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VERGINE DI NAJU

VERGINE DI NAJU

Le lacrime cominciarono a scorrere il 30 giugno 1985

NAJU2«Rientrai a Naju verso le 23,30 del 30 giugno… Recitai il Rosario per la conversione dei peccatori e per la comunità dei poveri del Villaggio dei Fiori. Mentre dicevo: Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte. Amen“, feci un “Oh!” di meraviglia. Nel guardare gli occhi e le gote della statua della Vergine, avevo visto colare delle lacrime. …».

Siamo nel 1985, Naju, Corea del Sud. La quarantenne Julia, madre di famiglia e cattolica, torna a casa dopo una giornata trascorsa a prestare assistenza in una comunità di handicappati e dice il rosario davanti a una statuetta della Madonna. Di colpo questa si mette a lacrimare. Julia avvisa il marito. La cosa va avanti per due mesi, la notizia si sparge, si interessa il vescovo. Il 18 luglio la Vergine in persona appare a Julia e le parla. Le apparizioni (ma anche il pianto della statuetta) continuano. Il 19 ottobre dell’anno seguente l’immagine piange lacrime di sangue. Dall’ottobre del 1991 juliacomincia un’essudazione profumatissima. Il vescovo della diocesi competente (Kwangiu) è costretto a ordinare un’inchiesta ed approfonditi esami scientifici. Tutto vero. Dal 1987 i fenomeni coinvolgono in prima persona la veggente: Julia va in estasi e rivive la Passione, le compaiono addosso le stimmate, talvolta l’ostia con cui fa la comunione stilla sangue.

La Madonna le comunica dei messaggi e chiede la costruzione di una cappella sul pendio di una collina poco distante. Indica anche il punto in cui scaturiranno due sorgenti, là vicino, e così accade. La Vergine si presenta come Mendicante Celeste e Arca della Salvezza. Oggi nel luogo prescelto sorge un santuario mariano a cui i pellegrini affluiscono numerosissimi. Uno dei messaggi comunicati alla veggente annunciano una crisi senza precedenti nella Chiesa. Scrive Joachim Bouflet nel suo Apparizioni mariane antiche e moderne (San Paolo) che l’arcivescovo di Kwangiu non ha trovato nei messaggi alcunché di dottrinalmente erroneo.

Le lacrime cominciarono a scorrere il 30 giugno 1985. Nella casa dei coniugi Julio (Kim Man-Bok) e Julia (Youn Hong-Son), che abitano nella città di Naju, a circa 350 km a sud-ovest di Séoul. Le lacrime colarono quasi senza interruzione per circa due mesi e mezzo. I visitatori affluivano, provenienti da ogni parte. L’Arcivescovo del luogo (Archidiocesi di Kwangju) fu informato. In seguito, le lacrime colarono mnaju1ad intermittenza, specialmente nei giorni di festa della Madonna.

Le prime lacrime di sangue si ebbero dal 19 al 21 ottobre 1986. Le lacrime più dolorose, infinitamente tristi a vedersi, scorsero il 15 ottobre 1986. La figlia più giovane di Julia, Teresa, allora di 9 anni, fu la prima a vedere le lacrime di sangue. Spaventata, lei chiamò subito la mamma. In quel momento, e già da qualche tempo, Julia soffriva terribilmente agli occhi. Aveva la sensazione che degli aghi si piantassero nei suoi occhi. L’oculista, consultato ripetutamente, non giunse a stabilire una diagnosi. Il parroco della parrocchia di Naju fu spesso testimone delle lacrime. I sacerdoti coreani, per lo più, indifferenti consigliarono di sposstare la statua per vedere se avesse continuato a lacrimare. Il parroco pregò Julia «di cancellare» le lacrime di sangue con un lino bianco; col cuore straziato, lei supplicò la Vergine, che le disse: «Obbedisci».

