Tedesche di Assisi. Racconta negli Appunti Autobiografici: «Dopo la Santa Comunione mi disse il Signore:Ora è volontà mia che ti alzi e ti faccia monaca in Assisi. Lo voglio e tu non puoi, ma io farò tutto: farò per te anche miracoli“». I miracoli vennero davvero. Le suore l’accettarono dopo otto giorno dalla sua richiesta senza chiedere alcuna informazione e anche i soldi del viaggio e della dote arrivarono provvidenzialmente.Cella dove morì la Venerabile

Fin dal primo periodo di permanenza in quel monastero venne pesantemente vessata dal diavolo. Inoltre era continuamente al centro di esperienze mistiche e fenomeni soprannaturali che lasciavano perplesse le altre monache. Per questo motivo, per molto tempo, la giudicaronopazza.

Dal 26 giugno 1839 cominciò un periodo di prove spaventose. «Nel giorno della mia vestizioneracconta essa stessa nei suoi Appunti prima d’indossare il santo abito, mi visitò il Signore e mi disse:Io non verrò più per ora a visitarti; ti do il dono di sposa“. E scomparve». I paradossi di Dio: Suor Agnese andava a Lui e Lui si ritraeva da lei. «Fui abbandonata ai demoni in modo che molti libri non basterebbero a dirlo. Ogni giorno mi pareva un inferno scatenato contro di me per le fortissime tentazioni di disperazione, contro la fede, la purezza e ogni altra virtù, con angustie e afflizioni inesprimibili. Ogni notte ero visitata dai demoni in modi e forme visibili ed orribili ed ero da essi tanto molestata che dovevo fuggire dalla cella e girare per il monastero».

Ma ci pensò il Signore a far mutare opinione alle sul conto di Suor Agnese. A seguito di diversi fatti occorsi nel monastero il loro giudizio cambiò. Si videro sotto altra luce le stravaganze della loro novizia. Determinante poi fu il parere del confessore, P. Norberto, che rassicurò tutte sul fatto che “la cosa era soprannaturale”.

Ad Assisi, il 6 giugno 1841, fece la professione perpetua. Dio scelse Suor Agnese per una importante Riforma delle anime religiose francescane. Su mandato divino scrisse le Costituzioni, che avrebbero dovuto mitigare alcune austerità esterne della Regola di S. Chiara. Il 17 settembre 1847 Pio IX approvò la nuova Regola delle Clarisse, così come era stata redatta da Suor Agnese. Il 21 gennaio 1848, Suor Agnese venne eletta abbadessa nel monastero di S. Giovanni a Nocera.

Nella vita della Steiner spicca l’amore per la croce. La religiosa emise il voto di vittima per i peccatori col quale si impegnò “ad accettare tutto ciò che al Signore piacerà mandarmi per i peccatori e per il mondo tutto“. Fu tormentata per tutta la vita da indicibili sofferenze e da stranissime malattie la cui origine era sconosciuta e che spesso resistevano ad ogni terapia.     

Madre Agnese soleva indossare tonache rappezzate che le erano molto care per l’amore che portava alla santa povertà. Aveva una pietà particolare per le anime del Purgatorio, con le quali fu più volte in misteriosa comunicazione.

In un brano dei suoi Appunti, scritto sicuramente in questi anni, Suor Agnese annota: «Ora spesso mi si presentano le anime di quei parenti che passano all’altra vita. Tre volte è venuta da me un’anima che soffre molto, come anche un’abbadessa delle Clarisse di Germania che io conoscevo bene. La vidi tutta nera e aveva soltanto un po’ di bianco sullo scapolare: piangeva terribilmente ed ho saputo che soffriva tanto per i troppi riguardi e per le condiscendenze verso le monache, ma era salva».

