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Archive for ARTICOLI VARI

VERGINE DI ALMUDENA

VERGINE DI ALMUDENA

Madrid – 9 novembre 1085

virgen-de-almudena-madridIl 9 novembre si celebra la festa della patrona della città di Madrid, la Vergine di Almudena che vanta una storia molto misteriosa quanto antica, si dice infatti che Nicodemo la scolpì, che San Luca la dipinse e che Santiago (San Giacomo) l’ha portata in Spagna da Gerusalemme.  

Per spiegare l’orgine di questa venerazione dobbiamo andare all’anno 712 dC , anno in cui don Rodrigo cadde nella battaglia di Guadalete, aprendo le porte all’insediamento musulmano in gran parte della penisola.

Per sfuggire alla furia mussulmana alcuni abitanti dei villaggi nascondevano le immagini sacre per paura che venissero distrutte. Così accadde anche con la Vergine di Almudena, che venne nascosta in una nicchia dentro un muro con due candele accese, per non essere profanata dagli invasori.

virgen-de-almudena-madrid1Una storia racconta che fu Calocero, seguace di San Giacomo il Maggiore che arrivato in Spagna,  portò la statua della Vergine a Madrid nell’anno 38. Altri sostengono che Nicodemo, che ha contribuito a seppellire Gesù, scolpì la statua; che San Luca Evangelista la dipinse; e che Santiago (San Giacomo) se l’è poi portata da Gerusalemme.

Più di 300 anni dopo, Alfonso VI chiamato ‘El Bravo’ per il suo coraggio, riesce a riconquistare Toledo e da qui a prendere il controllo di quel piccolo insediamento chiamato Magerit, che per la sua posizione strategica era fondamentale per scacciare i Mori.

Iniziarono in questo periodo le ricerche della preziosa scultura della Vergine. La sua esistenza però era stata sempre tramandata di generazione in generazione, solo oralmente e quelle che erano informazioni fondamentali per la riuscita dell’impresa non erano più conosciute, come il luogo esatto nel quale la Statua della Vergine era stata posta.

Vennero fatti molti tentativi, ma tutti vani. Il monarca però era decisissimo a ritrovarla e così iniziò a pregare molto intensamente e proprio nella preghiera gli venne l’idea di fare dire a tutti una novena di preghiera alla Vergine al temine della quale ci sarebbe stata una processione.

virgen-de-almudena-madrid2Il 9 novembre 1085  Alfonso VI era in testa al corteo, seguito da molte autorità ecclesiastiche, membri della nobiltà, ecc … Tutti fiduciosi di ricevere un segno dal cielo che permettesse di riportare alla venerazione popolare la sacra immagine.

Mentre il gruppo si avvicinava alla cittadella moresca (al-mudaina), un blocco cadde dal muro, rivelando una statua della Vergine con il Bambino, tutti compresero che si trattava della famosa immagine che tanto avevano cercato, poichè ancora vi erano le candele accese. Solo la preghiera con il cuore e le buone intenzioni di tutti erano riuscite a portarla nuovamente alla luce.

Essendo stata restaurata più volte nel corso dei secoli, la statua è riluttante a rivelare la sua età. La testa della Vergine è la parte più vecchia del corpo, che tra l’altro si trova in piedi, ma alcune elementi della stessa, fanno presupporre che inizialmente fosse seduta, almeno nel 1085.

Fonti: http://www.secretosdemadrid.es/la-leyenda-de-la-almudena/http://www.wherewewalked.info/feasts/11-November/11-09.htm

 

 

Vergine di Río Blanco Paypaya

VERGINE DI RIO BLANCO PAYPAYA

San Salvador (Argentina) 31 Ottobre

nuestra-senora-del-rosario-de-rio-blanco-y-paypaya1 Nella provincia di Jujuy, Nostra Signora del Rosario è la patrona e a Lei si aggiunge il titolo di “Paypaya e Rio Blanco”. La tradizione vuole che la Vergine si accorsa in difesa della città quando fu attaccata dagli indiani.

Ogni 31 ottobre la Vergine di Rio Blanco viene rimossa dal suo altare prezioso accanto alla navata centrale della Cattedrale di Jujuy per essere portato al Santuario del Fiume Bianco. Le origini di questa devozione risalgono al XVII secolo. La Madonna del Rosario di Rio Blanco e Paypaya è un’immagine alta 60 cm e riccamente vestita.

Nella bellissima Valle Palpala (Jujuy), i proprietari terrieri spagnoli si servivano degli indiani e degli schiavi di colore per dissodare il terreno. Per renderli più docili e rassegnati alla loro situazione insegnavano loro la fede cristiana. Nel 1611 , il governo di Luis de Quinones assunse il potere. Don Alonso de Tapia, ordinò la costruzione per loro di una cappella nella valle Palpala. Padre Francisco de Cordoba, della Compagnia di Gesù, iniziò le sue catechesi per qualche tempo formando la popolazione di San Francisco de Paypaya.

Nel 1659 vi fu una terribile epidemia. Il Vicario di Jujuy, che a quel tempo era Don Pedro Ortiz de Zarate, aiutò a ricostruire la cappella che era andata distrutta in un incendio. Le tribù degli indiani di quelle regioni stavano a poco a poco scomparendo, e alla fine del XVII secolo, si era passati a soli 15 membri, secondo quanto riportato dai documenti del tempo.

Purtroppo, non abbiamo documenti sufficienti per poter determinare in modo sicuro quando e dove la Vergine del Rosario di Paypaya apparve la prima volta, ma in un documento firmato del 1669 si evince che non vi era alcuna immagine a quel tempo nella sua cappella. Solo dal 1714 vi è un documento firmato che l’immagine venne trasferita a Rio Blanco per via del crescente aumento della popolazione.

La storia della Vergine si unisce alla leggenda dei primi giorni della colonizzazione americana.

La storia racconta che nel periodo coloniale la Vergine del Rosario, con un manto raggiante e una piccola bacchetta, apparve voltandosi verso i guerrieri Tobas che avevano attaccano l’insediamento spagnolo. Dopo la battaglia, una piccola immagine di origine sconosciuta, fu ritrovata nella zona di combattimento sotto un grande albero.

nuestra-senora-del-rosario-de-rio-blanco-y-paypayaQuesta immagine ora si trova nella cattedrale, ed è stata incoronata il 31 ottobre 1920. Di solito è vestita con un abito bianco e un velo azzurro, la statua raffigura la Vergine in piedi con il bambino sul braccio sinistro.

Gli spagnoli e i nativi di quella regione attribuirono poteri miracolosi alla Vergine del Rosario. Successivamente apparve di nuovo più volte anche piangendo. Le immagini però sono due, entrambe ugualmente venerate una di queste si trova nella nicchia centrale della pala d’altare. La seconda si trova nel Santuario nella città di Rio Blanco (“bianco” River “, Paypaya” nella lingua nativa), dove un’altra grande festa si svolge il 6 gennaio.

Tutto il mese di ottobre è dedicato alla venerazione della Madonna e pellegrini arrivano da ogni parte del paese per pregare dinanzi a lei, anche se la processione del 31 ottobre è la più famosa.

Maria SS e il bambino Gesù vengono vestiti con abiti moderni e portano corone di argento sbalzato con pietre colorate. In quel giorno l’immagine viene rimosso dal suo prezioso altare per essere portata al Santuario del Fiume Bianco, luogo che l’ospitava in origine.

Migliaia di fedeli, provenienti da tutto il mondo, accompagnano il pellegrinaggio religioso. Essi camminano chilometri, per lo più a piedi nudi come vuole la tradizione e di notte con le candele in mano per uno spettacolo davvero suggestivo e ricco di misticismo.

Vi sono anche numerosi musicisti in abiti sgargianti che utilizzano strumenti tradizionali, quali flauti di canna, i “pinkullos” e “Annales”.

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Fontehttp://forosdelavirgen.org/367/nuestra-senora-del-rosario-de-rio-blanco-y-paypaya-de-jujuy-argentina-31-de-octubre/

 

 

 

NOSTRA SIGNORA DELL’AVVISO

NOSTRA SIGNORA DELL’AVVISO

Lima, Perù – 20 ottobre 1687

lacrime“Nuestra Señora del Aviso”, chiamata anche “de las Lágrimas” in quanto con le sue lacrime avvisò gli abitanti di Lima di un grave pericolo che incombeva sulla loro terra, o meglio così venne in seguito interpretato il suo pianto.

In Perù la devozione mariana è molto sentita e a Lima, la Vergine forse più conosciuta è la “Vergine dell’Avviso” o “delle lacrime” poiché per più di 30 volte cercò attraverso il suo pianto di avvisare il popolo di un’imminente pericolo.

Il 2 luglio 1687 nella casa di un uomo di nome Josè Calvo di Vanda allora giudice della Corte Reale, una piccola statua della “Virgen de la Candelaria” iniziò a lacrimare. La notizia si sparse velocemente per la città e molte persone accorsero alla casa di Josè per vedere il prodigio.

Le lacrimazioni si susseguirono per più di una trentina di volte e numerose furono le testimonianze di coloro che riuscirono ad assistere al miracolo. Ma quelle lacrime non erano certo portatrici di gioia, infatti lasciavano presagire un imminente pericolo per tutta la città di Lima.

terremoto_peruSi trattava del terribile terremoto che sconvolse la città il 20 ottobre dello stesso anno quasi poco più di tre mesi dopo il famoso pianto.

L’immagine della Vergine venne portata via dalla casa di Josè e nascosta in un luogo tranquillo, per via del continuo peregrinare dei devoti che si accalcavano alla sua porta. Dopo cinque giorni di terremo, la statua della Santissima Vergine venne esposta alla pubblica venerazione nella chiesa di san Paolo e solennemente collocata nella Cappella della Contrizione.

Padre Messia, si prese a cuore di promuoverne il culto, che già era comunque noto a Lima, formando anche una Confraternita per lo stesso scopo. Anche quando i gesuiti vennero espulsi dal Perù il popolo continuò a venerarla ed amarla.

Nell 1777 venne posta insieme ad altri oggetti sacri nel nuovo  Monasterio de las Nazarenas, per disposizione del Vicerè Manuel Amat e Juniet. Sotto la grande pressione dei cittadini di Lima alla fine dovettero restituire la statuetta della Madonna che potè tornare al suo posto per essere nuovamente venerata pubblicamente.

NOSTRA SIGNORA DELL’AVVISONonostante le traversie storiche di questo paese che ne videro addirittura lo smarrimento della statua originale, il culto non fu mai completamente dimenticato e nel XIX secolo ebbe una ripresa, pur senza ritornare al suo antico splendore.

Una sua copia è custodita anche nella chiesa di Santa Rosa a Viterbo. Oggi l’altra copia si trova nella chiesa di san Pedro custodita nuovamente dai gesuiti insieme ad una collezione di dipinti e sculture. La sua festa ci celebra il 20 ottobre in ricordo del terribile terremoto.

Fonte: http://forosdelavirgen.org/358/nuestra-senora-del-aviso-o-de-las-lagrimas-peru-20-de-octubre/

 

 

 

MADONNA DI AOKPE

MADONNA DI AOKPE

Nigeria – ottobre 1992

MADONNA DI AOKPE3La Madonna apparve la prima volta nell’ottobre 1992 ad una ragazza di dodici anni di nome Christiana Agbo nel piccolo villaggio di Aokpe situato in una sperduta zona della Nigeria.

La prima apparizione avvenne di mattina, mentre Christiana era al lavoro nei campi. Verso le 10, mentre faceva una pausa, alzò gli occhi e vide improvvisamente dei lampi di luce. Christiana chiese alle sorelle se anche loro vedessero quegli strani lampi ma queste dissero di non vederli e che probabilmente si trattava di un effetto dovuto ai raggi del sole.

Più tardi la madre mandò Christiana nella vicina fattoria per raccogliere delle erbe. Mentre era intenta alla raccolta la ragazza alzò gli occhi e con sua grande sorpresa vide una donna bellissima sospesa nel cielo, era la Madonna. La Vergine la guardava e le sorrideva senza dire una parola. Christiana scappò spaventata.

Nello stesso mese di ottobre si verificò anche la seconda apparizione. Alle 3 del pomeriggio, mentre si trovava nella sua stanza, le apparvero degli angeli che cantavano; la ragazza spaventata da quella visione scappò fuori di casa. Gli angeli rimasero lì per alcune ore e prima di scomparire uno di loro le disse: “Io sono l’Angelo della Pace“. Di lì a poco apparve la Madre di Dio. Quando Christiana vide la Madonna crollò a terra; i parenti la credettero morta: era rigida come la pietra, dissero.

Christiana MADONNA DI AOKPELa ragazza rimase incosciente per circa tre ore e quando rinvenne descrisse ai genitori la sua visione raccontando di aver visto una donna bellissima: “È troppo bella per poterla descrivere. La Signora era in piedi sulle nuvole, aveva una veste risplendente con un velo di un colore blu cielo che le copriva la testa e le scendeva sulle spalle giù fino alla schiena. Mi guardò intensamente, radiosa nei suoi sorrisi e nella sua bellezza. Fra le mani giunte sul petto teneva il Rosario…Ella mi disse: ‘Sono la Mediatrice di tutte le Grazie’”.

Le apparizioni, che a detta degli esperti sembrerebbero avere molto in comune con la maggior parte delle apparizioni mariane del passato e del presente, col passare del tempo divennero sempre più frequenti, soprattutto fra il 1994 e il 1995.

Le apparizioni pubbliche richiamavano ad Aokpe un grande numero di persone. Tanti fra coloro che vi si recavano era attratti soprattutto dai miracoli solari che nel periodo delle apparizioni pubbliche avvenivano con una certa frequenza. Le apparizioni private furono numerose, durante il 1994 in certi periodi avvenivano quasi quotidianamente. Dopo l’ultima apparizione pubblica, avvenuta alla fine di maggio del 1996, le apparizioni continuano in forma privata ancora oggi anche se con minor frequenza.

Nel primo messaggio ricevuto da Christiana la Madonna le disse: “Vengo dal Cielo. Sono il rifugio dei peccatori. Vengo dal Cielo per ottenere anime per Cristo e per dare rifugio ai miei figli nel mio Cuore Immacolato. Quello che voglio da te è che preghi per le anime del Purgatorio, per il mondo e per consolare Gesù. Vuoi accettare?” – Christiana rispose senza esitazione: “Si“.

