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Il festino di Santa Rosalia

IL FESTINO DI SANTA ROSALIA

13-15 luglio 2019 – 395° festino

santa rosalia festino1Il Festino di Santa Rosalia, patrona di Palermo è un evento che attira in città decine di migliaia di turisti. Esso celebra la liberazione della città dalla peste del 1624, in seguito al ritrovamento delle reliquie della Santuzza sul Monte Pellegrino.

Lo straordinario racconto di Gaetano Basile, giornalista, abile oratore e storico quotidiano delle tradizioni palermitane, da vita ad un documentario breve in cinque puntate, nel quale ci racconta la nascita e l’evoluzione del Festino, una delle feste religiose più antiche d’Europa…

VIDEO-STORIA DEL FESTINO DI SANTA ROSALIA

La grandiosa festa, nota in tutto il mondo come “U FISTINU”, dura dal 13 al 15 luglio quest’anno. Il giorno 14 sfila un Carro trionfale, costruito appositamente anno per anno, con sopra la statua di Rosalia. Quest’anno il tradizionale carro celebrativo che andrà in processione lungo il “Cassaro” (Corso Vittorio Emanuele) sarà realizzato pezzo per pezzo dai detenuti del carcere dell’Ucciardone. Il tema scelto per la 395° edizione è l’inquietudine. Il direttore artistico sarà anche quest’anno Lollo Franco.

Alla sera poi, un grande spettacolo di fuochi d’artificio. Il giorno 15 si fa la solenne processione religiosa delle reliquie della Santa. La Santa Messa solenne delle ore 11.00 prevede l’indulgenza plenaria.

Rosalia era figlia del duca Sinibaldo nobile normanno che il re Ruggero II aveva nominato signore della Quisquina, un feudo che si trova nella provincia di Agrigento. Il nome Rosalia è composto da Rosa e Lilium e significa che la fanciulla era bella come una rosa e pura come un giglio. Rosalia viveva nel Palazzo Reale di Palermo. Un giorno il Re andò a caccia sul Monte Pellegrino. Fu assalito da dei lupi e stava per perdere la vita, quando un giovane cavaliere di nome Baldovino gli salvò la vita.

srosaliaQuindi il Re per ringraziarlo gli disse che gli poteva dare tante ricchezze, anche metà del suo regno, ma Baldovino gli disse che non voleva tutte le sue ricchezze, ma voleva, prendere in sposa  Rosalia e il Re glielo concesse. Mentre Rosalia si stava preparando per il matrimonio le apparve Gesù nello specchio che le disse: – Io ho sofferto molto per te mentre tu pensi alle cose materiali –  A questo punto Rosalia chiese al Signore: – cosa vuoi che faccia? – Il Signore le rispose: – Se veramente mi vuoi bene, questa notte vieni nella mia Chiesa e ti sposerai con me. –

La notte successiva, entrò nella stanza di Rosalia un angelo sotto forma di un bambino, la prese per mano e la condusse nella chiesa del Santissimo Salvatore. Rosalia portò con sé il libro delle preghiere e il Crocifisso.

La mattina non trovarono Rosaliatutti pensarono che fosse stata rapita e il Re mandò le guardie a cercarla in tutto il regno. Baldovino il promesso sposo giurò che avrebbe ucciso il responsabile del rapimento insieme alla sua stirpe. I genitori di Rosalia erano disperati, poi la madre capì che Rosalia non era stata rapita, ma era fuggita per libera scelta perché non trovò più nella sua stanza il Crocifisso e il libro di preghiere. Molto si è discusso se Rosalia si sia dedicata prima alla vita monastica e poi all’eremitaggio o viceversa. Comunque la leggenda vuole che Rosalia visse in una grotta a Santo Stefano di Quisquina da eremita  per 12 anni.  Successivamente si
trasferì in una grotta sul monte Pellegrino, a Palermo, dove morì consolata da San Cirillo il 4 settembre del 1160. Poi per tantissimi anni non si parlò più di Rosalia.santa-rosalia-festino2

Nei primi anni del 1600 a Palermo cominciò la grave malattia della peste e per questo molte persone morirono. Nonostante le intense preghiere della cittadinanza e le processioni, le quattro sante compatrone di allora – santa Cristina, santa Ninfa, sant’Oliva e sant’Agata – non erano riuscite a fermare l’epidemia.

