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MADONNA DELLA VETRANA

MADONNA DELLA VETRANA

Castellana Grotte (BA) 11 gennaio 1691

madonna-della-vetranaIl popolo castellanese per ringraziare la Madonna della liberazione dalla peste del 1690, ristrutturò la chiesa che custodiva l’icona trecentesca della Beata Vergine, venerata sotto il titolo di “Madonna della Vetrana”, termine dialettale per indicare la peste.

Alla fine del 1690 la chiesa di Castellana era quasi in rovina, quando un terribile morbo venne a turbare la città e la zona circostante. Molto probabilmente fu a causa di un carico di merci infetto attraccato nel porto di Monopoli, una terribile epidemia di peste si diffuse nel territorio a sud-est di Bari, complici le carenti condizioni igieniche, la popolazione fu decimata.

A Castellana la peste arrivò il 23 dicembre 1690. La situazione cambiò durante la notte fra l’11 ed il 12 gennaio 1691, quando due sacerdoti, don Giuseppe Gaetano Lanera e don Giosafat Pinto, pregarono incessantemente per liberare la popolazione dalla peste la Madonna della Vetrana (appellativo che, secondo alcune fonti, deriverebbe da “veterana”, cioè “antica”; secondo la tradizione popolare, invece, “vetrana” proverrebbe dall’omonimo termine dialettale, con cui si indicava la peste), ritratta in un quadro risalente al XIV secolo (1300 circa) e ubicato in una chiesetta rupestre non lontano dal centro abitato di Castellana.

I due sacerdoti ebbero entrambi la stessa ispirazione: ungere i bubboni dei malati con l’olio del lume che ardeva perennemente accanto a quello stesso quadro, per guarire dalla pestilenza.

Così facendo, e dando fuoco a tutto ciò che era stato in contatto con il morbo, da quel 12 gennaio a Castellana più nessuno morì di peste. Tutti attribuirono subito la miracolosa intercessione della Vergine della Vetrana, e la sua venerazione crebbe, sinché tutte le autorità sacre e laiche castellanesi, come segno di gratitudine, decisero di festeggiare ogni anno il grandioso evento.

Il sindaco nel 1691 si impegnò a solennizzare a fine aprile il ricordo del miracolo, ma il popolo ricordò il giorno della rivelazione, ovvero l’11 gennaio, con la festa della Fanove, ovvero dei falò.  Durante la notte la regione si trasforma grazie al calore e alle luci dei molti falò che vengono accesi a decine attraverso cataste di legna ben disposte, a forma di cono e fatti bruciare fino alla mattina del 12. Una miscela di devozione e folklore, che ricorda l’evento miracoloso avvenuto nel 1691.

Da quel momento, di fatto, la Patrona di Castellana fu la Madonna della Vetrana. Quasi geloso di quella preferenza, il Capitolo castellanese nel 1752 “canonicamente” stabilì che compatrona di Castellana fosse la Madonna Consolatrice. Ma il popolo motu proprio aveva fatto la sua scelta; e, in fondo, si trattava sempre della Madonna: cambiava solo la denominazione aggettivale, da Consolatrice a Vetrana!

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Festa delle Fanove

I patroni “ufficiali” vengono tuttora venerati. E se ne fa una festa abbastanza solenne e abbastanza sentita, il 21-22 agosto d’ogni anno. Ma la festa grande, la festa per antonomasia, quella per la quale …si viene dall’estero, quella ricca di tradizioni e di folklore è, dal 1692, la festa d’Aprile in onore di Maria SS. della Vetrana. E dura tre o quattro giorni (prima …anche di più!); ed ha – come giorno centrale – l’ultima domenica di aprile.

 L’icona fu poi trasferita sulla parete del presbiterio dai frati qualche anno dopo il loro ingresso nel convento appena costruito (anno 1714). Dopo la soppressione del secolo scorso, è stato abitato dai frati fin dagli inizi del secolo. Ma ufficialmente la Provincia lo ha preso in consegna con enfiteusi perpetua il 7 maggio 1931 per le mani di P. Emilio Racanelli e P. Raffaele D’Amico.

Il 26 gennaio 1965 il Comune di Castellana Grotte cedette in proprietà alla Provincia, per le mani di P. Pacifico Stragapede, la chiesa con le relative pertinenze e tutti gli oggetti sacri. Il Convento, restaurato in ogni struttura, già sede di chiericato prima e di seminario dopo, è ora sede di una Biblioteca provinciale e periodicamente accoglie gruppi per ritiri ed esercizi spirituali. E’ sede anche del Centro Studi Personalisti “Giovanni Duns Scoto”.

Convento della Madonna della Vetrana a Castellana Grotte (Bari)

Convento della Madonna della Vetrana a Castellana Grotte (Bari)

A sinistra dell’altare maggiore del Santuario di Maria SS della Vetrana si custodisce, in una piccola cappella, l’immagine della Madonna della Vetrana davanti alla quale arde, ancora da più di tre secoli, la lampada ad olio che guarì i malati della città. Dal chiostro, si accede ad un presepio permanente costruito nel 1968. Il convento possiede una corposa biblioteca di antichi volumi di storia, filosofia e teologia.

Fonti: http://www.fratiminoripugliamolise.it/conventi_scheda.php?provincia=Bari&Rif=55; http://www.vetranaterrasanta.com/Laudato_sie/Laudato%2017.pdf; https://it.wikipedia.org/wiki/Castellana_Grotte

 

 

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