Il 5 novembre 1986, la statua fu posta nella stanza del parroco. Essa non aveva versato una sola lacrima durante i tre mesi. Aveva sopportato il suo esilio senza raccogliere la sfida. Rientrata «a casa sua», poco dopo ricominciò a versare lacrime a più riprese fino al 25 aprile 1987. In quel giorno la Vergine pianse per ore, prima lacrime naturali, poi lacr­me di sangue. Queste ultime colarono fino alla base della statua. Ci fu un messaggio per tutti i Sacerdoti.

A partire dal maggio 1987, la statua cominciò a spostarsi da sola, in certi giorni, portandosi avanti fino al bordo della sua nicchia, mnaju2poi tornando al centro, al suo solito posto… Numerosi visitatori hanno visto questo fenomeno. In seguito, la Vergine continuò a versare lacrime ad intervalli.

Festa dell’Immacolata Concezione, 1987 l’abate Re­né Laurentin, constatò il fatto delle lacrime. Egli firmò il registro dei testimoni; pregò davanti alla statua. La statua lasciò definitivamente l’appartamento dei coniugi Julio e Ju­lia per raggiungere il suo domicilio definitivo, cioè una sala-cappella abbastanza grande costruita per accoglierla. A fianco fu costruita la nuova abitazione di Julio e Julia.

I risultati spirituali sono stati numerosi e continui. I pellegrini arrivano ininterrottamente da ogni parte del Paese. Venne creato un libricino con le «prime notizie» e qualche messaggio. Vennero distribuiti gratuitamente: la Vergine provvide a… tutte le spese!

Julia è diventata la «Marthe Robin» della Corea. L’Arcivescovo dell’Archidiocesi di Kwang­ju, da cui dipende la città di Naju, ha sempre mostrato disposizioni benevole, favorevoli. Il Vescovo ausiliare di Séoul, mons. Paul Kim, ha nel suo ufficio la fotografia della Vergine di Naju. Altri vescovi si dimostrarono interessati favorevolmente, quello di Masan,  il vescovo di Inchon, missionario americano e mons. Angelo Kim, presidente della Commissione episcopale: «Se noi impediamo alla gente di andare a Naju, naju (1)Satana, avrà lui buon gioco». Anche la maggior parte dei sacerdoti dell’Arcidiocesi di Kwang­ju è ben disposta. Sono quelli della diocesi di Séoul che sembrano, in apparenza, non prestare attenzione agli appelli della Vergine di Naju. La Vergine ne parla nei suoi ultimi messaggi: «… molti miei figli sacerdoti non accettano i miei messaggi».

La Vergine basa la «divulgazione dei suoi messaggi» sulla preghiera, dicendo: «Pregate perché i miei messaggi si diffondano».

Nulla si fa senza amore. Dio interviene per mezzo di Gesù e Maria, se «noi paghiamo» per gli altri con il nostro amore, i nostri sacrifici, le nostre mortificazioni, i nostri digiuni.

La lettura e la meditazione dei messaggi faranno conoscere i desideri, gli appelli, le suppliche della Vergine. Essi sono un vero e proprio piccolo trattato di fede, di preghiera, di vita cristiana fervente.

La Vergine le indica la via dell’infanzia spirituale, quella di santa Teresa di Lisieux. Le insegna che le nostre azioni, le nostre sofferenze, le nostre penitenze, le nostre preghiere, i nostri digiuni, offerti con amore e umiltà a Dio e a Lei stessa, hanno un valore di redenzione per le anime.

NAJU 3Le dice di obbedire sempre, anche ai suoi inferiori. E le assicura che lei è al colmo della gioia quando la vede accettare anche le più piccole sofferenze. Sì, la Vergine le chiede spesso di unirsi alle sofferenze che le infliggono i peccati di tutti gli uomini, specialmente quelli causati dall’assassinio, su scala mondiale, di milioni e milioni di bambini; quelli causati dal rifiuto di Dio, di Gesù, Salvatore Crocifisso; quelli causati dal disprezzo da cui Lei stessa (la Vergine) è circondata, dall’odio, dall’orgoglio, dalla cupidigia, dalla lussuria, dall’ingiustizia…

La Vergine vuole salvare a qualsiasi prezzo, insieme a suo figlio Gesù, il maggior numero possibile dei suoi figli. Le sue lacrime ci testimoniano il suo dolore e quello di Dio. Ha detto a Julia: «Sono una mendicante, aiutatemi».

