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Archive for ARTICOLI VARI

LA GROTTA DI MARIA

LA GROTTA DI MARIA

Mojosongo (Java, Indonesia) – 25 dicembre

la-grotta-di-maria-a-mojosongoLa Grotta di Maria a nord di Surakarta attira un buon numero di pellegrini ogni settimana, se consideriamo che la parte centrale dell’isola di Java è una zona a stragrande maggioranza musulmana; solo meno dell’1 per cento è cattolica.

Il santuario era nato come un semplice luogo di preghiera dove i cattolici si sarebbero potuti riunire per recitare il Santo Rosario. Nel 1975, fu aggiunto un riparo, visto che in questa zona le precipitazioni sono davvero molto abbondandi.

Nel 1980, la parrocchia di Maria Regina nella vicina Purbowardyan cominciò a tenere le masse al santuario. Il parroco iniziò dunque una raccolta fondi per costruire la Grotta, che il cardinale Julius Darmaatmadja, vescovo di Semarang, benedisse inaugurandola il 25 dicembre 1983.

mojosongoPrima di accedere alla Grotta vi sono due statue una della Vergine Maria e l’altra di San Giuseppe. Superato l’ingresso ci si trova circondati da un muro e da alberi che ne circondano il perimetro. Qui i pellegrini possono raccogliersi in preghiera e prendere l’acqua da benedire e portare a casa, attraverso dei pratici rubinetti.

Nell’edificio principale vi sono diverse colonne ognuna delle quali riporta una raffigurazione in rame dei sette sacramenti ( Battesimo, Eucaristia o Comunione; Confermazione o Cresima; Riconciliazione o Confessione; Unzione degli infermi; Ordine sacro; Matrimonio).

mojosongo1Sul lato sinistro si trova la statua della Vergine Maria ma per avvicinarsi è necessario togliersi le calzature e non fare rumore. Il custode è molto accorto e la stanza, come pure il pavimento in marmo è sempre ben curato e pulito.

Il santuario ospita incontri giovanili il giovedì sera e un rosario pubblico il primo venerdì alle 20:00, seguita da numerose confessioni.

Fontihttp://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-25.htmhttp://myridemyadventure.blogspot.it/2015/06/gua-maria-mojosongo.html

LA MADONNA DELLA MISERICORDIA

LA MADONNA DELLA MISERICORDIA

S.M. Arzilla – Pesaro – 24 dicembre

immagine-madonna-della-misericordia-arzillaLa Madonna tanto cara a Papa Francesco, quella che con il suo manto avvolge e protegge tutti i suoi devoti mostrando nel suo ventre il Bambino Gesù. Questa è dunque la Santa Vergine che vogliamo proporvi la vigilia di Natale.

Non possiamo davvero stupirci per questa scelta se pensiamo a quanto sia affezionato papa Francesco al tema della Misericordia. Quest’iconografia della Vergine la rappresenta veramente come “madre della Chiesa“, che tiene “sotto la sua protezione” ognuna delle membra del Corpo mistico del suo Figlio Gesù.

santuario-santa_maria_arzilla-acquasantieraLe prime notizie del Santuario S. Maria dell’Arzilla sono di epoca medioevale. La probabile data di costruzione dell’attuale Santuario è desumibile da una piccola acquasantiera gotica che reca la data 1420 o poco più, dato che l’ultima cifra non è leggibile.

La primitiva cappella che ora funge da sacrestia, ha la forma quadrangolare e pare rifatta in epoca rinascimentale, come testimoniano il soffitto a vele e gli archi esterni dei muri. Tutto il corpo dell’edificio è in mattoni, per cui si può presupporre l’esistenza di una fornace di laterizi nella zona. L’interno si presenta ampio a navata unica, con tetto a capanna e abside di forma quadrangolare.

La caratteristica principale di questa chiesa fu quella di “Santuario” al quale convenivano in processione numerosi fedeli da Candelara, Montebaroccio, Ripalta, Saltara, Cartoceto. Dai reperti rimasti si presume che tutte le pareti fossero state dipinte e ridipinte più volte, anche con sovrapposizioni, nel corso dei secoli XV e XVI.

In S. Maria dell’Arzilla si trovano due pregevoli opere dipinte su tavola: il trittico della scuola di Iacobello del Fiore (1440-1450) e la Madonna della Misericordia di Giovanni Antonio da Pesaro (1462).

madonna-della-misericordia-arzillaIl trittico è anteriore di almeno due decenni rispetto alla Madonna, datata 1462. I santi che compaiono con la Vergine e il Bambino sono S. Antonio Abate, a destra e probabilmente S. Benedetto, a sinistra.

Nel riquadro inferiore centrale S. Nicola di Bari si inginocchia sulla riva del Mare e rivolge gli occhi verso la Vergine col Bambino. Il santo protettore dei naviganti fa da tramite e iconograficamente chiarisce che la Madonna è qui invocata (o ringraziata) come aiuto dei marinai.

L’autore dell’altra tavola dell’Arzilla è Giovanni Antonio (scuola di Gentile da Fabriano) del quale si hanno notizie dal 1462 al 1511 circa. La lunga dedica in lettere gotiche rosse è “Giovanni Antonio Pesarese ha dipinto. Ave Maria. Nell’anno del Signore 1462 il giorno 8 dicembre questa immagine di S. Maria della Misericordia commissionò la comunità di Saltara”.

E’ una rappresentazione di antica religiosità, di devozione verso la Madonna della Misericordia che con veste e mantello arabescati, sovrasta, senza racchiuderla, la folla dell’umanità maschile e femminile, laica e religiosa, accalcata sotto la cupola – mantello.

La Madonna, che conserva la mandorla con il bambino nel petto, allargando le braccia stende il manto che comprende i fedeli assicurando loro protezione, ma che al contempo ne delimita il numero: probabilmente i membri della confraternita della Misericordia (o simile), una cinquantina, rigidamente divisi in maschi, a destra della Madonna, e femmine, inginocchiati ed oranti.

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Santuario S. Maria dell’Arzilla

In prima fila sono probabilmente i notabili, gli amministratori, almeno si presume dagli abiti indossati. Ad essi si deve probabilmente la commissione del lavoro del pittore nel 1462. Nell’opera si intravede la figura di Sigismondo Pandolfo Malatesta detto “il lupo di Rimini”.

Gli affreschi delle pareti sono certamente posteriori alle due tavole, e sono stati scoperti sotto l’intonaco nell’ultimo dopoguerra e sottoposti a restauro tra il 1959 e il 1961, come l’opera di Giovanni Antonio.

Sono riaffiorati brani di immagini del tardo quattrocento e del primo cinquecento, di mano indefinibile.

Fontehttp://www.viaggispirituali.it/2011/12/santuario-s-maria-dellarzilla-pesaro-pesaro-urbino/

MADONNA DELLA BUONA NOVELLA

MADONNA DELLA BUONA NOVELLA

Rennes, Bretagna, Francia – 23 dicembre

notre-dame-de-bonne-nouvelle-rennesJean de Montfort fondò il convento domenicano della Madonna della Buona Novella a Rennes, per un voto fatto durante la battaglia di Auray, nel 1364, in cui la sua vittoria lo fece diventare Duca di Bretagna. Nel secolo successivo, un dipinto su tavola posto nel chiostro del convento venne riconosciuto come miracoloso.

Un altro voto venne sciolto alla Madonna della Buona Novella durante la peste del 1632, che colpì la città di Rennes ma grazie all’intercessione di Maria SS in maniera meno pesante rispetto alle altre aree circostanti.

In ringraziamento, la città volle regalare alla Santa Vergine un modello in argento massiccio della città e, dal 1634, la festeggia in modo particolare ogni anno l’8 settembre, festa della natività di Maria.

saint-aubin_rennes-madonna-della-buona-novellaUn altro miracolo si verificò durante il grande incendio del 23 dicembre 1720. In questa occasione, gli abitanti di Rennes videro la Madonna della Buona Novella in cielo, guardare verso il basso con sguardo compassionevole.

Durante la Rivoluzione francese, la città vendette il suo modello d’argento, che venne fuso. La cappella fu distrutta e il convento utilizzato per raccogliere il foraggio. Un giardiniere riuscì a salvare l’immagine sacra, che donò alla vicina Chiesa di Saint Aubin nel 1803.

Nel 1849, un’epidemia di colera ispirò i cittadini a fare un nuovo voto e per dimostrare l’impegno costruirono un nuovo modellino della città in argento commissionato ad un orafo del luogo da Napoleone III, ripristinando la festa votiva dell’8 settembre.

A seguito delle continue grazie i pellegrini affluivano sempre in maggior numero e la chiesa divenne troppo piccola per ospitarli tutti, quindi si decise di costruirne una nuova. La dedicazione della nuova chiesa di San Aubin avvenne nel 1904. Il dipinto della Madonna della Buona Novella è stato canonicamente incoronato nel 1908.

statue_de_marcel_callo_en_leglise_saint_aubin_de_rennesNegli ultimi anni la festa votiva si è tenuta la prima Domenica di ottobre, piuttosto che l’8 settembre e l‘antico convento è stato convertito in un centro d’arte.

La chiesa di Saint-Aubin è la parrocchia dove nacque il Beato Marcel Callo, dove fu battezzato, e posta in sua memoria una statua. Morto martire il 19 marzo 1945 nel campo di concentramento di Mauthausen venne beatificato il 4 ottobre 1987 per opera di Giovanni Paolo II.

Fontihttp://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-23.htmhttps://fr.wikipedia.org/wiki/Basilique_Notre-Dame-de-Bonne-Nouvelle_de_Rennes

MADONNA DELLE GRAZIE

 MADONNA DELLE GRAZIE 

San Giovanni Valdarno, Arezzo, Toscana – 22 dicembre

madonna-delle-grazie-san-giovanni-valdarnoAll’origine del Santuario-Basilica Monumentale di Santa Maria delle Grazie in San Giovanni Valdarno, troviamo un intervento straordinario della Madonna che come prima Grazia fa crescere il latte in un seno inaridito per salvare la vita ad un neonato.

Il Castello di San Giovanni Valdarno è fondato nel 1296 dalla Repubblica di Firenze, contro gli Ubertini di Arezzo, su disegno di Arnolfo di Lapo, celebre architetto del tempo, con ventiquattro torri, «quattro porte di accesso sui lati e solide mura di cinta… Ma oggi non si vedono più le torri numerose, le quali furono demolite e trasformate in abitazioni civili e, con quelle, scomparvero anche le porte, di cui una sola, detta Porta di San Lorenzo, venne chiusa per l’erezione di un Oratorio che nel corso dei secoli, per la pietà dei fedeli, è divenuto l’attuale Basilica e Santuario di Nostra Signora delle Grazie».

Dal 1375 al 1478 Firenze è in progressiva espansione ed in continue guerre; la terra di San Giovanni, suddita ed alleata di Firenze, ne è di conseguenza coinvolta; ma con le guerre si abbattono sul territorio i flagelli della carestia, della fame e della peste. Particolarmente virulenta è la pestilenza del 1478 che distrugge gran parte della popolazione del paese. Tra i superstiti di così grande flagello è rimasto un bimbo innocente, di appena tre mesi, Lorenzo. La mamma Santa ed il papà Francesco sono stati portati via dalla peste; è rimasta solo la nonna paterna Mona Tancia, ultra settantenne, impotente a sostentare il neonato, nella estrema povertà in cui si trova. Ella cerca affannosamente una nutrice per il bambino, ma nessuno ha il coraggio di avere rapporti con persone superstiti del contagio.

madonna-delle-grazie-san-giovanni-valdarno1La povera vecchia con il cuore in tumulto, tremante di spasimo per la notte imminente, il 22 dicembre correndo per le vie del paese, giunge alla Porta di San Lorenzo, ed alza gli occhi pieni di lacrime verso l’antica immagine della Madonna con il Bambino dipinta sull’unica Porta rimasta delle mura della Città. Ricordando le tante volte che si era rivolta con fiducia a quella benedetta immagine, si prostra piangendo ed implorando a braccia aperte:

Provvedi Tu a questa creatura innocente!”.

