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Brani tratti dall’Evangelo Valtorta 52a parte

BRANI TRATTI DALL’EVANGELO 

COME MI è STATO RIVELATO

di MARIA VALTORTA

9° LIBRO (52a parte)

Da pag. 156 a pag 224

Cosa vuole Dio da noi? Siamo davvero sicuri di essere sulla strada giusta o qual’è la scelta giusta da fare? Gesù risponde a queste domande per poi trovarsi nuovamente in confronto con Giuda che vorrebbe essere reso buono da Dio senza fare nulla…

“[…] se nessuno può proibire ai malvagi di tentare il loro prossimo per rovinarlo, nulla può interdire ai buoni di respingere la tentazione e di rimanere fedeli al bene, lo stesso consiglio può nuocere a dieci e giovare ad altri dieci. Perché, se chi lo segue si nuoce, chi non lo segue giova alla sua anima. Perciò nessuno dica: “Ci dissero di fare”. Ma ognuno dica sinceramente: “Io ho voluto fare”. Avrete allora almeno il perdono che si dà ai sinceri. E se siete incerti sulla bontà del consiglio che ricevete, meditate prima di accettarlo e metterlo in pratica. Meditate invocando abbraccio10l’Altissimo, il quale non rifiuta mai le sue luci agli spiriti di buona volontà. […] Oh! In verità vi dico che chi farà buon uso del suo intelletto e della sua libertà d’arbitrio e invocherà il Signore per vedere la verità delle cose, non sarà rovinato dalla tentazione, perchè il Padre dei Cieli lo aiuterà a fare il bene contro tutte le insidie del mondo e di Satana.”

“[… ]I consigli acquistano valore o divengono nulli a seconda che sono o non sono accolti. Inutilmente uno è tentato con mali consigli. Se non vuol peccare, non peccherà. E non sarà punito per aver dovuto sentire le insinuazioni dei malvagi. Non sarà punito, perché Dio è giusto e non punisce di colpe non fatte. Sarà solo punito se, dopo aver dovuto ascoltare il Male che tenta, senza usare dell’intelletto per meditare la natura del consiglio né l’origine dello stesso, lo mette in pratica. Né avrà scusa dicendo: “Lo credetti buono”. Buono è ciò che è gradito a Dio. Può forse Dio approvare e gradire una disubbidienza, o cosa che induce a disubbidienza? Può Dio benedire cosa in contrasto con la sua Legge, ossia con la sua Parola? In verità vi dico che no. E ancora in verità vi dico che bisogna saper morire anziché trasgredire alla Legge divina.

“Ci vuole del sudore per rendere fertili i campi. Ma ci vuol sacrificio per rendere fertili i cuori.”

(L’Iscariota e Gesù)

abbraccio14Allora Tu trovi giusto che ti sia data la morte?…” , chiede quasi con affanno l’Iscariota.

Non trovo giusto che mi sia data la morte. Trovo giusto il morire per ciò che porterà il mio sacrificio. L’omicidio sarà sempre omicidio per chi lo compie, anche se ha valore e aspetto diverso per colui che è ucciso”.

Che vuoi dire?

“Voglio dire che, se colui che è omicida comandato o forzato, quale un soldato in battaglia o un carnefice che deve ubbidire al magistrato o uno che si difende da un ladrone, non ha affatto sull’anima il crimine o ha un relativo crimine di uccisione di un suo simile, colui che senza ordine e necessità uccide un innocente, o coopera alla sua uccisione, va davanti a Dio con il volto orrendo del Caino”.

“[…] i pellegrinaggi ai luoghi miei saranno una necessità che verrà dopo che Io non sarò più fra voi…. Una necessità di conforto per lo spirito vostro.”

