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Archive for ARTICOLI VARI

REGINA DELLA FAMIGLIA

REGINA DELLA FAMIGLIA

Regina Familiarum –  31 dicembre 1995

maria-regina-della-famigliaLa Domenica del 31 Dicembre 1995 su richiesta di Papa Giovanni Paolo II, il Vaticano aggiunse alle Litanie Lauretane : “Regina della Famiglia, prega per noi.” La Sacra Congregazione per il Culto Divino ha scelto questa data per dare l’annuncio perché era la festa della Santa Famiglia, che cade tra Natale e Capodanno.

Papa Giovanni Paolo II, il 4 Ottobre 1997, a Rio de Janeiro la invocò in questo modo: “.. Maria, Regina della Famiglia, Sede della Sapienza, Serva del Signore, prega per noi. Prega per noi, prega per i giovani, prega per le famiglie” Anche Papa Benedetto XVI, la invocò pubblicamente il 16 maggio 2008 a Roma: “Maria, Regina della famiglia, come una stella luminosa di speranza guidare il cammino di tutte le famiglie di umanità“.

Il più antico formulario conosciuto di litanie alla Madonna è databile al XII secolo e si compone di 73 invocazioni. Contiene elogi come flos virginitatis, forma sanctitatis (“fiore di verginità”, “modello di santità”), hymnus cælorum, luctus infernorum (“inno dei cieli”, “lutto dell’inferno“), oltre alle invocazioni a noi note.

A partire dalla metà del XVI secolo sono note le litanie cantate nel Santuario della Santa Casa di Loreto. Furono aggiunte alla recita del rosario da Papa Pio V dopo la vittoria della Lega Santa a Lepanto.

litanie

Soltanto i papi hanno il potere di introdurre nuove invocazioni. Lo stesso Pio V fu il primo ad introdurne una, auxilium christianorum, dopo la vittoria di Lepanto. Nel 1587 Papa Sisto V ne approvò 43 con un decreto pontificio. Nel 1768 fu inserita da Clemente XIII mater immaculata, su richiesta del re di Spagna Carlo III. Nel 1854, in seguito alla proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, Pio IX rese obbligatoria la definizione regina sine labe originali concepta. Papa Leone XIII nel 1883 aggiunse regina sacratissimi Rosarii, che consigliò per il mese di ottobre. Infatti è durante questo mese che la Chiesa cattolica festeggia la Madonna del Rosario, la cui memoria cade il 7 ottobre, anniversario della storica battaglia. Nel 1903 Leone XIII introdusse anche mater boni consilii come omaggio al santuario di Genazzano, suo paese natale; Regina pacis fu aggiunta da Benedetto XV durante la prima guerra mondiale; Regina in cælum assumpta fu decisa da Pio XII nel 1950. Mater Ecclesiae fu aggiunta da Paolo VI nel 1965 a conclusione del concilio Vaticano II. Mater misericordiae fu aggiunta da Giovanni Paolo II. Regina familiæ (in cui si nota la decadenza del latino di curia, perché il concetto di “regina della famiglia” intesa quest’ultima come istituzione, ovvero regina di tutte le famiglie, si rende in latino al plurale: “regina familiarum”, mentre “regina familiae” significa “di una determinata famiglia”) fu introdotta da Giovanni Paolo II nel 1995.

Le litanie lauretane non sono le uniche litanie alla Vergine: accanto ad esse troviamo anche le litanie dei Domenicani, che presentano un carattere meno popolare e più dotto. Esistono anche le Litanie a Nostra Signora di Lourdes. Altre litanie che si trovano sui libri liturgici sono: – le Litanie dei santi – le Litanie al Santissimo Nome di Gesù – le Litanie al Sacro Cuore di Gesù – le Litanie al Preziosissimo Sangue di Gesù – le Litanie a San Giuseppe – le Litanie del Santissimo Sacramento.

litanie-lauretane

Le litanie lauretane sono state magistralmente raffigurate nel XVIII secolo dagli incisori tedeschi Klauber che realizzarono 51 tavole, ognuna delle quali fa riferimento ad un’invocazione mariana. Rarissimo è trovare la serie integra in quanto le preziose tavole rilegate vengono tuttora spesso smembrate e vendute singolarmente per puri fini di lucro essendo queste molto ricercate per la loro qualità incisoria ed inventiva.

Nel 1771 Wolfgang Amadeus Mozart musicò le Litaniae de Beata Maria Virgine Lauretanae

Fonti: http://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-31.htm; https://it.wikipedia.org/wiki/Litanie_lauretane

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MARIA REGINA DELLA FAMIGLIA (APPARIZIONI GHIAIE DI BONATE)

 

VERGINE DELLA NUBE

VERGINE DELLA NUBE

Quito (Ecuador) – 30 dicembre 1696

nuestra-senora-de-la-nube-quitoLa Vergine della nube è apparsa a Quito (Ecuador) su di una nuvola il 30 dicembre 1696, compiendo come primo miracolo la guarigione del Vescovo.

Nel 1696, il vescovo Don Sancho de Andrade e Figueroa di Quito era molto malato. Tutti i suoi fedeli erano particolarmente preoccupati per lui e temevano la sua dipartita, decisero quindi di rivolgersi alla Vergine Maria, organizzando una novena per ottenerne la guarigione. Mentre si trovavano in processione per le strade della città verso la cattedrale recitando il Santo Rosario il 30 dicembre improvvisamente apparve l’immagine di Maria in mezzo alle nuvole.

La Vergine indossava una corona sul capo e un mazzo di gigli erano stretti nella mano destra come si trattasse di uno scettro. La sinistra reggeva il Bambino Gesù con la testa leggermente inclinata.  I capelli erano coperti da un velo leggero che pareva formato esso stesso da una nuvola. Indossava una semplice tunica che cadeva in pieghe candide e ondulate, mezzo nascoste da un manto di ampiezza maestosa e regale. Una nuvola le fungeva da trono.

Circa 500 persone hanno assistito al fatto meraviglioso, mentre il vescovo in quell’istante veniva improvvisamente guarito. Però non tutti furono in grado di vedere quella straordinaria apparizione, ma la notizia si diffuse rapidamente giungendo fino a Lima.

nuestra-senora-de-la-nube-quito2Il vescovo autorizzò la devozione alla Madonna della Nube, facendo erigere un altare a lei dedicato nella Cattedrale di Quito.

Viene particolarmente onorata con una processione il 1 ° gennaio, proprio in vista di questa festa all’ inizio di ogni anno, in particolare,migliaia di fedeli provenienti da tutte le zone dell’Ecuador e dall’estero si recano alla città di Azogues per venerare e partecipare a tutti gli eventi preparati dai francescani, tra cui il corteo che ricorda il primo miracolo della vergine che unisce alla devozione generale anche i turisti. Questa processione viene riprodotta anche in altre parti del mondo , tra cui la città di New York.

La Vergine della Nube è fortemente associata nel culto peruviano al Signore dei Miracoli, un dipinto murale raffigurante Gesù crocifisso. Nel 1655 un terremoto devastò la città di Lima riducendo in macerie la maggior parte degli edifici. Il muro sul quale si trovava il dipinto di Gesù crocifisso fu risparmiato e sopravvisse anche ai successivi sismi. I cittadini iniziarono a pregare con devozione l’immagine e ad ottenere da essa guarigioni e grazie: questo fece sì che il dipinto fosse considerato miracoloso e chiamato, appunto, “Signore dei Miracoli”.

signore-dei-miracoliNel 1670 un uomo pio, di nome Antonio de Leon, si assunse il compito di restaurare l’immagine e la devozione verso di lei dopo essere stato guarito da un tumore maligno.

Il 14 settembre 1671, davanti alla raffigurazione del Cristo crocifisso, si svolse la prima Messa; il 20 ottobre 1687 dopo che l’ennesimo terremoto risparmiò il dipinto, i fedeli fecero una copia in tela del murale e iniziarono a portarla in processione per le strade del quartiere di Pachacamilla. Dal 1747 viene portata in corteo insieme alla tela della “Madonna della Nube”.

Fontihttps://es.wikipedia.org/wiki/Virgen_de_la_Nubehttps://it.wikipedia.org/wiki/Signore_dei_Miracolihttp://forosdelavirgen.org/462/nuestra-senora-de-la-nube-ecuador-y-peru-1%C2%BA-de-enero/http://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-30.htm

ASSUNTA DI ELCHE

ASSUNTA DI ELCHE

Valencia (Spagna) 28 dicembre 1370

virgen-de-la-asuncion-elcheLa storia racconta che il 28 dicembre 1370, un soldato di nome Francesc Cantó, guardando la costa al largo di Elche, vide una cassa galleggiante nel mare ed in essa trovò la statua della Vergine Assunta ad una rappresentazione sacra della Sua morte e della Sua assunzione in cielo.

La Vergine dell’Assunta è diventata patrona della città di Elche da quando fu trovata in un’arca di legno galleggiante sulle acque del mare, vicino alla spiaggia di Tamarit dal soldato Guardia Francesc Cantó che dopo aver avvisato il Consiglio cittadino scoprì insieme alla statua raffigurante la Santa Vergine in piedi con le mani giunte in preghiera, manoscritti e documenti che spiegavano come si trattasse dell’Assunta e come doveva essere celebrata la sua festa.

Sul coperchio dell’arca vi era indicata la destinazione di questa cassa ovvero Alicante e Orihuela, che ne reclamarono l’appartenenza, così per non far torto a nessuno si decise di porla su di un carro trainato da buoi che vennero bendati ad un bivio.

Il carro, senza alcun  tipo di esitazione, partì verso Elche e non si è fermato fino a quando non raggiunse la porta della cappella di San Sebastiano, dove è stata quindi depositata la figura mariana.

Vergine della  Assunta di ElcheLa leggenda narra che si decise di portarla in una chiesa più grande per darle maggior lustro posizionandola sull’altare maggiore, ma alla fine il mattino successivo, la statua la si ritrovava sempre sul suo vecchio altare e nella sua vecchia chiesetta che venne soprannominata Chiesa di Santa Maria.

Purtroppo l’immagine originale della Signora di Elche scomparve in un incedio divampato nel 1936. Venne quindi fatta una copia, opera dello scultore di Valencia Jose Capuz.