Subito sente un misterioso conforto che rianima il suo cuore e l’apre ad una profonda speranza. Corre alla povera casa, stanca e sfinita, si butta sul letto con accanto il bambino che riprende a vagire e a gemere cercando con ansia il seno materno. La nonna, quasi inconsciamente, per acquietarlo porge alle sue labbra il proprio seno arido, avvizzito, nell’illusione di calmarlo, e sente misteriosamente fluire in sé un flusso vitale ed esuberante: il bambino si acquieta ed aderisce sempre più al seno della nonna. Stupita per il fatto straordinario, non può che attribuire il miracolo alla bontà della solitaria Madonna del Castello, ed alle prime luci del giorno comunica la sua riconoscenza a tutti i conoscenti. Il flusso del latte è copioso ed abbondante, come fosse di una giovane mamma, e tale continua per molti mesi.

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La notizia del prodigio si sparge in un baleno, la gente accorre da ogni parte, tutti si prostrano davanti alla sacra immagine ardenti di fede e di riconoscenza. Le grazie e i prodigi si susseguono e si moltiplicano; il concorso dei fedeli cresce ogni giorno di più. Anche Lorenzo de’ Medici vuole essere testimone oculare del fatto ed accorre di persona. Viene eretta, attorno alla sacra immagine, una piccola Cappella che subito prende il nome di Madonna delle Grazie per i tanti fatti straordinari che vi si verificano. Con il passare dei secoli la Cappella si trasforma nell’attuale Santuario-Basilica Monumentale.

In seguito al suo primo miracolo viene ancora oggi ricordata anche come la Madonna del Latte, pur essendo raffigurata con Gesù Bambino che ammira un uccellino. Si tratta di una tipica opera toscana del 1300, artista sconosciuto. L’uccello sembra essere una rondine, simbolo della Resurrezione. La Madonna delle Grazie è stata incoronata il giorno della sua festa, l’ 8 settembre 1704.

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Fontehttp://www.basilicadellegrazie.it/la–madonna-delle-grazie-.html

VERGINE DELLA PACE

VERGINE DELLA PACE 

Virgen de la Paz, Trujillo, Venezuela – 21 dicembre

virgen-de-la-paz-trujilloIntorno al 1570, alcuni uomini notarono una giovane donna che vagava per le montagne sopra la città di Trujillo.  Avvicinandosi a lei le fecero alcune domande alle quali molto semplicemente rispose che non era sola, ma che Dio era il suo protettore. La videro poi sparire in una fenditura nella roccia che emanava uno strano bagliore.

Il Monumento alla Pace (detta anche Madonna della Pace) è una scultura commemorativa colossale della Vergine Maria, interamente in cemento, costruita ad 11 km a sud-ovest della città di Trujillo, in Venezuela . Alta 46.72 metri, larga 16 metri, con una profondità alla base di 18 metri per circa 1200 tonnellate. E’ una delle più alte sculture abitabili del mondo, dalla Statua della Libertà di Leicester nel Regno Unito a quella del Cristo di Rio de Janeiro in Brasile. È stata la statua dedicata alla Vergine Maria più alta del mondo fino all’inaugurazione del monumento della Divina Pastora (patrona dello stato di Lara , in Venezuela ).

Inaugurata il 21 dicembre del 1983 dall’allora presidente del Venezuela Luis Herrera Campins, è un opera progettata dallo scultore Manuel de la Fuente, dalla cui cima si può vedere, in una giornata limpida, quasi l’intera città di Trujillo, parte della Sierra Nevada de Mérida e la costa meridionale del lago di Maracaibo. La costruzione del monumento alla Pace è emerso come un’idea dell’allora First Lady del Venezuela Urdaneta Betty Herrera Campins, trujillana, e il governatore Dora Falcon Maldonado. Nostra Signora della Pace è diventata la patrona  della città di Trujillo dal XVI secolo .

virgen-de-la-paz-trujillo1Il monumento si trova anche ad un’altezza di 1.600 metri sul livello del mare, su quella che è stata chiamata la Roccia della Vergine, poichè si dice sia apparsa nel 1570 ad alcuni abitanti del luogo i quali interrogando questa bella signora, si videro rispondere “Non sono da sola, ma con Dio, il sole e le stelle.” Aggiungendo che Dio stesso era il suo protettore. Discorsi sicuramente strani per una giovane ragazza tutta sola su quelle montagne. Così un giorno alcuni decisero di seguirla e la videro scomparire in una fenditura nella roccia. Da quella stessa roccia fuoriuscì un bagliore e capirono improvvisamente che si trattava della Vergine Maria. Inoltre il luogo in cui si nascondeva era il fulcro di tre fiumi, che senza l’intervento della Vergine, avrebbero potuto inondare la città.

La tradizione racconta che durante una notte di dicembre San Ildefonso de Toledo entrato nella Cattedrale di Santa Maria de Toledo, impressionato dalla grande illuminazione all’interno del tempio, riferì di aver visto la Vergine seduta sulla sedia dell’arcivescovo. San Ildefonso è morto il 23 gennaio e il 24 gennaio viene ricordata questa apparizione miracolosa. Si segnala inoltre che nel corso dell’anno 1085, durante l’invasione musulmana in Spagna, ci fu una battaglia in cui gli aggressori entrarono nel Duomo di Santa Maria de Toledo con l’obbiettivo di trasformarla in una moschea, ma alla vigilia del 24 gennaio qualcosa di miracoloso accadde e i musulmani abbandonarono precipitosamente l’idea e .. la cattedrale.

trujilloPer questo i festeggiamenti alla Madonna della Pace si tengono a Trujillo il 24 gennaio ma proseguono fino al 30 gennaio con messe e processioni , così come fiere gastronomiche, culturali e ricreative. La “Marcia della Pace“, che si tiene ogni anno durante la Settimana Santa, parte la mattina presto dalla sede del Seminario cattolico della città di Trujillo e culmina con una messa nella cappella del monumento, riconosciuta anche come un centro spirituale di preghiera, mentre il campanile manda i suoi rintocchi ogni mezz’ora. La cupola della cappella è decorata con una vetrata al centro della quale brilla una colomba circondato da colori vivaci che suggeriscono lo splendore dello Spirito Santo simbolo anche di pace.

Scendendo la montagna è possibile visitare anche quella che è stata chiamata dopo l’avvistamento della Madonna, la “grotta della Roccia della Vergine”. Il folklore locale riconosce che le grotte che si trovano in questa zona erano utilizzate dagli indiani del passato per le loro cerimonie religiose, ma anche per muoversi all’interno dello stato. Tuttavia, i movimenti delle montagne andine nel corso degli anni hanno chiuso diversi passaggi. Ora sono i fedeli della Vergine che visitano queste grotte, e le utilizzano per le loro processioni religiose.

Fontehttps://es.wikipedia.org/wiki/Monumento_a_la_Virgen_de_la_Paz

MADONNA DELLE MONTAGNE ROCCIOSE

MADONNA DELLE MONTAGNE ROCCIOSE

(Our Lady of the Rockies)

Butte, Montana, (U.S.A.) statua monumentale completata nel 1985.

our-lady-of-the-rockies2La Madonna delle Montagne Rocciose è una statua alta 90 piedi (27 m), dedicata alla Beata Vergine Maria, che si trova in cima alla Continental Divide e si affaccia sulla città di Butte, nel Montana.

È la terza statua più alta degli Stati Uniti, dopo la Statua della Libertà e e la recente statua di Pegaso che sconfigge il Drago, posta a Gulfstream Park, sulla Hallandale Beach in Florida.

La statua è stata costruita da volontari utilizzando materiali donati, allo scopo di onorare le donne in tutto il mondo, specialmente le madri. La base è di 8.510 piedi sopra il livello del mare e 3.500 piedi sopra la città. La statua è illuminata e visibile di notte.

Bob O’Bill, un residente della zona aveva già maturato nella sua mente l’idea di fare questa statua della Vergine, ma non sapeva ancora come e dove.

our-lady-of-the-rockies3Nel 1979, la moglie si ammalò gravemente di cancro. A quel punto decise di fare un voto alla Madonna; se la moglie fosse guarita avrebbe messo mano al suo progetto, al fine di porgerle i dovuti onori nel suo cortile di casa. Ovviamente le dimensioni sarebbero state ben più ridotte, si parla di 5 piedi a dispetto dei 90 attuali.

La donna si riprese e così l’uomo si mise all’opera, ma poco a poco la sua idea si andava modificando e quella che doveva essere una piccola statua in giardino divenne la grande e maestosa “Madonna delle Montagne Rocciose”

Straordinariamente molti cittadini di Butte iniziarono a donare i materiali necessari e parte del loro tempo affinchè questo progetto divenisse realtà. E l’ideatore del progetto definitivo fu Laurien Eugene Riehl, un ingegnere in pensione dell’Azienda Anaconda che mise a disposizione di tutti le sue capacità ingegneristiche per una perfetta realizzazione della maestosa statua.

Essa infatti doveva resistere alle potenti raffiche di vento che investono le cime di queste montagne. Joe Roberts trasportò il materiale. Si può dire che quasi tutti si dettero molto da fare per partecipare a questo grande progetto.

I lavori ebbero inizio il 29 dicembre 1979. I volontari passarono molte serate e tutta l’estate per la realizzazione della Madonna ma anche per creare una strada che potesse portare a Lei.

our-lady-of-the-rockies1La base della statua è stata versata nel settembre del 1985 con 400 tonnellate di cemento. Il calcestruzzo è stato fornito da un’azienda locale e fu un mezzo dell’esercito a sollevare la statua perchè fosse posizionata. Un emozione unica per tutti coloro che avevano tanto lavorato alla realizzazione di questo progetto!

Ora La Madonna delle Montagne Rocciose è diventata un’attrazione turistica e i bus si alternano da giugno a settembre senza sosta.

Fontehttps://en.wikipedia.org/wiki/Our_Lady_of_the_Rockies

VERGINE DI ANDOCS

VERGINE DI ANDOCS

Andocs, Ungheria – 17 dicembre consacrazione

vergine-di-andocsLa storia racconta che prima dell’invasione turca del 1526, gli angeli per salvare la statua della Vergine e il Bambino posizionarono un’intera cappelletta ad Andocs, oggi nel sud-ovest dell’Ungheria.

Fu il guardiano del paese di Andocs, che attratto dal canto degli angeli li vide mentre posizionavano la cappella sulla radura. Il mattino seguente si recò sul luogo con altri del paese, quando videro che la chiesa era stata costruita senza fondamenta, compresero che si trattava di un vero miracolo.

Nelle notti successive più volte la Santa Vergine apparve e con lei le sue schiere di angeli che cantavano e illuminavano la cappella. La Santa Vergine apparve anche alle donne del villaggio esortandole alla pietà e alla preghiera. 

