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San Bernardino da Siena

SAN BERNARDINO da SIENA

 Francescano (1380-1444) 20 maggio

Famoso e amatissimo predicatore, Bernardino diede nuovo vigore L'Aquila, Basilica di San Berardino da Siena, statua di San Bernardino da Sienaai francescani osservanti, al cui ordine apparteneva, e fu un valente teologo e canonista. Diffuse la devozione al Santo Nome di Gesù, espresso con le lettere IHS incise su una piastra tonda.

Era nato a Massa Marittima, allora appartenente alla repubblica di Siena, dove il padre era governatore. All’età di sei anni rimase orfano e fu allevato da uno zio paterno a Siena, dove studiò grammatica e retorica e si laureò in giurisprudenza mentre da 2 zie apprese l’amore per la beatissima Vergine Maria. A Siena, fuori Porta Camollia, vi era un affresco raffigurante Maria assunta in cielo. Il fanciullo si recava spesso a pregare davanti a quell’immagine; e un giorno confidò alla cugina Tobia: « Sono innamorato della beatissima Vergine Maria Madre di Dio; lei ho sempre amato, lei desidero ardentemente vedere, lei amo con tutto il cuore e perciò ho scelto lei come mia castissima fidanzata. Vorrei tenere sempre lo sguardo fisso su di lei; per questo ho deciso di visitare la sua immagine ogni giorno ».

VIDEO-STORIA

(Raccontata dentro la Santa Casa di Loreto)

san bernardino da sienaDurante la violenta epidemia di peste del 1400 assunse, insieme ad altri compagni, la gestione dell’ospedale locale, essendo perito tutto il personale regolare. Dopo l’esperienza di quattro mesi tra i malati di peste, rimase lui stesso colpito dalla malattia e lottò per un po’ di tempo tra la vita e la morte. Fu un’esperienza tremenda ma così forte che lo segnerà positivamente tutta la vita. Passata l’epidemia si prese cura della zia, costretta a letto finché costei morì. Nel 1402 si fece francescano a Siena, trascorrendo il noviziato a Colombaio, sul monte Amiata.

Ordinato prete nel 1404, all’età di soli ventiquattro anni, completò a Fiesole i suoi studi in teologia mistica e ascetica, immergendosi nella lettura degli scritti dei grandi dottori della Chiesa e degli autori francescani come S. Francesco (4 ott.) e S. Bonaventura (15 lug.); dal primo dei due grandi francescani apprese l’amore per la povertà, che durò per tutta la sua lunga vita; dal secondo la convinzione dell’importanza dello studio nella vita dei fratiLa sua cella, piccola e suggestiva, può essere ancora ammirata a Fiesole. Nel 1417 intraprese a predicare a Milano e in Lombardia; predicò in molte altre parti d’Italia (ad esclusione del regno di Napoli)viaggiando sempre a piedi. Esercitò la propria voce per riuscire a predicare non solo in chiesa ma anche da pulpiti di piazza, collocati all’aria aperta (alcuni esistenti ancora oggi). La sua predicazione era basata sulla persona di Cristo e stigmatizzava gli abusi del suo tempo (gioco d’azzardo, usurastregoneria e superstizione) predicando la necessità della penitenza e della povertà volontaria per combattere questi mali.

Come altri frati a lui contemporanei faceva ricorso ad aneddoti, mimica, recitazione e invettiva: era capace di muovere le folle al riso o alle lacrimeottenendo conversioni, restituzioni di proprietà, cambiamenti di vita. Tutto bene, tutto liscio nella sua vita? Non è possibile per nessuno. Oggi gli si rimprovera infatti una durezza eccessiva contro le cosiddette “streghe” e contro gli Ebrei San_Bernardino_da_Siena_Q(allora non erano ancora i “nostri Fratelli maggiori”). Era santo ma anche figlio del suo tempo e della cultura di allora. Comunque la sua fama di predicatore travolgente, efficiente ed efficace non lo risparmiò da ostilità, sofferenze ed incomprensioni. Questo successo suscitò anche invidie: fu così accusato di superstizione e falsa dottrina nel 1426, nel 1431 e infine nel 1438, ma tutte le accuse caddero davanti alla sua ortodossia, alle rette intenzioni e alla santità di vita.

