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TRANSITO DI SAN BENEDETTO

TRANSITO DI SAN BENEDETTO

21 marzo

San_Benedetto_annigoniIl martirologio pone la sua festa l’11 luglio, data della traslazione delle sue reliquie per poterlo festeggiare al di fuori della quaresima, ma la vera data della sua morte è il 21 marzo, giorno in cui si ricorda comunque il suo transito, e grazie ad una particolare visione svelò la sua entrata in gloria.

Il 21 marzo si celebra il “transito”, cioé la nascita al cielo del fondatore, del restauratore e propagatore della disciplina monastica in occidente, San Benedetto.

Dopo aver dato inizio ad una nuova fondazione monastica, a Terracina, il 21 marzo del 547, o di qualche anno immediatamente successivo, san Benedetto muore, quaranta giorni circa dopo la scomparsa di sua sorella Scolastica con la quale ebbe comune sepoltura; secondo il racconto di S. Gregorio Magnospirò in piedi, san benedetto da norciasostenuto dai suoi discepoli, dopo aver ricevuto la comunione e con le braccia sollevate in preghiera, mentre li benediceva e li incoraggiava.

Nel 577, come aveva predetto il santo, per la prima volta viene distrutta Montecassino. Per la quarta volta il monastero sarà raso al suolo il 15 febbraio 1944. Il culto si sviluppò lentamente finché aumentò l’influsso cluniacense nel X secolo. L’abbazia di Eleury reclamò le sue reliquie sin dal VII secolo, ma Montecassino si oppose molto vivamente; la data della traslazione dei suoi resti è l’11 luglio che, dal 1969, il Calendario Romano ha fissato come giorno della sua festa, per poterlo celebrare al di fuori della Quaresima. Il 24 dicembre 1964 è stato nominato da papa Paolo VI patrono d’Europa (affiancato in seguito da Cirillo e MetodioCaterina da SienaBrigida di Svezia ed Edith Stein)

Oggi lo ricordiamo anche come patrono degli esorcisti  e dei moribondi grazie alla duplice visione, contemporanea e in luoghi diversi ai sui discepoli, che rivelò loro l’ingresso di Benedetto nell’Eterna Gloria:

una strada adorna di drappi e sfolgorante di innumerevoli luci lo accolse verso il Cielo.”

Preghiera a San Benedetto

benedetto da norciaStando in piedi nell’Oratorio, in mezzo ai discepoli che lo sorreggevano, l’uomo di Dio, Benedetto, fortificato dal Corpo e dal Sangue del Signore, a mani alzate, nella preghiera rese lo spirito a Dio e fu visto salire al cielo per una via adorna di drappi e sfolgorante di innumerevoli luci.

Glorioso sei apparso al cospetto di Dio,

Per questo il Signore ti ha rivestito di gloria.

Preghiamo

O Dio, che hai ornato la preziosa morte del nostro santo Padre Benedetto donandogli così insegni favori, concedici che, celebrandone la memoria, nella nostra morte siamo difesi dalla sua beata presenza contro le insidie del nemico. Per Cristo nostro Signore.Amen

Dai suoi scritti

Proposta di riflessione dalla «Regola» di san Benedetto.

Non antepongano a Cristo assolutamente nulla.

Prima di ogni altra cosa devi chiedere a Dio con insistenti preghiere che egli voglia condurre a termine le opere di bene da te incominciare, perché non debba rattristarsi delle nostre cattivi azioni dopo che si é degnato di chiamarci ad essere suoi figli. In cambio dei suoi doni, gli dobbiamo obbedienza continua. Se non faremo così, egli come padre sdegnato, sarà costretto a diseredare un giorno i suoi figli e, come signore tremendo, irritato per le nostre colpe, condannerà alla pena eterna quei malvagi che non san benedetto da norcia1l’hanno voluto seguire alla gloria. Destiamoci, dunque, una buona volta al richiamo della Scrittura che dice: E’ tempo ormai di levarci dal sonno (cfr. Rm 13, 11). Apriamo gli occhi alla luce divina, ascoltiamo attentamente la voce ammonitrice che Dio ci rivolge ogni giorno: «Oggi se udite la sua voce non indurite i vostri cuori» (Sal 94, 8). E ancora: «Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese» (Ap 2, 7).

E che cosa dice? Venite, figli, ascoltate, vi insegnerò il timore del Signore. Camminate mentre avete la luce della vita, perché non vi sorprendono le tenebre della morte (cfr. Gv 12, 35). Il Signore cerca nella moltitudine del popolo il suo operaio e dice: C’é qualcuno che desidera la vita e brama trascorrere giorni felici? (cfr. Sal 33, 13). Se tu all’udire queste parole rispondi: Io lo voglio! Iddio ti dice: Se vuoi possedere la vera e perpetua vita, preserva la lingua dal male e le tue labbra non pronunzino menzogna: fuggi il male e fà il bene: cerca la pace e seguila (cfr. Sal 33, 14-15). E se farete questo, i miei occhi saranno sopra di voi e le mie orecchie saranno attente alle vostre preghiere: prima ancora che mi invochiate dirò: Eccomi.

Che cosa vi é di più dolce, carissimi fratelli, di questa voce del Signore che ci invita? Ecco, poiché ci ama, ci mostra il cammino della vita. Perciò, cinti i fianchi di fede e della pratica di opere buone, con la guida del vangelo, inoltriamoci nelle sue vie, per meritare di vedere nel suo regno colui che ci ha chiamati. Ma se vogliamo abitare nei padiglioni del suo regno, persuadiamoci che non ci potremo san benedetto da norcia2arrivare, se non affrettandoci con le buone opere. Come vi é uno zelo cattivo e amaro che allontana da Dio e conduce all’inferno, così c’é uno zelo buono che allontana dai vizi e conduce a Dio e alla vita eterna. In questo zelo i monaci devono esercitarsi con amore vivissimo; e perciò si prevengano l’un l’altro nel rendersi onore, sopportino con somma pazienza le infermità fisiche e morali degli altri, si prestino a gara obbedienza reciproca. Nessuno cerchi il proprio utile, ma piuttosto quello degli altri, amino i fratelli con puro affetto, temano Dio, vogliano bene al proprio abate con sincera e umile carità.

Nulla assolutamente anteponiamo a Cristo e così egli, in compenso, ci condurrà tutti alla vita eterna.

Fonti: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler; http://liturgia.silvestrini.org/santo/379.html

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