Ogni 29 dicembre si ricorda con una rappresentazione la scoperta dell’arca. Il 29 dicembre 1970 è stata canonicamente coronata.

La statua della Vergine Assunta di Elche viene portata in processione in tre diverse occasioni annuali: la Domenica di Pasqua, la  processione detta “la Aleluyas” – così soprannominata per le grida che il popolo emette al suo passaggio; il 15 agosto (tra il 16 e il 22 agosto, essa viene sdraiata su di un grande letto ed esposta alla venerazione dei fedeli, davanti all’altare maggiore della Basilica); il 29 dicembre, la festa che commemora il suo arrivo ad Elche, dove viene portata in trono ed accompagnata da bambini vestiti da angeli.

virgen-de-la-asuncion-elche1Per queste uscite la Vergine viene cambiata d’abito e per farlo vengono incaricati i cosiddetti “camerieri”, che per ordine ereditario sono i diretti responsabili di questo servizio.

Il mantello ricoperto di metalli preziosi consente la visione della sola testa, delle mani e dei piedi. Ogni celebrazione ha il suo mantello che viene custodito nel museo parrocchiale. Il capo è coperto con un tessuto d’argento che nasconde i capelli e da una grande corona imperiale, sormontata dalla figura dello Spirito Santo rappresentato sotto forma di colomba e posto anche sullo scudo della città di Elche. La corona d’argento è stata commissionata nel 1940 ed è il risultato delle offerte popolari e di un laboratorio orafo di Valencia.

Fonte: http://bayareli.blogspot.it/p/virgen-de-la-asuncion.html

 

MADONNA DEL ROSARIO DEI NERI

MADONNA DEL ROSARIO DEI NERI

Atibaia, San Paolo, Brasile – 27 dicembre

nossa-senhora-do-rosario-atibaia La Chiesa “dei Neri” ad Atibaia venne costruita dagli schiavi che non potevano assistere alle funzioni pubbliche nella chiesa cittadina nel 1763, i quali presero come loro protettrice la Madonna del Rosario.

Nel 1763, gli schiavi che non potevano frequentare la chiesa di San Giovanni Battista, ad Atibaia in Brasile, decisero costruirsi una loro chiesa dove essere liberi di entrare, pregare e ricevere i sacramenti.

Fu completata solo nel 1817, la chiesa venne soprannominata Nossa Senhora do Rosário dos Pretos, la Madonna del Rosario dei Neri, proprio in funzione del ruolo che aveva nella società questa chiesa.

congadaQuesta città agricola è sede della più antica e più attiva manifestazione culturale e religiosa afro-brasiliana chiamata Congada. Nella Congada si uniscono elementi religiosi cattolici come la devozione a San Benedetto e alla Vergine del Rosario con elementi tipici della danza drammatica celebrata durante l’incoronazione del re del Congo e della regina Ginga dell’Angola con la presenza della corte e dei suoi vassalli. Si tratta di una manifestazione che mette insieme le tematiche africane con quelli iberiche la cui divulgazione avvenne dal XVII secolo.

Il 27 dicembre, come hanno fatto per oltre 200 anni, i congadas si raccolgono fuori della chiesa della Madonna all’alba, vestiti in uniformi brillanti di scarlatto, verde, blu, rosa, o bianco, portando spade ma anche banner della Madonna del Rosario e strumenti musicali tipici come l’opossum, la scatola, il cavaquinho, il rullante, la fisarmonica e il reco-reco.

La giornata inizia con una serenata e si conclude con i fuochi d’artificio. Al suono dei tamburi, delle chitarre, e delle campane Pealing, i congadas danzano per la città: giovani, vecchi, maschi, femmine, bianchi e neri.

nossa-senhora-do-rosario-atibaia5La festa della Madonna del Rosario è parte di una festa di Natale che inizia il 25 dicembre con l’erezione di due pali torreggianti condita con immagini di santi in Rosario Plaza e si conclude il 28 dicembre con processioni in onore di San Benedetto.

La chiesa ha subito diverse ristrutturazioni. La prima avvenne nel 1914, quando un fulmine ha colpito la torre sgretolandola a poco a poco. Il lavoro fu completato solo nel 1916 restituendo alla città il loro bel tempio, ma i lavori non erano stati sufficienti.

Nel 1954, la Chiesa del Rosario è stata nuovamente restaurata. Una Commissione dei Lord incoraggiata dal padre Feliciano Grande non si risparmiò per far si che questa chiesa non venisse abbandonata e nel 2002, padre Eugenio Luiz Berti è riuscito, attraverso le agenzie pubbliche e donazioni della comunità, a trovare le risorse necessarie per effettuare nuovi lavori sulla struttura: tetto, pareti, altari e decorazione d’interni, vennero tutti risistemati.

nossa-senhora-do-rosario-atibaia1Il vialetto d’ingresso della chiesa è stato ampliato per una migliore circolazione di gruppi 5 gruppi di congadas della città e si è creato anche il Museo degli Schiavi. Secondo il dati, durante l’ultimo restauro è stata trovata una bottiglia con il nome degli schiavi che avevano contribuito alla costruzione della chiesa originaria.

Fontihttp://www.atibaiatour.com.br/pontos-turisticos/igreja-nossa-senhora-do-rosario/; http://www.atibaia.com.br/turismo/turismo.asp?numero=12; http://www.cidadeecultura.com/igreja-de-nossa-senhora-do-rosario/; http://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-27.htm

 

 

 

 

LA GROTTA DI MARIA

LA GROTTA DI MARIA

Mojosongo (Java, Indonesia) – 25 dicembre

la-grotta-di-maria-a-mojosongoLa Grotta di Maria a nord di Surakarta attira un buon numero di pellegrini ogni settimana, se consideriamo che la parte centrale dell’isola di Java è una zona a stragrande maggioranza musulmana; solo meno dell’1 per cento è cattolica.

Il santuario era nato come un semplice luogo di preghiera dove i cattolici si sarebbero potuti riunire per recitare il Santo Rosario. Nel 1975, fu aggiunto un riparo, visto che in questa zona le precipitazioni sono davvero molto abbondandi.

Nel 1980, la parrocchia di Maria Regina nella vicina Purbowardyan cominciò a tenere le masse al santuario. Il parroco iniziò dunque una raccolta fondi per costruire la Grotta, che il cardinale Julius Darmaatmadja, vescovo di Semarang, benedisse inaugurandola il 25 dicembre 1983.

mojosongoPrima di accedere alla Grotta vi sono due statue una della Vergine Maria e l’altra di San Giuseppe. Superato l’ingresso ci si trova circondati da un muro e da alberi che ne circondano il perimetro. Qui i pellegrini possono raccogliersi in preghiera e prendere l’acqua da benedire e portare a casa, attraverso dei pratici rubinetti.

Nell’edificio principale vi sono diverse colonne ognuna delle quali riporta una raffigurazione in rame dei sette sacramenti ( Battesimo, Eucaristia o Comunione; Confermazione o Cresima; Riconciliazione o Confessione; Unzione degli infermi; Ordine sacro; Matrimonio).

mojosongo1Sul lato sinistro si trova la statua della Vergine Maria ma per avvicinarsi è necessario togliersi le calzature e non fare rumore. Il custode è molto accorto e la stanza, come pure il pavimento in marmo è sempre ben curato e pulito.

Il santuario ospita incontri giovanili il giovedì sera e un rosario pubblico il primo venerdì alle 20:00, seguita da numerose confessioni.

Fontihttp://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-25.htmhttp://myridemyadventure.blogspot.it/2015/06/gua-maria-mojosongo.html

LA MADONNA DELLA MISERICORDIA

LA MADONNA DELLA MISERICORDIA

S.M. Arzilla – Pesaro – 24 dicembre

immagine-madonna-della-misericordia-arzillaLa Madonna tanto cara a Papa Francesco, quella che con il suo manto avvolge e protegge tutti i suoi devoti mostrando nel suo ventre il Bambino Gesù. Questa è dunque la Santa Vergine che vogliamo proporvi la vigilia di Natale.

Non possiamo davvero stupirci per questa scelta se pensiamo a quanto sia affezionato papa Francesco al tema della Misericordia. Quest’iconografia della Vergine la rappresenta veramente come “madre della Chiesa“, che tiene “sotto la sua protezione” ognuna delle membra del Corpo mistico del suo Figlio Gesù.

santuario-santa_maria_arzilla-acquasantieraLe prime notizie del Santuario S. Maria dell’Arzilla sono di epoca medioevale. La probabile data di costruzione dell’attuale Santuario è desumibile da una piccola acquasantiera gotica che reca la data 1420 o poco più, dato che l’ultima cifra non è leggibile.

La primitiva cappella che ora funge da sacrestia, ha la forma quadrangolare e pare rifatta in epoca rinascimentale, come testimoniano il soffitto a vele e gli archi esterni dei muri. Tutto il corpo dell’edificio è in mattoni, per cui si può presupporre l’esistenza di una fornace di laterizi nella zona. L’interno si presenta ampio a navata unica, con tetto a capanna e abside di forma quadrangolare.

La caratteristica principale di questa chiesa fu quella di “Santuario” al quale convenivano in processione numerosi fedeli da Candelara, Montebaroccio, Ripalta, Saltara, Cartoceto. Dai reperti rimasti si presume che tutte le pareti fossero state dipinte e ridipinte più volte, anche con sovrapposizioni, nel corso dei secoli XV e XVI.

In S. Maria dell’Arzilla si trovano due pregevoli opere dipinte su tavola: il trittico della scuola di Iacobello del Fiore (1440-1450) e la Madonna della Misericordia di Giovanni Antonio da Pesaro (1462).

madonna-della-misericordia-arzillaIl trittico è anteriore di almeno due decenni rispetto alla Madonna, datata 1462. I santi che compaiono con la Vergine e il Bambino sono S. Antonio Abate, a destra e probabilmente S. Benedetto, a sinistra.

Nel riquadro inferiore centrale S. Nicola di Bari si inginocchia sulla riva del Mare e rivolge gli occhi verso la Vergine col Bambino. Il santo protettore dei naviganti fa da tramite e iconograficamente chiarisce che la Madonna è qui invocata (o ringraziata) come aiuto dei marinai.