Dal 1430 iniziò a scrivere le sue opere teologiche (alcune ci sono pervenute in autografo), componendole in gran parte in latino, ma alcune anche in volgare. I suoi trattati teologici riguardano le principali verità dogmatiche e morali del cristianesimo, come pure le linee guida della teologia ascetica e mistica. Scrisse anche trattati sulla Vergine Maria, enfatizzando il suo ruolo nella mediazione della grazia. In questi anni gli furono offerti i vescovadi di Siena, Ferrara e Urbino, che sempre rifiutò.

Dal 1438 al 1442 fu vicario generale dei francescani osservanti, il cui numero aumentò di dieci volte, anche grazie alla sua santità e alla sua predicazione. Durante il suo governo l’Ordine francescano passò da un isolamento eremitico a un pieno coinvolgimento nell’insegnamento e nella predicazione. Insistette che si promuovessero studi teologici per combattere «la santa rusticità» propugnata da alcuni frati, fondando uno studio teologico a Monteripido, presso Perugia, ben sapendo san bernardino da siena1che per i frati l’ignoranza è pericolosa come le ricchezze, specialmente quando essi operano come confessori o direttori spirituali.

Nel 1442 diede le dimissioni dall’incarico e riprese la predicazione itinerante, non più a piedi bensì a dorso di mulo. La sua reputazione era così alta che egli spesso è stato considerato come il religioso più influente del suo tempo in Italia. Nel 1444 predicò per cinquanta giorni consecutivi (un sermone al giorno) a Massa Marittima, sua città natale, partendo poi per Napoli con l’intenzione di predicare anche lungo il cammino: morì però a L’Aquila il 20 maggio, vigilia dell’Ascensione.

Qui fu sepolto e subito gli furono attribuiti miracoli. Nel 1450 fu canonizzato da papa Niccolò Vnel 1474 le sue reliquie furono traslate nella nuova chiesa aquilana, detta di S. Bernardino, da S. Giacomo della Marca (28 nov.), uno dei suoi discepoli più fedeli che, con S. Giovanni da Capestrano (23 ott.) e altri, avrebbe continuato la sua opera nella Chiesa nel periodo successivo. Papa Pio II lo definì «un eccellente maestro di teologia e dottore di diritto canonico» che applicò il puro insegnamento delle Scritture e dei Padri alla situazione della Chiesa del suo tempo. La festa del Santo Nome – che nel frattempo si era diffusa – fu estesa alla Chiesa universale da papa Innocenzo XIII (1721-1724). Grande fu la sua influenza nel mondo religioso, specialmente all’interno del suo ordine. Il suo ampio insegnamento sulla necessità di moderazione nella ricerca della ricchezza, a favore di un’etica del commercio (da esercitare in accordo con la giustizia e la carità), non ha perso di attualità lungo i  secoli. san-bernardino-da-siena

L’iconografia che lo riguarda è abbondante: abbiamo suoi ritratti, a opera di Pietro di Giovanni e Benedetto Bonfigli, nella Pinacoteca di Siena e nella Galleria Nazionale dell’Umbria; nella Sala Capitolare del Duomo di Siena c’è l’affresco di Sano di Pietro che lo raffigura mentre predica all’aperto. Molti dipinti pregevoli sono di Benozzo Gozzoli, e di altri artisti famosi. Il ritratto più importante fu forse dipinto da El Greco (ed è conservato nel museo di El Greco a Toledo), che lo rappresenta molto più alto ma emaciato come nei dipinti di scuola toscana, con tre mitre barocche ai suoi piedi, simboli dei tre vescovadi che aveva rifiutato. 

È INVOCATO: – contro la raucedine e le malattie dei polmoni – come protettore dei predicatori e dei pubblicitari

Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler / donbosco-torino.it / santorosario.net

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