Ben presto, si ebbe il primo miracolo. Un cieco pastorello, quando alzò gli occhi verso la Vergine Maria, ricominciò a vedere. I pastorelli ebbero secondo la leggenda ruoli di primaria importanza, tanto che avvisarono gli angeli che il luogo sul quale avevano posizionato inizialmente la cappella era impregnato di acqua e che sarebbe sprofondata, così gli angeli la misero dove si trova oggi. Si dice anche che furono i pastori a trasmettere il messaggio secondo il quale la Santa Vergine avrebbe difeso e nascosto i profughi in fuga dai nemici turchi.

cappella-della-vergine-di-andocsIn ogni caso, dalla metà del secolo la regione del Transdanubio meridionale era sotto il dominio ottomano, e molti cristiani sopravvissuti emigrarono o divennero protestanti. E a poco a poco la chiesetta venne abbandonata.

Nel 1640, il vescovo cattolico inviò preti gesuiti a rievangelizzare l’area. Fu proprio in questa chiesa gotica abbandonata ad Andocs, che padre János Horváth trovò la statua della Vergine.

Nel 1700, il paese era diventato un luogo di pellegrinaggi e di miracoli. Nel 1721 i Francescani costruirono un convento accanto alla chiesa, che hanno cominciato a ricostruire in stile barocco nel 1725.

Il 17 dicembre 1747, quando il vescovo ha consacrato la nuova chiesa di Santa Maria,  la contessa Katalin Széchényi donò una magnifica veste per la statua. Da questo gesto ebbe inizio una tradizione che continua ancora oggi, infatti ogni secondo venerdì del mese le viene cambiato l’abito. 

Molti dei capi ricamati donati nel corso dei secoli sono esposti nel Museo dei mantelli. I maggiori giorni di maggior affluenza dei pellegrini sono il 15 agosto (Assunzione), l’8 settembre (nascita di Maria), e l’8 ottobre (festa della Madonna di Ungheria).

Fonti: http://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-17.htmhttps://translate.google.it/translate?hl=it&sl=hu&u=http://www.sulinet.hu/oroksegtar/data/telepulesek_ertekei/100_falu/Andocs/pages/012_az_andocsi_maria.htm&prev=search

MADONNA DEL NUOVO AVVENTO

MADONNA DEL NUOVO AVVENTO

Our Lady of the New Advent

Denver, Colorado – 16 dicembre

MADONNA DEL NUOVO AVVENTOQuesta Madonna è nata con l’iniziativa del vescovo di Denver di iniziare una novena che durasse non nove giorni, bensì nove anni, in onore della Santa Vergine per giungere così preparati al nuovo millenio in sua compagnia…

L’Avvento è il periodo di preparazione al Natale, dal latino adventus , venendo – un momento di nostalgia e di attesa per la nascita del Salvatore, così come per la sua seconda venuta alla fine dei tempi.

Per i discepoli di Cristo, il periodo di nove giorni tra la sua Ascensione e la Pentecoste era un intervallo di simile, l’attesa in preghiera fino alla venuta dello Spirito Santo. Da questo intervallo di nove giorni sono nate le novene cattoliche che spesso partono dal decimo giorno prima della festa in questione – così anche per la Novena di Natale che inizia proprio il 16 dicembre .

L’arcivescovo Francis Stafford dell’Arcidiocesi di Denver, seguendo questo calcolo iniziò a prepararsi per il Giubileo del 2000, nel 1991 con nove anni di novena a Maria fino ad arrivare al nuovo millennio. Commissionò quindi al gesuita iconografo William Hart McNichols un’immagine che rappresentasse la Madonna del Nuovo Avvento.

Nostra Signora del Nuovo AvventoFr. McNichols scelse di utilizzare il tipo di icona conosciuta come il segno, che mostra il bambino sovrapposto a sua madre, piuttosto che tra le sue braccia, che sono alzate in preghiera. Questa divenne quindi l’icona ufficiale dell’Arcidiocesi (anche se il suo patrono è San Francesco).

La Madonna nell’icona del nuovo avvento, è vestita di viola, il colore che simboleggia l’Avvento, e tiene le mani in preghiera in un gesto di intercessione. Il Gesù Bambino, che brilla dentro di lei, tiene un’aquilegia: il fiore tipico del Colorado, nella mano sinistra. Dietro la madre in attesa, le Montagne Rocciose insorgono fuori dalle pianure del Colorado.

Nel 1992, in risposta alla richiesta di Stafford per un giorno di festa liturgica con una messa in onore della Madonna del Nuovo Avvento, il Vaticano designò il 16 dicembre, il 12 agosto del 1993, in occasione dell’apertura della Giornata Mondiale della Gioventù a Denver, Papa Giovanni Paolo II pregò in questo modo: “O Maria, Madonna del Nuovo Avvento, che serbavi tutte queste cose meditandole nel tuo cuore, insegna a questi giovani ad essere buoni ascoltatori di tuo Figlio, la Parola di vita.”

Nel 1999, il successore di Stafford, Arcivescovo Charles Chaput, dedicò una una seconda versione dell’immagine della Madonna del Nuovo Avvento all’Istituto Teologico, un complesso educativo per la formazione dei sacerdoti, missionari, diaconi, laici, ministri e dei catechisti, che si trova a Denver.

our-lady-of-the-new-advent1La preghiera alla Madonna del Nuovo Avvento,  è stata composta dalle monache benedettine dell’Abbazia di San Walburga in Virginia Dale, Colorado, per completare questa icona che occupa un posto speciale per i fedeli di Denver dell’Arcidiocesi.

Preghiera alla Madonna del nuovo avvento

O Signora e Madre di Colui che era ed è e che viene, l’alba della Nuova Gerusalemme, Ti invochiamo ardentemente, portaci la tua intercessione in modo da vivere in amore con la Chiesa,
corpo mistico di Cristo, per stare in piedi nel buio di questo mondo
come icona di fuoco della Nuova Gerusalemme.
Vi chiediamo di ottenere per noi questa misericordia per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio e Signore, che vive e regna con il Padre nello Spirito Santo, Dio trino ed uno, nei secoli dei secoli. Amen.

Fonti: http://www.wherewewalked.info/feasts/12-December/12-16.htmhttp://denvercatholic.org/lady-new-advent-pray-us/

BEATA VERGINE DEL PATROCINIO

BEATA VERGINE DEL PATROCINIO

Faenza – 14 dicembre 1954 – Incoronazione

beata-vergine-del-patrocinio-di-faenzaUna donna della Famiglia Baldi entra nel convento benedettino camaldolese con il nome di suor Francesca portando con se un quadro miracoloso che ritrae la Vergine che allatta il Bambino Gesù.

La sacra immagine della Madonna del Patrocinio, attualmente venerata nella Chiesa del Monastero di S. Caterina, a Faenza, fu prima onorata nella casa della Famiglia Baldi, a Forti, la quale diede alla Comunità Camaldolese una figlia, con il nome di Suor Francesca.  Alla morte di questa, il Vescovo di Forti volle che la sacra immagine fosse trasferita nella Chiesa delle Suore Camaldolesi.

Ciò avvenne nell’anno 1614, con grande solennità e concorso di popolo. Le Suore, meravigliate per la fede e il fervore manifestati dai Forlivesi in quella occasione, decisero di collocare la immagine della Vergine in una cappella di marmo, eretta in suo onore.

L’ultima domenica di settembre del 1650, con l’intervento del Cardinale Del Bagno, la sacra immagine fu collocata nella nuova sede. Questa seconda traslazione segna la data della festa annuale in onore della Beata Vergine del Patrocinio. Un nuovo fatto contribuì ad accrescere la devozione alla Vergine.

beata-vergine-del-patrocinio-di-faenza1Nella notte del 20 novembre 1685 un incendio scoppiato nella lavanderia del Monastero si propagò al parlatorio, quindi alla sacrestia, ed avrebbe invaso la Cappella della venerata immagine, quando le fiamme si arrestarono improvvisamente.

Solo al mattino le Monache se ne accorsero, e constatando con i loro occhi lo scampato pericolo, riconobbero nel fatto quasi un prodigio. Quell’evento bastò ad infervorare i devoti ed a scuotere gli scettici: si moltiplicarono le preghiere e le suppliche davanti alla sacra immagine.

La Sacra Congregazione dei Riti, il 9 agosto 1721, approvò con suo rescritto il culto prestato dalle Monache di Santa Caterina alla Beata Vergine del Patrocinio. Nel 1862, in seguito alla soppressione delle Comunità Religiose e all’incameramento dei loro beni, le Monache Camaldolesi di Forti migrarono a Faenza ove in un primo tempo furono ospiti nel Monastero di S. Maglorio.

Nel 1888, con l’aiuto di Benefattori, acquistarono il Palazzo Brunelli in Via Bondiole e vi si stabilirono organizzando nuovamente la vita della loro Famiglia Monastica. Nel 1914 fu celebrato il Terzo Centenario del culto pubblico alla sacra immagine. Il 14 dicembre 1954, a chiusura dell’Anno Mariano, la sacra immagine fu solennemente incoronata dal Vescovo di Faenza, Mons. Giuseppe Battaglia, e la corona, per volere delle Monache, fu confezionata con le offerte votive e con gli anelli della loro professione.

Nel 1964 fu poi celebrato il Settimo Cinquantenario  dell’affidamento della sacra immagine alle Monache di Santa Caterina. Queste manifestazioni le volle tutta la Comunità Religiosa sia per mostrare la propria devozione e gratitudine alla loro Madre Celeste per la protezione sempre ricevuta, sia per far conoscere e fare amare maggiormente ai faentini questa sacra immagine della Madre di Dio e Madre della Chiesa.

Fontehttp://www.immaginidimaria.it/italia/emilia%20romagna/B.V.delPatrocinioFaenza.htm

 

VERGINE DI ALMUDENA

VERGINE DI ALMUDENA

Madrid – 9 novembre 1085

virgen-de-almudena-madridIl 9 novembre si celebra la festa della patrona della città di Madrid, la Vergine di Almudena che vanta una storia molto misteriosa quanto antica, si dice infatti che Nicodemo la scolpì, che San Luca la dipinse e che Santiago (San Giacomo) l’ha portata in Spagna da Gerusalemme.  

Per spiegare l’orgine di questa venerazione dobbiamo andare all’anno 712 dC , anno in cui don Rodrigo cadde nella battaglia di Guadalete, aprendo le porte all’insediamento musulmano in gran parte della penisola.

Per sfuggire alla furia mussulmana alcuni abitanti dei villaggi nascondevano le immagini sacre per paura che venissero distrutte. Così accadde anche con la Vergine di Almudena, che venne nascosta in una nicchia dentro un muro con due candele accese, per non essere profanata dagli invasori.

virgen-de-almudena-madrid1Una storia racconta che fu Calocero, seguace di San Giacomo il Maggiore che arrivato in Spagna,  portò la statua della Vergine a Madrid nell’anno 38. Altri sostengono che Nicodemo, che ha contribuito a seppellire Gesù, scolpì la statua; che San Luca Evangelista la dipinse; e che Santiago (San Giacomo) se l’è poi portata da Gerusalemme.

Più di 300 anni dopo, Alfonso VI chiamato ‘El Bravo’ per il suo coraggio, riesce a riconquistare Toledo e da qui a prendere il controllo di quel piccolo insediamento chiamato Magerit, che per la sua posizione strategica era fondamentale per scacciare i Mori.

Iniziarono in questo periodo le ricerche della preziosa scultura della Vergine. La sua esistenza però era stata sempre tramandata di generazione in generazione, solo oralmente e quelle che erano informazioni fondamentali per la riuscita dell’impresa non erano più conosciute, come il luogo esatto nel quale la Statua della Vergine era stata posta.