MADONNA DI AOKPE2“…Offri tutte le piccole sofferenze che incontrerai per consolare Gesù. Io vengo dal Cielo per purificare i miei figli e attraverso la penitenza ci sarà la purificazione“.

In un messaggio del 1 marzo 1995 la Madonna ha detto: “Coloro fra i miei figli che pregano il Rosario con frequenza e impegno riceveranno molte grazie, tanto che Satana non riuscirà ad avvicinarsi a loro. Figli miei, quando siete assaliti da grandi tentazioni e problemi prendete il vostro Rosario e venite da me e i vostri problemi saranno risolti. Ogni volta che direteAve Maria piena di Graziariceverete da me molte grazie. Quelli che recitano il Rosario non potranno mai essere dannati“.

In un apparizione del 21 luglio 1993 la Madonna disse a Christiana: “Prega con fervore per il mondo. Il mondo è corrotto dal peccato“.

Christiana afferma senza esitazione che il più importante messaggio della Madonna è quello che ci chiede di convertirci a Dio. Invece le profezie più importanti sono quelle che MADONNA DI AOKPE1parlano del Castigo che Dio sta per mandare sul mondo. Nei suoi messaggi ci sono stati diversi riferimenti ai tre giorni di buio e sembrerebbe che questo evento si verificherà quando Dio manderà il Suo Castigo sulla terra.

Per ora la Madonna vuole che Christiana continui i suoi studi per prepararsi per il compito che dovrà svolgere dopo i tre giorni di buio.

La Madonna a volte appariva a Christiana con le lacrime agli occhi, le diceva che piangeva a causa delle tante anime che vanno all’inferno e le chiedeva di pregare per loro.

La veggente, dopo aver avuto una visione di Santa Teresa di Lisieux, decise di diventare suora Carmelitana. La Madonna acconsentì alla decisione della ragazza di assumere il nome di “Christiana di Maria Bambina“, scelto proprio in onore di Santa Teresa di Gesù Bambino.

Aokpe1La Chiesa locale si è dimostrata fin dall’inizio piuttosto favorevole alle apparizioni anche se, come l’Arcivescovo John Onaiyekan ha tenuto a precisare durante una sua visita al sito delle apparizioni, la Chiesa in questi casi è piuttosto cauta: è molto raro che approvi delle apparizioni mentre queste sono ancora in corso. Un segno importante della buona propensione delle autorità diocesane verso le apparizioni è il parere positivo alla costruzione del santuario chiesto dalla Madonna. Inoltre il vescovo Orgah ha concesso l’Imprimatur alla pubblicazione del resoconto delle apparizioni e ha dato il suo permesso ai pellegrinaggi.

Fontehttp://profezie3m.altervista.org/ptm_c31a.htm#Aokpe, Nigeria

Santuario Madonna della Consolazione

 Santuario Madonna della Consolazione

Massalombarda (RA) 6 ottobre 1954

Madonna della Consolazione di MassalombardaLa nascita di questo santuario avvenne in seguito al ritrovamento di una ceramica miracolosa, con l’immagine della Madonna, già profetizzata dal missionario Padre Leonardo da Porto Maurizio, e fatta fare dai parenti di un uomo ucciso dai briganti nel bosco. 

Fuori “Porta del Brabante”, verso Lugo, si trovava, all’incrocio con la carraia del bosco, una chiesetta con annesso piccolo convento appartenente ai Carmelitani. Si chiamava Celletta, nome che poi passò anche alla strada stessa. Allora veramente di strada non si poteva parlare: era una carreggiata che conduceva al grande bosco detto di San Paolo e di Bagnarolo. Ai lati della strada stavano due fossati che portavano l’acqua nel canale Bagnarolo.

Si vuole che in questi boschi, lungo il sec. XVI avvenissero spesso fatti d’arme dovuti ai banditi infestanti la zona, ricordati più volte anche nei libri parrocchiali dei morti intorno all’anno 1591. In ricordo della uccisione di un capitano delle truppe regolari, avvenuta presso la Celletta, dai parenti di origine faentina, fu posta sopra un albero una immagine della Madonna, in ceramica. L’immagine poi col tempo sarebbe caduta nel fossato sottostante e qui sarebbe rimasta sepolta, tra le foglie e il terriccio, per molti anni.

Madonna della Consolazione di Massalombarda1Effettivamente la sacra Immagine della Madonna della Consolazione può essere una ceramica del sec. XVI di fattura faentina, come suggeriscono la composizione e i colori.

La tradizione vuole che nel 1747 il missionario Padre Leonardo da Porto Maurizio (poi canonizzato da Pio IX nel 1867), durante le SS. Missioni che si tennero a Massa Lombarda dal 27 gennaio al 15 febbraio di quell’anno, parlando in piazza, insistesse spesso sul concetto che presto sarebbe stato scoperto a Massa un “tesoro” e indicava con la mano il bosco di Bagnarolo. Vollero molti ricordare queste parole del Santo Predicatore quando l’11 dicembre 1793 certo Giacomo Pasotti, abitante nel podere Sbarra di proprietà della Confraternita di Santa Maria Assunta, mentre sistemava i fossi della possessione, trovò l’Immagine che venne spezzata dalla vanga e subito puntata da certo Burnazzi Antonio, fabbro ferraio di Massa.

Questa immagine venne appesa ad un albero nel luogo del ritrovamento e diventò subito oggetto di grande venerazione. Fu un accorrere di fedeli anche da luoghi lontani: ogni sera sul luogo si recava un Sacerdote per la recita delle Litanie. Seguirono anche guarigioni che fecero gridare al miracolo.

Moltissime sono le tavolette votive che si conservano ancora oggi e che risalgono anche fino a quei primi tempi.

Nel 1794 il Cardinale Barnaba Chiaramonti, Vescovo di Imola (che fu poi Pio VII) portatosi sul posto a venerare l’Immagine, stabilì di costruire una chiesetta in onore della Madonna: nel frattempo con le offerte raccolte si erigesse una cappella provvisoria presso l’albero, sul ciglio della carraia.Madonna della Consolazione di Massalombarda2

La chiesetta provvisoria fu benedetta solennemente il 14 settembre 1794 con largo consenso di popolo e alla presenza del pubblico magistrato, di tutto il Clero, dei Padri Carmelitani, dei Padri dell’Osservanza e delle sei confraternite assai fiorenti a Massa Lombarda: quella del Santissimo Sacramento, di Santa Maria Assunta dello Spedale, del Rosario, di San Giuseppe, di Santo Antonio da Padova e della Beata Vergine Addolorata. Alla Celletta, sul crocevia, era stato eretto un arco di trionfo in legno e si era fatta l’illuminazione alla porta del Castello.

La costruzione dell’attuale Santuario cominciò poco dopo, su disegno e fattura dell’Architetto massese Zaccaria Facchini: la prima pietra fu benedetta dal Cardinal Chiaramonti la terza domenica di ottobre 1797. Durante l’invasione francese i fondi preparati per il Santuario furono confiscati e la fabbrica conobbe una lunga sosta. Fu ripresa soltanto nel 1812 e terminata l’8 settembre del 1914. L’inaugurazione riuscì oltremodo solenne, con la partecipazione dell’intera città e la presenza di numerosi pellegrini fin dalla Toscana e dalle Marche.

Lungo il sec. XIX varie volte la venerata Immagine fu portata in città; sia per circostanze liete, sia per casi di gravi flagelli, come avvenne nel 1855 a motivo dell’imperversante colera. Massa Lombarda ne rimase praticamente indenne e attribuì questo fatto alla celeste protezione della Madonna della Consolazione: il Municipio, in segno di riconoscenza la dichiaro “Patrona e Regina di Massa Lombarda e suo Territorio” e ne chiese la l’incoronazione che ebbe luogo per ministero del Cardinal Gaetano Baluffi, Vescovo di Imola il 5 settembre 1858.

Madonna della Consolazione di Massalombarda3Degni di nota ancora i grandi festeggiamenti che Massa tributò alla sua Patrona nel primo centenario nel 1893. Durante la guerra 1940-45 il Santuario ebbe gravi ferite per causa di bombardamenti, le corone auree furono rubate dal capo della Madonna e del bambino Gesù, molte suppellettili sacre furono manomesse. Ma i Massesi, pur nelle mutate condizioni religiose, non hanno mai dimenticato la loro celeste Padrona, custode delle tombe dei loro Morti.

Si giunse ad una nuova incoronazione che ebbe luogo il 6 ottobre 1954 per ministero del card. Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, essendo arciprete Mons. Giovanni Proni, attuale Vescovo di Forlì.

[Tratto da “Un passato che rimane presente” di Don Orfeo Giacomelli]

Fonte: http://parrocchiesanpaoloesangiacomo.it/chiesa/santuario-madonna-della-consolazione/

 

ALMANACCO DEL 4 OTTOBRE 2016

ALMANACCO DEL 4 OTTOBRE 2016

Le pubblicazioni del calendario religioso di Maria Regina dell’Universo

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MADONNA DELL’ELEMOSINAMADONNA DELL’ELEMOSINA
Letture di martedì 4 ottobre 2016
SAN FRANCESCO d’ASSISI
San Petronio
Fratel Carlo Carretto
Il pensiero e la fede di Francesco
PREGHIERA DEI 33 GIORNI
NOVENA ALLA MADONNA DI POMPEI
MISTERI DEL ROSARIO

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IL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE 

dato il 4 ottobre 1983

“ Dio ha scelto San Francesco come suo eletto. Sarebbe bene imitarne la vita. Tuttavia noi dobbiamo fare la volontà di Dio su di noi.”

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camminaMESSAGGIO DI P. PIO

PER IL 4 OTTOBRE

Camminiamo, dunque, sempre anche nel nostro passo lento; purché abbiamo l’affetto buono e risoluto, non possiamo se non camminare bene. No, mie carissime figliole, non è necessario per l’esercizio della virtù stare sempre attualmente attente a tutte; questo veramente imbroglierebbe e ravvolgerebbe troppo i vostri pensieri ed effetti (Epist. III p. 588).

Tratto da “Buona Giornata ” – Edizioni Padre Pio da Pietrelcina

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MADONNA DELL’ELEMOSINAMADONNA DELL’ELEMOSINA3

Biancavilla (CT)

Nel 1482, a seguito della vittoria dei turchi musulmani sulla terra d’Albania, una colonia di profughi, proveniente dalla città di Scutari e guidata da Cesare De Masi, sbarcò in Sicilia, portando con sè il loro tesoro più prezioso: l’icona bizantina della Madre di Dio, una reliquia del soldato martire d’Arabia, Zenone, e una croce in legno di stile orientale.

La storia della miracolosa icona, un video e la preghiera su https://biscobreak.altervista.org/2016/10/madonna-dellelemosina/

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deserto (6)LETTURE DI MARTEDÌ

04 ottobre 2016 

SAN FRANCESCO d’ASSISI

“… Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.…”

La preghiera del mattino e della sera,le letture e il commento su https://biscobreak.altervista.org/2016/10/letture-di-martedi-4-ottobre-2016/

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SAN FRANCESCO d’ASSISISAN FRANCESCO d’ASSISI

fondatore e patrono d’Italia (1182-1226) 4 ottobre

Francesco è santo perché ha sinceramente seguito il Vangelo perché ha lottato per rispondere alle esigenze della Chiesa e della società del XII secolo; la sua santità ci provoca a cambiare le nostre vite e a non addormentarci sulle convenzioni e sui modi di pensare abituali.

In “Briciole di luce” la storia, la video-storia e alcuni film  su https://biscobreak.altervista.org/2013/10/san-francesco-dassisi/

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SanPetronioGiani

SAN PETRONIO

vescovo e patrono di Bologna (V secolo) 4 ottobre

San Petronio vescovo di Bologna visse nel V secolo; oscure sono le sue notizie biografiche salvo la data certa della sua elezione a Vescovo di Bologna: 432, quale successore di un altro grande Santo cittadino: Felice.

In “Briciole di luce” la storia e un video su https://biscobreak.altervista.org/2013/10/san-petronio/

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FRATEL CARLO CARRETTOCarlo Carretto

Religioso, filosofo, eremita (1910-1988) 4 ottobre

Religioso che sognava di fondare un convento nelle Alpi,  ma un’iniezione mal fatta lo lasciò  zoppo. Decise quindi di andare 10 anni nel deserto del Sahara dove, nel silenzio e nella solitudine,  imparò ad amare di più Dio e scrisse  dei libri molto belli, letti in tutto il mondo.

La storia su https://biscobreak.altervista.org/2016/10/fratel-carlo-carretto/

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IL PENSIERO E LA FEDE DI FRANCESCO

04 Ottobre  FRANCESCO

Sono talmente numerosi i tratti affascinanti della figura di Francesco che si corre sempre il pericolo di soffermarsi su quelli che più attirano la nostra sensibilità moderna, trascurando altre caratteristiche, forse meno suggestive, ma…

L’articolo su https://biscobreak.altervista.org/2013/10/il-pensiero-la-fede-di-francesco/ 

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PREGHIERE E PROPOSTE IN CORSO

PREGHIERA DEI 33 GIORNI

1a settimana
mano destra crocifissioneRipetere 33 volte di seguito 

“Eterno Padre, io ti offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo scaturito dalla piaga della mano destra in suffragio dell’anima più sofferente del purgatorio. Vergine Maria, consolatrice degli afflitti e Tu, San Giuseppe intercedi per questa anima. E tu, anima benedetta, vai avanti a Dio, domanda per me questa grazia, e se è utile alla salvezza dell’anima mia fai in modo che mi sia concessa”. Amen.

Ripetere 7 volte di seguito 

“Addolorata Vergine Maria prega per quest’anima del Purgatorio”.

7 L’eterno riposo

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NOVENA ALLA MADONNA DI POMPEI

O Santa Caterina da Siena, mia Protettrice e Maestra, tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di recitare insieme con me la Novena alla Regina del Rosario che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, affinché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Madonna di Pompei6O Vergine Immacolata e Regina del Santo Rosario, Tu, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull’antica terra di Pompei soggiorno di morti pagani. Da quel luogo dove erano adorati gli idoli e i demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi dappertutto i tesori delle celesti misericordie. Deh! Da quel trono ove regni pietosa, rivolgi, o Maria, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni, ed  abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mòstrati anche a me,  come a tanti altri ti sei dimostrata, vera Madre di misericordia : mentre io con tutto il cuore Ti saluto e Ti invoco mia Regina del Santo Rosario.

Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra , salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Prostrata ai piedi del tuo trono, o grande e gloriosa Signora, l’anima mia Ti venera tra gemiti ed affanni ond’è oppressa oltre misura. In queste angustie ed agitazioni in cui mi Madonna di Pompei2trovo, io alzo confidente gli occhi a Te, che Ti sei degnata di eleggere per tua dimora le campagne di poveri e abbandonati contadini. E là, di fronte alla città ed all’anfiteatro ove regna silenzio e rovina, Tu come Regina delle Vittorie, levasti la tua voce potente per chiamare d’ogni parte d’Italia e del mondo cattolico i devoti tuoi figli ad erigerti un Tempio. Deh! Ti muovi alfine a pietà di quest’anima mia che giace avvilita nel fango. Pietà di me, o Signora, pietà di me che sono oltremodo ripieno di miseria e di umiliazioni. Tu che sei lo sterminio dei demoni difendimi da questi nemici che mi assediano. Tu che sei l’Aiuto dei cristiani , traimi da queste tribolazioni in cui verso miserevolmente.Tu che sei la Vita nostra, trionfa della morte che minaccia l’anima mia in questi pericoli in cui trovasi esposta; ridonami la pace, la tranquillità, l’amore, la salute. Amen.

Salve Regina…

Rosario di PompeiAh! Il sentire che tanti sono stati da Te beneficati solo perché ricorsi a Te con fede, m’infonde novella lena e coraggio d’invocarti in mio soccorso. Tu già promettesti a S. Domenico che chi vuole le grazie con il tuo Rosario le ottiene; ed io col tuo Rosario in mano oso ricordarti , o Madre, le tue sante promesse. Anzi Tu stessa ai dì nostri operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli a onorarti nel Tempio di Pompei. Tu dunque vuoi  tergere le nostre lacrime, vuoi lenire i nostri affanni! Ed io col cuore sulle labbra, con viva fede Ti chiamo e T’invoco: Madre mia!…Madre cara!…Madre bella!…Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del Santo Rosario di Pompei, non più tardare a stendermi la mano tua potente per salvarmi: chè il ritardo, come vedi, mi porterebbe alla rovina.

Salve Regina…

Madonna di Pompei5E a chi altri mai io dovrò ricorrere, se non a Te che sei il Sollievo dei miserabili, Conforto degli abbandonati, la Consolazione degli afflitti? Oh, io te lo confesso, l’anima mia è miserabile, gravata da enormi colpe, meritevole di ardere nell’inferno, indegna di ricevere grazie! Ma non sei Tu la Speranza di chi dispera, la Madre di Gesù, unicomediatore tra l’uomo e Dio, la potente nostra Avvocata presso il trono dell’Altissimo, il Rifugio dei peccatori ? Deh! Solo che tu dì una parola in mio favore al tuo Figlio, ed Egli mi esaudirà. Chiedigli, dunque, o Madre, questa grazia di cui tanto io ho bisogno. (Si domandi la grazia che si vuole). Tu sola puoi ottenermela: Tu che sei l’unica speranza mia, la mia consolazione, la mia dolcezza, la vita mia. Così spero. Amen. 

Salve Regina…

Madonna di Pompei3O Vergine e Regina del santo Rosario, Tu che sei la Figlia del Padre Celeste, la Madre dei Figliuol divino, la Sposa dello Spirito Santo; Tu che tutto puoi presso la Santissima Trinità, devi impetrarmi questa grazia tanto a me necessaria, purché non sia di ostacolo alla mia salvezza eterna. (Si ripeta la grazia che si desidera). Te la domando per la tua Immacolata Concezione, per la tua divina Maternità, per i tuoi gaudi, per i tuoi dolori, per i tuoi trionfi. Te la domando per il Cuore del tuo amoroso Gesù, per quei nove mesi che lo portasti nel seno, per gli stenti della sua vita, per l’acerba sua Passione, per la sua morte in Croce, per il Nome suo santissimo, per il suo Preziosissimo Sangue. Te la domando per il Cuore tuo dolcissimo, nel Nome tuo glorioso, o Maria, che sei Stella del mareSignora potenteMadre di dolorePorta del Paradiso  e Madre di ogni grazia. In Te confido, da Te tutto spero. Tu mi hai da salvare. Amen.

Salve Regina…

Regina del Santo Rosario, prega per noi. Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo

PREGHIAMO O Dio, il tuo unico Figlio ci ha acquistato con la sua vita, morte e risurrezione i beni della salvezza eterna: concedi anche a noi che, venerando questi misteri del Santo Rosario della Vergine Maria, imitiamo ciò che contengono e otteniamo ciò che promettono. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

ORAZIONE a S. Domenico e a S. Caterina da Siena per ottenere le grazie dalla S. Vergine di Pompei

Madonna di Pompei4O Santo sacerdote di Dio e glorioso Patriarca San Domenico, che fosti l’amico, il figliuolo prediletto e il confidente della celeste Regina, e tanti prodigi operasti per virtù del S. Rosario; e tu, Santa Caterina da Siena, figliuola primaria di quest’ordine del Rosario e potente mediatrice presso il trono di Maria e presso il Cuore di Gesù, da cui avesti cambiato il cuore: voi, Santi miei cari, guardate le mie necessità e abbiate pietà dello stato in cui mi trovo. Voi aveste in terra il cuore aperto ad ogni altrui miseria e la mano potente a sovvenirla, ora in Cielo non è venuta meno né la vostra carità, né la vostra potenza. Pregate per me la madre del Rosario ed il Figliuolo Divino, giacchè ho gran fiducia che per mezzo vostro ho da conseguire la grazia che tanto desidero. Amen.

Tre Gloria al Padre…  

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MISTERI DEL ROSARIO

Martedìmisteri del dolore

  1. cristo-croceL’orazione e l’agonia di Gesù nell’Orto degli Ulivi
  2. La flagellazione di Gesù Cristo alla colonna
  3. L’incoronazione di spine di Gesù
  4. La salita di Gesù Cristo al Monte Calvario sotto il pesante legno della croce
  5. La crocifissione e morte di Gesù sulla croce.

IN ALTERNATIVA quelli di Mons. Calogero Peri che propone per il martedì i seguenti misteri:

Martedì: misteri della consolazione

  1. Gesù consola il vecchio Simeone e il suo popolo (Lc 2,25-35)
  2. Gesù consola la madre vedova del ragazzo morto (Lc 7,11-17)
  3. Gesù consola i discepoli nella notte della tempesta e della paura (Lc 8,22-25; Mt 14, 22-33)
  4. Gesù consola Marta e Maria per la morte del fratello Lazzaro (Gv 11,1-44)
  5. Gesù consola i discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35)

LITANIE LAURETANE

preghiera rosarioSignore, pietà Signore, pietà

Cristo, pietà Cristo, pietà 

Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici.

Padre del cielo, che sei Dio,  

 Rit. Abbi pietà di noi.

Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio, Rit

Spirito Santo, che sei Dio, Rit

Santa Trinità, unico Dio, Rit

Santa Maria, Rit prega per noi.

Santa Madre di Dio, Rit

Santa Vergine delle vergini, Rit

Madre di Cristo, Rit

Rosario di PompeiMadre della Chiesa, Rit

Madre della divina grazia, Rit

Madre purissima, Rit

Madre castissima, Rit

Madre sempre vergine, Rit

Madre immacolata, Rit

Madre degna d’amore, Rit

Madre ammirabile, Rit

Madre del buon consiglio, Rit

Madre del Creatore, Rit

Madre del Salvatore, Rit

Madre di misericordia, Rit

Vergine prudentissima, Rit

Vergine degna di onore, Rit

Vergine degna di lode, Rit

Vergine potente, Rit

Vergine clemente, Rit

Vergine fedele, Rit

Specchio della santità divina, Rit

Sede della Sapienza, Ritrosario1

Causa della nostra letizia, Rit

Tempio dello Spirito Santo, Rit

Tabernacolo dell’eterna gloria, Rit

Dimora tutta consacrata a Dio, Rit

Rosa mistica, Rit

Torre di Davide, Rit

Torre d’avorio, Rit

Casa d’oro, Rit

Arca dell’alleanza, Rit

Porta del cielo, Rit

Stella del mattino, Rit

Salute degli infermi, Rit

Rifugio dei peccatori, Rit

Consolatrice degli afflitti, Rit

Aiuto dei cristiani, Rit

NOSTRA SIGNORA DEL ROSARIO DI SAN NICOLASRegina degli Angeli, Rit

Regina dei Patriarchi, Rit

Regina dei Profeti, Rit 

Regina degli Apostoli, Rit

Regina dei Martiri, Rit

Regina dei veri cristiani, Rit

Regina delle Vergini, Rit 

Regina di tutti i Santi, Rit

Regina concepita senza peccato originale, Rit

Regina assunta in cielo, Rit

Regina del santo Rosario, Rit

Regina della famiglia, Rit

Regina della pace. Rit

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

ascoltaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

abbi pietà di noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio.

E saremo degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo.

Concedi ai tuoi fedeli, Signore Dio nostro, di godere sempre la salute del corpo e dello spirito, per la gloriosa intercessione di Maria santissima, sempre vergine, salvaci dai mali che ora ci rattristano e guidaci alla gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.

MADONNA DEL MIRACOLO DI BITTI

MADONNA DEL MIRACOLO DI BITTI

Bitti (NU) Sardegna – 30 settembre

MADONNA DEL MIRACOLO DI BITTIGià dal 29 settembre decine di cavalieri di Pattada partono per recarsi ad Osidda, riposare una notte e poi ripartire tutti insieme il 30 alla volta di Bitti, in un vero e proprio pellegrinaggio d’altri tempi, per raggiungere la Madonna del Miracolo e ricordare così la riappacificazione ottenuta grazie alla sua intercessione.

Scrisse Salvatore Bussu, l’ex parroco della chiesa, nel suo libro “Il miracolo”, dove racconta la profonda devozione della gente di Pattada per la loro Madonna.

Da Pattada andavano a cavallo. Ogni gruppo innalzava uno stendardo. I cavalieri giungevano all’ora della messa maggiore e si fermavano davanti alla chiesa. La gente li attendeva con ansia e quando da lontano vedevano il polverone sollevato dai cavalli o sentivano lo scalpitio degli zoccoli esclamavano: “Sunu arrivanne sos MADONNA DEL MIRACOLO DI BITTI3caddos patzatesos”. Il richiamo per quella data è stato sempre fortissimo, a Pattada si ha molta devozione per la Madonna del Miracolo. Si andava al Miracolo per chiedere una grazia oppure per ringraziare dopo averla ricevuta. Quando ciò avveniva si andava al Miracolo per mantenere la promessa. Fin dai tempi antichi Bitti e Pattada legavano molto bene tra loro.

Ma non è sempre stato così amichevole il clima tra le due città, infatti il primo miracolo la Madonna lo fece proprio mettendo pace tra le due cittadine di Pattada e Bitti. Questo è ciò che gli anziani raccontano e tramandano di generazione in generazione.

Si narra che ad un pastore di Pattada venne rubato il gregge di pecore. Dopo giorni e giorni di ricerche alla fine accusarono del furto un pastore di Bitti, trovato con le pecore rubate. In collera per essere stato derubato non solo si prese gli animali, ma rapì anche il ragazzo che li stava custodendo per chiederne alla famiglia il riscatto.

Mandò un suo messaggero per lo scambio, ma la famiglia lo uccise con un colpo d’ascia. Dopo questo affronto anche la famiglia di Pattada fece lo stesso con il ragazzo e la scia di sangue continuò di anno in anno in un odio che sembrava non aver mai fine, anzi si alimentava ogni volta di più.

MADONNA DEL MIRACOLO DI BITTI2Come sempre accade però nelle più belle storie romanzate è l’amore che vince sull’odio e anche qui l’amore fece breccia. Due giovani delle rispettive città si innamorarono. A nulla valsero minacce e rimproveri. Entrambi si affidarono alla Madonna affinchè le rispettiva famiglie giungessero ad un accordo e grazie all’intercessione della Vergine così avvenne.

Il matrimonio tra le due famiglie di Pattada e Bitti si celebrò proprio davanti a quella Bella Signora che venne da quel giorno chiamata Nostra Signora del Miracolo, come pure la chiesa stessa. Da allora ogni anno riconoscenti alla loro Madonna per la riconciliazione, gli abitanti delle due città si ritrovano in gruppi di cavalieri e di amazzoni con i costumi di Bitti e di Pattada per accompagnare il simulacro della Vergine esibendo gli antichi stendardi issati nell’arcione, verso la chiesa che sorge sul colle di Gorofai, coinvolgendo centinaia di giovani in costume che seguono a piedi il drappello di destrieri.

Famoso anche il miracolo di una bimba nata muta che passando davanti alla statua della Madonna del Miracolo di Bitti riprese inspiegabilmente a parlare.

Fonti: http://www.sardegnalive.net/it/news/i-cavalieri-di-pattada-in-pellegrinaggio-alla-corte-del-miracolo-di-bitti; http://www.sardegnaeventi24.it/evento/37-festa_nostra_signora_del_miracolo__a_bitti/

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna di Porto Salvo

MADONNA DI PORTO SALVO

Lampedusa – 22 settembre

Maria-SS.-di-Portosalvo

La prima testimonianza storica è del 1569, quando lo scrittore Fazello raccontò di “una cappella consacrata a Maria in una grotta”. In una lettera inviata a Ferdinando II si evince in seguito che la grotta era stata divisa in chiesa cattolica e moschea maomettana. Durante la seconda guerra mondiale si salvò solo la statua della Madonna e … i lampedusani, che ritennero ciò una grazia, eressero subito un santuario.

Nel 1561, durante una delle incursioni in Liguria di Uluch Alì (un calabrese convertito all’islam e divenuto corsaro) viene fatto prigioniero Andrea Anfossi, il quale però riesce a scappare vedendo la galera partire senza di lui. Grazie ad alcuni pastori che gli spezzano le catene si rifugia nella boscaglia dove viene attirato da una luce abbagliante che mostra l’entrata di una grotta, entro la quale trova il quadro di una Madonna con bambino e Santa Caterina d’Alessandria. Qualcuno ipotizza che questo quadro potesse provenire dal Monastero di Santa Caterina d’Alessandria in Egitto , che è il più antico monastero cristiano ancora esistente.

