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San Giuseppe Maria Escrivà de Balaguer

San Giuseppe Maria Escrivà de Balaguer

fondatore dell’Opus Dei ( 1 9 0 2 – 1 9 7 5) 26 giugno

Uno dei personaggi più discussi del secolo scorso,  il fondatore dell’Opus Dei non ha S. Giuseppe Maria Escrivà de Balaguerfatto nulla di straordinario, se non … rendere straordinario ogni giorno mettendo nelle mani di Dio ogni sua opera.

Giuseppe Maria Escrivà nacque a Barbastro, situato nel nord est della Spagna non lontano dal confine con la Francia, il 9 gennaio 1902, secondo figlio di Giuseppe, un commerciante di tessuti proveniente da Balaguer, cittadina qualche chilometro a sud di Barbastro, e di Dolores Albàs. I due sposi oltre a Giuseppe ebbero due figli: Carmen, la prima, e Santiago, il più giovane. Altre tre figliole morirono in età infantile. Giuseppe e Dolores erano profondamente religiosi: all’età di due anni Giuseppe Maria Escrivà si ammalò gravemente e sembrava morisse, ma la madre pregò incessantemente la Vergine Maria e quando il piccolo guarì i genitori lo portarono al santuario della Vergine di Torreciudad, per renderle grazie; in seguito il Beato ha parlato spesse volte di questo episodio.

La puntata dedicata a lui da “Santi e non solo”

Nel 1915 il padre subì un tracollo finanziario e la famiglia dovette trasferirsi a Logrono, tra Pamplona e Burgos, vivendo per qualche tempo in gravi ristrettezzeA sedici anni Giuseppe iniziò gli studi ecclesiastici nel seminario di Logrono e dopo due anni si trasferì a Saragozza, dove terminò gli studi di teologia e nel contempo iniziò quelli di diritto presso l’università statale. Fu ordinato sacerdote il 28 marzo 1925, laureandosi in giurisprudenza due anni dopo, trasferendosi poi a Madrid per conseguire il dottorato in diritto.

S. Giuseppe Maria Escrivà de Balaguer1Per mantenersi in questo periodo s’impegnò come precettore in un collegio e svolse il ministero di cappellano presso le Dumas Apostólicas (le missionarie del Sacro Cuore), che curavano gli ammalati indigenti della città, venendo a contatto con le condizioni miserevoli dei sobborghi urbani, nei quali egli amministrava i sacramenti a malati terminali e a moribondi. Nello stesso tempo fece conoscenza di molta gente facoltosa e potente, stimando prezioso il loro aiuto. Si sentiva chiamato a una missione speciale e pregava incessantemente Ut sit (affinché sia), cioè: «Si manifesti ciò che Dio ha progettato per me». Il 2 ottobre 1928 ebbe l’ispirazione di fondare l’Opus Dei, «come un seme divino caduto dal cielo», come ebbe a scrivere il suo biografo Vàsquez de Prada: Giuseppe Maria Escrivà stava meditando durante un ritiro, in una casa religiosa nei sobborghi di Madrid, quando sentì suonare le campane della vicina chiesa di Nostra Signora degli Angeli, e da quel momento iniziò a crescere il suo progetto. In seguito si è sempre rifiutato di parlare di questa esperienza “spirituale”.

Ai suoi inizi l’Opus Dei era semplicemente un gruppo di uomini, quasi tutti con un alto livello d’istruzione scolastica, che volevano mettere in pratica i consigli evangelici ed erano stanchi di quelle che consideravano le complesse e defatiganti strutture ecclesiastiche: i membri vivevano insieme senza un’organizzazione formale, senza un abito che li distinguesse, senza una regola se non l’obbedienza totale al fondatore, che era l’unico a essere sacerdote. Come i gesuiti usavano una terminologia militare: erano “l’esercito di Cristo“, che operava nel mondo, particolarmente nel campo dell’insegnamento cattolico in opposizione al sistema scolastico spagnolo sempre più secolarizzato.

Video nel quale il santo risponde a questa domanda: Come ricordarsi di Dio durante la giornata?

A Madrid vennero a vivere anche la mamma e i fratelli; la mamma aveva ricevuto S. Giuseppe Maria Escrivà de Balaguer2un’eredità e così poterono acquistare una casa in Calle de Ferraz, sufficiente per loro e per i primi membri residenti della comunità. In seguito acquistarono locali che trasformarono in cappella e oratorio; le strutture della nascente comunità erano modellate sull’esempio di una famiglia: Giuseppe Maria Escrivà era il padre, Dolores la nonna e Carmen la zia. Il gruppo non cercava pubblicità ma si sapeva che conduceva una vita religiosa molto osservante, con una particolare devozione alla Vergine e alcune pratiche penitenziali assai rigide. In quel periodo il fondatore  scrisse  Considerazioni spirituali,pubblicate nel 1934; il libro conteneva una serie di massime che egli rivedette ed elaborò per ripubblicarle nel 1939 con il titolo Il Cammino, che è considerato il testo base dell’Opus Dei.

