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ABBAZIA DI MONTECASSINO

ABBAZIA DI MONTECASSINO

Lazio – 15 febbraio 1944

Fu san Benedetto che nel 529 scelse questa montagna per costruire un monastero che avrebbe ospitato lui e quei monaci che lo seguivano da Subiaco e come una possente fenice, riuscì a rinascere ogni volta dalle sue rovine maggiormente forte e bella. Lo stesso accadde nel feroce bombardamento che la rase al suolo il 15 febbraio 1944.

L’abbazia di Montecassino è un monastero benedettino sito sulla sommità di Montecassino, nel Lazio. Dal dicembre 2014 il sito è in gestione al Polo Museale del Lazio. L’abbazia di Montecassino è il monastero più antico d’Italia insieme al monastero di Santa Scolastica.

Fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia sul luogo di un’antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, situato a 519 metri sul livello del mare, ha subito nel corso della sua storia un’alterna vicenda di distruzioni, saccheggi, terremoti e successive ricostruzioni.

Nel 577, durante l’invasione dei Longobardi, il monastero venne distrutto per la prima volta e la comunità dei monaci, con le spoglie del santo fondatore, dovette riparare a Roma. Ricostruita intorno al 718 sotto l’impulso di Petronace di Montecassino, l’abbazia venne distrutta una seconda volta dai Saraceni nell’883, venendo riedificata per volere di papa Agapito II solo nel 949. Per tutto il medioevo, l’abbazia fu un centro vivissimo di cultura attraverso i suoi abati, le sue biblioteche, i suoi archivi, le scuole scrittorie e miniaturistiche, che trascrissero e conservarono molte opere dell’antichità.

Testimonianze storiche del più alto interesse e di sicura validità sono state raccolte e tramandate a Montecassino: dai primi preziosi documenti in lingua volgare ai famosi codici miniati cassinesi, ai preziosi e rarissimi incunaboli (libro stampato con la tecnica a caratteri mobili tra la metà del XV secolo e l’anno 1500 )

Il più illustre dei suoi abati fu forse Desiderio – il futuro papa Vittore III (sepolto nell’abbazia stessa) – che alla fine dell’XI secolo fece ricostruire completamente l’abbazia ed ornò la chiesa di preziosissimi affreschi e mosaici, il cui riflesso si può ancora oggi scorgere in quelli che lo stesso abate fece eseguire in Sant’Angelo in Formis. Dal Chronicon cassinese di Leone Marsicano sappiamo che l’abate Desiderio impiegò sforzi e capitali notevoli per la ricostruzione della chiesa abbaziale, compiuta nei soli cinque anni dal 1066 al 1071, utilizzando materiali lapidei provenienti da Roma e facendo venire da Bisanzio anche mosaicisti e artefici vari. La maggior parte delle decorazioni – della chiesa e dei nuovi ambienti del monastero successivamente riedificati – erano costituite da pitture, oggi in maggior parte perdute e delle cui conosciamo soltanto alcuni soggetti, come le Storie dell’Antico e Nuovo Testamento nell’atrio, di cui si conservano interamente i titoli scritti dall’arcivescovo di Salerno Alfano.

Distrutta da un terremoto nel 1349 e nuovamente ricostruita nel 1366, l’abbazia assunse nel XVII secolo l’aspetto tipico di un monumento barocco napoletano, grazie anche alle decorazioni pittoriche di numerosi artisti tra i quali Luca Giordano, Francesco Solimena, Francesco de Mura, Giovanni de Matteis. Fra il 1930 e il 1943 il monastero era raggiungibile grazie alla funivia di Cassino, distrutta durante la seconda guerra mondiale.

In queste forme era giunto fino a noi l’antico monastero prima che la mattina del 15 febbraio e ben 142 bombardieri pesanti e 114 bombardieri medi rasero al suolo l’abbazia. Nel corso di questo trovarono la morte numerosi civili che avevano cercato rifugio all’interno dell’edificio, mentre all’esterno furono uccisi dalle bombe diversi soldati tedeschi e anche quaranta soldati della divisione indiana. Al bombardamento partecipò il soldato Walter M. Miller, futuro scrittore, che proprio da questa sua esperienza trasse l’ispirazione per la sua opera più importante, Un cantico per Leibowitz.

La ricostruzione, iniziata subito dopo la fine della guerra, ha mirato ad una riproduzione esatta delle architetture distrutte.

La maestosa chiesa abbaziale, completamente distrutta durante la Seconda Guerra mondiale, fu in seguito completamente ricostruita e consacrata da papa Paolo VI nel 1964.

Al di là dei regali che riceverete e di cui vi stancherete presto, ci sono cose che non stancano mai: il volerci bene impegnandoci ogni giorno perché questo sia sempre più realtà e sempre più contagioso”. (S. Benedetto)

Fontihttp://www.abbaziamontecassino.org/abbey/index.php/visita-montecassino-abbazia-monastero/visita-montecassino-monastero-abbazia-monaci; https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Montecassino

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