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Letture di martedì 17 settembre 2019

LETTURE DI MARTEDI’

17 settembre 2019

XXIV Settimana del Tempo Ordinario (Anno I)

“…Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. …”

NOSTRA SIGNORA DEL LAUSlaus

Benedetta Rencurel era nata a Saint-Étienne-le-Laus il 17 settembre 1647;  precocemente  orfanaamava recitare il rosario quando portava a pascolare il gregge della famiglia Jullien nel Vallone dei Forni (Vallon des Fours), nei dintorni del suo villaggio. Proprio a lei apparirà la Vergine con un bellissimo bambino in braccio. In “articoli vari”  La storia delle apparizioni, la video-storia e un video del santuario.

S. ROBERTO BELLARMINOSAN ROBERTO BELLARMINO

Vescovo e dottore della Chiesa (1542-1621) 17 settembre – Roberto Bellarmino, viene descritto da un contemporaneo, il cardinale Valfiero, come il«più grande piccolo uomo sulla terra», fu uno degli studiosi migliori e delle personalità più avvincenti del periodo della Controriforma. Chiamato in causa al processo di Galileo era in grado di distinguere gli individui in base alle loro opinioni. In “briciole di luce” la storia e la video-storia

“Dà, o Signore, la pace a coloro che sperano in te; i tuoi profeti siano trovati degni di fede; ascolta la preghiera dei tuoi fedeli e del tuo popolo, Israele.”

PREGHIERA DEL MATTINO

O Dio, che hai creato e governi l’universo, fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia, per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio. Per il nostro Signore…

PRIMA LETTURA

1 Tm 3, 1-13 – Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

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Figlio mio, questa parola è degna di fede: se uno aspira all’episcopato, desidera un nobile lavoro. Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola donna, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia guidare bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi e rispettosi, perché, se uno non sa guidare la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio? Inoltre non sia un convertito da poco tempo, perché, accecato dall’orgoglio, non cada nella stessa condanna del diavolo. È necessario che egli goda buona stima presso quelli che sono fuori della comunità, per non cadere in discredito e nelle insidie del demonio.
Allo stesso modo i diaconi siano persone degne e sincere nel parlare, moderati nell’uso del vino e non avidi di guadagni disonesti, e conservino il mistero della fede in una coscienza pura. Perciò siano prima sottoposti a una prova e poi, se trovati irreprensibili, siano ammessi al loro servizio. Allo stesso modo le donne siano persone degne, non maldicenti, sobrie, fedeli in tutto. I diaconi siano mariti di una sola donna e capaci di guidare bene i figli e le proprie famiglie. Coloro infatti che avranno esercitato bene il loro ministero, si acquisteranno un grado degno di onore e un grande coraggio nella fede in Cristo Gesù.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.100

RIT: Camminerò con cuore innocente.Cuore (5)

Amore e giustizia io voglio cantare, voglio cantare inni a te, Signore. Agirò con saggezza nella via dell’innocenza: quando a me verrai? RIT

Camminerò con cuore innocente dentro la mia casa. Non sopporterò davanti ai miei occhi azioni malvagie, detesto chi compie delitti: non mi starà vicino. RIT

Chi calunnia in segreto il suo prossimo io lo ridurrò al silenzio; chi ha occhio altero e cuore superbo non lo potrò sopportare. RIT

I miei occhi sono rivolti ai fedeli del paese perché restino accanto a me: chi cammina nella via dell’innocenza, costui sarà al mio servizio. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

Un grande profeta è sorto tra noi, Dio ha visitato il suo popolo.

Alleluia.

VANGELO

Lc 7, 11-17 – Dal Vangelo secondo Luca

MIRACOLO RISURREZIONE FIGLIO DELLA VEDOVAIn quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

Dio ha visitato il suo popolo.

MIRACOLO PARALITICO1 (2)

Il miracolo della risurrezione del figlio unico della vedova di Nàin si presenta nel Vangelo di San Luca con degli aspetti particolari. Lo stesso evangelista descrive la situazione in modo preciso, tale, da sottolineare alcuni aspetti non marginali. Gesù si reca a Naincittadina non lontana da Nàzareth, con il seguito dei discepoli e di una grande folla. Gesù si sta rivelando ai suoi discepoli come il vero Messia, e questo produce evidentemente grande interesse. Le aspettative antiche e le profezie già annunciate sembrano realizzarsi in Gesù, in un modo però non immediatamente percepibile. Gesù incontra un’altra folla: è il corteo funebre che accompagna un giovinetto morto. La madre del giovinetto è una vedova, inconsolabile. Questa è la folla di chi cerca di darsi ragione per un destino crudele. Una madre ed un Figlio si incontrano; due folle assistono a questo incontro; due folle con i loro interrogativi, i loro dubbi ed i loro “perché” sulla vita. Ecco l’incontro, tra il semplice e l’accogliente. In poche parole, in pochi gesti, Gesù esprime tutta la sua umanità e divinità. La resurrezione del giovinetto e la sua restituzione alla madre sono il segno del Mistero Pasquale di Cristo che è donato alla Chiesa. Gesù risponde quindi ai suoi discepoli preannunciando una salvezza che si realizza cogliendo nella fede il suo Mistero. Egli è il padrone della vita e della morte e con la sua morte ci dona la vita eterna. Con il dono della vita dato al giovane e poi restituito alla madre, Gesù indica che nella Chiesa il dono della vita si realizza per tuttiLa folla piangente che segue la madre può rappresentare l’umanità completa di tutti i tempi e di tutti i luoghi che cercano risposte e senso alla propria esistenza. Il messaggio di salvezza di Gesù nell’annuncio pasquale rispondono in pieno alle angosce ed ai dubbi dell’uomo moderno. (Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

PREGHIERA DELLA SERA

O Signore, amante della vita, Tu sei il Dio che salva, perciò ci rivolgiamo a Te con fiducia,  e Ti chiediamo di visitare  il Tuo popolo. In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. O Signore, salvezza di chi spera in Te, fà che la Tua lode risuoni in terra come nei cieli, perché ci hai dato come amico e salvatore il Signore nostro Gesù Cristo, che con Te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

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