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Suor Maria Marta Chambon

Suor Maria Marta Chambon

Visitandina (1841-1907) 21 marzo

Gesù stesso le disse: “Ti ho scelta per diffondere la Maria Marta Chambondevozione alle Mie sante Piaghe nei difficili tempi in cui viviamo”. Maria SS le promise che questa devozione avrebbe portato grande ricchezza spirituale. Grazie a  Maria Marta Chambon abbiamo anche noi un’occasione per comprendere l’infinito amore del Cuore di Gesù.

Francesca Chambon nacque il 6 marzo 1841 da una famiglia di contadini, poverissima e molto cristiana, nel villaggio della Croi Rouge, presso Chambery. Nello stesso giorno ricevette il santo Battesimo nella chiesa parrocchiale di san Pietro di Lemenc. Nostro Signore volle rivelarsi a quest’anima innocente molto presto: aveva appena 9 anni quando, il Venerdì  Santo, fu condotta dalla zia all’adorazione della Croce e Cristo Nostro Signore si offrì ai suoi sguardi lacerato e insanguinato, come sul Calvario.

Oh, in che stato era!

Dirà lei stessa più tardi. Questa fu la prima rivelazione della Passione del Salvatore, che tanto posto avrebbe tenuto nella sua esistenza. All’aurora della sua vita fu soprattutto favorita dalle visite di Gesù Bambino. Nel giorno della sua prima Comunione. Egli venne a lei visibilmente; da allora, in ogni sua Comunione, fino alla morte, sarà sempre Gesù Bambino che ella vedrà nella santa Ostia. Gesù si fa compagno inseparabile della sua giovinezza, la segue nel lavoro della campagna, parla con lei lungo il cammino, l’accompagna alla misera casupola paterna.

Gesù Bambino nel tabernacolotabernacoloStavamo sempre insieme… ah, quanto ero felice! Avevo il paradiso nel cuore…

Così diceva al termine della sua vita, rievocando quei dolci e lontani ricordi. Al tempo di questi precoci favori, Francesca non pensava di dover confidare ad altri la sua familiarità con Gesù: si accontentava di goderne da sola, credendo ingenuamente che tutti possedessero il medesimo privilegio. Il fervore e la purezza di questa bambina, tuttavia, non potevano passare inosservati al degno curato della parrocchia, che le permise di accostarsi frequentemente alla sacra Mensa. Fu lui che scoprì la sua vocazione religiosa e la presentò in monastero.

Francesca aveva 21 anni, quando la Visitazione di Santa Maria di Chambery le aprì le porte. Due anni dopo, nella festa di Nostra Signora degli Angeli,  il 2 agosto 1864, pronunciava i santi voti e, con il nome di suor Maria Marta, prendeva posto definitivamente tra le suore di Santa Maria. Nulla all’esterno rivelava il contatto particolare con Gesù Cristo. La bellezza della figlia del Re era veramente tutta interiore. Dio, che senza dubbio le riservava magnifici compensi, aveva trattato suor Maria Marta, quanto ai doni esteriori, con evidente parsimonia: modi e linguaggio rozzi, e intelligenza meno che mediocre (suor Maria Marta non sapeva né leggere né scrivere), temperamento vivo e un po’ tenace…  Le suore sue compagne lo dichiararono sorridendo:

Oh, santa… era una vera santa… però, talvolta, quanta fatica!”.

La “santa” lo sapeva bene! Nella sua semplicità si lamentava con Gesù di avere tanti difetti:Crocifisso

I tuoi difetti, Egli rispondeva, sono la prova più grande che quello che succede in te viene da Dio! Io non te li toglierò mai: sono il velo che nasconde i miei doni. Tu hai molto desiderio di nasconderti? Io ce l’ho ancor più di te!

L’obbedienza era tutto per lei., ricorda madre Revel, sua superiora. Il candore, la rettitudine, lo spirito di carità che la animano, la sua mortificazione e, soprattutto, la sua umiltà sincera e profonda ci sembrano la garanzia più sicura della diretta opera di Dio su quest’anima. Quanto più riceve, tanto maggiore è il sincero disprezzo di se stessa, abitualmente oppressa dal timore di essere nell’illusione. Quello che più ci tranquillizza è il suo amore appassionato per la vita nascosta, la sua irresistibile necessità di nascondersi ad ogni sguardo umano e il terrore che si tenga conto di ciò che avviene in  lei”.

