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LES ENFANTS de MEDJUGORJE

LES ENFANTS de MEDJUGORJE

Sora Emmanuel Maillard - MedjugorjeFebbraio 2019 di suor Emmanuel

sito in francese www.enfantsdemedjugorje.fr; e-mail [email protected]

Anche per febbraio suor Emmanuel ci regale tante belle testimonianze e suggerimenti per rimanere sempre accanto alla Gospa e ai suoi insegnamenti.

Cari figli di Medjugorje, siano lodati Gesù e Maria!
Il 2 febbraio 2019, Mirjana ha ricevuto la sua apparizione nella sua pensione, circondata da un piccolo gruppo. Dopo l’apparizione, ci ha trasmesso il seguente messaggio:
“Cari figli! L’amore e la bontà del Padre Celeste vi danno rivelazioniche fanno sì che la fede in voi cresca e si comprenda, e vi porti pace, sicurezza e speranza.
Così anch’io, figli miei, per mezzo dell’amore misericordioso del Padre Celeste sempre e nuovamente vi mostro la strada verso mio Figlio, verso la salvezza eterna. Però, purtroppo, molti miei figli non vogliono ascoltarmi, e molti miei figli dubitano.
Però io, io sempre in ogni tempo, ho magnificato il Signore per tutto ciò che ha fatto in me e per mezzo di me. Mio figlio si dona a voi, spezza il pane con voi, vi dona le parole della vita eterna, affinché le portiate a tutti. Voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura quando mio Figlio è con voi?
Offritegli le vostre anime affinché Egli possa dimorare in esse, e possa fare di voi strumenti della fede e strumenti dell’amore. Figli miei, vivete il Vangelo, vivete l’amore misericordioso verso il prossimo, e al di sopra di tutto vivete l’amore verso il Padre Celeste.
Figli miei, non siete insieme per casoil Padre Celeste non unisce nessuno per caso. Mio Figlio parla alle vostre anime e io parlo al vostro cuore.
Come madre vi dico incamminatevi con me, amatevi gli uni gli altri, testimoniate. Non abbiate paura, con il vostro esempio, di difendere la verità, la Parola di Dio che è eterna e non cambia mai. Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e nella verità è sempre aiutato dal Cielo e non è mai solo.
Apostoli dl mio amore, che vi riconoscano sempre, in mezzo a tutti gli altri, per il vostro nascondimento, il vostro amore e la vostra serenità. Io sono con voi.
Vi ringrazio!”
Mirjana ci ha confidato che la Madonna era triste. Visionate l’apparizione sul sito: https://www.youtube.com/watch?v=uKQtm9l94lI
San Giuseppe cerca lavoro! 
Il 19 marzo, festeggeremo il gran San Giuseppe, sposo della Madre di Dio. A casa, la nostra tradizione è di offrirgli una “mesena” dal 16 febbraio al 18 marzo, pregando ogni giorno le sue litanie o altre preghiere 

– NOVENA A SAN GIUSEPPE

– SACRO MANTO DI SAN GIUSEPPE

– CORONCINA DI RINGRAZIAMENTO A SAN GIUSEPPE

– TRIDUO DI RINGRAZIAMENTO A SAN GIUSEPPE

– I 7 DOLORI E GIOIE DI SAN GIUSEPPE

Non cessiamo comunque di dargli un lungo elenco delle cose da fare, poiché egli ama lavorare e non sopporta la disoccupazione quando si tratta di ottenerci delle grazie.