Secondo un documento che la tradizione sostiene,  essere stato redatto dal profeta Maometto, questi accordava protezione al monastero,  perché all’interno di esso fu accolto e protetto dai nemici. La MADONNA DI PORTO SALVO4conservazione di questo manoscritto all’interno del monastero, fu determinante per la sopravvivenza alla dominazione araba. Fu costruita anche una moschea all’interno , ma non fu mai usata perche per errore non fu orientata verso la Mecca.

Anfossi divenne eremita famoso in quell’epoca tra i naviganti come famosissima era la grotta di Lampedusa. Nessuno poteva portare via da quel luogo sacro: le tante monete, i tanti doni che tutti coloro che passavano da li, lasciavano in offerta. Solo i cavalieri di Malta, potevano prendere i doni e portarli nella chiesa dell’Annunciazione di Trapani.

Chi provava a rubare qualcosa senza che ne avesse bisogno, rimaneva prigioniero dell’isola e delle tempeste, che non si placavano fino a quando non fosse stata restituita la refurtiva. Anfossi dopo decenni sull’isola, fa il voto alla Madonna e promette che se riuscirà a tornare al suo podere a Castellaro Ligure edificherà un santuario in suo onore.

Cosi scava un tronco, e fa della tela sacra una vela. Si mette in mare e non appena i lampedusani provano a prenderlo:  lui si immerge nell’acqua va in fondo per rispuntare molto lontano. E’ il 1602. Dopo più di 40 anni Anfossi torna nella sua terra natia. Sbarca ad Arma di Taggia, dove è scambiato per un ladro e vagabondo e quindi messo in prigione. Ma il comandante del posto di guardia lo fa liberare e Andrea propone al signore di Castellaro di edificare un santuario nel suo podere.

andrea anfossi e la madonna di porto salvoIl nobile invece vuole edificare il santuario: in un altro luogo, deciso da lui, cosi confisca il quadro. Ma per ben due volte, l’immagine sacra,  ritorna miracolosamente nel podere dell’Anfossi, che viene nuovamente messo in prigione, perchè sospettato del furto del quadro.  Ma anche stavolta, la tela viene ritrovata nella proprietà di Anfossi, si dice, trasportata dagli angeli.

Di fronte a questo prodigio,  fu scarcerato e il Santuario della Madonna di Lampedusa, venne edificato a Castellaro Ligure nel luogo indicato da  Andrea Anfossi, dove tutt’ora si può visitare e ammirare il quadro con: la Madonna , il Bambino e Santa Caterina d’Alessandria usato come vela da Anfossi, nella traversata da Lampedusa alla Liguria. In seguito nel santuario di Lampedusa fu posta la statua che oggi viene portata in processione e che Bernardo Sanvisente trovò con la testa staccata dal collo al suo arrivo sull’isola il 22 settembre del 1843, quando per volere dei Borboni iniziò la colonizzazione dell’isola.

Esiste addirittura un santuario dedicato alla Madonna di Lampedusa in Brasile, a Rio de Janeiro, nella prima metà del XVIII secolo, venerata come patrona degli schiavi.

Fonti: http://www.viverelampedusa.it/isola-di-lampedusa/le-localita/il-santuario-della-madonna-di-porto-salvo.html; https://askavusa.wordpress.com/2015/04/27/la-madonna-di-porto-salvo-di-lampedusa-di-schiavi-navigatori-pescatori-e-migranti/

 

VERGINE DEL MIRACOLO DI SALTA

VERGINE DEL MIRACOLO DI SALTA

Argentina – 13 settembre 1692

virgen-del-milagro-de-saltaIl 13 settembre 1692 un terribile terremoto colpì la città di Salta. La statua della Vergine Immacolata cadde a terra senza riportare alcun danno, ma era solo l’inizio di una serie di curiose e strane circostanze, che molti chiamarono miracoli …

Il vescovo di Tucuman, frate Francisco de Victoria, presente alla fondazione di Salta nel 1582, dopo aver completato il suo servizio pastorale, dalla Spagna, decise di inviare due contenitori in America: uno contenente una statua dell’Immacolata Concezione per il convento di San Domenico a Cordoba e l’altro con un Crocifisso per la Chiesa Madre di Salta. Fu proprio qui che accadde il primo miracolo.

I due contenitori furono visti galleggiare nel porto di Callao in Perù, esattamente due anni dopo la loro spedizione, nel 1592 ma della nave e dell’equipaggio che li trasportavano non si seppe mai nulla.

Dopo le doverose onorificenze e processioni, le autorità decisero di compiere la volontà del vescovo frate Francisco de Victoria portando le immagini alle loro destinazioni. A dorso di mulo il Santo Crocifisso venne portato nella sacrestia della chiesa principale a Salta, dove purtroppo venne dimenticato per un centinaio di anni, mentre la statua dell’Immacolata Concezione che poi sarebbe stata chiamata Vergine del Miracolo, alta tre metri, era stata posizionata in una nicchia della pala dell’altare principale.

Virgen del Milagro-saltaNel settembre del 1692 esattamente cento anni più tardi, ci fu un terribile terremoto che sembrò squarciare la terra in due. Devastò la città di Esteco facendo tremare non solo gli edifici ma anche il cuore di tutti i cittadini di Salta dove la statua dell’Immacolata finì sul pavimento senza però riportare alcun danno, ne alla faccia ne alle mani che però risultarono aver cambiato colore. Erano più pallide e il viso era rattristato in un espressione più simile alla paura.

La statua fu portata a casa del Sindaco Bernardo Diez Zambrano, dove per tutta la notte ci fu una veglia di preghiera. Il giorno seguente il 14 settembre 1692 tutto il popolo reclamò la Vergine che venne quindi portata in processione con canti e inni di lode.  La Statua della Vergine sembrò acquistare colore e il suo sguardo si fece sollevato.

Tutti cominciarono a gridare al “miracolo”. Quando uno dei padri della Compagnia di Gesù, Jose Carrion, ricevette una locuzione interiore che suggeriva di fare una processione per il Santo Crocifisso della Chiesa Madre dimenticato e abbandonato, ma che dietro alla richiesta e alle suppliche della Vergine, di certo avrebbe perdonato Salta liberandola dal pericolo imminente.

Il sacerdote, si affrettò a comunicare il messaggio e subito si avviarono verso il Crocifisso, ma la chiesa era buia e sembrava pericoloso. A fatica trovarono il Cristo. Le campane iniziarono a suonare richiamando alla penitenza.

Alla processione parteciparono le autorità civili e militari insieme con i residenti locali, presieduta dai prelati. La folla gridava cristo e madonna di saltaafflitta, battendosi il petto, piangendo e supplicando misericordia. Così è nato il miracolo della conversione di un popolo che tra le lacrime in penitenza, ancora sperava e credeva nell’amore di un Dio che si era fatto più vivo che mai in mezzo a loro. E così avvenne: le scosse cessarono e la città fu risparmiata dalla distruzione. 

Nel 1902, su richiesta del Vescovo di Salta monsignor Matthias Linares, Papa Leone XIII concesse la Pontificia Incoronazione di quella che venne poi riconosciuta e chiamata da tutti la Vergine del Miracolo dell’alleanza.

La novena in onore del Signore e della Vergine del Miracolo inizia il 6 settembre. I cittadini della Capitale e un cospicuo numero di pellegrini arrivano al Duomo per pregare, il 13 settembre di ogni anno, in presenza di Vescovi argentini, la Vergine del Miracolo e il crocifisso vengono nuovamente incoronati.

Fonti: http://www.saltalalinda.gov.ar/informacion.php?id_idioma=1&id_pagina=284http://www.tradicioncatolica.com/?p=272http://www.portaldesalta.gov.ar/milagro.htm

 

Madonna della Montagna

MADONNA DELLA MONTAGNA

Polsi di San Luca(RC) – 2 Settembre

MADONNA DELLA MONTAGNA1Il Santuario che sorge a 865 metri di altezza, nel cuore dell’Aspromonte, è detto anche della “Madre del Divin Pastore”, dal titolo sotto il quale qui la Vergine è venerata. Storia e leggenda si intrecciano sull’origine di questo antico luogo di culto mariano.

Sono Siciliani, e più particolarmente Messinesi, che nel sec. III° – durante l’imperversare delle persecuzioni contro i Cristiani – lasciano la loro terra e vengono in esilio in una delle più profonde e sperdute valli dell’Aspromonte. Qui erigono una prima Chiesetta, sormontata da una Croce greca. Poi nel 1313, anno dell’Editto di Costantino che concede libertà di culto, gli esuli fanno ritorno alla loro terra d’origine e la “colonia” di Polsi viene abbandonata.

Croce_di_Polsi.2Bisognerà attendere l’anno 1144 perché un pastore si spinga fin quassù, alla ricerca di un giovenco che si è perduto: lo trova inginocchiato davanti ad una Croce di ferro che l’animale ha scoperto, scavando con le zampe.              

Il reperto più misterioso e, per certi versi inquietante, è la strana piccola Croce di ferro, dalla cui asta centrale si sviluppano due braccia dalle volute irregolari e singolari, non riscontrabili in nessun altro tipo di Croce. Sarebbe la Croce scavata dal torello e rinvenuta dal pastore vagante per i monti, alla ricerca del bovino smarrito, da cui è nato il culto polsino.

In quel medesimo istante, al pastore di nome Italiano che sosta in preghiera appare la Vergine Madre che indica il punto dove si dovrà costruire una Chiesa. [Un’altra tradizione colloca al posto del pastore il Conte Ruggiero, spintosi fin qua durante una battuta di caccia]. Ma sono i Monaci Basiliani a coltivare e a propagare la devozione alla Santa Croce ed alla Madonna [sotto il titolo di “Madre del Divin Pastore”], comunemente detta “Madonna della Madonna della Montagna (2)Montagna” di Polsi. Sono essi, infatti, a dare inizio alla costruzione del Santuario, con annesso Cenobio.

Estintosi nella seconda metà del sec. XV° il rito greco in Calabria, i Basiliani di residenza a Polsi si ritirano a Grottaferrata, portando con sé rari e preziosi documenti. L’attuale edificio sacro, restaurato nella prima metà del sec. XVIII°, nel suo complesso è di stile barocco.

Nel 1784 la Cassa Sacra, istituita per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni colpite dal terribile terremoto del 1783, fece requisire al Santuario tutti gli arredi preziosi e le suppellettili sacre. L’ufficiale che eseguì la requisizione mise insieme più di un quintale tra oro e argento. Il Monastero subì anche la razzìa del bestiame e delle derrate alimentari.

MADONNA DELLA MONTAGNA3La monumentale statua della “Madonna con Bambino” che vi si venera è stata realizzata a Messina, in pietra siracusana, nel XVI° secolo. Nel 1881 è avvenuta l’incoronazione della Vergine: rito che si è ripetuto nel Cinquantenario del 1931 [XV° Centenario del Concilio di Efeso] e, con ancora maggiore solennità, il 2 Settembre 1981, nel Centenario della prima incoronazione.

La festa più animata della Calabria

Corrado Alvaro, il più grande scrittore calabrese dei tempi moderni, è nato a San Luca. Ha concluso la sua interessante monografia “Calabria” [Firenze, 1931] con la descrizione della festa al Santuario di Polsi: la festa più animata della Calabria, che si celebra per tre giorni, all’inizio di Settembre.

Scrive l’Alvaro: “Ognuno fa quello che può per fare onore alla Regina della festa: la gente ricca può portare, essendo scampata da un male, un cero grande quanto la persona di chi ha avuto la Madonna montagna6grazia, o una coppia di buoi, o pecore, o un carico di formaggio, di vino, di olio, di grano; ci sono tanti modi per disobbligarsi con la Vergine delicata, come la chiamano le donne. Uno, denudato il petto e le gambe, si porta addosso una campana di spine che lo copre dalla testa ai piedi, spine lunghe e dure come crescono nel nostro spinoso paese, e che ad ogni passo pungono chi ci sta in mezzo. Una femminella fa un tratto di strada sulle ginocchia; e così le ragazze fanno la strada ballando, e balleranno giorno e notte per le ore che hanno fatto il voto, fino a che si ritrovano buttate in terra o appoggiate al muro, che muovono ancora i piedi. E i cacciatori, poi, che fanno voto di sparare alcuni chili di polvere; in quei giorni non si parla di porto d’armi, e i Carabinieri lo sanno. Gli armati si dispongono nei boschi intorno al Santuario e sparano notte e giorno […].

Si vedono le mille facce delle Calabrie. Le donne intorno dicono le parole più lusinghiere alla Madonna, perché si commuova. […] Sul MADONNA DELLA MONTAGNA4banco coperto di un lino, le donne buttano gli orecchini e i braccialetti; gli uomini tornati da una fortunata migrazione le carte da cento e da più: è una montagna d’oro e di denaro che per la prima volta nessuno guarda con occhi cupidi. La Vergine guarda sopra tutti, e i gioielli degli anni passati la coprono come un fulgido ricamo […]. Al terzo giorno di Settembre si fa la processione e si tira fuori il simulacro portatile […] tra lo sparo dei fucili che formano non si sa che silenzio fragoroso, non si sente altro che il battito di migliaia di pugni su migliaia di petti, un rombo di umanità viva tra cui l’uomo più sgannato trema come davanti a un’armonia più alta della mente umana. Le semplici donne che non si sanno spiegare nulla, si stracciano il viso e non riescono neppure a piangere […]”.

Ecco la grandiosa suggestione della festa della “Madonna di Polsi”, il cui trono è davvero su questi monti della Calabria!

Tratto dalla rivista: “Madre di Dio”, ottobre 2005 con aggiunte di altre fonti

VEDI http://www.mariadinazareth.it/www2005/Apparizioni%20leggendarie/Polsi%20di%20San%20Luca.htm

 

 

Madonna dei Bagni

MADONNA DEI BAGNI

 Scafati (SA) 15 agosto

madonna_bagni di scafatiUn giorno un lebbroso si recò presso la fonte e si bagnò con l’acqua per rinfrescarsi un po’. Il malato guarì e la sua guarigione fu subito legata a Maria, che si fece acqua per riportare la felicità e la vita nell’uomo. Da quel momento iniziarono i pellegrinaggi presso la fonte.

Il santuario della Madonna dei Bagni (intitolato a “Maria santissima Incoronata“) è un santuario del comune di Scafati in provincia di Salerno.  La devozione alla Madonna dei Bagni nacque in seguito alle guarigioni dalle malattie cutanee avvenute dopo il bagno in una fonte.

Vicino alla fonte venne costruita una cappella votiva, sostituita in seguito da una chiesa. Secondo la leggenda ogni anno la notte prima della festa un angelo scende a benedirla e per accoglierlo la fonte viene ornata di fiori.