Vennero fatti molti tentativi, ma tutti vani. Il monarca però era decisissimo a ritrovarla e così iniziò a pregare molto intensamente e proprio nella preghiera gli venne l’idea di fare dire a tutti una novena di preghiera alla Vergine al temine della quale ci sarebbe stata una processione.

virgen-de-almudena-madrid2Il 9 novembre 1085  Alfonso VI era in testa al corteo, seguito da molte autorità ecclesiastiche, membri della nobiltà, ecc … Tutti fiduciosi di ricevere un segno dal cielo che permettesse di riportare alla venerazione popolare la sacra immagine.

Mentre il gruppo si avvicinava alla cittadella moresca (al-mudaina), un blocco cadde dal muro, rivelando una statua della Vergine con il Bambino, tutti compresero che si trattava della famosa immagine che tanto avevano cercato, poichè ancora vi erano le candele accese. Solo la preghiera con il cuore e le buone intenzioni di tutti erano riuscite a portarla nuovamente alla luce.

Essendo stata restaurata più volte nel corso dei secoli, la statua è riluttante a rivelare la sua età. La testa della Vergine è la parte più vecchia del corpo, che tra l’altro si trova in piedi, ma alcune elementi della stessa, fanno presupporre che inizialmente fosse seduta, almeno nel 1085.

Fonti: http://www.secretosdemadrid.es/la-leyenda-de-la-almudena/http://www.wherewewalked.info/feasts/11-November/11-09.htm

 

 

Vergine di Río Blanco Paypaya

VERGINE DI RIO BLANCO PAYPAYA

San Salvador (Argentina) 31 Ottobre

nuestra-senora-del-rosario-de-rio-blanco-y-paypaya1 Nella provincia di Jujuy, Nostra Signora del Rosario è la patrona e a Lei si aggiunge il titolo di “Paypaya e Rio Blanco”. La tradizione vuole che la Vergine si accorsa in difesa della città quando fu attaccata dagli indiani.

Ogni 31 ottobre la Vergine di Rio Blanco viene rimossa dal suo altare prezioso accanto alla navata centrale della Cattedrale di Jujuy per essere portato al Santuario del Fiume Bianco. Le origini di questa devozione risalgono al XVII secolo. La Madonna del Rosario di Rio Blanco e Paypaya è un’immagine alta 60 cm e riccamente vestita.

Nella bellissima Valle Palpala (Jujuy), i proprietari terrieri spagnoli si servivano degli indiani e degli schiavi di colore per dissodare il terreno. Per renderli più docili e rassegnati alla loro situazione insegnavano loro la fede cristiana. Nel 1611 , il governo di Luis de Quinones assunse il potere. Don Alonso de Tapia, ordinò la costruzione per loro di una cappella nella valle Palpala. Padre Francisco de Cordoba, della Compagnia di Gesù, iniziò le sue catechesi per qualche tempo formando la popolazione di San Francisco de Paypaya.

Nel 1659 vi fu una terribile epidemia. Il Vicario di Jujuy, che a quel tempo era Don Pedro Ortiz de Zarate, aiutò a ricostruire la cappella che era andata distrutta in un incendio. Le tribù degli indiani di quelle regioni stavano a poco a poco scomparendo, e alla fine del XVII secolo, si era passati a soli 15 membri, secondo quanto riportato dai documenti del tempo.

Purtroppo, non abbiamo documenti sufficienti per poter determinare in modo sicuro quando e dove la Vergine del Rosario di Paypaya apparve la prima volta, ma in un documento firmato del 1669 si evince che non vi era alcuna immagine a quel tempo nella sua cappella. Solo dal 1714 vi è un documento firmato che l’immagine venne trasferita a Rio Blanco per via del crescente aumento della popolazione.

La storia della Vergine si unisce alla leggenda dei primi giorni della colonizzazione americana.

La storia racconta che nel periodo coloniale la Vergine del Rosario, con un manto raggiante e una piccola bacchetta, apparve voltandosi verso i guerrieri Tobas che avevano attaccano l’insediamento spagnolo. Dopo la battaglia, una piccola immagine di origine sconosciuta, fu ritrovata nella zona di combattimento sotto un grande albero.

nuestra-senora-del-rosario-de-rio-blanco-y-paypayaQuesta immagine ora si trova nella cattedrale, ed è stata incoronata il 31 ottobre 1920. Di solito è vestita con un abito bianco e un velo azzurro, la statua raffigura la Vergine in piedi con il bambino sul braccio sinistro.

Gli spagnoli e i nativi di quella regione attribuirono poteri miracolosi alla Vergine del Rosario. Successivamente apparve di nuovo più volte anche piangendo. Le immagini però sono due, entrambe ugualmente venerate una di queste si trova nella nicchia centrale della pala d’altare. La seconda si trova nel Santuario nella città di Rio Blanco (“bianco” River “, Paypaya” nella lingua nativa), dove un’altra grande festa si svolge il 6 gennaio.

Tutto il mese di ottobre è dedicato alla venerazione della Madonna e pellegrini arrivano da ogni parte del paese per pregare dinanzi a lei, anche se la processione del 31 ottobre è la più famosa.

Maria SS e il bambino Gesù vengono vestiti con abiti moderni e portano corone di argento sbalzato con pietre colorate. In quel giorno l’immagine viene rimosso dal suo prezioso altare per essere portata al Santuario del Fiume Bianco, luogo che l’ospitava in origine.

Migliaia di fedeli, provenienti da tutto il mondo, accompagnano il pellegrinaggio religioso. Essi camminano chilometri, per lo più a piedi nudi come vuole la tradizione e di notte con le candele in mano per uno spettacolo davvero suggestivo e ricco di misticismo.

Vi sono anche numerosi musicisti in abiti sgargianti che utilizzano strumenti tradizionali, quali flauti di canna, i “pinkullos” e “Annales”.

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Fontehttp://forosdelavirgen.org/367/nuestra-senora-del-rosario-de-rio-blanco-y-paypaya-de-jujuy-argentina-31-de-octubre/

 

 

 

NOSTRA SIGNORA DELL’AVVISO

NOSTRA SIGNORA DELL’AVVISO

Lima, Perù – 20 ottobre 1687

lacrime“Nuestra Señora del Aviso”, chiamata anche “de las Lágrimas” in quanto con le sue lacrime avvisò gli abitanti di Lima di un grave pericolo che incombeva sulla loro terra, o meglio così venne in seguito interpretato il suo pianto.

In Perù la devozione mariana è molto sentita e a Lima, la Vergine forse più conosciuta è la “Vergine dell’Avviso” o “delle lacrime” poiché per più di 30 volte cercò attraverso il suo pianto di avvisare il popolo di un’imminente pericolo.

Il 2 luglio 1687 nella casa di un uomo di nome Josè Calvo di Vanda allora giudice della Corte Reale, una piccola statua della “Virgen de la Candelaria” iniziò a lacrimare. La notizia si sparse velocemente per la città e molte persone accorsero alla casa di Josè per vedere il prodigio.

Le lacrimazioni si susseguirono per più di una trentina di volte e numerose furono le testimonianze di coloro che riuscirono ad assistere al miracolo. Ma quelle lacrime non erano certo portatrici di gioia, infatti lasciavano presagire un imminente pericolo per tutta la città di Lima.

terremoto_peruSi trattava del terribile terremoto che sconvolse la città il 20 ottobre dello stesso anno quasi poco più di tre mesi dopo il famoso pianto.

L’immagine della Vergine venne portata via dalla casa di Josè e nascosta in un luogo tranquillo, per via del continuo peregrinare dei devoti che si accalcavano alla sua porta. Dopo cinque giorni di terremo, la statua della Santissima Vergine venne esposta alla pubblica venerazione nella chiesa di san Paolo e solennemente collocata nella Cappella della Contrizione.

Padre Messia, si prese a cuore di promuoverne il culto, che già era comunque noto a Lima, formando anche una Confraternita per lo stesso scopo. Anche quando i gesuiti vennero espulsi dal Perù il popolo continuò a venerarla ed amarla.

Nell 1777 venne posta insieme ad altri oggetti sacri nel nuovo  Monasterio de las Nazarenas, per disposizione del Vicerè Manuel Amat e Juniet. Sotto la grande pressione dei cittadini di Lima alla fine dovettero restituire la statuetta della Madonna che potè tornare al suo posto per essere nuovamente venerata pubblicamente.

NOSTRA SIGNORA DELL’AVVISONonostante le traversie storiche di questo paese che ne videro addirittura lo smarrimento della statua originale, il culto non fu mai completamente dimenticato e nel XIX secolo ebbe una ripresa, pur senza ritornare al suo antico splendore.

Una sua copia è custodita anche nella chiesa di Santa Rosa a Viterbo. Oggi l’altra copia si trova nella chiesa di san Pedro custodita nuovamente dai gesuiti insieme ad una collezione di dipinti e sculture. La sua festa ci celebra il 20 ottobre in ricordo del terribile terremoto.

Fonte: http://forosdelavirgen.org/358/nuestra-senora-del-aviso-o-de-las-lagrimas-peru-20-de-octubre/

 

 

 

MADONNA DI AOKPE

MADONNA DI AOKPE

Nigeria – ottobre 1992

MADONNA DI AOKPE3La Madonna apparve la prima volta nell’ottobre 1992 ad una ragazza di dodici anni di nome Christiana Agbo nel piccolo villaggio di Aokpe situato in una sperduta zona della Nigeria.

La prima apparizione avvenne di mattina, mentre Christiana era al lavoro nei campi. Verso le 10, mentre faceva una pausa, alzò gli occhi e vide improvvisamente dei lampi di luce. Christiana chiese alle sorelle se anche loro vedessero quegli strani lampi ma queste dissero di non vederli e che probabilmente si trattava di un effetto dovuto ai raggi del sole.

Più tardi la madre mandò Christiana nella vicina fattoria per raccogliere delle erbe. Mentre era intenta alla raccolta la ragazza alzò gli occhi e con sua grande sorpresa vide una donna bellissima sospesa nel cielo, era la Madonna. La Vergine la guardava e le sorrideva senza dire una parola. Christiana scappò spaventata.

Nello stesso mese di ottobre si verificò anche la seconda apparizione. Alle 3 del pomeriggio, mentre si trovava nella sua stanza, le apparvero degli angeli che cantavano; la ragazza spaventata da quella visione scappò fuori di casa. Gli angeli rimasero lì per alcune ore e prima di scomparire uno di loro le disse: “Io sono l’Angelo della Pace“. Di lì a poco apparve la Madre di Dio. Quando Christiana vide la Madonna crollò a terra; i parenti la credettero morta: era rigida come la pietra, dissero.

Christiana MADONNA DI AOKPELa ragazza rimase incosciente per circa tre ore e quando rinvenne descrisse ai genitori la sua visione raccontando di aver visto una donna bellissima: “È troppo bella per poterla descrivere. La Signora era in piedi sulle nuvole, aveva una veste risplendente con un velo di un colore blu cielo che le copriva la testa e le scendeva sulle spalle giù fino alla schiena. Mi guardò intensamente, radiosa nei suoi sorrisi e nella sua bellezza. Fra le mani giunte sul petto teneva il Rosario…Ella mi disse: ‘Sono la Mediatrice di tutte le Grazie’”.

Le apparizioni, che a detta degli esperti sembrerebbero avere molto in comune con la maggior parte delle apparizioni mariane del passato e del presente, col passare del tempo divennero sempre più frequenti, soprattutto fra il 1994 e il 1995.

Le apparizioni pubbliche richiamavano ad Aokpe un grande numero di persone. Tanti fra coloro che vi si recavano era attratti soprattutto dai miracoli solari che nel periodo delle apparizioni pubbliche avvenivano con una certa frequenza. Le apparizioni private furono numerose, durante il 1994 in certi periodi avvenivano quasi quotidianamente. Dopo l’ultima apparizione pubblica, avvenuta alla fine di maggio del 1996, le apparizioni continuano in forma privata ancora oggi anche se con minor frequenza.

