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Serva di Dio Madeleine Delbrel

SERVA DI DIO MADELEINE DELBREL

Laica (1904 – 1964) 13 ottobre

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A diciassette anni Madeleine professa un ateismo radicale e profondo, al punto da scrivere: «Dio è morto… viva la morte». L’incontro con alcuni amici cristiani e in particolare l’ingresso nei domenicani del ragazzo che amava, la spingeranno all’incontro con Dio, e il Vangelo diventa il centro della sua vita.

Madeleine Delbrêl, nata nel 1904 in una famiglia cattolica ma poco praticante, a 15 anni è “strettamente atea”, a 17 sintetizza il suo ateismo proclamando “ Dio è morto…viva la morte”, a 20 anni è folgorata da Dio e inizia il suo cammino di conversione. A questa sua radicale inversione di marcia non è certamente estraneo un gruppo di coetanei credenti con i quali si confronta e, in particolare, un certo Jean Maydieu, amico carissimo cui lei da tempo ha messo gli occhi addosso e che un bel giorno preferisce Dio a lei, decidendo di farsi prete.

La ribelle, anticonformista ed emancipata ragazza, con la stessa foga con cui ha fatto aperta professione di ateismo, si tuffa in un’appassionata ed instancabile riscoperta del Dio che ha folgorato i suoi 20 anni ed attraversato così impetuosamente la sua vita.

madeleine debrellCon i consigli di padre Jacques Lorenzo, parroco della chiesa di San Domenico (che sarà poi la sua guida spirituale), si “tuffa” nella preghiera, coltiva il desiderio di scoprire ed approfondire il messaggio evangelico, diventa un’efficiente caposcout e, insieme all’amore per la natura, ritrova la passione per la vita semplice e la solidarietà verso gli indifesi.

Si diploma assistente sociale e nel 1933 si trasferisce a Ivry-sur-Seine, all’estrema periferia di Parigi, chiamata “la città delle 300 fabbriche” e che è un crogiuolo di tensioni, rivendicazioni salariali, lotte operaie, scontri sociali ed ideologici.

È in questa realtà che si immerge Madeleine, insieme alle due capiscout che hanno accettato di fare vita comune con lei, scoprendo tutte le contraddizioni e le fragilità di quel quartiere, autentica roccaforte del marxismo, in cui non è facile testimoniare il Vangelo, anche perché molti dei proprietari delle 310 fabbriche della città sono cattolici che versano somme ingenti per la costruzione delle due nuove chiese, mentre ignorano deliberatamente la miseria dei 43 mila operai delle loro fabbriche.

In questo clima ostile al cristianesimo, anche la “strada”, il bar, l’ufficio o la fabbrica possono e devono trasformarsi in luoghi in cui Do può e deve essere annunciato. Con la loro “spiritualità di strada”, Madeleine e compagne proclamano che “la strada”, cioè il pezzo di mondo in cui Dio di volta in volta le manda, “è il luogo della madeleine debrell2santità”, come lo è il monastero per le persone consacrate. È la vocazione specifica della “gente qualunque”, in un “luogo qualunque”, che svolge “un lavoro qualunque”, assieme ad altri “uomini qualunque” e che, tuttavia, “si tuffa in Dio” con lo stesso movimento con cui “si immerge nel mondo”.

Alla luce del Vangelo, meditato ogni giorno, diventa chiara la distinzione fra l’ideologia marxista e le persone concrete, che meritano attenzione e amore qualunque sia la loro militanza politica. Cominciò a percorrere le strade della periferia, mescolandosi fra la gente, entrando nei caffè affollati, nelle osterie e nelle sale d’attesa dei metro, dove erano rifugiati i più disgraziati, li avvicinava, li ascoltava, si caricava dei loro problemi, offrendo loro la consolazione e la speranza dell’amore cristiano.

Lottando a fianco dei comunisti in favore dei poveri e della giustizia, scopre la dura realtà in cui vivono molte famiglie di operai, ma anche la generosità di numerosi militanti comunisti, con i quali collabora. Arriva a formulare la convinzione che l’ateismo comunista è ormai datato, mentre altri ateismi ben più impegnativi sono alle porte.

La questione dei rapporti tra cattolici e comunisti non è teorizzata o discussa, ma risolta di schianto in base a un semplicissimo principio: “Dio non ha mai detto: Amerai il prossimo tuo come te stesso,

MADELEINE DELBREL

eccetto i comunisti”, perciò c’è solo da accogliere l’evidenza: i comunisti sono di fatto “il suo prossimo” più immediato. E, in quanto tali, le fanno anche scoprire che “la giustizia senza tenerezza umana è pane raffermo…Non c’è autentica carità di Dio senza carità fraterna, e non c’è carità fraterna senza bontà”. Che si manifesta anche con un mazzo di rose rosse, regalato da Madeleine ad una donna, per farsi perdonare di averle consegnato un pacco, da parte della parrocchia, contenente soltanto luridi stracci e non gli indumenti che quella si attendeva.

 

Nel 1959, con il Concilio Ecumenico Vaticano II, di papa Giovanni XXIII, Madeleine venne consultata sul tema dell’ateismo e dell’evangelizzazione del mondo lontano da Dio; che segnerà una delle aperture più clamorose del Concilio.

 

Madeleine rilegge e attualizza come fatto epocale l’insegnamento di san Giovanni della Croce sulla “notte dello spirito”. Così infatti scriveva a un’amica nel 1960:

« San Giovanni della Croce vi parlerebbe, perché egli la vede, dell’immensa e incosciente miseria del mondo d’oggi. Ciò che sicuramente Dio vuole è una compassione e una speranza proporzionate a una tale miseria, una fede capace di glorificare Dio dove vuole, come vuole. In questo mondo “che cambia” così improvvisamente, così madeleine-delbrel1brutalmente, si direbbe che il Signore voglia che la sua redenzione passi attraverso delle vite che si lasciano cambiare a suo piacimento… sconvolgere. Sembra volere delle persone che in questa specie di avventura sappiano che non mancano di nulla ed escano in pace »

Così per trent’anni fino a che muore improvvisamente il 13 ottobre 1964 a Ivry-sur-Seine.

La Chiesa parigina, riconoscendo il suo ruolo fondamentale nella spiritualità del Novecento e ritenendola “una delle più grandi mistiche del XX secolo”, ha avviato il 12 maggio 1993 il processo per la sua beatificazione. I vescovi di Francia, nel 2004, celebrando il centenario della nascita, affiancando la sua figura a quella di s. Teresa di Lisieux, hanno definito la Serva di Dio Madeleine Delbrêl “faro di luce per avventurarci nel terzo millennio”.

Speriamo davvero che Madeleine possa farsi compagna di viaggio di chi si interroga seriamente sulle ragioni del credere, di chi sceglie gli ultimi e l’ultimo posto e di chi si consuma amando Cristo nei fratelli.

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Fonti: http://www.santiebeati.it/dettaglio/92984https://it.wikipedia.org/wiki/Madeleine_Delbr%C3%AAl

 

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