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Beati Guglielmo Arnaud e co.

Beati Guglielmo Arnaud e co.

Martiri (1242) 29 maggio

L’esistenza del culto di questi martiri, ratificato dalla Santa Sede Beati Guglielmo Arnaud e co.3nel 1866 in seguito alle molte guarigioni avvenute sul luogo della loro sepoltura, ci aiuta a ricordare che nel travagliato periodo dell’eresia albigese, nel sud ovest della Francia, molti cristiani patirono il martirio a causa della loro fede e dell’obbedienza alla Santa Sede.

Tra i dodici che ricordiamo oggi vi sono tre domenicani, due francescani, due benedettini, quattro altri chierici e un laico. A cavallo tra il XII e il XIII secolo l’idea della crociata si era estesa alle spedizioni contro gli eretici e aveva trovato un campo di applicazione nella Francia meridionale. L’opportunità effettiva fu offerta dal desiderio franco di estendere il proprio effettivo potere sulle aree di Tolosa e di Carcassonne, obiettivo raggiunto nel 1229 con una guerra che costrinse il conte Raimondo VII di Tolosa alla resa.

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L’azione contro i catari proseguì con nuovi insediamenti, espropri e, dal 1233, l’Inquisizione. Questa lunga erosione del catarismo, la cui dottrina dualista insegnava l’esistenza di due divinità in lotta, una creatrice del mondo spirituale e l’altra di quello materiale carceriere dell’anima, fu considerata necessaria e spesso sentita come indispensabile prevenzione alla sua disastrosa propagazione. L’Inquisizione fu molto solerte nel perseguire lo scopo anche se la Chiesa non giustiziava direttamente gli eretici: quando essi respingevano ogni tentativo fatto per convincerli a ritrattare (i catari rifiutavano la Chiesa e la sua autorità), venivano consegnati al braccio secolare, cioè al potere civile, per la punizione.

L’Inquisizione papale, distinta da quella diocesana, fu affidata ai domenicani da papa Gregorio IX nel 1233, lo stesso anno in cui a Tolosa fu fondata ufficialmente l’università, sul modello di Parigi. Entrambi questi eventi avvennero dodici anni dopo la morte di S. Domenico (8 ago.), ma si può a ragione ritenere che egli avrebbe condiviso più il secondo che il primo, così come le equilibrate opinioni di S. Tommaso d’Aquino (28 gen.) offrivano risposte migliori  all’avversione dei Beati Guglielmo Arnaud e co.1catari per cibo, bevande, rapporti sessuali e tutte le altre attività umane.

Almeno alcuni dei martiri di oggi furono inquisitori, come il più famoso S. Pietro Martire (1252, 29 apr.), ma non sappiamo quanti fossero domenicani (probabilmente almeno tre), i cui confratelli dell’ordine, originatosi proprio a Tolosa, vi erano stati scacciati dai seguaci dell’eresia catara. Essi diressero una predicazione missionaria ad Avignone (nel sud ovest) con l’aiuto dei preti locali; qui fu loro offerta ospitalità nel castello dell’amministratore locale di Raimondo VII, ma, ritiratisi nelle loro stanze per dormire, furono massacrati da soldati segretamente ammessi nel palazzo. I sacerdoti con il loro ultimo respiro lodarono  Dio con le parole del Te Deum. Le numerose guarigioni avvenute sul luogo della loro sepoltura portarono al culto, successivamente confermato. 

Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler

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