Nel primo messaggio ricevuto da Christiana la Madonna le disse: “Vengo dal Cielo. Sono il rifugio dei peccatori. Vengo dal Cielo per ottenere anime per Cristo e per dare rifugio ai miei figli nel mio Cuore Immacolato. Quello che voglio da te è che preghi per le anime del Purgatorio, per il mondo e per consolare Gesù. Vuoi accettare?” – Christiana rispose senza esitazione: “Si“.

MADONNA DI AOKPE2“…Offri tutte le piccole sofferenze che incontrerai per consolare Gesù. Io vengo dal Cielo per purificare i miei figli e attraverso la penitenza ci sarà la purificazione“.

In un messaggio del 1 marzo 1995 la Madonna ha detto: “Coloro fra i miei figli che pregano il Rosario con frequenza e impegno riceveranno molte grazie, tanto che Satana non riuscirà ad avvicinarsi a loro. Figli miei, quando siete assaliti da grandi tentazioni e problemi prendete il vostro Rosario e venite da me e i vostri problemi saranno risolti. Ogni volta che direteAve Maria piena di Graziariceverete da me molte grazie. Quelli che recitano il Rosario non potranno mai essere dannati“.

In un apparizione del 21 luglio 1993 la Madonna disse a Christiana: “Prega con fervore per il mondo. Il mondo è corrotto dal peccato“.

Christiana afferma senza esitazione che il più importante messaggio della Madonna è quello che ci chiede di convertirci a Dio. Invece le profezie più importanti sono quelle che MADONNA DI AOKPE1parlano del Castigo che Dio sta per mandare sul mondo. Nei suoi messaggi ci sono stati diversi riferimenti ai tre giorni di buio e sembrerebbe che questo evento si verificherà quando Dio manderà il Suo Castigo sulla terra.

Per ora la Madonna vuole che Christiana continui i suoi studi per prepararsi per il compito che dovrà svolgere dopo i tre giorni di buio.

La Madonna a volte appariva a Christiana con le lacrime agli occhi, le diceva che piangeva a causa delle tante anime che vanno all’inferno e le chiedeva di pregare per loro.

La veggente, dopo aver avuto una visione di Santa Teresa di Lisieux, decise di diventare suora Carmelitana. La Madonna acconsentì alla decisione della ragazza di assumere il nome di “Christiana di Maria Bambina“, scelto proprio in onore di Santa Teresa di Gesù Bambino.

Aokpe1La Chiesa locale si è dimostrata fin dall’inizio piuttosto favorevole alle apparizioni anche se, come l’Arcivescovo John Onaiyekan ha tenuto a precisare durante una sua visita al sito delle apparizioni, la Chiesa in questi casi è piuttosto cauta: è molto raro che approvi delle apparizioni mentre queste sono ancora in corso. Un segno importante della buona propensione delle autorità diocesane verso le apparizioni è il parere positivo alla costruzione del santuario chiesto dalla Madonna. Inoltre il vescovo Orgah ha concesso l’Imprimatur alla pubblicazione del resoconto delle apparizioni e ha dato il suo permesso ai pellegrinaggi.

Fontehttp://profezie3m.altervista.org/ptm_c31a.htm#Aokpe, Nigeria

Santuario Madonna della Consolazione

 Santuario Madonna della Consolazione

Massalombarda (RA) 6 ottobre 1954

Madonna della Consolazione di MassalombardaLa nascita di questo santuario avvenne in seguito al ritrovamento di una ceramica miracolosa, con l’immagine della Madonna, già profetizzata dal missionario Padre Leonardo da Porto Maurizio, e fatta fare dai parenti di un uomo ucciso dai briganti nel bosco. 

Fuori “Porta del Brabante”, verso Lugo, si trovava, all’incrocio con la carraia del bosco, una chiesetta con annesso piccolo convento appartenente ai Carmelitani. Si chiamava Celletta, nome che poi passò anche alla strada stessa. Allora veramente di strada non si poteva parlare: era una carreggiata che conduceva al grande bosco detto di San Paolo e di Bagnarolo. Ai lati della strada stavano due fossati che portavano l’acqua nel canale Bagnarolo.

Si vuole che in questi boschi, lungo il sec. XVI avvenissero spesso fatti d’arme dovuti ai banditi infestanti la zona, ricordati più volte anche nei libri parrocchiali dei morti intorno all’anno 1591. In ricordo della uccisione di un capitano delle truppe regolari, avvenuta presso la Celletta, dai parenti di origine faentina, fu posta sopra un albero una immagine della Madonna, in ceramica. L’immagine poi col tempo sarebbe caduta nel fossato sottostante e qui sarebbe rimasta sepolta, tra le foglie e il terriccio, per molti anni.

Madonna della Consolazione di Massalombarda1Effettivamente la sacra Immagine della Madonna della Consolazione può essere una ceramica del sec. XVI di fattura faentina, come suggeriscono la composizione e i colori.

La tradizione vuole che nel 1747 il missionario Padre Leonardo da Porto Maurizio (poi canonizzato da Pio IX nel 1867), durante le SS. Missioni che si tennero a Massa Lombarda dal 27 gennaio al 15 febbraio di quell’anno, parlando in piazza, insistesse spesso sul concetto che presto sarebbe stato scoperto a Massa un “tesoro” e indicava con la mano il bosco di Bagnarolo. Vollero molti ricordare queste parole del Santo Predicatore quando l’11 dicembre 1793 certo Giacomo Pasotti, abitante nel podere Sbarra di proprietà della Confraternita di Santa Maria Assunta, mentre sistemava i fossi della possessione, trovò l’Immagine che venne spezzata dalla vanga e subito puntata da certo Burnazzi Antonio, fabbro ferraio di Massa.

Questa immagine venne appesa ad un albero nel luogo del ritrovamento e diventò subito oggetto di grande venerazione. Fu un accorrere di fedeli anche da luoghi lontani: ogni sera sul luogo si recava un Sacerdote per la recita delle Litanie. Seguirono anche guarigioni che fecero gridare al miracolo.

Moltissime sono le tavolette votive che si conservano ancora oggi e che risalgono anche fino a quei primi tempi.

Nel 1794 il Cardinale Barnaba Chiaramonti, Vescovo di Imola (che fu poi Pio VII) portatosi sul posto a venerare l’Immagine, stabilì di costruire una chiesetta in onore della Madonna: nel frattempo con le offerte raccolte si erigesse una cappella provvisoria presso l’albero, sul ciglio della carraia.Madonna della Consolazione di Massalombarda2

La chiesetta provvisoria fu benedetta solennemente il 14 settembre 1794 con largo consenso di popolo e alla presenza del pubblico magistrato, di tutto il Clero, dei Padri Carmelitani, dei Padri dell’Osservanza e delle sei confraternite assai fiorenti a Massa Lombarda: quella del Santissimo Sacramento, di Santa Maria Assunta dello Spedale, del Rosario, di San Giuseppe, di Santo Antonio da Padova e della Beata Vergine Addolorata. Alla Celletta, sul crocevia, era stato eretto un arco di trionfo in legno e si era fatta l’illuminazione alla porta del Castello.

La costruzione dell’attuale Santuario cominciò poco dopo, su disegno e fattura dell’Architetto massese Zaccaria Facchini: la prima pietra fu benedetta dal Cardinal Chiaramonti la terza domenica di ottobre 1797. Durante l’invasione francese i fondi preparati per il Santuario furono confiscati e la fabbrica conobbe una lunga sosta. Fu ripresa soltanto nel 1812 e terminata l’8 settembre del 1914. L’inaugurazione riuscì oltremodo solenne, con la partecipazione dell’intera città e la presenza di numerosi pellegrini fin dalla Toscana e dalle Marche.

Lungo il sec. XIX varie volte la venerata Immagine fu portata in città; sia per circostanze liete, sia per casi di gravi flagelli, come avvenne nel 1855 a motivo dell’imperversante colera. Massa Lombarda ne rimase praticamente indenne e attribuì questo fatto alla celeste protezione della Madonna della Consolazione: il Municipio, in segno di riconoscenza la dichiaro “Patrona e Regina di Massa Lombarda e suo Territorio” e ne chiese la l’incoronazione che ebbe luogo per ministero del Cardinal Gaetano Baluffi, Vescovo di Imola il 5 settembre 1858.

Madonna della Consolazione di Massalombarda3Degni di nota ancora i grandi festeggiamenti che Massa tributò alla sua Patrona nel primo centenario nel 1893. Durante la guerra 1940-45 il Santuario ebbe gravi ferite per causa di bombardamenti, le corone auree furono rubate dal capo della Madonna e del bambino Gesù, molte suppellettili sacre furono manomesse. Ma i Massesi, pur nelle mutate condizioni religiose, non hanno mai dimenticato la loro celeste Padrona, custode delle tombe dei loro Morti.

Si giunse ad una nuova incoronazione che ebbe luogo il 6 ottobre 1954 per ministero del card. Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, essendo arciprete Mons. Giovanni Proni, attuale Vescovo di Forlì.

[Tratto da “Un passato che rimane presente” di Don Orfeo Giacomelli]

Fonte: http://parrocchiesanpaoloesangiacomo.it/chiesa/santuario-madonna-della-consolazione/

 

ALMANACCO DEL 4 OTTOBRE 2016

ALMANACCO DEL 4 OTTOBRE 2016

Le pubblicazioni del calendario religioso di Maria Regina dell’Universo

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MADONNA DELL’ELEMOSINAMADONNA DELL’ELEMOSINA
Letture di martedì 4 ottobre 2016
SAN FRANCESCO d’ASSISI
San Petronio
Fratel Carlo Carretto
Il pensiero e la fede di Francesco
PREGHIERA DEI 33 GIORNI
NOVENA ALLA MADONNA DI POMPEI
MISTERI DEL ROSARIO

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IL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE 

dato il 4 ottobre 1983

“ Dio ha scelto San Francesco come suo eletto. Sarebbe bene imitarne la vita. Tuttavia noi dobbiamo fare la volontà di Dio su di noi.”

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camminaMESSAGGIO DI P. PIO

PER IL 4 OTTOBRE

Camminiamo, dunque, sempre anche nel nostro passo lento; purché abbiamo l’affetto buono e risoluto, non possiamo se non camminare bene. No, mie carissime figliole, non è necessario per l’esercizio della virtù stare sempre attualmente attente a tutte; questo veramente imbroglierebbe e ravvolgerebbe troppo i vostri pensieri ed effetti (Epist. III p. 588).

Tratto da “Buona Giornata ” – Edizioni Padre Pio da Pietrelcina

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MADONNA DELL’ELEMOSINAMADONNA DELL’ELEMOSINA3

Biancavilla (CT)

Nel 1482, a seguito della vittoria dei turchi musulmani sulla terra d’Albania, una colonia di profughi, proveniente dalla città di Scutari e guidata da Cesare De Masi, sbarcò in Sicilia, portando con sè il loro tesoro più prezioso: l’icona bizantina della Madre di Dio, una reliquia del soldato martire d’Arabia, Zenone, e una croce in legno di stile orientale.