“In verità vi dico che il tempo del mietere è vicino . La mia prima mietitura. E per molti non ci sarà la seconda. Ma – lode diamone all’Altissimo – qualcuno che non seppe divenire nel mio tempo spiga di buon grano, dopo la purificazione del Sacrificio pasquale rinascerà con un’anima nuova. Sino a quel giorno Io non infierirò su alcuno… Dopo sarà la giustizia…”. “Dopo la Pasqua?” chiede Pietro. “No. Dopo il tempo. Non parlo di questi uomini, di ora. Io guardo i secoli futuri. L’uomo sempre si ABBRACCIO1rinnova come le messi sui campi. E le raccolte si susseguono. E Io lascerò quel che abbisogna perché i futuri possano farsi grano buono. Se non lo vorranno, alla fine del mondo i miei angeli separeranno i logli dai grani buoni. Allora sarà l’eterno Giorno di Dio solo. Per ora, nel mondo è il giorno di Dio e di Satana. Il Primo seminante il Bene, il secondo gettando fra i semi di Dio i suoi dannati logli, i suoi scandali, le sue iniquità, i suoi semi suscitatori di iniquità e scandali. Perché sempre vi saranno quelli che eccitano contro Dio, […]”.

[…] il tuono molte volte preannuncia le saette. Così avviene a chi non leva ogni disordine contro l’amore dal suo spirito. Oggi domanda di poter punire. Domani punisce senza chiedere. Dopo domani punisce anche senza ragione. Il discendere è facile… Perciò vi dico di spogliarvi di ogni durezza verso il prossimo vostro. Fate come Io faccio e sarete sicuri di non sbagliare mai. Avete forse mai visto che Io mi vendichi di chi mi addolora?”

***

“Tu vedi, Giuda, come è facile il morire. Sempre in agguato la morte intorno a noi. Tu vedi come ciò che pare trascurabile cosa quando siamo pieni di vita divenga grande, paurosamente grande cosa quando la morte ci sfiora. Ma perché voler avere queste paure, crearsele per trovarsele di fronte nel momento del morire, quando con una vita santa si può ignorare lo spavento del prossimo giudizio divino? Non ti pare che meriti vivere da giusti per avere un placido morire? Giuda, amico mio. La divina, paterna misericordia ha permesso questo avvenimento perché fosse un richiamo al tuo cuore. Sei ancora in tempo, Giuda…. Perché non vuoi dare al tuo Maestro che sta per morire la gioia grande, grandissima di saperti tornato al Bene?”

Ma mi puoi ancora perdonare Gesù?”.volto24

“E così ti parlerei se non lo potessi? Come mi conosci ancora poco! Io ti conosco. So che sei come chi è abbrancato da una piovra gigante. Ma, se tu volessi, potresti liberarti ancora. Oh! Soffriresti, certo. Strapparsi di dosso quelle catene che ti mordono e ti avvelenano, sarebbe dolore. Ma, dopo, quanta gioia, Giuda! Temi di non aver forza di reagire ai tuoi suggestionatori? Io posso assolverti in anticipo del peccato di trasgressione al rito pasquale… Tu sei un malato. Per i malati la Pasqua non è obbligatoria. Nessuno è più malato di te. Tu sei come un lebbroso, I lebbrosi non salgono a Gerusalemme, sinché sono tali. Credi, Giuda, che il comparire davanti al Signore con lo spirito immondo, quale lo hai tu, non è onorarlo, ma offenderlo. Bisogna prima…”

Perché allora non mi purifichi e guarisci?”, chiede già duro, riottoso, Giuda.

“Non ti guarisco! Quando uno è malato cerca da sé la guarigione. A meno che non sia un fanciullino o uno stolto, che non sanno volere…”

Trattami come tali persone. Trattami da stolto e provvedi Tu, a mia stessa insaputa”.

Non sarebbe giustizia, perché tu puoi volere. Tu sai ciò che è bene e ciò che è male per te, e non gioverebbe il mio guarirti senza la tua volontà di rimanere guarito.

Dammi anche questa”.

deserto (5)“Dartela? Importela, allora, una volontà buona? E il tuo libero arbitrio? Che diverrebbe, allora? Che sarebbe il tuo io di uomo, creatura libera? Succube?”