MADONNA DEI BAGNI fonte di scafatiA causa dell’inquinamento la fonte è stata chiusa alla balneazione, ma accessibile ai pellegrini per la preghiera.

La chiesa ha una facciata del primo Settecento in stile tardo barocco con campanile, e un interno a tre navate coperto con volte e cupola. Vi si conservano un crocifisso ligeno, il dipinto della Madonna dei Bagni di Simone Villano e tele nella cupola con scene della fonte di Giancarlo Pignataro. Il dipinto di maggiori proporzioni e di maggiore importanza è quello della cupola, opera della pittrice romana Rosanna Lancia. Negli intradossi dei quattro archi che reggono la cupola sono dipinte figure di Profeti. Nei pennacchi invece sono dipinte figure allegoriche di virtù.

La pittrice della cupola ha impostato il suo lavoro nel gruppo degli Apostoli che attorniano la tomba vuota, nella quale è rimasta la sindone bianca simile ad un bozzolo vuoto dal quale, pare, sia volata via la farfalla. Al lato sinistro del gruppo degli Apostoli tre figure muliebri rappresentano estasi, stupore e preghiera, i sentimenti suscitati nell’umanità dalla definizione dogmatica della gloriosa Assunzione della Vergine.

madonna_bagni di scafati1Tutt’intorno, nella restante parte del cerchio, sono disposti i Santi che nei loro scritti hanno celebrato il dogma: San Bernardino da SienaSan Tommaso d’AquinoSant’Alfonso Maria de LiguoriSan Giovanni Damasceno, San Bonaventura da Bagnoregio, Sant’Antonio di Padova; al centro, tra questi Santi si erge la figura di Pio XII, il Papa della proclamazione del dogma, ed a lui San Francesco d’Assisi presenta, in modellino, la chiesetta della Porziuncola dalla quale uscì l’Ordine dei Frati Minori, cavalieri dell’Assunta. Al centro della cupola è la madonna che ascende estatica verso l’infinito. La chiesa inoltre dispone di un organo.

FONTIhttp://www.viaggispirituali.it/2010/02/santuario-madonna-dei-bagni-scafati-salerno/https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Maria_Santissima_Incoronata_dei_Bagni

Madonna della cava

LA MADONNA DELLA CAVA

Pietraperizia (Enna) Sicilia – 14 agosto

Madonna Della CavaSi racconta che la contrada “Cava” prese nome dal leggendario ritrovamento in una cava dell’immagine della Madonna (dipinta su una lastra di pietra arenaria), da parte di un muto trapanese, prima del 1223. Nell’istante del ritrovamento il muto riacquistò la parola lodando ad alta voce Maria.

Molto sentita è la devozione alla patrona principale di Pietraperzia, Maria SS. della Cava, devozione risalente con molta probabilità alla seconda metà del 1500. Le manifestazioni religiose riguardanti la devozione alla Madonna della Cava si compendiano:

1) nelle promesse votive di fedeli all’adempimento di pellegrinaggi a piedi scalzi o calzati, fatti particolarmente in giorni di Sabato, verso il Santuario mariano rurale, che si trova a circa quattro chilometri di distanza dal paese, come richiesta di grazie o ringraziamento per grazie ottenute dalla Vergine santa;

2) nella richiesta di messe votive presso il santuario;

3) nei pellegrinaggi organizzati da classi di lavoratori e da parrocchie nei sabati del mese di Maggio;

4) nei pellegrinaggi della prima quindicina di Agosto con celebrazione della messa ogni sera nella chiesa rurale;

5) e nella solenne celebrazione della messa nel piazzale esterno alla chiesa della Madonna della Cava a mezzanotte tra il 14 e il 15 del mese di Agosto, con la conclusiva processione della sera del 15.

LA MADONNA DELLA CAVA chiesaPrima di descrivere le attuali tradizioni relative alla patrona di Pietraperzia, non è fuor di luogo ricordare le forme esteriori di fede con le quali nel passato i nostri antenati lodavano la Vergine della Cava.

  1. a) Gli antichi Sabati in onore della Madonna della Cava

Oltre la festa principale del 15 Agosto, in tre stagioni dell’anno vi erano altre ricorrenze festive destinate alla Madonna della Cava «nei giorni di Sabato».

Durante il periodo invernale, gli antenati dedicarono a Maria SS. della Cava i setti Sabati dell’intera Quaresima.

Le manifestazioni in suo onore venivano chiuse il Sabato che seguiva la Domenica delle Palme («Sabato dopo la Domenica della Passione»). In quella occasione il Quaresimalista soleva fare un’orazione panegirica sulla Madonna della Cava e sul suo miracoloso ritrovamento, richiamando un numerosissimo e devoto pubblico.

Vi andava anche in tenuta di gaia il Magistrato, il quale aveva il compito ogni anno di informare in precedenza il predicatore sui fatti riguardanti il ritrovamento «e suoi meravigliosi soccorsi»: questi Sabati Primaverili nacquero per impetrare la grazia di un tempo favorevole per l’agricoltura. Durante il periodo estivo, i sabati, che erano tre e che precedevano la stagione autunnale, s’inventarono per chiedere alla Vergine un’ottima vendemmia;i tre Sabati Estivi venivano celebrati dopo la festa del 15 Agosto ed erano chiamati “I Sabati dell’Udienza”.

  1. b) Le antiche consuetudini festive riguardanti la solennità della Madonna della Cava: iniziavano i primi Vespri del 14 Agosto e terminavano ai secondi Vespri del 15 Agosto.

LA MADONNA DELLA CAVA1Col consenso del popolo si volle celebrare annualmente l’anniversario festivo della Vergine della Cava il 15 Agosto. In tempi più antichi la data del 15 Agosto era destinata a festeggiare nella Chiesa Madre di Pietraperzia Maria Assunta in cielo, alla quale era dedicato l’altare maggiore. Su di esso sovrasta, infatti, un bellissimo dipinto raffigurante la Vergine Assunta in Cielo.

Dal momento in cui in quel giorno si trasportò la solennità della patrona del nostro paese, l’Assunzione di Maria venne solennizzata il 5 Agosto, giorno della titolare della chiesa: S. Maria Maggiore. Ricordiamo che a denominazione originaria della Chiesa Madre era “S. Maria”; l’aggiunta di “Maggiore” derivava dal fatto di essere la chiesa principale del paese. Alla ricorrenza della Madonna della Cava venivano molti forestieri di Barrafranca, Caltanissetta, Mazzarino, Piazza, Riesi e di altri paesi, con profitto spirituale per le molte Confessioni, Comunioni e celebrazioni di Messe che lì si facevano, in gran quantità senza interruzione.

L’offerta di tre tarì per ciascuna messa veniva retribuita ad ogni sacerdote celebrante dal Magistrato. Le messe erano celebrate nei tre altari della Chiesa: l’altare maggiore, in cui sta esposta l’Immagine della Cava; l’altro in cornu Evangelii, dedicato all’Assunzione di Maria; l’ultimo altare in cornu epistolae era consacrato alla Madonna del Rosario.

  1. c) Tradizioni e festività più recenti in onore di Maria SS. della Cava

Madonna Della Cava Feast Procession - August 2014-104-MIl popolo, nei diversi secoli, spinto spesso da fame, peste e carestie, ha espresso la propria fede alla Madonna della Cava portandosi al Suo santuario con pellegrinaggi a piedi scalzi, o semplicemente a piedi. Questo legame religioso è stato premiato da fatti ritenuti miracolosi. Raccontava il signor Giuseppe Maddalena che, a causa della siccità durata diversi anni, verso il 1884 il popolo si recò processionalmente alla chiesa della Cava per impetrare la pioggia dal Buon Dio tramite la Vergine Santa.

Il sacerdote Natale Di Natale, durante l’accorato e toccante discorso rivolto alla grande folla di gente, lì accorsa, alzò al cielo un bambino: “Come puoi Tu, o nostra Patrona, – egli disse – permettere che questo bimbo soffra le pene della fame e della sete? Non hai tu compassione dei tuoi figli che piangono in silenzio e muoiono nei loro bisogni?” Proprio in quel momento il cielo si coprì di nuvole e una pioggerella cominciò a cadere sul popolo presente. La pioggia continuò nei seguenti giorni e ciò venne interpretato come benevolenza della Madre di Dio, che esaudiva la preghiera del suo popolo.

Tuttora molti pellegrini durante l’anno, soprattutto nei Sabati primaverili ed estivi (da Maggio a Settembre), per voto o per devozione, vanno a piedi al Santuario, recitando il Santo Rosario; vanno a chiedere le grazie di cui necessitano col sacrificio del pellegrinaggio e col fervore della preghiera. Nel tragitto essi si

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soffermano brevemente in orazione presso le edicole che presentano figure della patrona.

Gli antichi Sabati, organizzati da varie categorie di persone nelle quattro stagioni e dedicati al pellegrinaggio e alla devozione alla Madonna della Cava, si ridussero, nella seconda metà del secolo scorso, ai Sabati del solo mese di Maggio; esistono due artistici Palii con l’effigie della Madonna della Cava che vengono portati in processione nelle ricorrenze festive. Particolare è il culto che singole categorie professionali rivolgono alla Vergine della Cava, durante il mese di maggio; nei due giorni che precedono il  Sabato dedicato da loro ai festeggiamenti della patrona di Pietraperzia, nell’abitazione di uno dei promotori si costruisce un altarino, ponendovi al centro il palio della Madonna della Cava; e lì viene onorata la Madre celeste con canti, preghiere e veglie notturne.

In quella circostanza s’invitano parenti, amici e conoscenti perchè vadano ad onorare la Vergine Santa. La sera del secondo giorno, il sacerdote della parrocchia, cui si appartiene, va a celebrarvi la messa votiva. Il sabato mattina, con la presenza di una delle bande musicali della città, ci si avvia in processione verso il santuario rurale, ponendo alla testa della processione il palio cena Madonna, pervenuti alla Chiesa, vi si celebra una solenne liturgia eucaristica, poi, si pranza all’aperto e nel pomeriggio avviene il ritorno processionale al paese.

LA MADONNA DELLA CAVA Trattoristi PiazzaLa manifestazione di fede si conclude la Domenica con una suppletiva processione per alcune vie dell’abitato. In questi ultimi decenni si sono organizzati (e per alcune categorie ancora si organizzano), nei Sabati del mese di Maggio, pellegrinaggi da parte delle tre parrocchie di Pietraperzia e delle categorie dei furgonisti, dei camionisti e dei trattoristi, i quali con i rispettivi furgoni, camion e trattori, dove alloggiano parenti e amici, si avviano in processione, con il palio della Madonna, dal paese fino al santuario la mattina del Sabato festeggiato.

Nella chiesa della Cava viene celebrata la messa dal sacerdote accompagnatore e successivamente si consuma nello spiazzale del recinto il pranzo con i propri familiari lì convenuti o con i componenti la categoria festeggiante. Fino agli anni settanta del secolo scorso si ebbe pure il Sabato dei Carrettieri. Il carretto, trainato da animali da soma, era il tipico mezzo di trasporto di una volta, oggi sostituito dal furgone o, in misura più ampia, dal camion o dal rimorchio del trattore.

LA MADONNA DELLA CAVA PellegrinaggioIn quella occasione centinaia di carretti venivano addobbati a festa e trasportati da mule o cavalli coperti di finimenti vistosi. Da alcuni anni si è ripresa quest’ultima tradizione solo come “rassegna del carretto siciliano”, attirando con una gara premiale carrettieri di diverse parti della Sicilia.

Nella quindicina di preghiere che precede la ricorrenza solenne del 15 Agosto in onore della Madonna della Cava si cantano la “Salve Regina” in dialetto e un rosario vernacolare antichissimo. Un devoto della Madonna, il signor Filippo Ingala, finchè visse era solito nella chiesa declamare parti poetiche, scritte da autori locali o emigrati, che raccontano il miracoloso ritrovamento e gli eventi riguardanti la Madonna della Cava.

Inoltre ogni giorno della quindicina, alle ore 19.00, si celebra la messa con omelia del celebrante sia presso il Santuario che nella chiesa parrocchiale di Santa Maria di Gesù.

Attesissima fino agli anni ’60 del secolo scorso la fiera di Ferragosto che nelle numerose “barràcchl’ (stands) esponeva per quattro giorni una vastità di mercanzie appetibili a chi voleva risparmiare nel prezzo.

La fiera viene allestita il 13 Agosto in alcune vie centrali del paese destinate a tale esposizione e dura fino al 16 Agosto; anticamente a Ferragosto si faceva anche la fiera di bestiame.

Madonna-della-Cava-PrimaVi era anche l’usanza, fino agli anni ’60, di preparare nelle strade del paese – quando ancora erano allo stato rustico – il pomeriggio della vigilia della ricorrenza patronale (il 14 Agosto), tantissimi covoni di ristoppie (bbùrgia di ristùccia) per essere bruciati in onore della patrona. Nel passato tra gli ex voto, per grazie richieste e ottenute, vi erano dei nastri a forma di corolla addobbati con fiori di stoffa o di carta (li scòcchi = coccarde); vi erano anche dei quadretti in argento raffiguranti un cuore. Si facevano offerte in denaro e in oggetti preziosi. Quest’ultima consuetudine votiva continua, mentre è scomparsa l’usanza di strisciare con la lingua per terra dalla porta della chiesa fino all’altare maggiore (lu vùtu ccu la lingua a strascinùni); in quel caso una parente era impegnata a pulire con un fazzoletto il percorso da fare, poco prima che vi si passasse con la lingua.

La mattina del 15 lo scampanìo, il suono della banda musicale che attraversa le vie principali del paese, la maschijàta delle ore 12, quando il palio della Madonna perviene alla chiesa di S. Maria di Gesù, dopo essere stato rilevato dalla famiglia che lo custodisce, ed essere accompagnato dal corpo musicale, costituiscono le attrazioni più salienti. La processione serale del 15 Agosto col Palio della Madonna, come anche quella del 16 con la statua di San Rocco, attirando un gran numero di devoti, chiude la festa.