E’ importante vedere lo sviluppo del pensiero di Giuseppe Maria Escrivà sullo sfondo degli eventi straordinari nella Spagna degli anni ’30: la dittatura di Primo de Rivera terminò nel 1931; le elezioni successive segnarono la vittoria e la conquista del potere da parte del governo repubblicano; due giorni dopo re Alfonso XIII abdicò e fu proclamata la repubblica. La monarchia spagnola era tradizionalmente identificata in modo inscindibile con la Chiesa e la fine della monarchia significò l’inizio della persecuzione contro la Chiesa: gesuiti espulsi dal paese; croci e immagini sacre rimosse dalle scuole e dagli altri edifici pubblici; beni ecclesiastici espropriati; interruzione dei rapporti diplomatici tra governo e Santa Sede. Allo scoppio della guerra civile nel 1936 monasteri e  chiese  furono dati alle fiamme in tutto il paese; preti, religiosi e religiose messi a morte come nemici dello stato, senza regolare processo; quattromila sacerdoti e duemila religiosi subirono una morte violenta.

La vocazione di San Josemaria

I membri dell’Opus Dei furono dispersi, e la stessa vita del padre Giuseppe Maria Escrivà si trovò in pericolo: si spacciò per laico e per qualche tempo rimase nascosto in una clinica psichiatrica  fingendosi malato di mente; si nascondeva nelle soffitte e nelle latrine quando i miliziani facevano perquisizioni a caccia di cattolici. Trovò rifugio per molti mesi nell’ambasciata dell’Honduras e quando sua madre venne per incontrarlo non fu in grado di riconoscerlo tanto era emaciato e sofferente. In seguito riuscì a fuggire in Andorra e poi, attraversando a piedi i Pirenei, arrivò in Francia, senza fatica poiché era avvezzo alle privazioni. Inevitabilmente si schierò con il generale Francisco Franco, che si era messo a capo di una crociata per riportare la Spagna alla sua gloriosa tradizione di più eminente regno cattolico d’Europa. Giuseppe Maria Escrivà era con l’avanguardia nazionalista che marciò su Madrid e fu da una postazione che con un telescopio telemetrico potè vedere la sua dimora in Calle de Ferraz: era distrutta.

S. Giuseppe Maria Escrivà de Balaguer3Nella Spagna franchista l’Opus Dei crebbe vorticosamente: de Balaguer sviluppò una dottrina per un “cattolicesimo nazionale”, che univa una fede religiosa rigorosa basata sull’insegnamento tomista a un amore fervido per l’eredità tradizionale spagnola: protestantesimo, giudaismo, agnosticismo, ateismo, socialismo e liberalismo erano tutti visti in egual modo come nemici; il “cattolicesimo nazionale” trovò grande sostegno nel Ministro dell’Educazione José Ibanez Martin, che aveva molto ammirato il comportamento di un membro dell’Opus Dei quando entrambi si erano trovati in un campo profughi in Francia.

San Giuseppe Maria parla dell’ “Opus Dei”

Poiché la sconfitta dei repubblicani aveva lasciato vacanti molte cattedre nelle università e nelle scuole medie, si richiese a cattolici di provate simpatie di destra di assumere quei posti: il movimento di de Balaguer fu un canale privilegiato per il reclutamento, acquistando in pochi anni un’influenza considerevole nel sistema scolastico spagnolo, reclutando sia insegnanti che studenti e gestendo ostelli in università e collegi. Dal febbraio 1950 si aprì anche alle donne, mantenendo però distinto l’insegnamento tra maschi e femmine, e separati gli alloggi.

II reclutamento tra gli studenti avveniva attraverso un metodo detto la “pesca“. Ai nuovi membri si diceva spesso di non parlare della propria adesione con i genitori. Crebbe rapidamente l’interesse attorno al movimento, perché i suoi membri, che erano laici con qualche sacerdote, non erano identificabili: non vestivano in modo particolare, non parlavano delle attività interne del movimento, e la maggior parte continuava il suo precedente lavoro. Perfino i vescovi diocesani trovavano difficoltà nel sapere chi tra i loro preti avesse aderito al movimento e quali attività svolgessero in diocesi in conformità ai dettami del movimento stesso. La segretezza porta al sospetto e così aumentò l’opposizione: a Barcellona furono bruciate copie de II Cammino; membri dell’Opus Dei vennero accusati di appartenere a S. Giuseppe Maria Escrivà de Balaguer4una setta gesuitica alleata alla massoneria. I gesuiti  (i primi soldati di Cristo), più moderatamente, erano molto critici verso un movimento che pareva non avere strutture organizzative e che non faceva riferimento a un’autorità costituita all’interno della Chiesa.