L’autore dell’altra tavola dell’Arzilla è Giovanni Antonio (scuola di Gentile da Fabriano) del quale si hanno notizie dal 1462 al 1511 circa. La lunga dedica in lettere gotiche rosse è “Giovanni Antonio Pesarese ha dipinto. Ave Maria. Nell’anno del Signore 1462 il giorno 8 dicembre questa immagine di S. Maria della Misericordia commissionò la comunità di Saltara”.

E’ una rappresentazione di antica religiosità, di devozione verso la Madonna della Misericordia che con veste e mantello arabescati, sovrasta, senza racchiuderla, la folla dell’umanità maschile e femminile, laica e religiosa, accalcata sotto la cupola – mantello.

La Madonna, che conserva la mandorla con il bambino nel petto, allargando le braccia stende il manto che comprende i fedeli assicurando loro protezione, ma che al contempo ne delimita il numero: probabilmente i membri della confraternita della Misericordia (o simile), una cinquantina, rigidamente divisi in maschi, a destra della Madonna, e femmine, inginocchiati ed oranti.

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Santuario S. Maria dell’Arzilla

In prima fila sono probabilmente i notabili, gli amministratori, almeno si presume dagli abiti indossati. Ad essi si deve probabilmente la commissione del lavoro del pittore nel 1462. Nell’opera si intravede la figura di Sigismondo Pandolfo Malatesta detto “il lupo di Rimini”.

Gli affreschi delle pareti sono certamente posteriori alle due tavole, e sono stati scoperti sotto l’intonaco nell’ultimo dopoguerra e sottoposti a restauro tra il 1959 e il 1961, come l’opera di Giovanni Antonio.

Sono riaffiorati brani di immagini del tardo quattrocento e del primo cinquecento, di mano indefinibile.

Fontehttp://www.viaggispirituali.it/2011/12/santuario-s-maria-dellarzilla-pesaro-pesaro-urbino/

MADONNA DELLA BUONA NOVELLA

MADONNA DELLA BUONA NOVELLA

Rennes, Bretagna, Francia – 23 dicembre

notre-dame-de-bonne-nouvelle-rennesJean de Montfort fondò il convento domenicano della Madonna della Buona Novella a Rennes, per un voto fatto durante la battaglia di Auray, nel 1364, in cui la sua vittoria lo fece diventare Duca di Bretagna. Nel secolo successivo, un dipinto su tavola posto nel chiostro del convento venne riconosciuto come miracoloso.

Un altro voto venne sciolto alla Madonna della Buona Novella durante la peste del 1632, che colpì la città di Rennes ma grazie all’intercessione di Maria SS in maniera meno pesante rispetto alle altre aree circostanti.

In ringraziamento, la città volle regalare alla Santa Vergine un modello in argento massiccio della città e, dal 1634, la festeggia in modo particolare ogni anno l’8 settembre, festa della natività di Maria.

saint-aubin_rennes-madonna-della-buona-novellaUn altro miracolo si verificò durante il grande incendio del 23 dicembre 1720. In questa occasione, gli abitanti di Rennes videro la Madonna della Buona Novella in cielo, guardare verso il basso con sguardo compassionevole.

Durante la Rivoluzione francese, la città vendette il suo modello d’argento, che venne fuso. La cappella fu distrutta e il convento utilizzato per raccogliere il foraggio. Un giardiniere riuscì a salvare l’immagine sacra, che donò alla vicina Chiesa di Saint Aubin nel 1803.

Nel 1849, un’epidemia di colera ispirò i cittadini a fare un nuovo voto e per dimostrare l’impegno costruirono un nuovo modellino della città in argento commissionato ad un orafo del luogo da Napoleone III, ripristinando la festa votiva dell’8 settembre.

A seguito delle continue grazie i pellegrini affluivano sempre in maggior numero e la chiesa divenne troppo piccola per ospitarli tutti, quindi si decise di costruirne una nuova. La dedicazione della nuova chiesa di San Aubin avvenne nel 1904. Il dipinto della Madonna della Buona Novella è stato canonicamente incoronato nel 1908.

statue_de_marcel_callo_en_leglise_saint_aubin_de_rennesNegli ultimi anni la festa votiva si è tenuta la prima Domenica di ottobre, piuttosto che l’8 settembre e l‘antico convento è stato convertito in un centro d’arte.

La chiesa di Saint-Aubin è la parrocchia dove nacque il Beato Marcel Callo, dove fu battezzato, e posta in sua memoria una statua. Morto martire il 19 marzo 1945 nel campo di concentramento di Mauthausen venne beatificato il 4 ottobre 1987 per opera di Giovanni Paolo II.

Fontihttp://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-23.htmhttps://fr.wikipedia.org/wiki/Basilique_Notre-Dame-de-Bonne-Nouvelle_de_Rennes

MADONNA DELLE GRAZIE

 MADONNA DELLE GRAZIE 

San Giovanni Valdarno, Arezzo, Toscana – 22 dicembre

madonna-delle-grazie-san-giovanni-valdarnoAll’origine del Santuario-Basilica Monumentale di Santa Maria delle Grazie in San Giovanni Valdarno, troviamo un intervento straordinario della Madonna che come prima Grazia fa crescere il latte in un seno inaridito per salvare la vita ad un neonato.

Il Castello di San Giovanni Valdarno è fondato nel 1296 dalla Repubblica di Firenze, contro gli Ubertini di Arezzo, su disegno di Arnolfo di Lapo, celebre architetto del tempo, con ventiquattro torri, «quattro porte di accesso sui lati e solide mura di cinta… Ma oggi non si vedono più le torri numerose, le quali furono demolite e trasformate in abitazioni civili e, con quelle, scomparvero anche le porte, di cui una sola, detta Porta di San Lorenzo, venne chiusa per l’erezione di un Oratorio che nel corso dei secoli, per la pietà dei fedeli, è divenuto l’attuale Basilica e Santuario di Nostra Signora delle Grazie».

Dal 1375 al 1478 Firenze è in progressiva espansione ed in continue guerre; la terra di San Giovanni, suddita ed alleata di Firenze, ne è di conseguenza coinvolta; ma con le guerre si abbattono sul territorio i flagelli della carestia, della fame e della peste. Particolarmente virulenta è la pestilenza del 1478 che distrugge gran parte della popolazione del paese. Tra i superstiti di così grande flagello è rimasto un bimbo innocente, di appena tre mesi, Lorenzo. La mamma Santa ed il papà Francesco sono stati portati via dalla peste; è rimasta solo la nonna paterna Mona Tancia, ultra settantenne, impotente a sostentare il neonato, nella estrema povertà in cui si trova. Ella cerca affannosamente una nutrice per il bambino, ma nessuno ha il coraggio di avere rapporti con persone superstiti del contagio.

madonna-delle-grazie-san-giovanni-valdarno1La povera vecchia con il cuore in tumulto, tremante di spasimo per la notte imminente, il 22 dicembre correndo per le vie del paese, giunge alla Porta di San Lorenzo, ed alza gli occhi pieni di lacrime verso l’antica immagine della Madonna con il Bambino dipinta sull’unica Porta rimasta delle mura della Città. Ricordando le tante volte che si era rivolta con fiducia a quella benedetta immagine, si prostra piangendo ed implorando a braccia aperte:

Provvedi Tu a questa creatura innocente!”.

Subito sente un misterioso conforto che rianima il suo cuore e l’apre ad una profonda speranza. Corre alla povera casa, stanca e sfinita, si butta sul letto con accanto il bambino che riprende a vagire e a gemere cercando con ansia il seno materno. La nonna, quasi inconsciamente, per acquietarlo porge alle sue labbra il proprio seno arido, avvizzito, nell’illusione di calmarlo, e sente misteriosamente fluire in sé un flusso vitale ed esuberante: il bambino si acquieta ed aderisce sempre più al seno della nonna. Stupita per il fatto straordinario, non può che attribuire il miracolo alla bontà della solitaria Madonna del Castello, ed alle prime luci del giorno comunica la sua riconoscenza a tutti i conoscenti. Il flusso del latte è copioso ed abbondante, come fosse di una giovane mamma, e tale continua per molti mesi.

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La notizia del prodigio si sparge in un baleno, la gente accorre da ogni parte, tutti si prostrano davanti alla sacra immagine ardenti di fede e di riconoscenza. Le grazie e i prodigi si susseguono e si moltiplicano; il concorso dei fedeli cresce ogni giorno di più. Anche Lorenzo de’ Medici vuole essere testimone oculare del fatto ed accorre di persona. Viene eretta, attorno alla sacra immagine, una piccola Cappella che subito prende il nome di Madonna delle Grazie per i tanti fatti straordinari che vi si verificano. Con il passare dei secoli la Cappella si trasforma nell’attuale Santuario-Basilica Monumentale.

In seguito al suo primo miracolo viene ancora oggi ricordata anche come la Madonna del Latte, pur essendo raffigurata con Gesù Bambino che ammira un uccellino. Si tratta di una tipica opera toscana del 1300, artista sconosciuto. L’uccello sembra essere una rondine, simbolo della Resurrezione. La Madonna delle Grazie è stata incoronata il giorno della sua festa, l’ 8 settembre 1704.

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Fontehttp://www.basilicadellegrazie.it/la–madonna-delle-grazie-.html

VERGINE DELLA PACE

VERGINE DELLA PACE 

Virgen de la Paz, Trujillo, Venezuela – 21 dicembre

virgen-de-la-paz-trujilloIntorno al 1570, alcuni uomini notarono una giovane donna che vagava per le montagne sopra la città di Trujillo.  Avvicinandosi a lei le fecero alcune domande alle quali molto semplicemente rispose che non era sola, ma che Dio era il suo protettore. La videro poi sparire in una fenditura nella roccia che emanava uno strano bagliore.