Una donna di nome Girolama Gatto si trovava in ospedale e stava per morire a causa della peste. Le apparve Rosalia e le disse: – Abbandona le tue paure perche sei guarita; recati a Monte Pellegrino e lì troverai le mie ossa. – La donna lo comunicò e cominciarono le ricerche, ma le ossa non furono trovate. Vincenzo Bonelli un saponaio andò a caccia sul Monte Pellegrino perché era depresso, infatti, la peste gli aveva portato via tutti i suoi cari. Sul Monte Pellegrino inseguì una cerva fino ad una grotta. Da un foro nella parete della roccia gli apparve il busto di Rosalia che gli disse che proprio in quel punto c’erano le sue ossa e gli ordinò di riferirlo al Senato di Palermo. Cominciarono gli scavi e furono trovati prima ossa di animali e poi le ossa di una donna.

Nonostante le intense preghiere della cittadinanza e le processioni, le quattro sante compatrone di allora – santa Cristina, santa Ninfa, sant’Oliva e sant’Agata – non erano riuscite a fermare l’epidemia ma al passaggio delle reliquie di Santa Rosalia la pestilenza cessa miracolosamente, al che i palermitani per riconoscenza scelgono a Santuzza come seconda protettrice della città (dopo santa Cristina), dedicandole “u fistinu” (il festino) che si celebra tra la prima e la seconda settimana di luglio con un carro trionfale, introdotto nel 1686, e un corteo storico in costumi seicenteschi. I festeggiamenti sono aperti alla mattina presto da un’alborata.santa-rosalia festino

Il pittore Jean Houel nel 1776 nel descriverlo così lo definisce: «È un’arca di trionfo mobile che porta una grandissima quantità di musici e la cui base è come una conca, portata su quattro ruote. Nel mezzo il simulacro della giovane con splendido abito, sospesa su di una nuvola e circondata di raggi di gloria».

Da allora la processione si ripete ogni anno con il fine di proseguire nei secoli il rituale di liberazione dai mali che affliggono l’umanità. Il festino, come viene detta la festa, è infatti dal 1624 un appuntamento fisso per i palermitani.

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Accanto al programma ufficiale, che culmina nei giorni del festino vero e proprio (13, 14 e 15 Luglio), c’è un susseguirsi di eventi e laboratori.

Durante le celebrazioni si consumano pietanze che fanno parte della tradizione popolare palermitana: la Pasta con le sarde (la pasta chî sardi), i babbaluci (lumache bollite con aglio e prezzemolo), lo sfincione (‘u sfinciuni), il polpo bollito ( ‘u purpu), calia e simenza ( ‘u scacciu), la pannocchia bollita (pullanca) e l’Anguria (detto ‘u muluni).

  • Sabato 13 Luglio ore 19:00: Svelamento della Statua della Santuzza nel piano della Cattedrale;
  • Domenica 14 Luglio ore 21:30: Corteo Trionfale dal Piano della Cattedrale lungo il Cassaro fino al Foro Italico; ore 22:30: Spettacoli pirotecnici nel Prato del Foro Italico;
  • Lunedì 15 Luglio ore 19:00: Solenne processione dell’Urna Argentea da Corso Vittorio Emanuele a Piazza Marina.

santa-rosalia1Il festino termina il giorno 15 con la solenne processione delle reliquie della Santa, contenute all’interno dell’Urna argentea, tra due ali di folla. In Santa Rosalia e nella sua festa i Palermitani trovano una ragione ed una occasione di identità collettiva ben sintetizzato nel grido

Viva Palermo e Santa Rosalia.

Il 3 e 4 settembre, invece, si celebra la processione dei devoti di Santa Rosalia che a piedi si recano fino al santuario posto sul Monte Pellegrino. Lungo il cammino si celebrano riti religiosi, banchetti e balli che durano per tutta la giornata prima del rientro in città.

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Fonti: https://www.travel365.it/festino-santa-rosalia-palermo.htm http://www.santuariosantarosalia.it/ / http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Rosalia /http://www.gcirincione.it/htm/la_leggenda_di_santa_rosalia.htm /http://www.palermotoday.it/eventi/392-festino-santa-rosalia-programma-piazze-.htmlhttp://www.festinodisantarosalia.it/389/http://palermo.blogsicilia.it/391-festino-di-s-rosalia-costera-274mila-euro/300227/

 

 

 

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