La storia della miracolosa icona, un video e la preghiera su https://biscobreak.altervista.org/2016/10/madonna-dellelemosina/

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deserto (6)LETTURE DI MARTEDÌ

04 ottobre 2016 

SAN FRANCESCO d’ASSISI

“… Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.…”

La preghiera del mattino e della sera,le letture e il commento su https://biscobreak.altervista.org/2016/10/letture-di-martedi-4-ottobre-2016/

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SAN FRANCESCO d’ASSISISAN FRANCESCO d’ASSISI

fondatore e patrono d’Italia (1182-1226) 4 ottobre

Francesco è santo perché ha sinceramente seguito il Vangelo perché ha lottato per rispondere alle esigenze della Chiesa e della società del XII secolo; la sua santità ci provoca a cambiare le nostre vite e a non addormentarci sulle convenzioni e sui modi di pensare abituali.

In “Briciole di luce” la storia, la video-storia e alcuni film  su https://biscobreak.altervista.org/2013/10/san-francesco-dassisi/

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SanPetronioGiani

SAN PETRONIO

vescovo e patrono di Bologna (V secolo) 4 ottobre

San Petronio vescovo di Bologna visse nel V secolo; oscure sono le sue notizie biografiche salvo la data certa della sua elezione a Vescovo di Bologna: 432, quale successore di un altro grande Santo cittadino: Felice.

In “Briciole di luce” la storia e un video su https://biscobreak.altervista.org/2013/10/san-petronio/

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FRATEL CARLO CARRETTOCarlo Carretto

Religioso, filosofo, eremita (1910-1988) 4 ottobre

Religioso che sognava di fondare un convento nelle Alpi,  ma un’iniezione mal fatta lo lasciò  zoppo. Decise quindi di andare 10 anni nel deserto del Sahara dove, nel silenzio e nella solitudine,  imparò ad amare di più Dio e scrisse  dei libri molto belli, letti in tutto il mondo.

La storia su https://biscobreak.altervista.org/2016/10/fratel-carlo-carretto/

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IL PENSIERO E LA FEDE DI FRANCESCO

04 Ottobre  FRANCESCO

Sono talmente numerosi i tratti affascinanti della figura di Francesco che si corre sempre il pericolo di soffermarsi su quelli che più attirano la nostra sensibilità moderna, trascurando altre caratteristiche, forse meno suggestive, ma…

L’articolo su https://biscobreak.altervista.org/2013/10/il-pensiero-la-fede-di-francesco/ 

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PREGHIERE E PROPOSTE IN CORSO

PREGHIERA DEI 33 GIORNI

1a settimana
mano destra crocifissioneRipetere 33 volte di seguito 

“Eterno Padre, io ti offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo scaturito dalla piaga della mano destra in suffragio dell’anima più sofferente del purgatorio. Vergine Maria, consolatrice degli afflitti e Tu, San Giuseppe intercedi per questa anima. E tu, anima benedetta, vai avanti a Dio, domanda per me questa grazia, e se è utile alla salvezza dell’anima mia fai in modo che mi sia concessa”. Amen.

Ripetere 7 volte di seguito 

“Addolorata Vergine Maria prega per quest’anima del Purgatorio”.

7 L’eterno riposo

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NOVENA ALLA MADONNA DI POMPEI

O Santa Caterina da Siena, mia Protettrice e Maestra, tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di recitare insieme con me la Novena alla Regina del Rosario che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, affinché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Madonna di Pompei6O Vergine Immacolata e Regina del Santo Rosario, Tu, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull’antica terra di Pompei soggiorno di morti pagani. Da quel luogo dove erano adorati gli idoli e i demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi dappertutto i tesori delle celesti misericordie. Deh! Da quel trono ove regni pietosa, rivolgi, o Maria, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni, ed  abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mòstrati anche a me,  come a tanti altri ti sei dimostrata, vera Madre di misericordia : mentre io con tutto il cuore Ti saluto e Ti invoco mia Regina del Santo Rosario.

Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra , salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Prostrata ai piedi del tuo trono, o grande e gloriosa Signora, l’anima mia Ti venera tra gemiti ed affanni ond’è oppressa oltre misura. In queste angustie ed agitazioni in cui mi Madonna di Pompei2trovo, io alzo confidente gli occhi a Te, che Ti sei degnata di eleggere per tua dimora le campagne di poveri e abbandonati contadini. E là, di fronte alla città ed all’anfiteatro ove regna silenzio e rovina, Tu come Regina delle Vittorie, levasti la tua voce potente per chiamare d’ogni parte d’Italia e del mondo cattolico i devoti tuoi figli ad erigerti un Tempio. Deh! Ti muovi alfine a pietà di quest’anima mia che giace avvilita nel fango. Pietà di me, o Signora, pietà di me che sono oltremodo ripieno di miseria e di umiliazioni. Tu che sei lo sterminio dei demoni difendimi da questi nemici che mi assediano. Tu che sei l’Aiuto dei cristiani , traimi da queste tribolazioni in cui verso miserevolmente.Tu che sei la Vita nostra, trionfa della morte che minaccia l’anima mia in questi pericoli in cui trovasi esposta; ridonami la pace, la tranquillità, l’amore, la salute. Amen.

Salve Regina…

Rosario di PompeiAh! Il sentire che tanti sono stati da Te beneficati solo perché ricorsi a Te con fede, m’infonde novella lena e coraggio d’invocarti in mio soccorso. Tu già promettesti a S. Domenico che chi vuole le grazie con il tuo Rosario le ottiene; ed io col tuo Rosario in mano oso ricordarti , o Madre, le tue sante promesse. Anzi Tu stessa ai dì nostri operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli a onorarti nel Tempio di Pompei. Tu dunque vuoi  tergere le nostre lacrime, vuoi lenire i nostri affanni! Ed io col cuore sulle labbra, con viva fede Ti chiamo e T’invoco: Madre mia!…Madre cara!…Madre bella!…Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del Santo Rosario di Pompei, non più tardare a stendermi la mano tua potente per salvarmi: chè il ritardo, come vedi, mi porterebbe alla rovina.

Salve Regina…

Madonna di Pompei5E a chi altri mai io dovrò ricorrere, se non a Te che sei il Sollievo dei miserabili, Conforto degli abbandonati, la Consolazione degli afflitti? Oh, io te lo confesso, l’anima mia è miserabile, gravata da enormi colpe, meritevole di ardere nell’inferno, indegna di ricevere grazie! Ma non sei Tu la Speranza di chi dispera, la Madre di Gesù, unicomediatore tra l’uomo e Dio, la potente nostra Avvocata presso il trono dell’Altissimo, il Rifugio dei peccatori ? Deh! Solo che tu dì una parola in mio favore al tuo Figlio, ed Egli mi esaudirà. Chiedigli, dunque, o Madre, questa grazia di cui tanto io ho bisogno. (Si domandi la grazia che si vuole). Tu sola puoi ottenermela: Tu che sei l’unica speranza mia, la mia consolazione, la mia dolcezza, la vita mia. Così spero. Amen. 

Salve Regina…

Madonna di Pompei3O Vergine e Regina del santo Rosario, Tu che sei la Figlia del Padre Celeste, la Madre dei Figliuol divino, la Sposa dello Spirito Santo; Tu che tutto puoi presso la Santissima Trinità, devi impetrarmi questa grazia tanto a me necessaria, purché non sia di ostacolo alla mia salvezza eterna. (Si ripeta la grazia che si desidera). Te la domando per la tua Immacolata Concezione, per la tua divina Maternità, per i tuoi gaudi, per i tuoi dolori, per i tuoi trionfi. Te la domando per il Cuore del tuo amoroso Gesù, per quei nove mesi che lo portasti nel seno, per gli stenti della sua vita, per l’acerba sua Passione, per la sua morte in Croce, per il Nome suo santissimo, per il suo Preziosissimo Sangue. Te la domando per il Cuore tuo dolcissimo, nel Nome tuo glorioso, o Maria, che sei Stella del mareSignora potenteMadre di dolorePorta del Paradiso  e Madre di ogni grazia. In Te confido, da Te tutto spero. Tu mi hai da salvare. Amen.

Salve Regina…

Regina del Santo Rosario, prega per noi. Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo

PREGHIAMO O Dio, il tuo unico Figlio ci ha acquistato con la sua vita, morte e risurrezione i beni della salvezza eterna: concedi anche a noi che, venerando questi misteri del Santo Rosario della Vergine Maria, imitiamo ciò che contengono e otteniamo ciò che promettono. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

ORAZIONE a S. Domenico e a S. Caterina da Siena per ottenere le grazie dalla S. Vergine di Pompei

Madonna di Pompei4O Santo sacerdote di Dio e glorioso Patriarca San Domenico, che fosti l’amico, il figliuolo prediletto e il confidente della celeste Regina, e tanti prodigi operasti per virtù del S. Rosario; e tu, Santa Caterina da Siena, figliuola primaria di quest’ordine del Rosario e potente mediatrice presso il trono di Maria e presso il Cuore di Gesù, da cui avesti cambiato il cuore: voi, Santi miei cari, guardate le mie necessità e abbiate pietà dello stato in cui mi trovo. Voi aveste in terra il cuore aperto ad ogni altrui miseria e la mano potente a sovvenirla, ora in Cielo non è venuta meno né la vostra carità, né la vostra potenza. Pregate per me la madre del Rosario ed il Figliuolo Divino, giacchè ho gran fiducia che per mezzo vostro ho da conseguire la grazia che tanto desidero. Amen.

Tre Gloria al Padre…  

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MISTERI DEL ROSARIO

Martedìmisteri del dolore

  1. cristo-croceL’orazione e l’agonia di Gesù nell’Orto degli Ulivi
  2. La flagellazione di Gesù Cristo alla colonna
  3. L’incoronazione di spine di Gesù
  4. La salita di Gesù Cristo al Monte Calvario sotto il pesante legno della croce
  5. La crocifissione e morte di Gesù sulla croce.

IN ALTERNATIVA quelli di Mons. Calogero Peri che propone per il martedì i seguenti misteri:

Martedì: misteri della consolazione

  1. Gesù consola il vecchio Simeone e il suo popolo (Lc 2,25-35)
  2. Gesù consola la madre vedova del ragazzo morto (Lc 7,11-17)
  3. Gesù consola i discepoli nella notte della tempesta e della paura (Lc 8,22-25; Mt 14, 22-33)
  4. Gesù consola Marta e Maria per la morte del fratello Lazzaro (Gv 11,1-44)
  5. Gesù consola i discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35)

LITANIE LAURETANE

preghiera rosarioSignore, pietà Signore, pietà

Cristo, pietà Cristo, pietà 

Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici.

Padre del cielo, che sei Dio,  

 Rit. Abbi pietà di noi.

Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio, Rit

Spirito Santo, che sei Dio, Rit

Santa Trinità, unico Dio, Rit

Santa Maria, Rit prega per noi.

Santa Madre di Dio, Rit

Santa Vergine delle vergini, Rit

Madre di Cristo, Rit

Rosario di PompeiMadre della Chiesa, Rit

Madre della divina grazia, Rit

Madre purissima, Rit

Madre castissima, Rit

Madre sempre vergine, Rit

Madre immacolata, Rit

Madre degna d’amore, Rit

Madre ammirabile, Rit

Madre del buon consiglio, Rit

Madre del Creatore, Rit

Madre del Salvatore, Rit

Madre di misericordia, Rit

Vergine prudentissima, Rit

Vergine degna di onore, Rit

Vergine degna di lode, Rit

Vergine potente, Rit

Vergine clemente, Rit

Vergine fedele, Rit

Specchio della santità divina, Rit

Sede della Sapienza, Ritrosario1

Causa della nostra letizia, Rit

Tempio dello Spirito Santo, Rit

Tabernacolo dell’eterna gloria, Rit

Dimora tutta consacrata a Dio, Rit

Rosa mistica, Rit

Torre di Davide, Rit

Torre d’avorio, Rit

Casa d’oro, Rit

Arca dell’alleanza, Rit

Porta del cielo, Rit

Stella del mattino, Rit

Salute degli infermi, Rit

Rifugio dei peccatori, Rit

Consolatrice degli afflitti, Rit

Aiuto dei cristiani, Rit

NOSTRA SIGNORA DEL ROSARIO DI SAN NICOLASRegina degli Angeli, Rit

Regina dei Patriarchi, Rit

Regina dei Profeti, Rit 

Regina degli Apostoli, Rit

Regina dei Martiri, Rit

Regina dei veri cristiani, Rit

Regina delle Vergini, Rit 

Regina di tutti i Santi, Rit

Regina concepita senza peccato originale, Rit

Regina assunta in cielo, Rit

Regina del santo Rosario, Rit

Regina della famiglia, Rit

Regina della pace. Rit

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

ascoltaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

abbi pietà di noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio.

