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TESTIMONIANZA DI PADRE EUGENIO LA BARBERA

TESTIMONIANZA DI PADRE EUGENIO LA BARBERA

Ancora una volta il nostro inviato super speciale Marco Ripamonti ha raccolto una straordinaria testimonianza, quella di Padre Eugenio la Barbera, un religioso definito dalla stessa Gospa, un ottimo sacerdote, che davvero non ha peli sulla lingua e professa la sua fede da sempre con grande coraggio e determinazione, come Marco del resto…

Padre Eugenio la Barbera si reco’ a Medjugorje nel 1987 per “smontare l’inganno” di cui aveva proibito parlarne ai suoi parrocchiani. Arrivato a Medjugorje lo accompagnarono per una Via Crucis sul monte Krizevac’. Non ne fu di certo entusiasta perché fra l’altro diluviava. Durante la salita qualcosa di inspiegabile successe. ”

Diluviava, il terreno era fangoso, quasi impraticabile, tutti erano fradici, ma lui completamente asciutto. Proseguendo il cammino un altro segno divino evidente successe, pioveva tantissimo , ma il cielo sulle loro teste era completamente stellato”. A quel punto il sacerdote decise di rivolgersi direttamente alla Gospa, dicendogli, “Io non credo che tu apparirai, ma sappi che io sono un buon sacerdote“.

Il giorno seguente, saliti di nuovo sul Krizevac’, gli si fece vicino un uomo dicendogli, “la Madonna conferma che sei un ottimo sacerdote, ma che non devi contrastare la fede del popolo di DIO, verso di LEI, nella tua parrocchia. Ti dara’ un Segno della Sua presenza“. Prima di tornare a casa, torno’ di nuovo sul Krizevac’, incontro’ un giovane tossicodipedente, gli si fece vicino dicendogli “La Madonna mi ha mostrato il film della mia vita e mi ha detto che i miei peccati saranno lavati per il mio pentimento, ma ho bisogno del perdono sacramentale della Chiesa e mi ha sottolineato di confessarmi da Padre Eugenio. Sono io il segno che ti ha promesso“.

Padre Eugenio e’ un sacerdote milanese, trapiantato in Brasile, dove ha fondato una grande comunita’ religiosa dal nome Regina Pacis, che si ispira a Medjugorje, costituita  nel 1995, riconosciuta subito dal Santo Papa Giovanni Paolo II, fra l’altro diventato poi suo grandissimo e fraterno amico. Concludo, dicendovi come Maria nelle sue apparizioni a Medjugorje, abbia cambiato i cuori sia dei piu’ atei e ostinati, ma fra l’altro come ha trasformato la vita di moltissimi dei suoi figli prescelti, cioe’ i sacerdoti, donando loro tutto il suo infinito amore e trasformando la loro vocazione in pura gioia e puro amore da donare a tutti quanti.

Sempre uniti in preghiera, vostro Marco Ripamonti.

Caro Marco è straordinario come la nostra cara Mamma celeste si rivolga al cuore di ognuno di noi in modo differente quanto significativo e a tal proposito mi hai fatto venire in mente un episodio di cui io stessa sono stata protagonista insieme ad una pellegrina di nome Marisa. 

Sono già passati diversi anni da quel giorno, ma lo ricordo ancora molto bene. Era la fine di maggio del 2013 e fuori dalla chiesa pioveva a più non posso. Tutti i pellegrini per assistere alla Santa Messa si erano recati dentro la Chiesa, che era davvero stipata, tanto che sembrava difficile anche respirare. Ancora non avevano costruito il porticato sulla destra, dove ci si può riparare, ne si utilizzava il padiglione giallo.

A metà della celebrazione un’anziana pellegrina di nome Marisa mi si avvicina bianca come un cencio, dicendomi che si sente male, che le manca l’aria. Io subito cerco di farle spazio, ma le persone sono così vicine l’una all’altra che è impossibile per noi raggiungere anche solo le panche, così decido di portarla subito fuori, anche se a fatica.

Appena aperta la porta sentiamo l’aria frizzante e ci rendiamo conto che non piove più, in compenso era tutto bagnato e il cielo cupo come se volesse ricominciare da un momento all’altro. Gli altoparlanti ci facevano sentire quello che stava accadendo dentro, e senza pensarci troppo ci accomodiamo su di una panchina sul lato sinistro della chiesa, che però era piena di acqua. Come ci fossimo sedute su di una pozzanghera, la guardo sconcertata e scusandomi, ma ormai è fatta. A quel punto sperai davvero di non prendermi un malanno, ma l’importante era che si sentisse meglio.

Alla fine della celebrazione Marisa mi dice: “Ma, sono asciutta!” “Come?” rispondo io allibita. “E’ impossibile eravamo zuppe!” Anch’io poso le mani sul mio di dietro e sento che non vi è alcun segno di bagnato e con quel tempo, vi posso assicurare che era assolutamente impensabile potersi asciugare in così breve tempo. 

Marisa, la prima a sinistra insieme ad alcuni pellegrini del gruppo Maria Regina dell’Universo!

La Madonna ci dona segni incredibili del suo amore e della sua presenza. Alcune volte servono a rafforzare la nostra fede, altre sono semplici consolazioni, o gesti di affetto, gli stessi che una tenera e premurosa madre ha per i suoi figli.

Buona preghiera a tutti in compagnia di Maria! E ancora grazie a Marco che mi dà la possibilità di condividere con voi i grandi miracoli del cielo.

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