Il Monumento alla Pace (detta anche Madonna della Pace) è una scultura commemorativa colossale della Vergine Maria, interamente in cemento, costruita ad 11 km a sud-ovest della città di Trujillo, in Venezuela . Alta 46.72 metri, larga 16 metri, con una profondità alla base di 18 metri per circa 1200 tonnellate. E’ una delle più alte sculture abitabili del mondo, dalla Statua della Libertà di Leicester nel Regno Unito a quella del Cristo di Rio de Janeiro in Brasile. È stata la statua dedicata alla Vergine Maria più alta del mondo fino all’inaugurazione del monumento della Divina Pastora (patrona dello stato di Lara , in Venezuela ).

Inaugurata il 21 dicembre del 1983 dall’allora presidente del Venezuela Luis Herrera Campins, è un opera progettata dallo scultore Manuel de la Fuente, dalla cui cima si può vedere, in una giornata limpida, quasi l’intera città di Trujillo, parte della Sierra Nevada de Mérida e la costa meridionale del lago di Maracaibo. La costruzione del monumento alla Pace è emerso come un’idea dell’allora First Lady del Venezuela Urdaneta Betty Herrera Campins, trujillana, e il governatore Dora Falcon Maldonado. Nostra Signora della Pace è diventata la patrona  della città di Trujillo dal XVI secolo .

virgen-de-la-paz-trujillo1Il monumento si trova anche ad un’altezza di 1.600 metri sul livello del mare, su quella che è stata chiamata la Roccia della Vergine, poichè si dice sia apparsa nel 1570 ad alcuni abitanti del luogo i quali interrogando questa bella signora, si videro rispondere “Non sono da sola, ma con Dio, il sole e le stelle.” Aggiungendo che Dio stesso era il suo protettore. Discorsi sicuramente strani per una giovane ragazza tutta sola su quelle montagne. Così un giorno alcuni decisero di seguirla e la videro scomparire in una fenditura nella roccia. Da quella stessa roccia fuoriuscì un bagliore e capirono improvvisamente che si trattava della Vergine Maria. Inoltre il luogo in cui si nascondeva era il fulcro di tre fiumi, che senza l’intervento della Vergine, avrebbero potuto inondare la città.

La tradizione racconta che durante una notte di dicembre San Ildefonso de Toledo entrato nella Cattedrale di Santa Maria de Toledo, impressionato dalla grande illuminazione all’interno del tempio, riferì di aver visto la Vergine seduta sulla sedia dell’arcivescovo. San Ildefonso è morto il 23 gennaio e il 24 gennaio viene ricordata questa apparizione miracolosa. Si segnala inoltre che nel corso dell’anno 1085, durante l’invasione musulmana in Spagna, ci fu una battaglia in cui gli aggressori entrarono nel Duomo di Santa Maria de Toledo con l’obbiettivo di trasformarla in una moschea, ma alla vigilia del 24 gennaio qualcosa di miracoloso accadde e i musulmani abbandonarono precipitosamente l’idea e .. la cattedrale.

trujilloPer questo i festeggiamenti alla Madonna della Pace si tengono a Trujillo il 24 gennaio ma proseguono fino al 30 gennaio con messe e processioni , così come fiere gastronomiche, culturali e ricreative. La “Marcia della Pace“, che si tiene ogni anno durante la Settimana Santa, parte la mattina presto dalla sede del Seminario cattolico della città di Trujillo e culmina con una messa nella cappella del monumento, riconosciuta anche come un centro spirituale di preghiera, mentre il campanile manda i suoi rintocchi ogni mezz’ora. La cupola della cappella è decorata con una vetrata al centro della quale brilla una colomba circondato da colori vivaci che suggeriscono lo splendore dello Spirito Santo simbolo anche di pace.

Scendendo la montagna è possibile visitare anche quella che è stata chiamata dopo l’avvistamento della Madonna, la “grotta della Roccia della Vergine”. Il folklore locale riconosce che le grotte che si trovano in questa zona erano utilizzate dagli indiani del passato per le loro cerimonie religiose, ma anche per muoversi all’interno dello stato. Tuttavia, i movimenti delle montagne andine nel corso degli anni hanno chiuso diversi passaggi. Ora sono i fedeli della Vergine che visitano queste grotte, e le utilizzano per le loro processioni religiose.

Fontehttps://es.wikipedia.org/wiki/Monumento_a_la_Virgen_de_la_Paz

MADONNA DELLE MONTAGNE ROCCIOSE

MADONNA DELLE MONTAGNE ROCCIOSE

(Our Lady of the Rockies)

Butte, Montana, (U.S.A.) statua monumentale completata nel 1985.

our-lady-of-the-rockies2La Madonna delle Montagne Rocciose è una statua alta 90 piedi (27 m), dedicata alla Beata Vergine Maria, che si trova in cima alla Continental Divide e si affaccia sulla città di Butte, nel Montana.

È la terza statua più alta degli Stati Uniti, dopo la Statua della Libertà e e la recente statua di Pegaso che sconfigge il Drago, posta a Gulfstream Park, sulla Hallandale Beach in Florida.

La statua è stata costruita da volontari utilizzando materiali donati, allo scopo di onorare le donne in tutto il mondo, specialmente le madri. La base è di 8.510 piedi sopra il livello del mare e 3.500 piedi sopra la città. La statua è illuminata e visibile di notte.

Bob O’Bill, un residente della zona aveva già maturato nella sua mente l’idea di fare questa statua della Vergine, ma non sapeva ancora come e dove.

our-lady-of-the-rockies3Nel 1979, la moglie si ammalò gravemente di cancro. A quel punto decise di fare un voto alla Madonna; se la moglie fosse guarita avrebbe messo mano al suo progetto, al fine di porgerle i dovuti onori nel suo cortile di casa. Ovviamente le dimensioni sarebbero state ben più ridotte, si parla di 5 piedi a dispetto dei 90 attuali.

La donna si riprese e così l’uomo si mise all’opera, ma poco a poco la sua idea si andava modificando e quella che doveva essere una piccola statua in giardino divenne la grande e maestosa “Madonna delle Montagne Rocciose”

Straordinariamente molti cittadini di Butte iniziarono a donare i materiali necessari e parte del loro tempo affinchè questo progetto divenisse realtà. E l’ideatore del progetto definitivo fu Laurien Eugene Riehl, un ingegnere in pensione dell’Azienda Anaconda che mise a disposizione di tutti le sue capacità ingegneristiche per una perfetta realizzazione della maestosa statua.

Essa infatti doveva resistere alle potenti raffiche di vento che investono le cime di queste montagne. Joe Roberts trasportò il materiale. Si può dire che quasi tutti si dettero molto da fare per partecipare a questo grande progetto.

I lavori ebbero inizio il 29 dicembre 1979. I volontari passarono molte serate e tutta l’estate per la realizzazione della Madonna ma anche per creare una strada che potesse portare a Lei.

our-lady-of-the-rockies1La base della statua è stata versata nel settembre del 1985 con 400 tonnellate di cemento. Il calcestruzzo è stato fornito da un’azienda locale e fu un mezzo dell’esercito a sollevare la statua perchè fosse posizionata. Un emozione unica per tutti coloro che avevano tanto lavorato alla realizzazione di questo progetto!

Ora La Madonna delle Montagne Rocciose è diventata un’attrazione turistica e i bus si alternano da giugno a settembre senza sosta.

Fontehttps://en.wikipedia.org/wiki/Our_Lady_of_the_Rockies

VERGINE DI ANDOCS

VERGINE DI ANDOCS

Andocs, Ungheria – 17 dicembre consacrazione

vergine-di-andocsLa storia racconta che prima dell’invasione turca del 1526, gli angeli per salvare la statua della Vergine e il Bambino posizionarono un’intera cappelletta ad Andocs, oggi nel sud-ovest dell’Ungheria.

Fu il guardiano del paese di Andocs, che attratto dal canto degli angeli li vide mentre posizionavano la cappella sulla radura. Il mattino seguente si recò sul luogo con altri del paese, quando videro che la chiesa era stata costruita senza fondamenta, compresero che si trattava di un vero miracolo.

Nelle notti successive più volte la Santa Vergine apparve e con lei le sue schiere di angeli che cantavano e illuminavano la cappella. La Santa Vergine apparve anche alle donne del villaggio esortandole alla pietà e alla preghiera. 

Ben presto, si ebbe il primo miracolo. Un cieco pastorello, quando alzò gli occhi verso la Vergine Maria, ricominciò a vedere. I pastorelli ebbero secondo la leggenda ruoli di primaria importanza, tanto che avvisarono gli angeli che il luogo sul quale avevano posizionato inizialmente la cappella era impregnato di acqua e che sarebbe sprofondata, così gli angeli la misero dove si trova oggi. Si dice anche che furono i pastori a trasmettere il messaggio secondo il quale la Santa Vergine avrebbe difeso e nascosto i profughi in fuga dai nemici turchi.

cappella-della-vergine-di-andocsIn ogni caso, dalla metà del secolo la regione del Transdanubio meridionale era sotto il dominio ottomano, e molti cristiani sopravvissuti emigrarono o divennero protestanti. E a poco a poco la chiesetta venne abbandonata.

Nel 1640, il vescovo cattolico inviò preti gesuiti a rievangelizzare l’area. Fu proprio in questa chiesa gotica abbandonata ad Andocs, che padre János Horváth trovò la statua della Vergine.

Nel 1700, il paese era diventato un luogo di pellegrinaggi e di miracoli. Nel 1721 i Francescani costruirono un convento accanto alla chiesa, che hanno cominciato a ricostruire in stile barocco nel 1725.

Il 17 dicembre 1747, quando il vescovo ha consacrato la nuova chiesa di Santa Maria,  la contessa Katalin Széchényi donò una magnifica veste per la statua. Da questo gesto ebbe inizio una tradizione che continua ancora oggi, infatti ogni secondo venerdì del mese le viene cambiato l’abito. 

Molti dei capi ricamati donati nel corso dei secoli sono esposti nel Museo dei mantelli. I maggiori giorni di maggior affluenza dei pellegrini sono il 15 agosto (Assunzione), l’8 settembre (nascita di Maria), e l’8 ottobre (festa della Madonna di Ungheria).