Fontehttp://www.comune.pietraperzia.en.it/QuadroMadonnaCava.htm

Madonna di Macereto

MADONNA DI MACERETO

12 agosto 1359

MADONNA DI MACERETOAncora una volta sono gli animali a farsi tramite nei desideri del cielo. In questo caso dei muli che trasportavano una statua della Madonna inginocchiatisi non vollero più ripartire nonostante i maltrattamenti loro inflitti

Il Santuario di Macereto è un complesso religioso che si trova nel territorio comunale di Visso, nei Monti Sibillini, ad un’altezza di circa 1000 metri s.l.m. È situato nell’omonimo altopiano, nei cui pressi sorgeva un tempo il castello dei conti di Fiastra. Si tratta della maggiore espressione dell’Architettura rinascimentale del ‘500 nelle Marche.

Vuole la tradizione che il 12 agosto 1359, nel trasportare una statua lignea della Madonna con Bambino da Loreto al Regno di Napoli, i muli facenti parte della carovana si fermarono in ginocchio sul sito attualmente occupato dal santuario, e da lì non vollero più ripartire, nonostante i calci e le frustate. I popolani accorsi in aiuto videro nell’accaduto un segno divino, e pretesero che la statua rimanesse lì, così nel giro di pochi anni venne costruita sul luogo una primitiva chiesetta dedicata alla Madonna.

MADONNA DI MACERETO1Nel secondo ‘400 la statua originale venne sostituita da un’altra, attualmente conservata nel Museo pinacoteca di Visso.

Nel 1528 cominciarono invece i lavori per la costruzione del santuario (che ingloberà la primitiva edicola), con l’architetto Giovan Battista da Lugano, il quale riprese un precedente progetto del Bramante. Dopo la morte del Lugano, avvenuta probabilmente durante i lavori di edificazione, questi terminarono nel 1556 sotto la direzione di Filippo Salvi da Bissone.

Il santuario fa parte di un più ampio complesso architettonico comprendente la chiesa, la Casa dei Pellegrini, la Casa del Corpo di Guardia ed il Palazzo delle Guaite. La basilica è a pianta ottagonale con tre ingressi e al suo centro si trova un tempietto in cui è incisa in latino la storia del miracolo di Macereto. La conca absidale attorno all’altare maggiore è decorata con affreschi di Simone De Magistris.

È stato dichiarato monumento nazionale nel 1902.

Santuario MADONNA DI MACERETO

Fontihttp://www.santuariomacereto.it/https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Macereto

 

 

Nostra Signora di La Peña

NOSTRA SIGNORA DI LA PEÑA

Bogotà (Colombia) 10 Agosto 1685

virgen_pena_bogotaLa Chiesa della Madonna della Roccia, dichiarato un monumento nazionale, ospita al suo interno l’immagine miracolosa e venerata della Virgen de la Peña a cui il santuario è stato consacrato. L’immagine è stata trovata su di una roccia in un punto in cui sarebbe stato impossibile a quel tempo fermarsi a dipingerla senza cadere.

Il 10 agosto del 1685, Bernardino Rodríguez de León una persona umile e pia, testimoniò di aver visto “una grande e straordinaria brillantezza” e che non ne aveva mai vista una simile, sulle colline orientali di Bogotà. Comprese che quella luce veniva da un’immagine della Vergine Maria con il Bambino in braccio, San Giuseppe e due angeli, impressi su di una roccia.

Immediatamente, all’immagine vennero attribuite caratteristiche soprannaturali considerando che nessun essere umano sarebbe riuscito a salire quelle rocce e a dipingere senza cadere, per giunta non vi era nessuno a quel tempo a Santa Fè, in grado di poter fare un simile lavoro.

La notizia della scoperta si diffuse a macchia d’olio e l’Arcivescovo Antonio Sanz Lozano per evitare fanatismi, ordinò una commissione che facesse chiarezza sull’accaduto. Alla fine delle indagini, durante il “carnevale 1686 ” venne data libertà di venerazione alla sacra immagine posta su di un altare in una vera e propria cappella, costruita con l’impegno e le offerte dei devoti. Si trattava di una costruzione davvero molto semplice, con il tetto di paglia che venne distrutta da un terremoto nel 1714.

Virgen de la Peña di BogotàDionisio Perez de Vargas, secondo cappellano, decise di costruire una nuova cappella con pareti in muratura e tetto di piastrelle, dove celebrò la prima Messa il 16 dicembre del 1715, ma anche questa cadde. Il volto della Vergine diventava improvvisamente triste e lacrime sembravano rigargli il viso, mentre in altre situazioni trasmetteva gioia, anche se non se ne poteva capire la causa. Nonostante i tentativi di ricostruirla nel maggio del 1716 crollò nuovamente.

Ai primi di giugno dello stesso anno, si cominciò a separare le immagini per trasferirle dalla collina alla pianura, un lavoro che durò fino al novembre 1716 con pezzi di roccia che superavano i 30 Kg. Grande fu l’accoglienza del popolo. I lavori terminarono solo il 12 febbraio del 1722, sotto i parametri degli edifici coloniali.

Per un voto alla vergine il sacerdote Jose Ignacio Alvarez (che nel 1805 era stato nominato cappellano, e fu uno dei 38 firmatari della Dichiarazione di Indipendenza proclamata il 20 luglio del 1810) dopo essere stato imprigionato, fece un voto alla Vergine assicurandole che se fosse sopravvissuto avrebbe ricostruito il suo santuario. Così avvenne ma i lavori terminarono solo nel 1820.

Nonostante la difficoltà a raggiungere quel luogo e il freddo intenso il santuario non era mai rimasto completamente abbandonato, ma per evitare che il tempo lo mandasse in rovina nel 1902 l’arcivescovo di Bogotà Bernardo Herrera Restrepo affidò all’Ordine Francescano dei Cappuccini, la cura del santuario.

Virgen de la Peña2Dopo 26 anni i Cappuccini se ne andarono e l’arcivescovo Ismael Perdomo Borrero affidò quindi il santuario a due religiosi cistercensi, che rimasero fino al 1935, fin quando per via di ladri divenne pericoloso restare. Passò dunque nelle mani delle Missionarie dell’Immacolata, ma per il solito motivo, appena un anno dopo, fu consegnato ai Servi della Sacra Famiglia, e La Peña  diventò  dipendente dalla parrocchia d’Egitto.

Da allora il santuario subì molte vicissitudini e poca attenzione, il culto alla Vergine diminuì notevolmente, la chiesa venne abbandonata e tutta la zona divenne molto pericolosa, un vero e proprio covo di ladri.

Nel 1944 , dopo molti problemi, la chiesa di La Peña è tornata ad essere gestita dal clero arcidiocesano e pastore da quell’anno fino 1968 divenne il sacerdote tedesco Ricardo Struve Haker, che lavorò instancabilmente per far risorgere il santuario, e ci riuscendoci pienamente. A fronte di tanti raffreddori e mal di gola, della delinquenza che più volte aveva tentato di rubare la miracolosa pietra,riuscì a dare nuovamente lustro al Santuario e alla sua Regina.

Virgen de la Peña di Bogotà.1Nel 1968 Struve Haker, dovette tornare in Germania stanco e malato. La Chiesa della Madonna della Roccia, insieme ad altri edifici di Bogotà, sono stati dichiarati monumento nazionale nel 1975. Alla fine degli anni Settanta il parroco di turno ha lottato per far rivivere le feste religiose nel mese di agosto. Nel 1981 c’è stata una rapina: la Vergine è stato spogliato della sua corona.

Il nuovo sacerdote Hernando Rojas, pieno di entusiasmo e determinazione si è impegnato con un nuovo restauro a recuperare il valore storico e religioso di questo santuario, anche attraverso il Seminario Redemptoris Mater di Bogotà.

Fonte: https://es.wikipedia.org/wiki/Iglesia_de_Nuestra_Se%C3%B1ora_de_La_Pe%C3%B1a_(Bogot%C3%A1)

 

Madonna di Nagasaki

MADONNA DI NAGASAKI

La Madonna Bombardata

9 agosto 1945

Madonna di NagasakiSi tratta del capo della Vergine, ritrovato sotto le macerie della cattedrale di Urakami a Nagasaki, o meglio, quanto è rimasto del bellissimo simulacro della Madonna Immacolata, dopo l’esplosione della bomba atomica lanciata il 9 agosto 1945. Si dice che fosse stata donata alla Cattedrale di Urakami, da S. Massimiliano Kolbe nel 1930, durante la sua missione in Giappone.

La prima edificazione della Cattedrale di Urakami a Nagasaki avviene nel 1914, costruita e consacrata ufficialmente dalle Missions Etrangères de Paris. Si tratta della più grande chiesa cattolica in Asia, e viene edificata da volontari della parrocchia di Nagasaki guidati da un missionario francese, Padre Pierre Fraineau. Nel 1929 viene collocato un altare in legno su cui è posta una Madonna lignea ispirata ad un quadro di Murillo: l’Immacolata Concezione. (Il dipinto si trova ora al Museo National del Prado a Madrid, Spagna.)

Il 9 agosto 1945  alle ore 11:02 nella chiesa di Urakami, erano presenti 30 fedeli e 2 preti impegnati nelle confessioni. In seguito allo sgancio della “Fat man” – come è stata soprannominata questa bomba al plutonio – che scoppiò a 500 metri dalla cattedrale, morirono tutti e l’edificio bruciò per l’intensità del calore sprigionato.

cattedrale di Nagasaki dopo l'atomica

L’accecante lampo nucleare ha in un istante ridotto in frantumi vetrate istoriate, ha fatto crollare pareti, incendiato l’altare e fuso le campane. Dei 12 mila cattolici che costituivano questa comunità, 8.500 morirono all’istante. Il bilancio totale della vittime a Nagasaki è stato di circa 80 mila. Nel corso dell’anno poi ne sono morte altre 60 mila.

Ma non tutto andò distrutto. Kaemon Noguchi, un soldato giapponese congedato nonchè prete cattolico, entra tra le rovine della Cattedrale di Urakami per pregare. Spera di trovare un ricordo tangibile della chiesa della sua giovinezza da portare nel suo Monastero Trappista di Hokkaido. Dopo più di un’ora di ricerca tra le macerie, Noguchi si siede e si rimette a pregare. E, improvvisamente, nota le fattezze senza occhi della Madonna, che lo fissavano cieche in mezzo alla polvere.

Si tratta della testa di una statua lignea della Vergine sopravvissuta all’atomica e delle cui radiazioni porta ancora segni evidenti, del corpo non è rimasta traccia. L’aspetto dell’icona religiosa, devastata dalla guerra, è impressionante: gli occhi della Madonna sono due cavita’ bruciacchiate, gli occhi di vetro sciogliendosi  Le hanno solcato il viso come delle lacrime. Per molti fedeli quella testa è sopravvissuta in modo miracoloso; per tutti è un simbolo religioso di speranza.

Turbato, Noguchi porta l’immagine bruciacchiata nel suo convento, dove la tiene per 30 anni.

Madonna di Nagasaki1Nel 1975 Kaemon Noguchi ritorna a Nagasaki per restituire l’immagine della Madonna. La consegna al Professor Yakichi Kataoka, che la custodisce nel Junshin Women’s College per 15 anni. Nel 1990 Takeshi Kawazoe, parroco della Chiesa di Urakami, esprime il desiderio di scoprire il nome di questo soldato che ritrovò la statua, Padre Noguchi scrive una lettera alla chiesa raccontando che cosa era successo. Il Professor Kataoka venutolo a sapere, restituisce la reliquia alla chiesa, che la espone nel museo della bomba atomica.

Nel 1998 Mr. Yasuhiko Sata legge la storia della Madonna e visita Nagasaki per vedere la statua, che trova inaspettatamente esposta tra altri cimeli nel museo della bomba atomica. Cerca allora di convincere i responsabili della Chiesa di Urakami che la Madonna non è un semplice ricordo dell’olocausto nucleare, bensì un oggetto sacro che deve essere riportato sull’altare.

Il giorno di Pasqua, il 23 aprile 2000, gli sforzi di Mr. Sata danno finalmente il loro frutto: Padre Mimura, della Chiesa di Urakami, gli assicura che la Madonna sarà posta nella Cattedrale in maggio, il mese a Lei dedicato. Da quel momento, in una cappella costruita per l’occasione, è esposta ai fedeli la cosiddetta “Madonna bombardata“.

Madonna di Nagasaki prima dell'atomica

La chiesa ha esposto per molto tempo un modello della statua, ma in molti chiedevano di poter pregare davanti all’originale. Così i parrocchiani stessi hanno ristrutturato uno spazio per ospitare la testa della Vergine. Tra di loro il sig. Fukabori, 74 anni, che ha perso 4 fratelli nel bombardamento. L’uomo esprime un desiderio: “Vorremo che questa cappella diventi un luogo di preghiera per le anime delle vittime e per la pace”. La signora Shigemi Fukaori (79), anziana parrocchiana di Urakami, fissando quietamente la statua ha detto: “Quando l’ho vista per la prima volta, ho pensato che la Vergine Maria piangesse. Questo è un eloquente simbolo di pace che dovrebbe essere conservato per sempre”.

Ora i cattolici di Nagasaki, sotto la guida dell’arcivescovo Takami in collaborazione con il sindaco e gli altri cittadini, sono diventati promotori del movimento per l’abolizione delle armi nucleari. La venerata testa della Madonna ferita è fonte di ispirazione e stimolo alla preghiera.

La potente reliquia– scrive l’Asahi – ha viaggiato molto come simbolo della pace. Ma il viaggio più lungo l’ha intrapreso quando è stata portata a New York in occasione della conferenza per la revisione del trattato di non-proliferazione nucleare. Nel tragitto i leader religiosi l’hanno portata in Vaticano, dove è stata benedetta dal papa Benedetto XVI e a Guernica, Spagna, per una cerimonia in memoria delle vittime di un attacco nazista durante la guerra civile spagnola”.

Madonna di Nagasaki3L’arcivescovo Takami, i cui genitori sono stati uccisi dalla bomba atomica, ha detto: “Abbiamo viaggiato all’estero con la statua per chiedere alla Vergine di intercedere per la pace. Ci sono molte maniere di rivolgere appelli alla genteattraverso fotografie, film, racconti sugli orrori della guerra – ma per noi (la statua) di Maria, bombardata dall’atomica ha un differente potere evocativo”.

Per il numero dei cattolici (65.000) l’arcidiocesi di Nagasaki è seconda solo a quella di Tokyo (94.000); ma è la prima se i numeri vengono letti in percentuale di popolazione: 4,3% per Nagasaki; 0,5 per Tokyo. Inoltre, mentre a Tokyo c’è un contributo notevole di personale estero per l’evangelizzazione, quella di Nagasaki è un’evangelizzazione quasi tutta autoctona.