La risposta del movimento a queste critiche portò modifiche sostanziali del suo impianto iniziale: nel 1943 furono redatte costituzioni per un movimento approvato ufficialmente che potesse preparare membri in vista del sacerdozio, con il titolo di Società sacerdotale della Santa Croce; de Balaguer si assicurò l’approvazione del pontefice Pio XII e il 25 giugno 1944 furono ordinati i primi tre sacerdoti del movimento, tutti e tre ex-ingegneri. Già nel 1946 la Società sacerdotale era formata da dodici preti, 250 “numerari” o membri a tempo pieno, e 400 “oblati”.

Vi erano case in tutte le principali città spagnole. Negli anni tra il 1939 e il 1945, mentre tutto il mondo era sconvolto dalla guerra, la Spagna viveva in pace. Caddero uno dopo l’altro i governi dittatoriali in Italia, Germania e Giappone; la Spagna rimase immune da questi travagli sotto la dittatura franchista. Nel 1943, dopo la caduta del governo Mussolini, padre Giuseppe Maria Escrivà raggiunse Roma, con qualche peripezia, per cercare l’approvazione affinché l’Opus Dei potesse diventare un movimento internazionale; era un periodo nel quale il mondo occidentale sembrava gravitare verso il socialismo o il comunismo, e la sua richiesta fu accolta con grande entusiasmo: ottenne due udienze con il pontefice Pio XII . Nel 1947 la costituzione apostolica Provida Mater Ecclesia disegnava una struttura per gli Istituti secolari, allora in buon numero e sparsi in diversi stati; gli Istituti furono posti sotto la giurisdizione della congregazione per i religiosi, e il movimento di de Balaguer fu il primo a essere riconosciuto.

S. Giuseppe Maria Escrivà de Balaguer5Padre Giuseppe Maria Escrivà fu nominato prelato domestico del papa, cosa che gli permetteva di fregiarsi del titolo di monsignore e indossare la mozzetta episcopale (senza croce pettorale). Dietro consiglio di mons. Montini, il futuro papa Paolo e con l’aiuto di una duchessa. Virginia Sforza Cesarini, acquistò l’ex ambasciata ungherese presso la Santa Sede ne fece il quartier generale dell’Opus Dei a Roma (l’Ungheria faceva parte del blocco sovietico e si erano interrotte le relazioni diplomatiche tra Budapest e il Vaticano). L’edificio fu ribattezzato Collegio romano della Santa Croce, popolarmente conosciuto come Villa Tevere.

Roma divenne il quartier generale del movimento; dall’inizio degli anni ’60 il fondatore cominciò a firmarsi Josemaria (unendo i due nomi), usando anche il cognome alla maniera castigliana Escrivà de Balaguer y Albàs. Nel 1968 chiese e ottenne il titolo, indiscusso, di marchese di Peralta.

Nel periodo post-bellico il sostegno finanziario gli venne da varie parti, e Giuseppe Maria Escrivà iniziò a viaggiare moltissimo per fondare nuovi rami dell’Opus Dei: il movimento si diffuse in Portogallo, Inghilterra, Francia, Irlanda, Messico, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Sud America, divenendo  un’organizzazione ricca e influentecon proprie case editrici e stazioni radio. Il Concilio Vaticano II , 1962-1965, convocato da Giovanni XXIII portò un vento di rinnovamento nella Chiesa e benché mons. Escrivà all’inizio mostrasse di accogliere favorevolmente la sua convocazione, non ne apprezzò con gli stessi sentimenti i risultati, condividendo la visione del successore di Giovanni XXIII, Paolo VI, che parlò del pericolo di «decomposizione della Chiesa».

Benché l’Opus Dei sia stato all’avanguardia nell’impegno del laicato, si oppose strenuamente alla crescita di un movimento di “democratizzazione” delle strutture ecclesiastiche, e alle accuse di tradizionalismo e di conservatorismo i suoi membri rispondono che essi cercano la fede, anche se questa appare scomoda e fuori moda. Furono ancor più fermi nell’opposizione alla teologia della liberazione, quando questa si sviluppò dopo il 1968. Nel 1962 mons. Giuseppe Maria Escrivà iniziò ad avanzare nei palazzi vaticani la proposta per una “prelatura personale”, che avrebbe reso l’Opus Dei più indipendente dalla gerarchia ecclesiastica, ma per la forte opposizione dell’episcopato spagnolo la richiesta non fu approvata; si dovette attendere fino al 1978 quando Giovanni Paolo II mise in moto la procedura, che fu approvata definitivamente nel 1983.

Mons. Giuseppe Maria Escrivà morì improvvisamente a Villa Tevere a Roma il 26 giugno 1975; la causa di beatificazione fu introdotta il 19 febbraio 1981 e l ’11 maggio 1992 fu beatificato a Roma da Giovanni Paolo II ed è stato proclamato santo il 6 ottobre 2002.

Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler  

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