Fonti: http://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-17.htmhttps://translate.google.it/translate?hl=it&sl=hu&u=http://www.sulinet.hu/oroksegtar/data/telepulesek_ertekei/100_falu/Andocs/pages/012_az_andocsi_maria.htm&prev=search

MADONNA DEL NUOVO AVVENTO

MADONNA DEL NUOVO AVVENTO

Our Lady of the New Advent

Denver, Colorado – 16 dicembre

MADONNA DEL NUOVO AVVENTOQuesta Madonna è nata con l’iniziativa del vescovo di Denver di iniziare una novena che durasse non nove giorni, bensì nove anni, in onore della Santa Vergine per giungere così preparati al nuovo millenio in sua compagnia…

L’Avvento è il periodo di preparazione al Natale, dal latino adventus , venendo – un momento di nostalgia e di attesa per la nascita del Salvatore, così come per la sua seconda venuta alla fine dei tempi.

Per i discepoli di Cristo, il periodo di nove giorni tra la sua Ascensione e la Pentecoste era un intervallo di simile, l’attesa in preghiera fino alla venuta dello Spirito Santo. Da questo intervallo di nove giorni sono nate le novene cattoliche che spesso partono dal decimo giorno prima della festa in questione – così anche per la Novena di Natale che inizia proprio il 16 dicembre .

L’arcivescovo Francis Stafford dell’Arcidiocesi di Denver, seguendo questo calcolo iniziò a prepararsi per il Giubileo del 2000, nel 1991 con nove anni di novena a Maria fino ad arrivare al nuovo millennio. Commissionò quindi al gesuita iconografo William Hart McNichols un’immagine che rappresentasse la Madonna del Nuovo Avvento.

Nostra Signora del Nuovo AvventoFr. McNichols scelse di utilizzare il tipo di icona conosciuta come il segno, che mostra il bambino sovrapposto a sua madre, piuttosto che tra le sue braccia, che sono alzate in preghiera. Questa divenne quindi l’icona ufficiale dell’Arcidiocesi (anche se il suo patrono è San Francesco).

La Madonna nell’icona del nuovo avvento, è vestita di viola, il colore che simboleggia l’Avvento, e tiene le mani in preghiera in un gesto di intercessione. Il Gesù Bambino, che brilla dentro di lei, tiene un’aquilegia: il fiore tipico del Colorado, nella mano sinistra. Dietro la madre in attesa, le Montagne Rocciose insorgono fuori dalle pianure del Colorado.

Nel 1992, in risposta alla richiesta di Stafford per un giorno di festa liturgica con una messa in onore della Madonna del Nuovo Avvento, il Vaticano designò il 16 dicembre, il 12 agosto del 1993, in occasione dell’apertura della Giornata Mondiale della Gioventù a Denver, Papa Giovanni Paolo II pregò in questo modo: “O Maria, Madonna del Nuovo Avvento, che serbavi tutte queste cose meditandole nel tuo cuore, insegna a questi giovani ad essere buoni ascoltatori di tuo Figlio, la Parola di vita.”

Nel 1999, il successore di Stafford, Arcivescovo Charles Chaput, dedicò una una seconda versione dell’immagine della Madonna del Nuovo Avvento all’Istituto Teologico, un complesso educativo per la formazione dei sacerdoti, missionari, diaconi, laici, ministri e dei catechisti, che si trova a Denver.

our-lady-of-the-new-advent1La preghiera alla Madonna del Nuovo Avvento,  è stata composta dalle monache benedettine dell’Abbazia di San Walburga in Virginia Dale, Colorado, per completare questa icona che occupa un posto speciale per i fedeli di Denver dell’Arcidiocesi.

Preghiera alla Madonna del nuovo avvento

O Signora e Madre di Colui che era ed è e che viene, l’alba della Nuova Gerusalemme, Ti invochiamo ardentemente, portaci la tua intercessione in modo da vivere in amore con la Chiesa,
corpo mistico di Cristo, per stare in piedi nel buio di questo mondo
come icona di fuoco della Nuova Gerusalemme.
Vi chiediamo di ottenere per noi questa misericordia per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio e Signore, che vive e regna con il Padre nello Spirito Santo, Dio trino ed uno, nei secoli dei secoli. Amen.

Fonti: http://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-16.htmhttp://denvercatholic.org/lady-new-advent-pray-us/

BEATA VERGINE DEL PATROCINIO

BEATA VERGINE DEL PATROCINIO

Faenza – 14 dicembre 1954 – Incoronazione

beata-vergine-del-patrocinio-di-faenzaUna donna della Famiglia Baldi entra nel convento benedettino camaldolese con il nome di suor Francesca portando con se un quadro miracoloso che ritrae la Vergine che allatta il Bambino Gesù.

La sacra immagine della Madonna del Patrocinio, attualmente venerata nella Chiesa del Monastero di S. Caterina, a Faenza, fu prima onorata nella casa della Famiglia Baldi, a Forti, la quale diede alla Comunità Camaldolese una figlia, con il nome di Suor Francesca.  Alla morte di questa, il Vescovo di Forti volle che la sacra immagine fosse trasferita nella Chiesa delle Suore Camaldolesi.

Ciò avvenne nell’anno 1614, con grande solennità e concorso di popolo. Le Suore, meravigliate per la fede e il fervore manifestati dai Forlivesi in quella occasione, decisero di collocare la immagine della Vergine in una cappella di marmo, eretta in suo onore.

L’ultima domenica di settembre del 1650, con l’intervento del Cardinale Del Bagno, la sacra immagine fu collocata nella nuova sede. Questa seconda traslazione segna la data della festa annuale in onore della Beata Vergine del Patrocinio. Un nuovo fatto contribuì ad accrescere la devozione alla Vergine.

beata-vergine-del-patrocinio-di-faenza1Nella notte del 20 novembre 1685 un incendio scoppiato nella lavanderia del Monastero si propagò al parlatorio, quindi alla sacrestia, ed avrebbe invaso la Cappella della venerata immagine, quando le fiamme si arrestarono improvvisamente.

Solo al mattino le Monache se ne accorsero, e constatando con i loro occhi lo scampato pericolo, riconobbero nel fatto quasi un prodigio. Quell’evento bastò ad infervorare i devoti ed a scuotere gli scettici: si moltiplicarono le preghiere e le suppliche davanti alla sacra immagine.

La Sacra Congregazione dei Riti, il 9 agosto 1721, approvò con suo rescritto il culto prestato dalle Monache di Santa Caterina alla Beata Vergine del Patrocinio. Nel 1862, in seguito alla soppressione delle Comunità Religiose e all’incameramento dei loro beni, le Monache Camaldolesi di Forti migrarono a Faenza ove in un primo tempo furono ospiti nel Monastero di S. Maglorio.

Nel 1888, con l’aiuto di Benefattori, acquistarono il Palazzo Brunelli in Via Bondiole e vi si stabilirono organizzando nuovamente la vita della loro Famiglia Monastica. Nel 1914 fu celebrato il Terzo Centenario del culto pubblico alla sacra immagine. Il 14 dicembre 1954, a chiusura dell’Anno Mariano, la sacra immagine fu solennemente incoronata dal Vescovo di Faenza, Mons. Giuseppe Battaglia, e la corona, per volere delle Monache, fu confezionata con le offerte votive e con gli anelli della loro professione.

Nel 1964 fu poi celebrato il Settimo Cinquantenario  dell’affidamento della sacra immagine alle Monache di Santa Caterina. Queste manifestazioni le volle tutta la Comunità Religiosa sia per mostrare la propria devozione e gratitudine alla loro Madre Celeste per la protezione sempre ricevuta, sia per far conoscere e fare amare maggiormente ai faentini questa sacra immagine della Madre di Dio e Madre della Chiesa.

Fontehttp://www.immaginidimaria.it/italia/emilia%20romagna/B.V.delPatrocinioFaenza.htm

 

BASILICA DI SANTA MARIA ASSUNTA

BASILICA DI SANTA MARIA ASSUNTA

San Francisco – California – 13 dicembre 

santa-maria-assunta-san-franciscoLa Cattedrale di S. Maria Assunta ha resistito al terribile terremoto di San Francisco nel 1906, ma venne bruciata da un incendio nel 1962. L’arcidiocesi cattolica assunse quindi un team di architetti per la progettazione di un nuovo edificio a due isolati di distanza sulla cosiddetta Collina della Cattedrale.

Il primo Arcivescovo di San  Francisco (1853-1884) è stato un sacerdote domenicano di nome Joseph Sadoc Alemany, un cittadino naturalizzato americano che è nato in Spagna ed emigrato negli Stati Uniti nel 1840 per lavorare come missionario nei territori del Kentucky, Ohio e Tennessee. Alemany era stato Provinciale dei Domenicani americani per due anni in cui è stato nominato Vescovo della Diocesi di Monterey nel 1850. Inizialmente, Alemany era riluttante a venire in California, ma Pio IX gli disse:Dove gli altri sono attratti dall’oro, è necessario portare qualcosa che va oltre.”

Trao l’orfanotrofio e la chiesa originale di San Patrizio, la storia dell’Arcidiocesi di San Francisco la si può definire “una Chiesa di immigrati” composta da cattolici di lingua spagnola, irlandese, francese, tedesca, italiana e portoghese. Nei primi tre decenni della sua esistenza, l’Arcidiocesi di San Francisco sotto la guida dell’Arcivescovo Alemany si ampliò con la costruzione di scuole, orfanotrofi, ospedali e case di riposo, e altre istituzioni e opere di carità. Queste istituzioni cattoliche non avrebbero potuto esistere senza gli sforzi eroici di molti ordini religiosi femminili. 

santa-maria-assunta-san-francisco1La mattina del 18 aprile 1906  vi fu un terribile terremoto di magnitudo 8.3 a San Francisco. La maggior parte dei morti e dei danni alla città furono causati dall’incendio che scoppiò in seguito al terremoto, piuttosto che dal terremoto stesso. Al principio si contarono 478 morti, ma in seguito si scoprì che il disastro fu molto più grande e che fu sottostimato dalle autorità dell’epoca, specialmente per quanto riguarda l’area dove viveva la popolazione cinese. La cifra approssimativa che più si avvicina alla realtà è quella di almeno tremila deceduti, la maggior parte all’interno della città di San Francisco, mentre altri 189 morti furono registrati nel resto della Baia di San Francisco. In quell’occasione fu celebrata una messa all’aperto, ma la cattedrale era sopravvissuta.