Come sono succube di Satana, potrei esserlo di Dio!”

Come mi ferisci, Giuda! Come mi trapassi il cuore! Ma per quello che mi fai, Io ti perdono… Succube di Satana, hai detto. Io non dicevo questa tremenda cosa…”

Ma la pensavi, perché è vera e perché Tu la conosci, se è vero che Tu leggi nei cuori degli uomini. Se così è, Tu sai che io non sono più libero di me… Esso mi ha preso e…

No. Esso si è a te accostato, tentandoti, assaggiandoti, e tu lo hai accolto. Non c’è possessione se non c’è all’inizio un’adesione a qualche tentazione satanica. Il serpente insinua il capo fra le sbarre fitte messe a difesa dei cuori, ma non entrerebbe se l’uomo non gli allargasse un varco per ammirarne l’aspetto seduttore, per ascoltarlo, per seguirlo… Solo allora l’uomo diviene succube, posseduto, ma perché lo vuole. Anche Dio saetta dai Cieli le luci dolcissime del suo paterno amore, e le sue luci penetrano in noi. Meglio: Dio, a cui tutto è possibile, scende nel cuore degli uomini. E’ il suo diritto. Perché allora l’uomo, che sa divenire schiavo, succube dell’Orrendo, non sa farsi servo di Dio, anzi figli di Dio, e scaccia il Padre suo santissimo? Non mi rispondi? Non mi dici perché hai preferito, voluto Satana a Dio? Ma pure saresti ancora in tempo a salvarti! Tu lo sai che Io vado a morire. Nessuno come te lo sa…. Io non mi rifiuto dal morire… Vado. Vado alla morte perché la mia morte sarà la Vita per tanti. Perché non vuoi essere fra questi? Solo per te, amico mio, mio povero, malato amico, sarà inutile il mio morire? […] non ti ho odiato, non ho avuto stanchezza di te, ma soltanto pena, […] Giuda, guardami! Fra poco il mio Sangue sarà sparso per i peccati degli uomini. Non me ne resterà goccia. Lo berranno le zolle, le pietre, le erbe, le vesti dei miei persecutori e le mie…, il legno, il ferro, le funi, le spine del nabacà… e lo beveranno gli spiriti che attendono salute… solo tu non ne vuoi croce (9)bere? Io, per te soltanto, lo darei tutto questo mio Sangue. Tu sei l’amico mio. Come si muore volentieri per l’amico! Per salvarlo! Si dice: Io muoio. Ma io continuerò a vivere nell’amico al quale ho dato la vita”

[…]Passeranno gli anni e i secoli, cadranno i regni e gli imperi, si illanguidiranno le stelle, muterà la configurazione della Terra, e tu sarai sempre Giuda, come Caino è sempre Caino, se tu persisti nel tuo peccato. Finiranno i secoli. E resterà soltanto Paradiso e Inferno, e in Paradiso e nell’Inferno, per gli uomini risorti e accolti con anima e corpo, in eterno, là dove è giusto che siano, tu sarai sempre Giuda, il maledetto, il colpevole più grande, se non ti ravvedi. Io scenderò  a liberare gli spiriti dal Limbo, li trarrò a schiere dal Purgatorio, e tu… non ti potrò trarre dove Io sono… Giuda, Io vado a morire, felice vado, perché venuta l’ora che da millenni attendevo, l’ora di riunire gli uomini al Padre loro. Molti non li riunirò. Ma il numero dei salvati che contemplerò nel morire mi consolerà dello strazio del morire inutilmente per tanti. Ma, Io te lo dico, sarà tremendo vederti fra questi, tu, mio apostolo, amico mio. Non mi dare l’inumano dolore!… Ti voglio salvare, Giuda![…]

Ti credo. E cercherò di farti contento. Ma voglio fare da me. Da me ho sbagliato, da me devo sapermi guarire dal male”.