Nella biografia di Marthe Robin leggiamo che la Vergine le ha confida­to che la Chiesa avrebbe progredito, in avvenire, per opera dei laici con­sacrati. A Naju, laici ferventi vedono un incessante affluire di persone che vengono per esprimere alla Vergine tutto il loro amore e la loro riconoscenza; vedono affluire gente che vuole rifugiarsi nel suo Cuore misericordioso e materno per trovarvi una nuova pace del cuore, il perdono, la forza per seguire di nuovo Gesù.

mnaju3Dopo il terremoto di Kobe, in Giappone la Vergine disse a Julia:

Guarda dunque! A cosa è servita la millanteria con la qua­le si sono inorgogliti dicendo che la linea del “Shinkansen” avrebbe re­sistito a qualsiasi calamità naturale!

lo amo molto questo Paese. Ho richiamato il suo popolo con le mie la­crime. Gli ho dato l’occasione per convertirsi, ma la maggior parte dei miei figli ha chiuso la porta del proprio cuore. Non vivono secondo la volontà di Dio e non accolgono la loro Madre Celeste.

Dio abbatté il loro orgoglio che faceva loro porre la fiducia nelle forze umane, non comprendendo che Dio può, in un istante, distruggere colon­ne di ferro e baluardi di cemento fra i più solidi e che può rapidamente ri­edificarli.

L’orgoglio può distruggere non solamente un popolo ma anche il mon­do intero“.

JULIA E LA VERGINE DI NAJUMa Io li aiuterò:

a mettere in pratica i Messaggi d’amore che vi do;

a convertirsi grazie alle preghiere delle piccole anime che mi seguono;

a tornare a Dio, con sincerità, fedeltà, onestà, con tutto il loro cuore e con tutte le loro forze;

a riunirsi sotto il Mio manto ascoltando il mio Richiamo;

a ottenere la salvezza”.

Risvegliatevi in fretta senza pensare che tutto avvenga per caso e avvi­cinatevi di più a Me, con cuore umile, sbarazzandovi del vostro egoismo e del vostro orgoglio. Allora vi offrirò al Signore.

E così, anziché un castigo, scenderà su di voi una coppa di benedizio­ni del Signore, il mio Sacro Cuore a colpo sicuro avrà la Vittoria e una grande gioia, amore e pace sbocceranno in voi come ‘fiori di sorriso’.

NAJU 4Figli miei amatissimi! Questo disastro che ha provocato fra i miei fi­gli un considerevole numero di vittime innocenti, non prendetelo alla leg­gera come se riguardasse solo questo popolo straniero (Giappone). Consi­derate che quelli fra i miei figli che accolgono la Parola del Signore e la Mia, non sono che un piccolo numero”.

“Se i miei figli non vivono secondo la Parola di Dio, se al mio seguito non vanno verso il Signore, potrebbe succedere che giunga ogni specie di mali, calamità naturali, esaurimenti di risorse alimentari, guerre, epidemie, inquinamenti diversi, ecc. Ecco perché dovete entrare nel mio Cuore Im­macolato e vegliare, pregare senza sosta e condurre una vita di penitenza.

O figli miei tutti del mondo intero! Poiché c’è ancora tempo, ac­cogliete volentieri i Messaggi del mio Amore che vi trasmetto tramite la piccola anima (Julia) e ritornate presto nel mio seno che sarà il vostro ri­fugio.

Come altre volte ho detto, farò irradiare attraverso la Corea la Vittoria del mio Cuore Immacolato, e la sua luce di Misericordia sul mondo inte­ro. Senza tardare, fa’ sapere a tutti i miei figli del mondo che bisogna ve­gliare e pregare»”. 

Fonti: http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/messaggi%20della%20vergine%20di%20naju.htmhttp://www.ilgiornale.it/news/nostra-signora-naju.html

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(Altre apparizioni che fanno esplicito riferimento alla Vergine Addolorata)

Quito (1906), Fatima (1917), Kibeho (1981), Cuapa (1980)
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