Nominato dal Papa Giovanni XXIII nel 1962, l’arcivescovo McGucken ebbe il compito di costruire una nuova cattedrale di Santa Maria poichè la prima venne bruciata da un incendio cinque mesi dopo il suo arrivo. Durante il suo mandato molte nuove parrocchie e scuole sono state aperte conseguentemente alla crescita della popolazione cattolica. Continuando la sua tradizione di chiesa di immigrati, l’Arcidiocesi di San Francisco ha avuto una grande affluenza di cattolici delle Filippine, Messico e America Latina, Corea, Giappone. Vietnam, Hong Kong e Africa.

 

santa-maria-assunta-san-franciscoIl 13 dicembre del 1967 fu posta la sua prima pietra. Dedicata a Santa Maria Assunta, nel 1996, la chiesa è un simbolo della città. Pier Luigi Nervi e il design modernista Pietro Belluschi non hanno solo trasmesso il gusto e la tecnologia del nostro tempo, ma i nuovi orientamenti del Vaticano II, attraverso la torre a forma di croce e gli interni con le finestre di vetro trasparente.

A colpo d’occhio, Maria non è evidente. Sull’altare maggiore è una scultura cinetica scintillante; in rilievo sulla facciata troviamo l’ascensione di Cristo, al posto dell’assunzione di Maria in cielo. Troviamo invece statue di bronzo intorno ai lati che illustrano la Madonna di Guadalupe , la Visitazione , l’Assunzione (a destra), e altri soggetti mariani.

Le porte e gli altri elementi figurativi della Cattedrale, sono di Enrico Manfrini “Scultore italiano del Sacro”, che ha creato le porte in bronzo di grandi chiese in Italia, ritratti e medaglie di papi da Pio XII a Giovanni Paolo II, e l’anello indossato dai Papi Paolo VI e Francesco I. L’Arcidiocesi di San Francisco utilizza piccole repliche in bronzo del suo santuario dell’Assunta, come Premio Assunta, per premiare le persone che hanno fornito servizi eccezionali.

Fontihttp://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-13.htmhttp://sfarchdiocese.org/home/archdiocese/archdiocesan-history

MADRE DI DIO DELLA CONSOLAZIONE

MADRE DI DIO DELLA CONSOLAZIONE

Incoronazione il 9 dicembre 2000

madre-di-dio-della-consolazione-poloniaUn re pentito che sa cambiare rotta e trasformarsi per dare lustro al suo popolo e costruisce una basilica al cui interno vi è un affresco prezioso, quella della Madonna della Consolazione.

La Polonia viveva una fase estremamente difficile: il sistema economico era in rovina, il Paese si era fortemente spopolato ed era stremato da un lungo periodo di guerre. Il re Casimiro III di Polonia nel 1349, uccise il messaggero del vescovo che gli comunicava la scomunica a causa dell’immoralità pubblica dei suoi costumi. Fece tagliare un buco nel ghiaccio del fiume Vistola, il più lungo della Polonia e lì fece gettare il messo, in modo che annegasse nelle sue acque gelide.

Pentito poi, di quel gesto estremo, Casimiro iniziò un cammino di conversione che gli valse il titolo di “Grande”. Fu l’unico re cui venne attribuito questo appellativo in tutta la storia polacca. Costruì numerosi castelli, ricostituì l’esercito polacco, riformò il diritto privato e quello penale. Sempre a Casimiro si deve la fondazione dell’Università di Cracovia, prima in Europa settentrionale, sebbene la sua morte ne bloccò lo sviluppo. La vera e propria fioritura di questa istituzione si ebbe con i suoi successori.

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Il re Casimiro III di Polonia detto il “Grande”

Nella città di Kazimierz, a cui diede il suo nome nel 1335, fondò la Chiesa agostiniana di Santa Caterina d’Alessandria. La costruzione iniziò nel 1363 e ci volle quasi un secolo per essere completata, anche se una serie di sfortunati eventi come terremoti, alluvioni, incendi, nonché invasioni, misero a dura prova l’edificio e fecero sì che necessitasse di continue opere di ristrutturazione.

All’interno di questa chiesa ora elevata a Basilica, si trova una cappella dedicata alla Madre di Dio della Consolazione, e qui si può ammirare un affresco del 1400, salvato quasi miracolosamente dal chiostro. L’affresco presenta la Vergine Maria con dei lunghi capelli biondi, un abito d’oro damascato e un mantello azzurro abbellito da rose. La Madre di Dio posa i suoi piedi su di una mezzaluna, mentre tiene in braccio un bambino Gesù nudo, tra i santi Agostino e Nicola da Tolentino. Intorno alla sua figura si trovano riquadri più piccoli che illustrano i suoi miracoli. Si tratta della cappella patronale dell’Arciconfraternita della Matka Boża Pocieszenia: la Madre di Dio della Consolazione .

Gli interni bianchi della navata centrale e del presbiterio sono particolarmente impressionanti perché si differenziano notevolmente da altre chiese nello stesso stile: Chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine e Chiesa del Corpus Domini. Gli elementi decorativi nella chiesa sono molto semplici, il che sottolinea ancora di più il carattere del tempio. Tra le opere più preziose si possono distinguere: l’altare maggiore in stile barocco con il quadro di Andrzej Wenesta che raffigura le scene della vita di Santa Caterina nonché la pietra sepolcrale di Wawrzyniec Spytka Jordan in stile tardo rinascimentale eseguita da Santi Gussi. Nell’arco divisorio tra la navata centrale e il presbiterio si trova il crocifisso barocco, circondato dalle statue di angeli che tengono le insegne della Passione di Gesù Christo; gli angeli furono scolpiti durante la seconda guerra mondiale (nel 1944) da Karol Muszkiet.

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Basilica di Santa Caterina nella città di Kazimierz, una delle più grandi della Polonia

A nord della chiesa si trova il gotico convento degli agostini con i chiostri decorati con gli affreschi in stile gotico e rinascimentale, tra cui: “Misericordia Domini” e “La Crocifissione”. Tuttavia l’affresco più prezioso è il meraviglioso rimane quello della Madre di Dio della Misericordia, probabilmente la più vecchia immagine della Vergine in Polonia.

Alla morte del re Casimiro III, il regno aveva un’estensione pressoché raddoppiata (soprattutto attraverso l’annessione di vasti territori dell’odierna Ucraina), era in atto una crescita prosperosa, la ricchezza aumentava e c’erano prospettive incoraggianti per il futuro.

Nel 1950, durante l’egemonia comunista, gli agostiniani polacchi furono costretti a sciogliersi, per tornarvi poi solo nel 1989, dove a Santa Caterina iniziarono un ennesimo restauro degli edifici che nel frattempo avevano subito un ulteriore deterioramento.

Il 9 dicembre 2000 l’autorità di Papa Giovanni Paolo II unitamente al cardinale Franciszek Macharski, arcivescovo di Cracovia incoronarono l’immagine della Madre di Dio della Consolazione di Santa Caterina.

La sua confraternita festeggia la festa di questa immagine il 4 settembre.

Fontihttp://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-09.htm;https://it.wikipedia.org/wiki/Casimiro_III_di_Poloniahttp://www.pilgrimage-poland.eu/it/cracovia–caterina–alessandria

 

 

IMMACOLATA DI EL VIEJO

IMMACOLATA DI EL VIEJO

El Viejo, Chinandega, Nicaragua 6-8 dicembre

nuestra-senora-de-la-inmaculada-concepcion-el-viejoLa tradizione narra che fu un fratello di Santa Teresa d’Avila a portare la statua della Madonna dell’Immacolata Concezione dalla Spagna al Nicaragua nel 1500.

Alcuni giorni prima dell’8 dicembre, la festa cattolica dell’Immacolata Concezione, i nicaraguensi iniziano a preparare questa grande festa per la loro patrona che affettuosamente chiamano anche la “La Purissima”.

Tutto ha inizio il 6 dicembre giorno detto della “Silver-lavato” alle ore 9.00 si svolge la Santa Messa nella città di El Viejo ( “il vecchio”), concelebrata con il Vescovo della Diocesi e diversi sacerdoti provenienti da tutto il Nicaragua. Finita la Messa la gente si riunisce nella piazza davanti alla chiesa la gente si riunisce per lucidare i vasi sacri, le corone della Vergine e gli ex voto d’argento dati nel corso degli anni per le grazie ricevute. Vengono puliti con un panno imbevuto con limone e soda. Infine il prete immerge la corona della Vergine in una ciotola di acqua che viene distribuita tra la gente.

Il 7 dicembre, inizia la “gritería”, cioè la preparazione alla festa dell’Immacolata. Questa usanza è stata portata nel paese dai francescani e missionari spagnoli. Le famiglie fanno splendidi altari nelle loro case che possono essere visti anche dall’esterno.

silver-lavato

“Silver-lavato”

La gente che passa davanti a questi altari grida: “¿Quién es la causa de Nuestra alegría?” (Chi è la causa della nostra allegria?). La risposta dei proprietari della casa, è “La Concepción de María!” quindi offrono dolci e piatti della tradizione ai visitatori e il famoso brindisi chiamato “cap”.

 

Ovunque nel paese si vedono i fuochi d’artificio e si sentono i botti provocati dalla polvere da sparo. Questa devozione è stata portata in America dai francescani e missionari spagnoli. 

Alcuni gruppi accompagnati dalle chitarre cantano canzoni alla Vergine per la strada che collega la città di El Viejo con Chinandega, per tutta la notte camion rumorosi trasportano questi gruppi di fedeli che gridando da un capo all’altro della città.

La statua è venerata nel Santuario Nazionale di Nostra Signora dell’Immacolata Concezione di El Viejo. “El Viejo” è il nome del villaggio vicino Chinandega e il famoso vulcano di San Cristobal.