Unicamente Dio può fare da Sé. Questo tuo pensiero è di superbia. Nella superbia è ancora Satana. Sii umile, Giuda. Afferra questa mano che ti si offre amica. Rifugiati su questo cuore che ti si apre protettore. Qui, con Me, non ti potrebbe far del male Satana”.

giudaHo provato a stare con te… Sono sempre più disceso… E’ inutile!

“Non lo dire! Non lo dire! Respingi lo sconforto. Dio può tutto. Stringiti a Dio. Giuda! Giuda!”.

Taci! Che gli altri non sentano…

E ti preoccupi degli altri e non del tuo spirito? Misero Giuda!...”

***

[…] “Io resto a pregare per Giuda, Madre mia. Aiutami tu pure…”.

Ti aiuterò, Figlio mio. Rinasce forse in lui il volere?”.

No, Mamma. Ma noi dobbiamo fare come se… Il Cielo può tutto, Mamma!

Si. E io posso ancora illudermi. Non Tu, Figlio mio. Tu sai. Santo Figlio mio! Ma io ti imiterò sempre. Và tranquillo, amor mio! Anche quando Tu non potrai più parlargli, perché egli ti fuggirà, io cercherò di condurtelo. E sol che il Padre santissimo ascolti il mio dolore…. Mi lasci stare con Te, Gesù? Pregheremo insieme… e saranno tante ore da averti per me sola…”[…]

Abbiamo pregato, Madre. La preghiera nostra Dio la userà…”

***

[…] la vera libertà dell’uomo è questa: seguire le voci che Dio gli sussurra al cuore cuore (2)e i suoi comandi, non essere schiavo né di se stesso, né del mondo, né del rispetto  umano, e perciò non schiavi di Satana. Usare della splendida libertà di arbitrio che Dio ha dato all’uomo per volere liberamente e solamente il Bene, e conseguire così la vita eterna luminosissima, libera, beata. Neppur della propria vita bisogna essere schiavi, se per secondare la stessa noi si deve fare resistenza a Dio. […] Dio darà il centuplo di gaudio spirituale a colore che da uomini del mondo seppero farsi figli di Dio, ossia uomini spirituali. Essi godranno il vero gaudio, qui e oltre la Terra.

***

[…] In verità vi dico, a voi tutti che vi credete tanto perfetti da sprezzare quelli che non son d’Israele, e anche  molti dello stesso popolo nostro, in verità vi dico che voi, mia parte eletta del gregge, preso il Pastore, sarete percossi da paura e vi sbanderete fuggendo, quasi che i lupi, che mi azzanneranno da ogni parte, fossero contro di voi rivolti. Ma, ve lo dico: non temete. Non vi sarà torto un capello. Basterò Io a saziare i lupi feroci…”

[…]Il mio rimprovero è sufficiente. Il loro avvilimento è palese, il loro pentimento umile e sincero. Dovete amarvi fra voi, sorreggervi a vicenda. Perché, in verità, nessuno di voi è perfetto ancora. Voi non dovete imitare il mondo e gli uomini di esso. Nel mondo, voi lo sapete, i principi delle nazioni le signoreggiano e i loro grandi esercitano su di esse il potere in nome dei principi. Ma tra voi così non deve essere. Non deve essere in voi smania di signoreggiare sugli uomini, né sui compagni.  

***

eccomi padre[…] In ogni costituzione occorre saper vedere l’origine di essa. In questo caso l’Eterno Padre, che ha costituito il Tempio e le gerarchie, i riti e l’autorità degli uomini preposti a rappresentarlo. Occorre saper deferire al Padre il giudizio. Egli sa quando e come intervenire. Come provvedere perché la corruzione, dilagando, non corrompa tutti gli uomini e li faccia dubitosi di Dio…

[…] Non è mai troppo tardi per l’ora di Dio. Essa viene al giusto momento. E concede tanto di tempo per servire, come volontà vuole, la Verità”.
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