E saremo degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo.

Concedi ai tuoi fedeli, Signore Dio nostro, di godere sempre la salute del corpo e dello spirito, per la gloriosa intercessione di Maria santissima, sempre vergine, salvaci dai mali che ora ci rattristano e guidaci alla gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.

MADONNA DEL MIRACOLO DI BITTI

MADONNA DEL MIRACOLO DI BITTI

Bitti (NU) Sardegna – 30 settembre

MADONNA DEL MIRACOLO DI BITTIGià dal 29 settembre decine di cavalieri di Pattada partono per recarsi ad Osidda, riposare una notte e poi ripartire tutti insieme il 30 alla volta di Bitti, in un vero e proprio pellegrinaggio d’altri tempi, per raggiungere la Madonna del Miracolo e ricordare così la riappacificazione ottenuta grazie alla sua intercessione.

Scrisse Salvatore Bussu, l’ex parroco della chiesa, nel suo libro “Il miracolo”, dove racconta la profonda devozione della gente di Pattada per la loro Madonna.

Da Pattada andavano a cavallo. Ogni gruppo innalzava uno stendardo. I cavalieri giungevano all’ora della messa maggiore e si fermavano davanti alla chiesa. La gente li attendeva con ansia e quando da lontano vedevano il polverone sollevato dai cavalli o sentivano lo scalpitio degli zoccoli esclamavano: “Sunu arrivanne sos MADONNA DEL MIRACOLO DI BITTI3caddos patzatesos”. Il richiamo per quella data è stato sempre fortissimo, a Pattada si ha molta devozione per la Madonna del Miracolo. Si andava al Miracolo per chiedere una grazia oppure per ringraziare dopo averla ricevuta. Quando ciò avveniva si andava al Miracolo per mantenere la promessa. Fin dai tempi antichi Bitti e Pattada legavano molto bene tra loro.

Ma non è sempre stato così amichevole il clima tra le due città, infatti il primo miracolo la Madonna lo fece proprio mettendo pace tra le due cittadine di Pattada e Bitti. Questo è ciò che gli anziani raccontano e tramandano di generazione in generazione.

Si narra che ad un pastore di Pattada venne rubato il gregge di pecore. Dopo giorni e giorni di ricerche alla fine accusarono del furto un pastore di Bitti, trovato con le pecore rubate. In collera per essere stato derubato non solo si prese gli animali, ma rapì anche il ragazzo che li stava custodendo per chiederne alla famiglia il riscatto.

Mandò un suo messaggero per lo scambio, ma la famiglia lo uccise con un colpo d’ascia. Dopo questo affronto anche la famiglia di Pattada fece lo stesso con il ragazzo e la scia di sangue continuò di anno in anno in un odio che sembrava non aver mai fine, anzi si alimentava ogni volta di più.

MADONNA DEL MIRACOLO DI BITTI2Come sempre accade però nelle più belle storie romanzate è l’amore che vince sull’odio e anche qui l’amore fece breccia. Due giovani delle rispettive città si innamorarono. A nulla valsero minacce e rimproveri. Entrambi si affidarono alla Madonna affinchè le rispettiva famiglie giungessero ad un accordo e grazie all’intercessione della Vergine così avvenne.

Il matrimonio tra le due famiglie di Pattada e Bitti si celebrò proprio davanti a quella Bella Signora che venne da quel giorno chiamata Nostra Signora del Miracolo, come pure la chiesa stessa. Da allora ogni anno riconoscenti alla loro Madonna per la riconciliazione, gli abitanti delle due città si ritrovano in gruppi di cavalieri e di amazzoni con i costumi di Bitti e di Pattada per accompagnare il simulacro della Vergine esibendo gli antichi stendardi issati nell’arcione, verso la chiesa che sorge sul colle di Gorofai, coinvolgendo centinaia di giovani in costume che seguono a piedi il drappello di destrieri.

Famoso anche il miracolo di una bimba nata muta che passando davanti alla statua della Madonna del Miracolo di Bitti riprese inspiegabilmente a parlare.

Fonti: http://www.sardegnalive.net/it/news/i-cavalieri-di-pattada-in-pellegrinaggio-alla-corte-del-miracolo-di-bitti; http://www.sardegnaeventi24.it/evento/37-festa_nostra_signora_del_miracolo__a_bitti/

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna di Porto Salvo

MADONNA DI PORTO SALVO

Lampedusa – 22 settembre

Maria-SS.-di-Portosalvo

La prima testimonianza storica è del 1569, quando lo scrittore Fazello raccontò di “una cappella consacrata a Maria in una grotta”. In una lettera inviata a Ferdinando II si evince in seguito che la grotta era stata divisa in chiesa cattolica e moschea maomettana. Durante la seconda guerra mondiale si salvò solo la statua della Madonna e … i lampedusani, che ritennero ciò una grazia, eressero subito un santuario.

Nel 1561, durante una delle incursioni in Liguria di Uluch Alì (un calabrese convertito all’islam e divenuto corsaro) viene fatto prigioniero Andrea Anfossi, il quale però riesce a scappare vedendo la galera partire senza di lui. Grazie ad alcuni pastori che gli spezzano le catene si rifugia nella boscaglia dove viene attirato da una luce abbagliante che mostra l’entrata di una grotta, entro la quale trova il quadro di una Madonna con bambino e Santa Caterina d’Alessandria. Qualcuno ipotizza che questo quadro potesse provenire dal Monastero di Santa Caterina d’Alessandria in Egitto , che è il più antico monastero cristiano ancora esistente.

Secondo un documento che la tradizione sostiene,  essere stato redatto dal profeta Maometto, questi accordava protezione al monastero,  perché all’interno di esso fu accolto e protetto dai nemici. La MADONNA DI PORTO SALVO4conservazione di questo manoscritto all’interno del monastero, fu determinante per la sopravvivenza alla dominazione araba. Fu costruita anche una moschea all’interno , ma non fu mai usata perche per errore non fu orientata verso la Mecca.

Anfossi divenne eremita famoso in quell’epoca tra i naviganti come famosissima era la grotta di Lampedusa. Nessuno poteva portare via da quel luogo sacro: le tante monete, i tanti doni che tutti coloro che passavano da li, lasciavano in offerta. Solo i cavalieri di Malta, potevano prendere i doni e portarli nella chiesa dell’Annunciazione di Trapani.

Chi provava a rubare qualcosa senza che ne avesse bisogno, rimaneva prigioniero dell’isola e delle tempeste, che non si placavano fino a quando non fosse stata restituita la refurtiva. Anfossi dopo decenni sull’isola, fa il voto alla Madonna e promette che se riuscirà a tornare al suo podere a Castellaro Ligure edificherà un santuario in suo onore.

Cosi scava un tronco, e fa della tela sacra una vela. Si mette in mare e non appena i lampedusani provano a prenderlo:  lui si immerge nell’acqua va in fondo per rispuntare molto lontano. E’ il 1602. Dopo più di 40 anni Anfossi torna nella sua terra natia. Sbarca ad Arma di Taggia, dove è scambiato per un ladro e vagabondo e quindi messo in prigione. Ma il comandante del posto di guardia lo fa liberare e Andrea propone al signore di Castellaro di edificare un santuario nel suo podere.

andrea anfossi e la madonna di porto salvoIl nobile invece vuole edificare il santuario: in un altro luogo, deciso da lui, cosi confisca il quadro. Ma per ben due volte, l’immagine sacra,  ritorna miracolosamente nel podere dell’Anfossi, che viene nuovamente messo in prigione, perchè sospettato del furto del quadro.  Ma anche stavolta, la tela viene ritrovata nella proprietà di Anfossi, si dice, trasportata dagli angeli.

Di fronte a questo prodigio,  fu scarcerato e il Santuario della Madonna di Lampedusa, venne edificato a Castellaro Ligure nel luogo indicato da  Andrea Anfossi, dove tutt’ora si può visitare e ammirare il quadro con: la Madonna , il Bambino e Santa Caterina d’Alessandria usato come vela da Anfossi, nella traversata da Lampedusa alla Liguria. In seguito nel santuario di Lampedusa fu posta la statua che oggi viene portata in processione e che Bernardo Sanvisente trovò con la testa staccata dal collo al suo arrivo sull’isola il 22 settembre del 1843, quando per volere dei Borboni iniziò la colonizzazione dell’isola.

Esiste addirittura un santuario dedicato alla Madonna di Lampedusa in Brasile, a Rio de Janeiro, nella prima metà del XVIII secolo, venerata come patrona degli schiavi.

Fonti: http://www.viverelampedusa.it/isola-di-lampedusa/le-localita/il-santuario-della-madonna-di-porto-salvo.html; https://askavusa.wordpress.com/2015/04/27/la-madonna-di-porto-salvo-di-lampedusa-di-schiavi-navigatori-pescatori-e-migranti/

 

VERGINE DEL MIRACOLO DI SALTA

VERGINE DEL MIRACOLO DI SALTA

Argentina – 13 settembre 1692

virgen-del-milagro-de-saltaIl 13 settembre 1692 un terribile terremoto colpì la città di Salta. La statua della Vergine Immacolata cadde a terra senza riportare alcun danno, ma era solo l’inizio di una serie di curiose e strane circostanze, che molti chiamarono miracoli …

Il vescovo di Tucuman, frate Francisco de Victoria, presente alla fondazione di Salta nel 1582, dopo aver completato il suo servizio pastorale, dalla Spagna, decise di inviare due contenitori in America: uno contenente una statua dell’Immacolata Concezione per il convento di San Domenico a Cordoba e l’altro con un Crocifisso per la Chiesa Madre di Salta. Fu proprio qui che accadde il primo miracolo.

I due contenitori furono visti galleggiare nel porto di Callao in Perù, esattamente due anni dopo la loro spedizione, nel 1592 ma della nave e dell’equipaggio che li trasportavano non si seppe mai nulla.

Dopo le doverose onorificenze e processioni, le autorità decisero di compiere la volontà del vescovo frate Francisco de Victoria portando le immagini alle loro destinazioni. A dorso di mulo il Santo Crocifisso venne portato nella sacrestia della chiesa principale a Salta, dove purtroppo venne dimenticato per un centinaio di anni, mentre la statua dell’Immacolata Concezione che poi sarebbe stata chiamata Vergine del Miracolo, alta tre metri, era stata posizionata in una nicchia della pala dell’altare principale.

Virgen del Milagro-saltaNel settembre del 1692 esattamente cento anni più tardi, ci fu un terribile terremoto che sembrò squarciare la terra in due. Devastò la città di Esteco facendo tremare non solo gli edifici ma anche il cuore di tutti i cittadini di Salta dove la statua dell’Immacolata finì sul pavimento senza però riportare alcun danno, ne alla faccia ne alle mani che però risultarono aver cambiato colore. Erano più pallide e il viso era rattristato in un espressione più simile alla paura.