Nel 1562 a causa di una tempesta tropicale, Don Lorenzo de Cepeda, che stava viaggiando per il Perù, dovette fermarsi a Puerto de la Possession, ora chiamato El Realejo. Tra le cose che don Lorenzo portava con se vi era l’immagine della Virgen de la Concepción. Don Lorenzo de Cepeda era un uomo molto pio. Aveva una sorella che era una monaca carmelitana, che ora è conosciuto in tutto il mondo, come Santa Teresa d’Avila, dottore della Chiesa.

nuestra-senora-de-la-inmaculada-concepcion-el-viejo2Da El Realejo, Don Lorenzo de Cepeda fu costretto a recarsi a El Viejo, villaggio vicino, ma non volle lasciare la statua tanto cara, così la prese con se per depositarla poi nella parrocchia del villaggio. Cercò aiuto dai frati francescani che vivevano in Chamulpa, oggi El Viejo, che abitavano nel convento e poterono dargli le cure mediche di cui aveva bisogno.

Gli abitanti di El Viejo, indiani e meticci furono subito attratti dalla bellezza dell’immagine, e si recavano volentieri alla parrocchia per ammirare la “ragazza bianca”. Ben presto divenne famosa anche per le grazie che elargiva ai suoi devoti. Purtroppo però don Lorenzo dovette ripartire e nonostante le suppliche di tutti volle portare con se la preziosa statua. Quando però venne caricata sulla nave, immediatamente scoppiò una tempesta e la barca che aveva appena salpato dovette tornare indietro per evitare il naufragio.

Da questo si comprese che molto probabilmente Ella desiderava rimanere nel porto nicarguense. Tutta la città esercitò una forte pressione su Don Lorenzo che per quanto costernato da quell’abbandono dovette rassegnarsi ai desideri della Vergine e riprese il viaggio lasciandola in custodia a per giorni e giorni l’aveva venerata con grande amore. La devozione crebbe ancora di più e l’Immacolata oggi è venerata in un bellissimo e prezioso altare arricchito dagli ex voto.

Fonte: http://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-06.htmhttps://es.wikipedia.org/wiki/La_griter%C3%ADahttp://webcatolicodejavier.org/VirgenConcepcionElViejo.htmlhttps://www.aciprensa.com/Maria/amlat/advnicar.htm

 

LA VERGINE DEI RE

LA VERGINE DEI RE

Virgen de los ReyesIncoronata il 5 dicembre 1954

virgen-de-los-reyes-guatemala3Più volte danneggiata dall’eccesso di entusiasmo dei suoi fedeli la Vergine dei Re, patrona della città di San Francisco in Guatemala, ha cambiato ben 9 teste in 400 anni, ma rimane un gioiello di bellezza e di devozione inestimabile.

Nel 1600, Frate Antonio Tineo si recò in Spagna per chiedere al re Filippo III le forniture necessarie per la costruzione di una chiesa francescana nella città di San Francisco in Guatemala. Da questo viaggio Padre Tineo riportò anche una nuova statua dell’Immacolata che si trovava nella cappella privata della regina Margherita. La storia afferma che la preziosa statua in origine apparteneva all’Imperatore Carlo V di Germania. Sicuramente è proprio in merito a questi suoi trascorsi regali che è stata definita da tutti la Virgen de los Reyes (Vergine dei Re).

Quando la scatola contenente la preziosa statua arrivò a Santiago de los Caballeros de Guatemala, si accorsero che era aperta, ma in buono stato, nulla era stato toccato. Inizialmente furono i monaci a venerarla, ma poi essendo posizionata in una cappella accanto alla chiesa la devozione si estese a tutto il popolo tanto che venne nominata patrona.

virgen-de-los-reyes-guatemala1La preziosa scultura ha subito non pochi danni a causa degli eccessi di devozione dei suoi fedeli. Più volte infatti è stata danneggiata dai fuochi d’artificio e da altre azioni pericolose sempre dovute però al forte entusiasmo popolare. Basti pensare che la vecchia statua ha avuto ben nove teste differenti nei suoi 400 anni. Ma così come Maria Immacolata fu preservata dalla corruttibilità del corpo dovuta al peccato di Adamo, anche questa rappresentazione della Vergine si è preservata bella e giovane, con la sua corona ricca di pietre preziose e la mezza luna d’argento ai piedi.

Venne canonicamente incoronata il 5 dicembre 1954 in occasione del 100 ° anniversario del dogma dell’Immacolata Concezione, mentre l’ annuale processione con la statua si svolge l’8 dicembre.

Nel 2013 è iniziato un processo di pulizia e restauro. La cornice misura 1,80 metri. Rappresenta una donna in posizione verticale, raffinata ed elegante. Il suo viso è leggermente inclinato verso destra. Il suo sguardo è verso i fedeli. Osservandola anche da diversi punti si vedrà sempre il suo dolcissimo sorriso. Le sue mani sono in atteggiamento di preghiera con un piede appena sollevato dalla grande luna che le fa da piedistallo. Dodici stelle le circondano il capo, ricoperto da una corona imperiale e da un paio di orecchini.

Fontehttp://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-05.htm

VERGINE DI MONTIEL

VERGINE DI MONTIEL

Benaguasil, Valencia, (Spagna) 4 dicembre 1620

montielLa tradizione orale afferma che questa piccola immagine della Vergine Maria, di appena 13 centimetri d’altezza, è stata trovata nelle montagne di Montiel il 4 dicembre 1620 da un pastore aragonese di nome Graciano.

Mentre era impegnato a governare il suo gregge Graciano viene aggredito dal freddo pungente della notte e decide di rifugiarsi con le sue pecore dentro una caverna. Fu proprio in quel luogo che venne attratto da uno strano bagliore, simile a lumicino di una candela che fuoriusciva da una crepa nel muro.

Da principio non vedeva bene, ma appena si allontanò il bagliore divenne più forte. Spaventato corse giù per la montagna con tutto il suo gregge al seguito e si affrettò a raccontare il fatto al parroco del paese.  

Insieme si recarono sul posto e grazie ad una lanterna vi trovarono una piccola statuina in marmo bianco raffigurante la madonna con il bambino. Una rappresentazione alquanto insolita per il fatto che la Vergine tiene in braccio il Bambino Gesù con il braccio sinistro mentre nella mano destra ha un rosario.

Trasferita poi a Valencia divenne patrimonio del re fin quando una brutta siccità portò l’Arcivescovo Aliaga a chiedere con soddisfazione che la statuetta venisse portata nuovamente a Benaguacil. 

Non si conosce l’autore dell’immagine, ma possiamo ipotizzare che nel 1523 quando l’imperatore Carlo I, decretò che tutti i mussulmani del paese dovevano convertirsi e farsi battezzare o sarebbero stati espulsi, facendo scoppiare una vera e propria guerra di religione, un fedele cattolico per paura che venisse profanata questa piccola statuina, decise di nasconderla nella suddetta grotta, fino al 1620 quando grazie a Graciano venne scoperta.

 

montiel1Nella parte inferiore della statuina troviamo la mezzaluna, tipica nella rappresentazione dell’Immacolata.

Nel maggio del 1644 si iniziò a costruire una cappella sulla montagna vicino a Benaguacil, che venne benedetta nel 1651. Nel gennaio 1796 è iniziata la costruzione della seconda cappella aperta solo nel 1800.

La statua della Vergine è stato canonicamente coronata nel 1921 da Papa Pio XI che elevò la chiesa a santuario. Nel 1936 però, il parroco Don Fermin Gil Navarro nascose l’immagine originale e purtroppo morì senza rivelare a nessuno il suo segreto. Per questo motivo l’immagine che oggi abbiamo è solo una copia dell’originale.

Il Santuario di Montiel è sotto la custodia delle religiose terziarie cappuccine della Santa Famiglia che si sono poi sparse in tutto il mondo. In onore di una sorella morta martire nella giungla ecuadoriana il 21 luglio 1987, Ines Arango Velasquez, All’Immagine della Vergine venne aggiunto il titolo di “Regina dei Martiri”

Ogni anno con grande solennità, l’8 settembre, si festeggia la Madonna di Montiel con una processione spettacolare.

montiel-processione

 

Fontehttp://forosdelavirgen.org/408/virgen-de-montiel-de-benaguasil-espana-4-de-diciembre/

MARIA CONSOLATRICE DEGLI AFFLITTI

MARIA CONSOLATRICE DEGLI AFFLITTI

Mettenbuch, Germania (1876) 1 dicembre 1876

maria-consolatrice-degli-afflittiDal 1° al 21 dicembre del 1876, 4 bambini sono stati visitati dalla Vergine, dal Signore e da diversi angeli. Oggi, una piccola cappella, testimonia queste apparizioni.

Mettenbuch è una città della Baviera, che divenne famosa durante il periodo del Kulturkampf (conflitto tra l’Impero tedesco e la Chiesa cattolica) a causa di intensi eventi soprannaturali nelle vicinanze del monastero di Metten (Deggendorf) che portarono anche alla guarigione di Barbara Eder.

Le apparizioni si sono svolte tra il 1° e il 21 Dicembre del 1876 e di nuovo, per l’ultima volta, Maria SS. apparve nel 1878. I veggenti, NC Kraus, Francisco Javier Kraus, Teresa Sack Liebl e Matilda, tutti avevano un’età compresa tra gli otto e i quattordici anni, ma anche alcuni adulti e altri bambini videro in parte queste apparizioni.

I ragazzi ebbero il privilegio di ricevere apparizioni della Vergine, del Bambino Gesù e, talvolta, anche di San Giuseppe e diversi angeli e santi, insieme a fenomeni luminosi.

Questi eventi sono stati registrati in dettaglio dal parroco e dall’allora vescovo di Ratisbona Senestrey Ignazio. Quest’ultimo, tuttavia, decise in seguito di prendere le distanze dalle apparizioni sospendendo le indagini già in corso contro la volontà di tutta la commissione istituita, la quale protestò anche con Roma per questa decisione inaspettata.

maria-consolatrice-degli-afflitti3Le apparizioni si sono protratte per tutto il periodo dell’Avvento e di Natale. Maria SS apparve ai fedeli come “Consolatrice degli afflitti“, e più tardi venne chiamata da tutti “Madonna dell’Avvento”.

Nell’ottobre del 1876 alcune persone nella foresta adiacente a Mettenbuch sulla cima di una scogliera furono attratti da fenomeni luminosi quali le luci rosse, blu e bianche ad un metro dal suolo, che si intrecciavano creando uno strano gioco di colori. Si pensò subito che queste luci fossero le povere anime del purgatorio in cerca di preghiera e di sostegno sulla Terra. da quel giorno, al calar della notte, molte persone della zona decisero di ritornare sul posto per pregare. Il fenomeno si ripropose, ma non tutti erano in grado di vederlo e non sempre.