Ne ha indicato la ragione 18 secoli fa Tertulliano: . “Il sangue dei martiri è seme di cristiani”. L’icona della testa ferita della Vergine Maria di Urakami ne è il simbolo.

Madonna di Nagasaki e Benedetto XVI

Fontihttp://www.reginamundi.info/madonnanagasaki/; http://www.reginamundi.info/madonnanagasaki/missionedipace.asp; http://www.viaggispirituali.it/2012/12/madonna-di-nagasaki/

 

 

 

 

Madonna della Querce

MADONNA DELLA QUERCE

Lucignano, 8 agosto 1467

MADONNA LUCIGNANOLa leggenda narra di un pittore di nome Feliciano Batone che dipinse in una piccola maestà, situata sotto una grande quercia, una Madonna Addolorata intorno al 1417, ma il primo grande miracolo avvenne l’8 agosto 1467.

Il miracoloso quadro della Madonna della Querce di Lucignano festeggerà tra poco i 600 anni. Inizialmente posto su di un muro vicino ad una grande quercia, forse proprio grazie alla protezione dei suoi grandi rami il dipinto riuscì a rimanere intatto per circa mezzo secolo. 

Francesco Maria Boninsegni nobile senese, abbandonò la vita aristocratica per ritirarsi in eremitaggio nella campagna lucignanese. Alla vista della pietà rimase particolarmente colpito da questo dipinto, tanto da considerarlo un vero tesoro. Si fermava incantato davanti all’immagine della Vergine Addolorata e queste attenzioni destarono la venerazione di alcune pie donne che iniziarono a visitarla frequentemente ottenendo anche grazie e miracoli.

Il primo miracolo avvenne l’8 agosto 1467, quando un nobile inseguito da nemici nelle campagne senesi, esausto e madonnadellaquerce LUCIGNANOormai braccato dai suoi assalitori rivolse un’accorata preghiera alla Vergine sotto la quercia della pietà di Lucignano. I nemici, o perché il giovane fu reso invisibile, o perché rimasero confusi, non lo videro ed egli fu salvo.

Si affrettò dunque a raccontare a tutti il prodigio, anche l’eremita Francesco che già aveva capito il grande valore di quella raffigurazione. La venerazione e i prodigi aumentarono e così pure i pellegrini da ogni paese, lasciando offerte che contribuirono alla costruzione di una vera e propria chiesetta intorno alla famosa quercia.  I primi documenti certi ci dicono che nel 1564 fu autorizzato l’abbattimento di due alberi del Comune per realizzare le travi che servirono a sistemare ed ampliare la vecchia cappella consacrata dal Vescovo Monsignor Ricci il 16 maggio 1617 e arricchita successivamente di indulgenze e privilegi dai papi.

La progettazione della chiesa viene oggi attribuita a Giorgio Vasari, uno dei più importanti architetti del 1500, anche se probabilmente lui non poté seguire i lavori, perché in quegli anni era impegnato nelle opere granducali a Firenze. Le prime testimonianze documentate di miracoli attribuiti all’immagine della Madonna Addolorata risalgono alla prima metà del 1500 (1529), ma anche nei secoli successivi la fama del Santuario è rimasta legata ai numerosi episodi miracolosi cui si ricollegano anche gli ex-voto per grazia ricevuta.

lucignano05Dal 1700 ebbe una caduta d’interesse da parte dei fedeli, ciò nonostante fino ai primi anni del dopoguerra l’acqua del pozzo noto come Fonte del Latte che si trova all’interno della chiesa veniva fatta bere agli animali, ma anche alle donne, in quanto curava la mancanza di latte e la sterilità.

La terza domenica di Settembre si svolge la ” Festa del Santuario della Querce” dove, insieme ai riti religiosi in onore della Madonna Addolorata, è possibile apprezzare i prodotti della cucina lucignanese, rivivere i giochi di un tempo, ed ammirare i magnifici fuochi artificiali che la sera coronano degnamente la chiusura della festa in un quadro di bellezze paesaggistiche unico.

I MIRACOLI 

Fonti: varie; http://www.valdichianaretina.com/santuario-di-s-maria-della-querce-p-47_vis_4_407.html

Festa della Madonna dei serpenti

FESTA DELLA MADONNA DEI SERPENTI 

Markopoulo (Cefalonia) 6-15 agosto

Markopoulo serpenti4Un fenomeno straordinario è quello che si verifica ogni anno su di un isola greca: per una quindicina di giorni circa (dalla trasfigurazione alla dormizione di Maria SSnumerosi serpenti velenosi cominciano  a strisciare ovunque nella Chiesa, e in particolare intorno ad un’icona della Vergine Maria.

In un piccolo villaggio sull’isola greca di Cefalonia occidentale, centinaia di pellegrini greco-ortodossi affollano ogni anno Markopoulo, comune della Grecia situato nella periferia dell’Attica, per testimoniare quello che molti credono essere un miracolo che inizia ogni anno verso il 6 agosto, che è la festa della Trasfigurazione.

Intorno alla torre campanaria della chiesa, serpenti velenosi appaiono e cominciano a strisciare ovunque nella Chiesa, e in particolare intorno ad un’icona della Vergine Maria. I serpenti rimangono nella zona della chiesa fino al 15 agosto, il giorno della festa della Dormizione della Vergine Maria. Non appena la Liturgia si conclude il 15 agosto, scompaiono di nuovo nel deserto della zona. I serpenti non sono visibili ancora fino all’anno successivo.

monastery-of-agios-gerasimosLa cappella a Markopoulo è costruita sulle rovine di un antico  convento  fondato da san Gerasimo, le cui spoglie sono custodite nel monastero all’interno di un cofanetto d’argento che viene periodicamente aperto dal sacerdote della chiesa per permettere ai pellegrini di rivolgere preghiere direttamente al Santo e di baciarne le spoglie. La leggenda locale varia, ma il senso generale della storia che rimane è questo:

Nei primi anni del 18 ° secolo, le suore del convento subivano numerosi attacchi da parte dai pirati turchi. Durante una di queste incursioni i pirati entrarono nel convento, ma questa volta rimasero terrorizzati alla vista di numerosi serpenti che portavano il segno della croce sulla testa. I pirati pensarono di eliminare il problema appiccando un incendio che distrusse il convento e buona parte del villaggio.

Dall’incendio si salvò un’icona d’argento della Vergine Maria. Gli abitanti decisero di costruire una chiesa sulle rovine. Durante la Markopoulo serpenti3.3consacrazione della nuova chiesa la popolazione notò sul campanile numerosi serpenti che lentamente scesero a terra e si radunarono tutti intorno all’icona d’argento della Madonna, e alla fine della celebrazione si allontanarono, ritornando da dove erano venuti.

Da allora ogni anno, i serpenti sono misteriosamente apparsi durante la prima metà di agosto per venerare l’icona della Vergine, per poi lasciarla alla fine della festa.

Solo due volte il fenomeno dei serpenti non si è verificato: nel 1940, anno in cui la Grecia entrò nel secondo conflitto mondiale a seguito dell’invasione delle truppe nazifasciste , e il 1953, l’anno in cui si verificò il devastante terremoto a Cefalonia.

A fronte di questi due precedenti si ritiene un buon segno la loro apparizione e li si accetta anche di buon grado, tanto da trasformarsi in una vera e propria festa della Madonna dei serpenti.

La devozione a San Gerasimo

Per arrivare al convento si passa prima da un giardino con 40 vecchi pozzi. Questo monastero dedicato al santo Patrono di Cefalonia: Agios Gerassimos (San Gerasimo) è una meta di pellegrinaggio non solo per questo fenomeno dei serpenti, ma anche per la devozione alle reliquie del santo. gli abitanti dell’isola ma per tutti i Greci. Agios Gerassimos fondò questo monastero nella metà del XVI secolo, inizialmente costruendo una piccola grotta dove dormiva lui stesso e poi fu eretta, sopra alla grotta la chiesa conventuale.

Markopoulo serpenti2Ancora oggi si può accedere alla grotta che ha due stanze visitabili e alla cappella soprastante dove è conservato il corpo del Santo.

Inseguito il monastero crebbe ma crollò durante il terremoto del 1953 e pian piano fu ricostruito seguendo lo stile bizantino ed oggi presenta una piccola cappella e una nuova chiesa molto grande e riccamente decorata.

All’interno è stato realizzato interamente in marmo l’imponente trono del vescovo e le superfici di soffitto e pareti sono ornate di pitture in stile bizantino.

Aghios Gherassimos morì nel 1579 e fu canonizzato nel 1622; era famoso per le sue miracolose capacità con chi soffriva di malattie mentali. Ancora adesso chi soffre di disturbi legati alla psiche si rivolge al Santo per chiedere aiuto. Due feste vengono celebrate nel monastero: il 16 agosto, quando ormai tutti i serpente si sono ritirati, si commemora la morte di Gerasimo ed il 20 ottobre, data del trasferimento delle sue spoglie nel monastero. In queste occasioni si svolge una processione durante la quale le reliquie del santo sono portate sotto l’ombra di un platano che fu piantato dallo stesso santo. Vi assistono autorità ecclesiastiche, politiche, migliaia di Cefaloniti e di turisti e alla processione segue una grande festa con musica, danze, cibo e vino.

Fonti Varie

 

Madonna Morena di Capocabana

MADONNA MORENA DI CAPOCABANA

2 febbraio – 5 Agosto

madonna copacabana1Il suo santuario di Nostra Signora di Copacabana, sulle rive del lago Titicaca, a 160 chilometri dalla capitale boliviana La Paz, è uno dei più antichi d’America e attualmente è un importante centro di pellegrinaggi. Francisco Tito Yupanqui, lo scultore della Vergine di Copacabana, potrebbe diventare il primo santo boliviano.

Ci troviamo sulle rive del Lago Titicaca, nel territorio del dipartimento di La Paz, qui si trova uno dei più antichi santuari del continente, all’interno del quale è contenuta l’immagine della Vergine Morena di Capocabana, venerata in tutto il sud America anche con altri nomi, quali Virgen de la Candelaria, Virgen de Copacabana o Virgen negra.

A metà del 16 ° secolo, gli abitanti di Copacabana sono stati divisi in due gruppi: gli Anansayas, i nuovi arrivati Inca, che veneravano la Vergine Maria e gli Urinsayas, i residenti tradizionali della regione che veneravano San Sebastian . Nonostante la conversione al cristianesimo, hanno continuato un attaccamento alla loro religione originaria.

Francisco Tito Yupanqui1L’indigeno Francisco Tito Yupanqui (il costruttore della statua della Madonna di Capocabana) nacque probabilmente tra il 1540 e il 1550 nella zona che ora è la città di Copacabana, e morì a Cuzco (Perù) nel 1616. Con la sua famiglia, discendente degli Inca Huayna Cápac, (Anansayas) venne evangelizzato dai missionari cattolici domenicani.

Secondo la tradizione cattolica locale, Yupanqui ricevette una visione notturna di una donna con un bambino tra le braccia e in seguito ne riprodusse i tratti del volto, con le caratteristiche delle indigene, per cui l’immagie è nota anche come la “Virgen morena”.

Da qui l’idea di creare un’immagine della Madonna, credendo che avrebbe influenzato la popolazione locale. Utilizzando argilla, e assistito da suo fratello Filippo, Francisco Tito ha creato l’immagine della Vergine. La scultura fu posta a lato dell’altare dal parroco, padre Antonio de Almedio. Quando Antonio lasciò Copacabana, fu don Antonio Montoro che prese in carico la parrocchia, ma scontento dell’aspetto della scultura grossolana e sproporzionata, ordinò che fosse rimossa dall’altare per essere collocata in un angolo della sacrestia .

Francisco Tito sentendosi umiliato e consultatosi con i parenti, andò a studiare a Potosi dove si trovavano i maestri dell’arta sacra. Francisco Tito YupanquiAcquistò esperienza nella scultura e nella lavorazione del legno. Con questa abilità, decise di creare una migliore immagine della Vergine. Prese spunto dalla Vergine del Rosario che si trova nel Convento di Santo Domingo. Prima di iniziare il lavoro fece dire una Messa in onore della Santissima Trinità per ottenere la benedizione divina sul suo lavoro.

Venne formata la confraternita della Vergine Maria, ma non vollero accettare la scultura di Francisco Tito, che decise di venderla. La notizia raggiunge il sacerdote di Copacabana a La Paz che il 2 febbraio 1583, portò l’immagine di Maria sulle colline di Guaçu. Ne seguirono una serie di miracoli attribuiti alla Vergine, tra cui anche il salvataggio di un gruppo di minatori indigeni che stavano lavorando nelle miniere del “Cerro Rico”, in Potosí, ne fecero uno dei più antichi santuari mariani nelle Americhe, insieme a Guadalupe in Messico.

Dal 1925, la Vergine è, peraltro, la santa Patrona della Bolivia. I Boliviani, ma anche i peruviani, si recano numerosi a Copacabana per ottenere la benedizione della Vergine nera.

miracolo vergine di capocabanaI postulatori della causa di beatificazione di Yupanqui sono i sacerdoti René Vargas e Daniel Rocha. Per lo storico boliviano Fernando Cajías de la Vega, “si può provare il miracolo per il modo in cui ha unificato il suo popolo, per la devozione di gente di ogni classe sociale, ma soprattutto per la sua fede indistruttibile”.

Nel 1754, un marinaio in preda ad una tempesta al largo del Brasile, implorò la Madonna di Copacabana di soccorrerlo. Salvato dai flutti, le consacrò una cappella nel luogo dove sarà costruito un forte, nei pressi della futura e famosa spiaggia di Copacabana.

Il 1 ° agosto 1925, durante la Pontificia visita del Papa Pio XI per la Bolivia, l’immagine della Vergine di Copacabana è stata benedetta e incoronata.

Il 21 maggio 2011 si è avviato il processo di beatificazione di Francisco Tito Yupanqui, nella Basilica di Nostra Signora di Copacabana. Se la causa avrà un esito positivo, l’indio nato nel XVI secolo diventerà il primo beato boliviano.

[VP - 100]  VITAPASTORALE/RUBRICHE/PAGINE ... 8 - 01/Mentre il 10 luglio 2015 Papa Francesco, profondamente grato per le onorificenze che il presidente dello Stato plurinazionale di Bolivia gli ha conferito, ha lasciato, delle decorazioni in riconoscimento della nobiltà e della pietà del popolo boliviano, alla Vergine di Copacabana, affinché, guardandole, ella si prenda cura con grande tenerezza materna di questo amato popolo e lo custodisca con lui.