San Giuseppe non è stato certamente quel vecchio così spesso rappresentato dai pittori. Ci voleva un uomo vigoroso per fuggire in Egitto di notte con una giovane sposa ed un neonato; ma anche, arrivati in Egitto, doveva assicurare la vita della famiglia. Le tradizioni locali in Egitto ci fanno scoprire di lui un uomo responsabile che doveva anche sfuggire alle spie di Erode. Questi infatti, vedendo che aveva mancato il suo scopo nonostante il massacro degli innocenti a Betlemme, non smetteva di cercare il piccolo Re dei Giudei, del quale aveva tanta paura! La Santa Famiglia ha dovuto percorrere diverse migliaia di chilometri in quattro anni, prima della morte di Erode. Più tardi a Nazaret, San Giuseppe ha dovuto ripartire da zero nella sua attività di falegname/carpentiere. Nella sua bottega, doveva portare ogni giorno materiale molto pesante, travi, mobili ed altri oggetti da lui fabbricati e consegnarli ai suoi clienti. Non è forse lui che ha insegnato a Gesù a portare delle pesanti travi sulle sue spalle, preparandolo così alla sua dolorosa salita verso il Golgota? Ancora oggi egli ama lavorare, e questa “mesena”gli darà una occasione di coprirci di benedizioni e di viziarci!
I “disturbatori”
Qualche pellegrino si è recato a Tihaljina (30 min da Medjugorje) per pregare davanti alla celebre Vergine miracolosa. Questa statua è per molti l’emblema di Medjugorje, anche se è stata offerta a quella chiesa prima delle apparizioni. Dopo la preghiera, una pellegrina chiede alla mia amica spagnola Teresa , di scattarle una foto davanti alla statua per immortalare quel momento di benedizione. Fatta la foto, un uomo si mette in ginocchio davanti alla statua e, con le testa tra le mani, si mette a pregare con fervore. La pellegrina, vedendo che la foto era venuta bene, ne domanda un’altra a Teresa. Ma questa le dice di aspettare per non interrompere la preghiera dell’uomo. La preghiera dura più di venti minuti, allora la pellegrina spazientita, dice ad alta voce:Bene, inutile aspettare ancora per la foto, andiamocene!“.
L’uomo ode l’esclamazione e si alza per lasciare il posto, scusandosi. Viene scattata la seconda foto, ma quale fu la sorpresa di Teresa nel vedere questa seconda foto! Il viso così dolce della Vergine era cambiato. Esprimeva adesso un rimprovero silenzioso, ben visibile nei suoi occhi e sulla bocca. La pellegrina comprese subito il messaggio: non avrebbe mai dovuto interrompere la preghiera di quell’uomo per una foto!
Caterina da Siena, quando aveva sei anni stava giocando con il suo fratello minore. Improvvisamente le apparve il Signore Gesù, seduto sulla cattedra di Pietro e rivestito degli abiti pontificali. Affascinata dall’apparizione, la piccola Caterina resta inebriata dallo sguardo di questo Dio che le parlava e che la preparava alla sua grande missione nella Chiesa, in particolare per il Papa. Questa visione durò qualche minuto fino a che il fratellino, impaziente di riprendere a giocare, la scosse dalla sua contemplazione. Caterina si voltò e lo rimproverò, ma quando tornò alla sua preghiera e guardò di nuovo nella direzione dell’apparizione, Gesù era scomparso! Ciò la gettò in una profonda tristezza. Anche Gesù avrebbe senza dubbio volentieri continuato a parlare con lei… Ma la distrazione aveva messo fine a quel momento di divina intimità.
Quante volte la stessa scena si riproduce nelle nostre chiese! Troppe poche persone pregano veramente con il cuore. Allora costoro non dovrebbero farci gioire al vederle immerse nella loro relazione con Dio? Chi sa cosa avviene tra Dio e l’anima? Chissà se Dio non ha previsto di dare quel dono o quella grazia ad un suo figlio in quel momento? Chi siamo noi per interrompere un dialogo tra Dio e l’anima! Quel dialogo è sacro. Certamente, se c’è un incendio o qualche urgenza si deve intervenire ma ciò non avviene ad ogni Messa!