I due primi anni della vita religiosa di suor Maria Marta trascorsero abbastanza normalmente. Al di fuori di un dono di orazione non comune, di un raccoglimento continuo, di una fame e sete di Dio sempre crescenti, non si avvertiva in lei niente di veramente particolare, niente che lasciasse prevedere cose straordinarie. Però nel settembre del 1866 la giovane suora cominciò ad essere favorita da frequenti visite di nostro Signore, della santa Vergine, delle anime del Purgatorio e degli Spiriti celesti.

chiodoGesù Crocifisso, soprattutto, le offre quasi ogni giorno le sue divine Piaghe da contemplare, ora risplendenti e gloriose, ora livide e sanguinanti, chiedendole di associarsi ai dolori della santa Passione. Tra le altre mortificazione, Gesù richiede a suor Maria Marta persino il sacrificio del sonno, ordinandole di vegliare sola, vicino al Santissimo Sacramento, mentre il monastero è avvolto nel silenzio.

Nel mese di settembre del 1867 suor Maria Marta, come le aveva predetto il divino Maestro, cadde in uno stato misterioso, a cui sarebbe difficile dare un nome. La si vedeva distesa sul suo letto, immobile, senza parola, senza vista, senza bisogno o possibilità di prendere nutrimento alcuno; il polso tuttavia era regolare e il colore del volto leggermente roseo. Questo durò tre giorni (26-27-28) in onore della Santissima Trinità. Per la cara veggente furono tre giorni di eccezionali grazie. Tutto lo splendore del cielo venne ad illuminare l’umile cella, in cui la Santissima Trinità era discesa. Dio Padre, presentandole Gesù in un’Ostia, le disse:

Io ti dono Colui che tanto spesso tu mi offrieurchrist_Santa_Eucarestia_[1]

E le diede la Comunione. Poi le scoprì i misteri di Betlemme e della Croce, illuminando la sua anima con vive luci sull’Incarnazione e la Redenzione. Staccando poi da se stesso il suo Spirito, come un raggio infuocato, glielo donò affermando:

Qui c’è la luce, la sofferenza e l’amore! L’amore sarà per me, la luce per scoprire la mia volontà e infine la sofferenza per patire, momento per momento, come io voglio che tu soffra”.

Dopo una notte di terribili sofferenze, il 21 marzo 1907, alle otto di sera, ai primi Vespri della festa dei suoi Dolori, Maria veniva a cercare la figlia, alla quale aveva insegnato ad amare Gesù. E lo sposo riceveva per sempre nella ferita del suo Sacro Cuore la sposa che qui in terra aveva scelto come vittima amatissima, sua confidente e apostola delle sue sante Piaghe.

L’esame ecclesiastico fu serio, minuzioso e completo. Gli esaminatori furono d’accordo nel riconoscere che il cammino percorso da suor Maria Marta portava il Sigillo Divino. Consigliarono però di mettere tutto per iscritto e di custodire questi fatti sotto il velo del segreto, finché piacesse a Dio stesso di rivelarli. Così la comunità rimase ignara delle insigni grazie di cui era favorito uno dei suoi membri , il meno adatto, secondo il giudizio umano, per riceverle.

Diceva il dolcissimo Salvatore alla sua piccola serva:

chiodo2Una cosa mi addolora: ci sono anime che considerano la devozione alle mie sante Piaghe come strana, senza valore e sconveniente: è per questo che essa decade e viene dimenticata. In cielo ho dei santi che hanno avuto una grande devozione alle mie Piaghe, però in terra quasi nessuno mi onora in questo modo”.

San Francesco di Sales, che insieme a Santa Giovanna di Chantal aveva istituito l’Ordine della Visitazione, visitava in spirito molto sovente la sua cara figlia Maria Marta, non cessando di assicurarla della certezza della sua missione:

Padre mio, ella disse con il suo abituale candore, voi sapete che le mie consorelle non hanno nessuna fiducia nelle mie affermazioni perché sono molto imperfetta”.