Il 2 dicembre Caterina, di sei anni, e Francisco Javier di dieci, vide Gesù Bambino seduto sulle ginocchia di sua Madre, che a sua volta era seduta su di una sedia. La Madonna ha mostrato un volto pieno di gioia indicibile ed era avvolta in una veste blu, più blu del cielo, con calze bianche e scarpe d’oro, un velo bianco le copriva la testa fino alla metà della tunica. La Santa Vergine disse ai ragazzi: “Io sono la Consolatrice degli afflitti“. Dietro di lei apparve improvvisamente la figura di San Giuseppe, mentre a destra e a sinistra della Madre di Dio erano apparse due figure angeliche.

La Madonna chiese anche la costruzione di una semplice cappella e invitò tutti alla confessione. Le madri dei ragazzi parlarono con il sacerdote del paese e cercarono di convincerlo a costruire una cappella in onore della Consolatrice degli Afflitti.

 

mettenbuchGli angeli apparvero ai componenti della famiglia Liebl mentre recitavano il Rosario. Francisco baciò addirittura i loro piedi. Li sentirono suonare e videro anche i tre Re Magi. 

La sera tra il 19 e il 20 dicembre, i bambini in estasi videro apparire una luce diafana sempre più intensa che prese l’aspetto di Gesù Bambino, raggiante in un abito rosso, con la parte superiore del corpo nudo. Questa apparizione è durata circa due minuti.

Il 21 dicembre nel pomeriggio, la Vergine Maria apparve a Matilde Sack dicendo che questa sarebbe stata la sua ultima apparizione in questo luogo, ma sarebbe tornato dopo tre anni, aspettandoli vicino alla gola del bosco sollecitando nuovamente la costruzione di una cappella.

 

Se meditate quotidianamente il Rosario riceverete la grazia del Signore“.

Dopo il 21 dicembre veggenti e adulti continuarono a recarsi nel bosco ma non vi furono più fenomeni straordinari. Nel 1878, Francesco ha avuto una breve visione: una stella doppia con i raggi blu e bianchi dentro la quale apparve la Santa Vergine e Gesù Crocifisso.

Con la morte di padre Francesco Nock e Padre Hugo Dieringer, i monaci del monastero di Metten che erano a favore dell’apertura dell’indagine ecclesiastica, la speranza di un possibile riconoscimento scomparve insieme alla possibilità di costruire una cappella commemorativa nel bosco. Il successore del vescovo Senestrey, Rudolf Graber, vescovo di Ratisbona disse “Mettenbuch non è un capitolo da dimenticare, tutto è ancora da dimostrare

bambina al confessionaleIl 7 giugno 1887, 10 anni dopo le apparizioni, i bambini, ormai adolescenti, confessarono che il vescovo Senestrey aveva loro estorto delle false dichiarazioni nelle quali ammettevano che si trattava solo di bugie con metodi ben poco ortodossi, soprattutto per dei bambini. La stessa Chiesa prese le distanze da Senestrey accusato anche di molestie sessuali agli stessi.

Il veggente Francisco Javier dopo aver imparato il mestiere di muratore visse in una soffitta dell’Abbazia benedettina di Metten.

Negli anni successivi più di 100.000 fedeli giunsero in pellegrinaggio a Metten e non si sono ancora fermati. Vengono qui pregano e portano a casa l’acqua della fonte miracolosa.

Alla fine è stata anche costruita una piccola cappella, con l’immagine della Vergine, di angeli, un rubinetto per attingere con facilità l’acqua dalla fonte e panchine per i pellegrini, che arrivano soprattutto nei periodi delle grandi feste mariane e per tutto il periodo dell’Avvento.

Fontehttp://www.mariancalendar.org/mary-comforter-of-the-afflicted/

 

MADONNA NERA DI TRESIVIO

MADONNA NERA DI TRESIVIO

Sondrio – Prima pietra del santuario 30 novembre 1646

madonna-nera-di-tresivioIl santuario di Tresivio ospita una Vergine Lauretana e la sua Santa Casa, che secondo la leggenda ha nelle sue fondamenta una pietra caduta agli angeli mentre trasportavano la Santa Casa della Madonna.

Il Santuario della Santa Casa si trova a Tresivio, un piccolo paese che si affaccia ridente dalle Alpi Retiche sulla Media Valtellina, il cui toponimo è forse derivante dal latino “tres viae”, tre vie, per via del fatto che tre vie principali si incontravano nel centro del paese, che è oggi attraversato dalla Strada Panoramica dei Castelli.

La leggenda racconta che mentre la “Santa Casa” era in volo da Nazareth, avrebbe perso una pietra che, prodigiosamente, sarebbe giunta sull’altura nei pressi di alcune capanne di montanari. Erano, questi, buone anime pie che, colti da meraviglia e sentita la gente del posto, decisero di ringraziare la Madonna di tale dono costruendo una piccola chiesa a lei dedicata. La pietra, considerata una reliquia, venne sistemata alla base delle fondamenta dell’edificio, alimentando in tal modo un perenne culto mariano per tutta la popolazione della Valle.

madonna-nera-di-tresivio-santuario1La costruzione del santuario fu iniziata nel 1646, ma dai documenti risulta che in tale luogo già esisteva la chiesa di Santa Maria di Tronchedo. Le prime notizie risalgono al 1016 e nel 1094 è indicata come “baxilica” una cappella, secondo il significato attribuito a questo termine dai testi del tempo.

Nella prima metà del XII secolo presso questa chiesa si venne costituendo una piccola comunità monastica benedettina. Alla metà del Duecento venne meno la presenza diretta dei monaci benedettini, ma continuò ad esistere la chiesa di Santa Maria.

La devozione mariana, sempre viva tra gli abitanti di Tresivio è testimoniata anche dalla presenza di un’antica confraternita denominata “schola Sanctae Mariae”, la quale porterà alcuni secoli più tardi a costruire intorno e sopra la chiesa di S. Maria di Tronchedo il santuario della santa Casa.

Nel 1629, sul luogo dove già sorgeva la basilica di Santa Maria di Tronchedo (costruita nell’XI sec.), venne edificata una prima edicola dedicata alla Beata Vergine di LoretoIl 30 novembre del 1646 l’arciprete Lambertenghi benediceva la prima pietra, ma per mancanza di fondi i lavori procedettero a rilento.

Successivamente si pensò ad un progetto più vasto che inglobasse entrambe le costruzioni. Attraverso fondi che giungevano da tutta la valle, venne costruito un primo nucleo ancora oggi presente e caratterizzato da un’unica aula. Quest’ultima presenta una volta a botte e su di essa si affacciano le cappelle laterali. Anche la facciata a due ordini sovrapposti, le numerose nicchie che la adornano e le due torrette poligonali con cupola e lanternino risalgono a questo periodo.

madonna-nera-di-tresivio-santuarioTra il 1701 e il 1760 l’edificio venne dotato di un nuovo presbiterio dalla grande cupola ottagonale e di tre portali sul fronte principale e su quelli laterali (di Giuseppe Maria Tamagnini e Vitale Tamagnini).

Al momento non si sa chi abbia concepito una costruzione tanto imponente, ma le forme sorvegliate e mature inducono a ricercare il nome dell’architetto fuori dalla provincia, forse anche oltralpe, ed in circuiti colti. Il santuario, eretto sopra un colle, è facilmente visibile dai dintorni.

All’interno, sotto la cupola, si trova la Santa Casa, un piccolo sacello dal soffitto azzurro stellato in cui è custodito il simulacro della Madonna Nera. La navata può ospitare un migliaio di fedeli.

La nicchia con un’ancona seicentesca, attraverso il vetro lascia scorgere la Madonna nera. Il paliotto dell’altare, in legno sbalzato e colorato, ritrae san Luigi Maria Grignion de Monfort in un atteggiamento di devozione alla Vergine nella bottega di Giuseppe che tiene per mano l’adolescente Gesù.

Fanno parte del patrimonio del santuario quattro reliquiari e un tavolo in noce del ’600, una croce d’altare d’argento massiccio, dono di benefattori romani (1709) e numerosi paramenti. L’interno, soprattutto se confrontato con la maestosità esterna, risulta però piuttosto sobrio e privo di arredi. Sotto al santuario, come in una cripta, sono visibili i resti della chiesa originaria di Santa Maria di Tronchedo.

madonna-nera-di-tresivio2La chiesa, per decreto ministeriale del 1913, è stata inserita fra gli edifici monumentali d’Italia e nel 1931 è stata elevata a dignità di santuario dal vescovo di Como mons. Alessandro Macchi. Dal 1936 al 1949 il santuario fu affidato ai Padri Montorfani e successivamente ritornò alla parrocchia di Tresivio.

Il campanile venne eretto tra il 1795 e il 1833; nello stesso periodo furono eseguite alcune decorazioni.

Il 6-9 settembre 1984, dopo anni di attesa, il parroco don Cipriano Ferrario ha riaperto il santuario per la festa della Madonna. È stato un evento significativo ritrovarsi in una chiesa spoglia e transennata per la recita del rosario, la celebrazione della messa e la processione con fedeli affluiti da ogni parte della valle. Sono ricominciati anche i pellegrinaggi.

Nel 2001 la santa Casa è tornata agibile aprendosi così anche le manifestazioni socio-culturali che hanno caratterizzato la vita di questo santuario (concerti d’organo, rassegna delle corali della zona, concerti di bande e orchestre, pesca di beneficenza, mostre ecc.). Volontari assicurano l’apertura estiva del santuario al sabato e alla domenica dalle ore 15 alle 18.

Per informazioni: tel. 0342 430118.

Fontihttp://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/dalla_storia/santuario_della_santa_casa/santuario_della_santa_casa.htmlhttp://www.santuarimariani.org/vetrina-libri/sm-valtellina/sm-22-tresivio.htm; http://www.duepassinelmistero2.com/studi-e-ricerche/arte/italia/lombardia/valtellina/madonnaneratresivio/

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