Un giorno stavo pregando dopo la comunione con la testa fra le mani. Qualcuno mi tocca sulla spalla e mi domanda: “Non siete voi Suor Emmanuel?“. Confesso che non sono stata molto gentile, perché ho risposto: “Poco importa chi io sia ma Colui con il quale cerco di parlare, è Gesù!“. Mi sono subito pentita della mia reazione perché la persona che mi ha toccato è stata certamente ferita. Ho dunque cambiato la mia formula, e quando l’occasione si presenta, dico: “Sì, ci vedremo, ma lasciami finire di parlare con Gesù che è nel mio cuore! D’altra parte Gesù è anche nel tuo cuore, perché non dargli ancora dieci minuti del tuo tempo per parlargli?“. I frutti sono incredibili! Un giorno è stato un gruppo di otto pellegrini ad interrompermi; li ho esortati a pregare ancora qualche minuto in silenzio. Tutti lo hanno fatto molto volentieri, e sono stati talmente benedetti che dopo dieci minuti, non avevano più alcun desiderio di lasciare la chiesa.
Una confessione memorabile!
La quaresima si avvicina, allora desidero pubblicare una testimonianza che toccherà i cuori di coloro che esitano ancora…
Nel 1840, un certo signore Rochette, aveva un figlio disabile. Decise di portarlo dal Curato d’Ars, noto per i miracoli che avvenivano per la sua preghiera. La moglie, molto pia, lo accompagnò. Lei si confessò e si comunicò dal santo Curato. Ma lui, Rochette, non si preoccupava che di una cosa: ottenere la guarigione del piccolo. Visitava qualche chiesa, ma superava di poco l’ingresso. Mentre stava in fondo alla chiesa, il santo da dietro l’altare dove confessava i sacerdoti, si mise a chiamarlo ad alta voce. Rochette non si mosse. Sua moglie e suo figlio si trovavano davanti, vicino all’altare. “E’ dunque così incredulo?domanda il santo Curato alla moglie. Poi il curato lo chiamò di nuovo. Alla terza chiamata l’uomo decise di muoversi. “Dopo tutto“, pensò, “il Curato d’Ars non mi mangerà mica!”. E lo raggiunse dietro l’altare.
A noi due adesso, mio caro Rochette“, gli disse, mostrando il confessionale, “mettetevi là!” -“Oh, riprende l’altro, non ne ho voglia!” – “Cominciate!”. Incapace di resistere a questa offensiva, Rochette cadde in ginocchio. “Padre mio“, balbettò, “è un po’ di tempo che… dieci anni” – “Fate un po’ di più!” – “Dodici anni!” – “Ancora un po’ di più!” – ” Sì, dal grande giubileo del 1826” – “Eccoci! A forza di cercare, si trova!“. Rochette si confessò come un bambino dopo quattordici anni che non si era comunicato. Si comunicò il giorno dopo accanto a sua moglie. Il loro figlio lasciò nella chiesa di Ars  due stampelle divenute inutili. (Dal libro Il curato d’Ars,in francese, di Mons Trochu – Ed. Resiac)
Cari figli, ci dice la Gospa, non posso aiutarvi se non vivete i comandamenti di Dio, se non vivete la Messa e se non vi confessate“.
La mia prossima missione,
dal 20 al 31 marzo mi porterà prima in Italia (Torino, Verona, Reggio Emilia e Roma), sul tema “Che futuro ci prepara Maria?”(La sera del 21, partecipero’ alla preghiera di Lode a santa Rita, Milano).
Segue fra poco la locandina. Poi in Germania e Austria. Che le vostre preghiere ci accompagnino per un bel raccolto spirituale! Grazie di cuore!
6. La mia prossima Diretta sul messaggio del 2 avverrà il 3 marzo alle 21.00. La diretta del 3 febbraio è ritrasmessa su http://www.enfantsdemedjugorje.fr/medjugorje-direct-du-3-fevrier-2019/
Carissima Gospa, grazie di ricordarci che “il Padre Celeste non unisce nessuno per caso”. Proprio lì dove viviamo, aiutaci a combattere spietatamente il divisore! Aiutaci ad anticipare le gioie del Cielo dove Dio sarà tutto in tutti! Che predomini in mezzo a noi lo Spirito dell’unità!
Suor Emmanuel +
(Tradotto dal francese)
Il vescovo di Mostar, Mons. Ratko Peric, 75enne, è andato in pensione. Non sappiamo ancora chi prenderà il suo posto, ma possiamo pregare per lui e per Mons. Ratko.
Mons. Hoser continua la sua missione come inviato del Papa a Medjugorje per la pastorale della parrocchia.
Seguite il programma della sera della parrocchia! Ciccate su www.centremedjugorje.org
Novità!! Instagram di suor Emmanuel sul sito: https://www.instagram.com/enfants_de_medjugorje/
La Madonna ama le vostre lettere! Date gioia al suo Cuore, scrivetele a “Reine de la Paix”, BP2157, F- 06103 Nizza cedex, Francia. La vostra lettera verrà data ad un veggente, e Maria risponderà nella preghiera.
Appello alle famiglie: Vi capita di ascoltare delle parole spiritualmente ‘spiritose’ dei bambini? Non le lasciate perdere per favore! Inviatele a [email protected] , le pubblicheremo.

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