Festeggiata il 2 febbraio giorno della Purificazione di Maria, o festa della Virgen de la Candelaria. Lei è anche venerata il 5 agosto con la sua liturgia e festa popolare.

Bolivia, la Madonna nera saccheggiata

 

Fonti: https://it.zenit.org/articles/lo-scultore-della-vergine-di-copacabana-primo-santo-boliviano/https://en.wikipedia.org/wiki/Virgen_de_Copacabana

Santuario di Marija Bistrica

SANTUARIO DI MARIJA BISTRICA

Domenica che precede la festa di S. Margherita (13.7)

Marija Bistrica3La Regina del popolo croato è la Madonna Nera custodita nel più importante santuario croato; era stata nascosta e riscoperta grazie ad una luce soprannaturale nel 1588. Il fenomeno si ripropose il 15 luglio 1684.

Il popolo croato, infatti, venera e ama la Madonna in modo del tutto speciale e fra tutti i santuari mariani quello di Marija Bistrica è ormai il più importante di tutta la Croazia e accoglie ogni anno oltre mezzo milione di Pellegrini.

Marija_Bistrica

La storia della Madonna di Bistrica inizia sul Vinski Vrh, dove una volta c’era la statua miracolosa della Madonna Nera, da cui il santuario è famoso ancor’oggi. La statua risale al Quattrocento, è l’opera di un autore sconosciuto dal popolo, e all’inizio fu celebrato nella cappella di legno sul Vinski Vrh fino al 1545. Siccome la cappella fu indifesa, proprio in prossimità dell’area delle conquiste dei Turchi (il 4 maggio 1545 sconfissero l’esercito del bano Nikola Zrinski vicino a Konjščina), il parroco seppellì di nascosto la statua, già allora famosa come miracolosa, al di sotto del coro della chiesa parrocchiale. Presto il parroco morì e portò con sé il segreto dove seppellì la statua della Beata Vergine Maria. La statua fu scoperta solo nel 1588: la miracolosa luce che sorgeva sotto il coro spinse i fedeli a scavare in quell’area e a trovare la statua di Maria completamente conservata. Il parroco Antun Plavašić (1574 – 1590) installò la miracolosa statua sull’altare, dove iniziarono a celebrarla con particolare devozione.

Nella prima metà del Settecento la parrocchia e la casa parrocchiale vengono costruiti e perfezionati continuamente, il che testimonia il potere finanziario della parrocchia. Questo fu possibile grazie alle visite dei pellegrini. L’aspetto odierno della basilica risale all’Ottocento.

Marija BistricaNel 1880 scoppiò l’incendio che completamente distrusse l’interno della chiesa. Solo l’altare principale con la famosa statua non fu rovinato. Durante il rinnovamento la statua fu custodita dalle suore di misericordia. Il nuovo altare in marmo, un altro regalo dell’Assemblea croata, fu consacrato da cardinale Mihalović nel 1883. In quell’occasione papa Leone XIII regalò il piedistallo dorato per la statua miracolosa.

Nel 1935 papa Pio XI assegnò a Marija Bistrica il titolo di basilica (basilica minor), e con il permesso del Capitolo dei Canonici della basilica di San Pietro a Roma in occasione del 250. anniversario del ritrovo della statua, Marija fu incoronata con una corona simile all’antica corona croata. Papa Paolo VI regalò a Marija Bistrica un calice d’oro e il santuario fu ufficialmente nominato “Il santuario nazionale croato della Madonna di Marija BistricaRegina dei Croati“.

Brevi cenni storici

Marija Bistrica

Fu grazie ad un Imperatore, un Papa e un Arcivescovo, ferventi devoti di Maria, che il culto mariano in Croazia si diffuse fin dal VII secolo. I missionari, venuti da Roma, non trovarono perciò difficoltà di sorta, seguendo i consigli del Pontefice nel loro lavoro apostolico: portare a Gesù per mezzo di Maria.

Intorno al 1300 la pressione musulmana si fece sentire assai forte; gli eserciti turchi risalirono la Penisola balcanica, investendo e conquistando uno dopo l’altro i vari Stati della Regione e puntando sull’Impero tedesco. La Serbia preferì scendere a patti; la Bosnia, conquistata nel 1463, restò con brevi intervalli in mano ai Turchi fino al 1878, ma la Croazia rimase un ostacolo insormontabile. L’attaccamento alla fede cattolica e alla sede di Roma, e in particolare al culto mariano, molto profondo e radicato nel popolo, contribuì in modo determinante all’esito della lotta contro gli invasori.

Marija-Bistrica-crkva

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, con il crollo della monarchia asburgica, nacque il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni [comprendente anche la Bosnia-Erzegovina], che nel 1929 prese il nome di Jugoslavia. Dopo l’occupazione da parte delle truppe tedesche, ungheresi e italiane, verificatasi durante la Seconda Guerra Mondiale, il popolo croato dovette subire un nuovo lungo periodo di persecuzioni: quelle del dominio comunista. Come in passato, la sua reazione fu di stringersi attorno al Clero, alle sue tradizioni e ai suoi Santuari.

In seguito, verso la fine degli anni Sessanta, prese l’avvio una fase di distensione che portò al ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra la Jugoslavia e il Vaticano. Un significato particolare ebbe, nel 1976, il cosiddetto “Giubileo croato”: la celebrazione congiunta dei mille anni del Santuario mariano della Madonna dell’isola di Solin, considerato il più antico della Nazione, e, insieme, dei mille e trecento anni dell’evangelizzazione del popolo croato. I centri principali di questo Giubileo furono due Santuari: quello di Solin, edificato dalla regina Jelena e ricostruito nel secolo scorso, e il Santuario nazionale di “Marija Bistrica”.

Beato Alojzije Stepinac1

L’Arcivescovo Stepinac iniziò la pratica dei Pellegrinaggi annuali al Santuario di Marija Bistrica fino a quando furono proibiti nel 1946 dal Governo comunista. Il Cardinale Luigi Stepinac (1898-1960), l’eroico Arcivescovo metropolita di Zagabria, riabilitato dal Parlamento della Croazia indipendente in data 14 febbraio 1992, prima di essere incarcerato (11 ottobre 1946) si recava ogni anno a piedi al Santuario, guidandovi un Pellegrinaggio della città di Zagabria e pronunciandovi commoventi omelie. È rimasto famoso il suo discorso che tenne nel Pellegrinaggio votivo del 1935, quando, rivolgendosi alla Madonna, disse: “Ti promettiamo che rimarremo fedeli a te e tuoi sinceri ammiratori. Fedeli finché si sentono i mormorii dei nostri ruscelli, finché rumoreggiano i nostri fiumi, finché spumeggia il nostro mare; fedeli finché saranno verdi i nostri prati, finché saranno dorati i nostri campi, finché vi sarà l’ombra dei nostri boschi, finché si sentirà il profumo dei fiori della nostra Patria“.

Tali parole profetiche si sono avverate alla lettera per lui e per tutto il popolo croato, che è restato fedele alla propria fede cristiana e all’amore ardente e fiducioso alla Madre di Dio, sia sotto il regime comunista sia durante la recente guerra civile jugoslava. In uno scenario da sogno, sul pendio antistante il Santuario di Marija Bistrica, sabato 3 ottobre 1998 si è radunata una folla di mezzo milione di Croati per assistere alla Beatificazione del loro intrepido Arcivescovo.

Alojzije Stepinac

Alojzije Stepinac

Il Beato Alojzije Stepinac – disse in quell’occasione Giovanni Paolo IInon ha versato il sangue nel senso stretto della parola. La sua morte è stata causata dalle lunghe sofferenze subite: gli ultimi 15 anni della sua vita furono un continuo susseguirsi di vessazioni, in mezzo alle quali egli espose con coraggio la propria vita per testimoniare il Vangelo e l’unità della Chiesa“.

Oggi la sua tomba a Zagabria è meta di continui Pellegrinaggi. Il seme caduto nella terra ha dato molto frutto.

 

Fonti:http://www.tzkzz.hr/it/meta/il-turismo-religioso/il-santuario-nazionale-della-madonna-di-bistrica,42.html;  http://www.mariadinazareth.it/Europa%20Cristiana/Luoghi%20di%20culto/Santuario%20Marija%20Bistrica.htm

MADONNA DEL TERREMOTO

MADONNA DEL TERREMOTO

Mantova – 6 luglio 1693

mad-terremotoQui la protagonista è l’immagine di una Vergine con in braccio il Bambino Gesù, posta su di un muro e quasi del tutto dimenticata, definita in seguito la Madonna del Terremoto, o Madonna del Canossa, in onore al primo paesano che si accorse del prodigio ch’Ella con materno affetto stava compiendo.

La piccola chiesa della Madonna del Terremoto fu edificata nel 1754 a ricordo della protezione data dalla Madonna in occasione del terremoto del 1693. Essa sorge in piazza Canossa una delle più caratteristiche piazze di Mantova.

1693 luglio 06 : Tre scosse di terremoto, la prima più forte e le altre due dopo circa mezz’ora ma più deboli si avvertirono a Verona e Provincia. L’area scossa maggiormente risultò essere il Mantovano dove fu fortissima con la caduta di molti comignoli e qualche edificio. Fu avvertita a Ferrara, Venezia, Padova. In Piazza Canossa, a Mantova, una piccola chiesa è dedicata alla Madonna del Terremoto.

Mantova_-_Lapide_sulla_chiesa_Madonna_del_TerremotoLa chiesa fu eretta nel luogo dove sulla facciata di una casa si trovava l’affresco che ritraeva la Madonna invocata dai Mantovani a protezione contro il terremoto che sconvolse l’Italia in quest’anno. L’attuale edificio risalente al 1759 venne costruito al posto del precedente di legno. L`interno, con piccola navata e presbiterio chiuso da cancellata, si caratterizza per una larga profusione dello stucco negli ornati, nelle statue simboleggianti le virtù e nelle incorniciature di due tele lì destinate ed ora conservate al Museo Diocesano. Al posto delle attuali copie fotografiche vi erano due dipinti di Giuseppe Bazzani: l`Adorazione dei Pastori e la Pietà. Sulle origini della devozione alla Madonna del Terremoto un documento storico ne narra i fatti che indussero i fedeli alla fine del XVII secolo a costruire la piccola chiesetta.

Riportiamo qui la sua breve ma significativa storia.

“Degna cosa è da rimarcarsi in congiuntura di questo terremoto, cioè lo scoprimento d’una miracolosa immagine di Nostra Signora tenendo il bambino Gesù in braccio, a destra S. Giuseppe ed a sinistra S. Rocco, ed ecco come ciò seguisse: Sulla Piazzetta dell’Albrisa, volgarmente oggidì del Canossa per il palazzo di questa nobile famiglia, abitava un certo Pietro de’ Stefani, sartore di mestiere in una casetta a pigione sull’angolo di essa Madonna terremotopiazzetta che appartiene al signor Andrea Comini e serviva per comodo della lui carrozza. Sul muro eravi dipinta un’imagine di Nostra Signora quasi inosservata perché‚ smarrita di colori esposta senza verun riparo alle acque pioventi. Pietro de’ Stefani trovavasi presso il muro della sua abitazione quando sentironsi le prime scosse del tremuoto ed asseverantemente assicurò diversi circostanti spaventati che in quel sito egli non sentiva niente invitandoli a rifugiarsi vicino al muro e raccomandarsi a quell’immagine per essere salvi dalle temute rovine.

In brieve d’ora divolgatosi il prodigio vi accorsero moltissimi adoratori i quali offerirole copiose limosine laonde fu da certuni giudicato bene d’impiegarle a riparare l’immagine dall’intemperie delle stagioni col farle d’intorno una nicchia, ed un piccolo coperto che sporgesse in fuori due braccia in circa, locchè è quel jus comune di ciascun padrone di casa sulla via pubblica, non potendosi dilatare più innanzi senza licenza del Principe che è padrone delle strade e delle piazze. Ma crescendo sempre più il concorso de’ divoti che d’ora in ora se le inginocchiavano davanti, appendendole voti e tavolette per grazie ricevute, e talvolta potendocisi accostare attesa la strettezza della nicchia oppure per l’incomodo della pioggia e fango nella piazza, unironsi col Signor Comini, padrone Mantova,_Madonna_del_Terremotodella casa, vari altri divoti e supplicarono il Duca con loro memoriale in data 12 giugno anno seguente 1694, acciò permettesse graziosamente che si potesse dilatare sulla Piazzetta una cappella cinta di mura larga 10 e lunga 12 braccia per comodo de’ li divoti adoratori, ed in essa alzarvi un altare per il divino sagrifizio. Ottennero il favorevole rescritto e frattanto formarono provvisionalmente una cappelletta di legni coperta di tetto e vi piantarono l’altare, appagando con ciò la calca de’ divoti che trovò il comodo di starsene al coperto orando.

Il Duca medesimo prese tanta devozione a quest’imagine che non lasciò mai più di visitarla anzi gli fu conceduto dal Vescovo che una qualche fiata, lui presente, potesse farvi celebrare la Messa per suo comodo, ma non altrimenti ciò si potesse in di lui assenza fino a tanto che la cappella non fosse cinta di muraglia per decenza del Sagramento dell’altare. Ma questa mura non si è poi fatta e la cappella di legnami stà tuttora qual vedesi a’ miei giorni. Sempre però ci si è mad-terremotocontinuato il culto essendosi introdotta la pia costumanza che nel giorno anniversario di questo tremuoto ci si fan un bell’addobbo e sulla piazzetta verso sera cantansi in musica le laudi di Nostra Signora ed il Te Deum. Così pur e nella Basilica di S. Andrea, sotto la cui parrocchiale giurisdizione è posta la cappella, si espone il dopo pranzo l’augustissimo Sagramento e si benedice il popolo, in rendimento di grazie a Dio per la liberazione dalle rovine del tremuoto e dello scoprimento di quest’imagine stata popolarmente denominata la Madonna del Canossa“.

Da allora e per due secoli, sino alla fine degli anni 50, il 6 luglio veniva celebrato dai parrocchiani di S. Andrea. Tre decenni di silenzio non hanno spento la venerazione per la Madonna del terremoto. Effettuati vari interventi di sistemazione la chiesetta è stata riaperta al culto nel luglio del 1989.

Fonti: facebook; http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_della_Madonna_del_Terremoto

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