La statua fu portata a casa del Sindaco Bernardo Diez Zambrano, dove per tutta la notte ci fu una veglia di preghiera. Il giorno seguente il 14 settembre 1692 tutto il popolo reclamò la Vergine che venne quindi portata in processione con canti e inni di lode.  La Statua della Vergine sembrò acquistare colore e il suo sguardo si fece sollevato.

Tutti cominciarono a gridare al “miracolo”. Quando uno dei padri della Compagnia di Gesù, Jose Carrion, ricevette una locuzione interiore che suggeriva di fare una processione per il Santo Crocifisso della Chiesa Madre dimenticato e abbandonato, ma che dietro alla richiesta e alle suppliche della Vergine, di certo avrebbe perdonato Salta liberandola dal pericolo imminente.

Il sacerdote, si affrettò a comunicare il messaggio e subito si avviarono verso il Crocifisso, ma la chiesa era buia e sembrava pericoloso. A fatica trovarono il Cristo. Le campane iniziarono a suonare richiamando alla penitenza.

Alla processione parteciparono le autorità civili e militari insieme con i residenti locali, presieduta dai prelati. La folla gridava cristo e madonna di saltaafflitta, battendosi il petto, piangendo e supplicando misericordia. Così è nato il miracolo della conversione di un popolo che tra le lacrime in penitenza, ancora sperava e credeva nell’amore di un Dio che si era fatto più vivo che mai in mezzo a loro. E così avvenne: le scosse cessarono e la città fu risparmiata dalla distruzione. 

Nel 1902, su richiesta del Vescovo di Salta monsignor Matthias Linares, Papa Leone XIII concesse la Pontificia Incoronazione di quella che venne poi riconosciuta e chiamata da tutti la Vergine del Miracolo dell’alleanza.

La novena in onore del Signore e della Vergine del Miracolo inizia il 6 settembre. I cittadini della Capitale e un cospicuo numero di pellegrini arrivano al Duomo per pregare, il 13 settembre di ogni anno, in presenza di Vescovi argentini, la Vergine del Miracolo e il crocifisso vengono nuovamente incoronati.

Fonti: http://www.saltalalinda.gov.ar/informacion.php?id_idioma=1&id_pagina=284http://www.tradicioncatolica.com/?p=272http://www.portaldesalta.gov.ar/milagro.htm

 

Madonna della Montagna

MADONNA DELLA MONTAGNA

Polsi di San Luca(RC) – 2 Settembre

MADONNA DELLA MONTAGNA1Il Santuario che sorge a 865 metri di altezza, nel cuore dell’Aspromonte, è detto anche della “Madre del Divin Pastore”, dal titolo sotto il quale qui la Vergine è venerata. Storia e leggenda si intrecciano sull’origine di questo antico luogo di culto mariano.

Sono Siciliani, e più particolarmente Messinesi, che nel sec. III° – durante l’imperversare delle persecuzioni contro i Cristiani – lasciano la loro terra e vengono in esilio in una delle più profonde e sperdute valli dell’Aspromonte. Qui erigono una prima Chiesetta, sormontata da una Croce greca. Poi nel 1313, anno dell’Editto di Costantino che concede libertà di culto, gli esuli fanno ritorno alla loro terra d’origine e la “colonia” di Polsi viene abbandonata.

Croce_di_Polsi.2Bisognerà attendere l’anno 1144 perché un pastore si spinga fin quassù, alla ricerca di un giovenco che si è perduto: lo trova inginocchiato davanti ad una Croce di ferro che l’animale ha scoperto, scavando con le zampe.              

Il reperto più misterioso e, per certi versi inquietante, è la strana piccola Croce di ferro, dalla cui asta centrale si sviluppano due braccia dalle volute irregolari e singolari, non riscontrabili in nessun altro tipo di Croce. Sarebbe la Croce scavata dal torello e rinvenuta dal pastore vagante per i monti, alla ricerca del bovino smarrito, da cui è nato il culto polsino.

In quel medesimo istante, al pastore di nome Italiano che sosta in preghiera appare la Vergine Madre che indica il punto dove si dovrà costruire una Chiesa. [Un’altra tradizione colloca al posto del pastore il Conte Ruggiero, spintosi fin qua durante una battuta di caccia]. Ma sono i Monaci Basiliani a coltivare e a propagare la devozione alla Santa Croce ed alla Madonna [sotto il titolo di “Madre del Divin Pastore”], comunemente detta “Madonna della Madonna della Montagna (2)Montagna” di Polsi. Sono essi, infatti, a dare inizio alla costruzione del Santuario, con annesso Cenobio.

Estintosi nella seconda metà del sec. XV° il rito greco in Calabria, i Basiliani di residenza a Polsi si ritirano a Grottaferrata, portando con sé rari e preziosi documenti. L’attuale edificio sacro, restaurato nella prima metà del sec. XVIII°, nel suo complesso è di stile barocco.

Nel 1784 la Cassa Sacra, istituita per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni colpite dal terribile terremoto del 1783, fece requisire al Santuario tutti gli arredi preziosi e le suppellettili sacre. L’ufficiale che eseguì la requisizione mise insieme più di un quintale tra oro e argento. Il Monastero subì anche la razzìa del bestiame e delle derrate alimentari.

MADONNA DELLA MONTAGNA3La monumentale statua della “Madonna con Bambino” che vi si venera è stata realizzata a Messina, in pietra siracusana, nel XVI° secolo. Nel 1881 è avvenuta l’incoronazione della Vergine: rito che si è ripetuto nel Cinquantenario del 1931 [XV° Centenario del Concilio di Efeso] e, con ancora maggiore solennità, il 2 Settembre 1981, nel Centenario della prima incoronazione.

La festa più animata della Calabria

Corrado Alvaro, il più grande scrittore calabrese dei tempi moderni, è nato a San Luca. Ha concluso la sua interessante monografia “Calabria” [Firenze, 1931] con la descrizione della festa al Santuario di Polsi: la festa più animata della Calabria, che si celebra per tre giorni, all’inizio di Settembre.

Scrive l’Alvaro: “Ognuno fa quello che può per fare onore alla Regina della festa: la gente ricca può portare, essendo scampata da un male, un cero grande quanto la persona di chi ha avuto la Madonna montagna6grazia, o una coppia di buoi, o pecore, o un carico di formaggio, di vino, di olio, di grano; ci sono tanti modi per disobbligarsi con la Vergine delicata, come la chiamano le donne. Uno, denudato il petto e le gambe, si porta addosso una campana di spine che lo copre dalla testa ai piedi, spine lunghe e dure come crescono nel nostro spinoso paese, e che ad ogni passo pungono chi ci sta in mezzo. Una femminella fa un tratto di strada sulle ginocchia; e così le ragazze fanno la strada ballando, e balleranno giorno e notte per le ore che hanno fatto il voto, fino a che si ritrovano buttate in terra o appoggiate al muro, che muovono ancora i piedi. E i cacciatori, poi, che fanno voto di sparare alcuni chili di polvere; in quei giorni non si parla di porto d’armi, e i Carabinieri lo sanno. Gli armati si dispongono nei boschi intorno al Santuario e sparano notte e giorno […].

Si vedono le mille facce delle Calabrie. Le donne intorno dicono le parole più lusinghiere alla Madonna, perché si commuova. […] Sul MADONNA DELLA MONTAGNA4banco coperto di un lino, le donne buttano gli orecchini e i braccialetti; gli uomini tornati da una fortunata migrazione le carte da cento e da più: è una montagna d’oro e di denaro che per la prima volta nessuno guarda con occhi cupidi. La Vergine guarda sopra tutti, e i gioielli degli anni passati la coprono come un fulgido ricamo […]. Al terzo giorno di Settembre si fa la processione e si tira fuori il simulacro portatile […] tra lo sparo dei fucili che formano non si sa che silenzio fragoroso, non si sente altro che il battito di migliaia di pugni su migliaia di petti, un rombo di umanità viva tra cui l’uomo più sgannato trema come davanti a un’armonia più alta della mente umana. Le semplici donne che non si sanno spiegare nulla, si stracciano il viso e non riescono neppure a piangere […]”.

Ecco la grandiosa suggestione della festa della “Madonna di Polsi”, il cui trono è davvero su questi monti della Calabria!

Tratto dalla rivista: “Madre di Dio”, ottobre 2005 con aggiunte di altre fonti

VEDI http://www.mariadinazareth.it/www2005/Apparizioni%20leggendarie/Polsi%20di%20San%20Luca.htm

 

 

Madonna dei Bagni

MADONNA DEI BAGNI

 Scafati (SA) 15 agosto

madonna_bagni di scafatiUn giorno un lebbroso si recò presso la fonte e si bagnò con l’acqua per rinfrescarsi un po’. Il malato guarì e la sua guarigione fu subito legata a Maria, che si fece acqua per riportare la felicità e la vita nell’uomo. Da quel momento iniziarono i pellegrinaggi presso la fonte.

Il santuario della Madonna dei Bagni (intitolato a “Maria santissima Incoronata“) è un santuario del comune di Scafati in provincia di Salerno.  La devozione alla Madonna dei Bagni nacque in seguito alle guarigioni dalle malattie cutanee avvenute dopo il bagno in una fonte.

Vicino alla fonte venne costruita una cappella votiva, sostituita in seguito da una chiesa. Secondo la leggenda ogni anno la notte prima della festa un angelo scende a benedirla e per accoglierlo la fonte viene ornata di fiori.

MADONNA DEI BAGNI fonte di scafatiA causa dell’inquinamento la fonte è stata chiusa alla balneazione, ma accessibile ai pellegrini per la preghiera.

La chiesa ha una facciata del primo Settecento in stile tardo barocco con campanile, e un interno a tre navate coperto con volte e cupola. Vi si conservano un crocifisso ligeno, il dipinto della Madonna dei Bagni di Simone Villano e tele nella cupola con scene della fonte di Giancarlo Pignataro. Il dipinto di maggiori proporzioni e di maggiore importanza è quello della cupola, opera della pittrice romana Rosanna Lancia. Negli intradossi dei quattro archi che reggono la cupola sono dipinte figure di Profeti. Nei pennacchi invece sono dipinte figure allegoriche di virtù.

La pittrice della cupola ha impostato il suo lavoro nel gruppo degli Apostoli che attorniano la tomba vuota, nella quale è rimasta la sindone bianca simile ad un bozzolo vuoto dal quale, pare, sia volata via la farfalla. Al lato sinistro del gruppo degli Apostoli tre figure muliebri rappresentano estasi, stupore e preghiera, i sentimenti suscitati nell’umanità dalla definizione dogmatica della gloriosa Assunzione della Vergine.

madonna_bagni di scafati1Tutt’intorno, nella restante parte del cerchio, sono disposti i Santi che nei loro scritti hanno celebrato il dogma: San Bernardino da SienaSan Tommaso d’AquinoSant’Alfonso Maria de LiguoriSan Giovanni Damasceno, San Bonaventura da Bagnoregio, Sant’Antonio di Padova; al centro, tra questi Santi si erge la figura di Pio XII, il Papa della proclamazione del dogma, ed a lui San Francesco d’Assisi presenta, in modellino, la chiesetta della Porziuncola dalla quale uscì l’Ordine dei Frati Minori, cavalieri dell’Assunta. Al centro della cupola è la madonna che ascende estatica verso l’infinito. La chiesa inoltre dispone di un organo.

FONTIhttp://www.viaggispirituali.it/2010/02/santuario-madonna-dei-bagni-scafati-salerno/https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Maria_Santissima_Incoronata_dei_Bagni