Il Santo le rispose: “Figlia mia, le vedute di Dio non sono quelle della creatura, la quale giudica secondo i criteri umani. Dio dà le sue grazie ad una miserabile che non ha nulla, perché tutte siano riferite a lui. E’ una felicità per il mio cuore di padre che questo onore sia concesso a te da Gesù Crocifisso: è la pienezza della redenzione che Gesù ha tanto desiderato

La SS. Vergine venne e le disse con bontà:

Sassoferrato, Madre dei doloriFiglia mia non ti devi preoccupare, né per la tua superiora, né per te; mio Figlio sa quello che ha da fare… in quanto a te, fai solamente giorno per giorno quello che Gesù vuole…

Se cercate la ricchezza, andate a prenderla nelle sante Piaghe di mio Figlio… tutta la luce dello Spirito Santo sgorga dalle Piaghe di Gesù, però questi doni li riceverete in proporzione alla vostra umiltà… io sono la vostra Madre e vi dico: Andate ad attingere alle Piaghe del mio Figlio! Succhiate il suo sangue fino ad esaurirlo, il che, tuttavia giammai succederà. E’ necessario che tu, figlia mia, applichi le Piaghe di mio Figlio sopra i peccatori, per convertirli.

Un fatto commovente è che Gesù richieda per il suo augusto capo coronato di spine uno specialissimo culto di venerazione, di riparazione e di amore:

La mai corona di spine mi ha fatto soffrire più di tutte le altre Piaghe: dopo l’Orto degli Ulivi, essa fu il mio patimento più straziante… per alleviarlo dovete osservare bene la vostra regola: guarda questo capo che è stato trafitto per amore tuo e per i cui meriti dovrai un giorno essere incoronata. Le anime che hanno contemplato e onorato la mia corona di spine in terra, saranno la mia corona di gloria in cielo. E’ la corona di spine che vi otterrà quella della gloria. Io la do ai miei prediletti. Togli le spine dal mio capo, offrendo a mio Padre per i peccatori il merito delle mie Piaghe… va in cerca di anime. Una sola anima che fa le sue azioni in unione con i meriti della mia santa Corona guadagna più che la comunità intera.

piaghediGesu1

PROMESSE DI GESÙ

“… Io concederò tutto quello che mi si chiede con l’invocazione delle sante Piaghe. Occorre diffondere questa devozione: tutto otterrai perché è merito del mio Sangue che è di valore infinito. Con le mie Piaghe e il mio Cuore divino, puoi ottenere tutto. Dalle mie Piaghe escono frutti di santità: come l’oro purificato nel crogiolo diventa più bello, così è necessario porre la tua anima e quelle delle tue sorelle nelle mie sacre Piaghe. Qui si perfezioneranno come l’oro nel crogiuolo. Sempre potete purificarvi nelle mie Piaghe. Le mie Piaghe ripareranno le vostre…Le mie Piaghe copriranno le vostre mancanze… quelli che le onoreranno acquisteranno una vera conoscenza di Gesù Cristo. Meditandole, troverete sempre un nuovo alimento di amore”.

La consacrazione che faceva ogni giorno suor Maria Marta:

Io, suor Maria Marta Chambon, prometto a nostro Signor Gesù Cristo di offrirmi ogni mattina a Dio Padre in unione con le divine Piaghe di Gesù Crocifisso, per la salvezza di tutto il mondo e per il bene e la perfezione della mia comunità. Amen.

DEVOZIONE ALLE SANTE PIAGHE DI CRISTO

Ecco un’altra potente preghiera che ricorda la passione di Cristo:

croce 16TI ADORO O CROCE SANTA

Ti adoro o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,  coperta e tinta del Suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me. Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Amen

Recitata 33 volte il Venerdì Santo libera 33 Anime del Purgatorio

Recitata 50 volte ogni venerdì libera 5 Anime del Purgatorio

Fonte:  Le sante piaghe di nostro Signore Gesù Cristo – ed. Shalom

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