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BEATA ANNA DI SAN BARTOLOMEO

BEATA ANNA DI SAN BARTOLOMEO

carmelitana (1626) 7 giugno

Speciale compagna di santa Teresa D’Avila le fu vicina fino alla morte quando il 4B. ANNA DI SAN BARTOLOMEO ottobre 1582, spirò tra le sue braccia.

Negli scritti di S. Teresa d’Avila (15 ott.) ci sono ripetuti riferimenti alla giovane sorella conversa Ana de San Bartolomé, che era sua speciale compagna e che la santa riformatrice del Carmelo descrive come una grande serva di Dio. Anna era nata da una famiglia di contadini, i Garcia, ad Almendral, nei pressi di Avila; i suoi genitori morirono quando lei aveva solo dieci anni, e fu allevata dai fratelli. Fino all’età di vent’anni fece la pastorella. I suoi fratelli desideravano che si sposasse ma scelse la vita religiosa. La sua stessa giovanile esuberanza, destava in lei molte forti tentazioni contro i suoi desideri di donarsi a Dio, affliggendola e tormentandola.

Ella si rivolse allora a Maria perché la proteggesse e decise di praticare dure penitenze perché le forti tentazioni potessero cessare. Ebbe pare, in questo periodo, dei fenomeni mistici, di cui aveva goduto già durante l’infanzia. Vide sogni che le rappresentavano la Madonna con Gesù Bambino; un giorno le si presentò Gesù stesso, dall’aspetto bellissimo, che le disse: “Io sono quello che tu cerchi e con il quale devi sposarti“. Un giorno poi, mentre era al pascolo, si addormentò e vide un monastero e delle monache con un mantello bianco: era un sogno premonitore.

BEATA ANNA DI SAN BARTOLOMEOFu ammessa nel convento carmelitano di S. Giuseppe ad Avila il 7 novembre 1570. Il 15 agosto 1572 fece la professione: era la prima sorella conversa della riforma “teresiana”, e dal 1575 al 1582 fu la religiosa più vicina a Teresa e l’accompagnò in quasi tutti i suoi viaggiMadre Teresa un giorno, recandosi in coro, cadde malamente dalla scala d’ingresso, fratturandosi, fra dolori lancinanti, il braccio sinistro. Suor Anna, come infermiera, la curò; santa Teresa tuttavia non guarì perfettamente e non poté più vestirsi da sola e compiere altri lavori. Così suor Anna, dovendo aiutarla per tutto questo, entrò maggiormente nell’intimità della fondatrice. Teresa la trovava più efficiente di chiunque altra. Più volte volle che diventasse corista, ma sempre Anna rifiutò dicendo che non era sufficientemente istruita.

Anna ci ha lasciato una descrizione scritta del loro ultimo viaggio da Medina ad Alba de Tormes e della morte di Teresa il 4 ottobre 1582:

«Il giorno in cui morì non era più in grado di parlare. Le cambiai la biancheria, il velo e i manicotti; sembrò soddisfatta di essere così pulita, mi guardò sorridendo e con segni mi mostrò la sua gratitudine».

Teresa morì tra le braccia di Anna. Per sei anni lei visse B. ANNA DI SAN BARTOLOMEO2tranquillamente nel monastero di Avila, quando la sua vita cambiò radicalmente: era giunta richiesta di fondare un monastero di carmelitane scalze a Parigi e Anna di Gesù, succeduta a Teresa, partì con cinque compagne, tra cui la nostra Anna di S. Bartolomeo.

Giunte a Parigi furono accolte dalla principessa de Longueville e da altre nobildonne di corte, ma Anna preferì sgattaiolare in cucina per preparare il pranzo. I suoi superiori avevano però deciso che la compagna di Teresa avrebbe avuto un posto d’onore nella comunità e per obbedienza accettò di diventare corista. Resta qualche perplessità per questa sua resistenza alla professione solenne: certamente era persona molto umile e forse perché cosciente del suo retroterra contadino era esitante nell’accettate uno status uguale a suore che erano di nobile lignaggio o provenivano da ricche famiglie. Probabilmente per una donna era più difficile infrangere le barriere tra le classi sociali.

Qualche commentatore ha suggerito che non sapesse né leggere né scrivere (firmò infatti l’atto della sua professione con una croce), ma secondo gli studiosi più accreditati, essendo stata segretaria di Teresa, aveva ricoperto un incarico che supponeva una certa preparazione. Fu inoltre autrice di un’autobiografia. La fondazione di Parigi incontrò B. ANNA DI SAN BARTOLOMEO1diverse difficoltà, e cinque suore si trasferirono nei Paesi Bassi. Anna, che era rimasta in Francia, fu nominata priora prima a Pontoise e poi a Tours; e l’inizio del suo compito di direzione fu assai faticoso e nelle preghiere dichiarava la propria incompetenza, paragonandosi a un debole filo di pagliaLa risposta che sentiva era: «E’ con la paglia che accendo il mio fuoco».

Nel 1611 Anna fu mandata a Mons, in Belgio, dove rimase un anno, trasferendosi poi ad Anversa e fondando là un monastero che presto fu pieno di fanciulle della nobiltà, tutte desiderose d’imparare da colei che aveva collaborato così strettamente con Teresa e che già veniva considerata santa. In due occasioni, quando Anversa fu assediata dal principe d’Orange, Anna trascorse la notte in preghiera, e la città salvata la acclamò come sua protettrice. La sua morte 1626 diede  luogo a straordinarie dimostrazioni popolari: ventimila persone vennero a vedere il suo corpo e a toccarlo con corone del rosario o altri oggetti religiosi. Per molti anni la città di Anversa continuò a venerare la sua memoria con una processione annuale al suo convento, un lungo corteo guidato da funzionari della municipalità recanti candele. Anna fu beatificata il 6 maggio 1917 da papa Benedetto XV.

Preghiera

O Dio, grandezza degli umili, che nella beata Anna di san Bartolomeo hai dato alla tua Chiesa un sublime esempio di carità e pazienza, fa’ che nella dedizione a Cristo e ai fratelli viviamo la legge del tuo amore.

Fonte: il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler/ http://www.carmelitaniroma.it

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