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TU BISHVAT

TU BISHVAT

Celebrata ogni 15 di Shevat del calendario ebraico

20 gennaio 2019

Tu BiShvat è una festività ebraica anche chiamata Capodanno degli alberi, una sorta di ringraziamento per la fecondità della terra. Gesù era un ebreo, per questo credo sia importante per noi cattolici conoscere anche le loro tradizioni, quelle che Nostro Signore celebrò insieme alla Santa Famiglia, qui sulla terra.

Il nome della festività significa 15 del mese di Shevat, ovvero il giorno centrale del mese ebraico di Shevat. Una sorta di ringraziamento per la fecondità della terra dell’anno e un’occasione di augurarsi un raccolto migliore per l’anno successivo.

Il calendario ebraico, usato anche nello Stato d’Israele,  è un calendario lunisolare, cioè calcolato sia sulla base solare sia sulla base lunare. L’anno è composto da 12 o 13 mesi a loro volta composti da 29 o 30 giorni. Le festività ebraiche sono definite in relazione al calendario ebraico: poiché alcune di queste sono legate strettamente alla stagione, esse devono cadere nella stagione giusta.

La Torah racconta di come venne distribuita la terra di Israele alle dodici tribù di Israele. In particolare alla tribù dei Leviti e dei Cohen non venne assegnato alcun territorio dal quale ricavare sostentamento. Vennero invece istituite le decime con le quali le altre tribù dovevano concorrere al sostentamento dei Leviti e dei Cohen.

In particolare, come sorta di tassa sul prodotto doveva essere versata la decima. La destinazione delle decime veniva decisa secondo il ciclo dei sette anni del calendario ebraico.

Ogni anno una prima decima andava interamente alla tribù dei Leviti, e sulla parte rimanente di prodotto veniva applicata un’ulteriore decima che veniva differenziata a seconda dell’anno: nel terzo e sesto anno del ciclo essa veniva donata ai poveri; nel primo, secondo, quarto e quinto invece restava al produttore che, però, la doveva consumare personalmente a Gerusalemme.

Il settimo anno, in quanto anno sabbatico, i prodotti della terra non vengono raccolti (eccetto quelli delle piante spontanee, non coltivate): la terra viene fatta riposare.  

L’osservanza di questa regola prevede, però, la definizione di una sorta di inizio d’anno fiscale per calcolare a quale anno siano da riferire i prodotti della terra.

A questo scopo si può identificare come inizio di anno il momento in cui le precipitazioni terminano, generalmente cominciano ad apparire i primi frutti degli alberi grazie alle piogge dell’anno precedente, la linfa formata sale dal tronco e le piante da frutta fanno sbocciare i primi fiori.

In terra d’Israele questi eventi cadevano grossomodo durante la prima quindicina del mese di Shevat (con l’ennesima diatriba tra Hillel e Shammai) e venne fissata al 15º giorno del mese di Shevat.

Tu BiShvat è una festività minore durante la quale non è proibito lavorare, sebbene permangano alcuni divieti riguardo alla manifestazione di tristezza (durante questa ricorrenza sono ad esempio vietate le orazioni funebri e non si fa Teshuvah).

La forma delle celebrazioni è diventata abbastanza definita solo in epoca moderna grazie al lavoro di Rabbi Yitzchak Luria della città di Safad e dei suoi discepoli che nel 1600 elaborarono un seder simile al Festival del seder di pesach. Il Tikkun (o Seder) di Tu-BiShvat dei cabbalisti di Safad, ha apportato alla tradizione l’uso di mangiare frutta in occasione dell’inizio dell’anno agricolo.

In particolare si usano mangiare i frutti che nella Torah vengono associati alla terra di Israele: frumento o cereali, orzo, uva, fichi, melograni, olive, datteri ed anche probabilmente albicocche, mandorle, pistacchi, noci, agrumi, ecc.

Viene consigliato il consumo o l’assaggio, quando possibile, di almeno 26 frutti, numero correlato al Tetragramma biblico: possono essere utilizzati quindi molti frutti. Il consumo dei frutti viene intercalato dalla lettura di brani della Torah e di commenti rabbinici. Si beve, inoltre, vino rosso e bianco.

Può capitare che il giorno di Tu-BiShvat sia anche Shabbath, cioè cada di Sabato; in questo caso, per svolgere il Seder senza che venga meno il “rispetto facoltativo” di mangiare pane per il Qiddush dello Shabbath, si preferisce consumare il pasto del Venerdì evitando di mangiare frutta e poi, dopo la benedizione del pasto, si fa il Seder.

Forse come imitazione della festa americana dell’Arbor Day, già da inizio Novecento, in Israele, durante la festa di Tu BiShvat si usa piantare una gran quantità di alberi.

Questo gesto simbolico viene associato al desiderio del popolo di Israele di rendere nuovamente verde un paese che, in epoca biblica, era descritto come stillante latte e miele, metafora per indicare un terreno rigoglioso dove l’agricoltura poteva fiorire facilmente.

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_ebraico; https://it.wikipedia.org/wiki/Tu_BiShvat

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