Gesù una notte le disse: «Ti condurrò a vedere il Purgatorio e come penano in esso le anime dei trapassati. Tu poi prenderai cinque di quelle anime e saranno quelle che piacciono a Maria, mia e tua madre, di liberare, e ciò conoscerai con chiarezza: – parlane, però, al confessore e riportane il consenso col merito della santa ubbidienza».anime purgatorio

Secondo la testimonianza di P. Norberto, questa liberazione di anime dal Purgatorio avvenne più volte. Le fonti storiche riferiscono anche dell’apparizione a Suor Agnese dell’anima della sua madre defunta. Maria Sinner era morta il 6 gennaio 1841, improvvisamente, ma dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti. Quel giorno stesso apparve alla figlia Suor Agnese in tempo di ritiro.

«Io la vidi morta racconta negli Appunti di aver visto la Madre – senza sapere che era morta… Oh che pianto! Oh quanto pregai per essa! La vidi che pativa anche per me e spesso veniva a visitarmi. Dopo tre mesi ebbi notizia della sua morte. Spesso nelle feste della Madonna mi si faceva vedere afflitta e in pene». Un giorno, benché gravemente malata, Suor Agnese si recò di notte in chiesa per lucrare l’indulgenza del Perdono d’Assisi per l’anima di sua madre. «Ivi seguitando nell’orazioneracconta P. Francescole comparve di nuovo l’anima di sua madre e le disse:Figlia mia, ti ringrazio, vado ora in Paradiso a preparare il posto anche per te”».

Racconta la Sisti, che dormiva in quei giorni nella cella della malata: «La mattina del 13 agosto mi svegliai all’improvviso e vidi intorno al letto della Madre Agnese come un incendio di raggi di luce e di splendori, i quali in grado ancora più intenso formavano come un baldacchino in alto che la copriva tutto all’intorno, e mi sembrò di vedere il solaio della cella come aperto con molti personaggi che calavano giù. Udii chiaramente una voce sensibile:Domandate alla mia Diletta che cosa vuole da me“. Mi alzai dal letto e temendo che quello della Madre andasse a fuoco, lo guardavo molto attentamente per scoprire donde provenissero quei raggi. Mirando poi la lucerna accesa al suo posto solito, compresi che si trattava di cosa celeste e credetti che la Chiesa del monastero di S. Giovanni. Quì è sepolta la VenerabileMadre fosse già morta». Ma l’ultimo momento per la Madre Agnese non era ancora giunto. Sarebbe morta solo qualche giorno più tardi, il 24 agosto 1862, aveva 49 anni.

La salma della Steiner rimase esposta nella Chiesa del monastero per quattro giorni. Da Nocera e dintorni moltissimi accorsero a rendere omaggio alle sue spoglie mortali. Il 28 agosto 1862, dopo un funerale straordinario per concorso di popolo commosso e ammirato, la salma della Madre Agnese fu sepolta in un loculo scavato in fondo alla chiesa del monastero di San Giovanni.

Non aveva di sé alcuna stima. Depone al processo canonico P. Francesco: «Mi consta di propria certa scienza come confessore che, nonostante l’abbondanza dei superni lumi, sublimità di virtù ed intima mistica unione con Dio da cui fu favorita dal cielo, si mantenne sempre nel profondo annichilimento di se stessa, reputandosi sinceramente niente e piena di peccati, riconoscendosi e dicendosi la creatura più indegna del mondo, meritevole di tutti i castighi e cagione di tutti i flagelli che cadevano sopra la terra».

Le monache poterono constatare che la sua obbedienza fu veramente eroica, «perché fu costantemente semplice, pronta e allegra».

Vedi per maggiori dettagli  La vita e le rivelazioni della Ven. Madre Agnese Steiner

Fonti: http://profezie3m.altervista.org/ptm_steiner.htm

“Nella Chiesa e per la Chiesa”, Gino Sigismondi, Edizioni Paoline;
“The Prophets And Our Times” Padre Gerald Culleton, Tan Books;
“The Thunder Of Justice” Ted and Maureen Flynn, MaxKol Communications;
“Catholic Prophecy” Yves Dupont, Tan Books.

A cura di “Profezie per il Terzo Millennio” – Luglio 2004

 

 

 

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