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Santa Maria di Montalto

SANTA MARIA DI MONTALTO

Messina – 12 giugno

Santa Maria di Montalto3La festa del santuario si celebra il 12 giugno che corrisponde alla festa cittadina detta della “Colomba”, ricordando la colomba miracolosa. Nel santuario si conservano alcune reliquie di sant’Alfonso Maria de Liguori e di santi redentoristi, inoltre una lettera di sant’Ignazio di Lojola datata 1550. In questo luogo si tiene il Premio nazionale di Poesia religiosa Madonna di Montalto.

Il Santuario si erige su un’altura che domina la città e il porto di Messina. L’origine del tempio cristiano è legata alla guerra dei “Vespri siciliani”, scoppiati a Palermo il 31 marzo 1282, lunedì di Pasqua.

A Messina la rivolta scoppiò il 28 aprile e la popolazione, in preda alla disperazione, ricorse all’intercessione di Maria Vergine. Nella notte fra l’8 e il 9 agosto fu notata una signora vestita di bianco che copriva con veli i punti più vulnerabili delle murae la città fu salva. Ai primi di giugno del 1294 la Vergine indicò il luogo in cui voleva venisse edificato il santuario a lei dedicato: fu vista una colomba volare sul luogo e segnare i confini della chiesa stessa.

I lavori del santuario terminarono nel 1295 e fu affidato alle monache cistercensi. Più volte, lungo i secoli, la Madonna fece sentire la sua particolare presenza e protezione sopra la città: in occasione di lotte, epidemie e terremoti, quello terribile e devastante del 1908 che vide la regina Elena di Savoia intrepida Santa Maria di Montalto2soccorritrice dei terremotati, provocò la distruzione del tempio, che venne celermente ricostruito fra il 1910 e il 1911. Sarà ampliato fra il 1928 e il 1930. Dal 1946 il santuario appartiene ai Padri Redentoristi, fondati da sant’Alfonso Maria de Liguori.

Il 1° gennaio 1950 l’icona viene solennemente incoronata e la diocesi è affidata al Cuore Immacolato di Maria. Il Santuario, in cemento armato e mattoni pieni, ricorda quello del 1295, in stile romanico-gotico, con facciata fiancheggiata da due campanili gemelli degli architetti Valenti e Barbaro.

Nell’interno troviamo un’icona bizantina che riproduce, su tavola, una Madonna seduta che offre ai fedeli il Bambino Gesù, in piedi sulle ginocchia, quale unico Salvatore. Nel secolo XVII l’icona venne rivestita da una mantea argentea finemente cesellata dalla scuola di Pietro Juvara. Giovanni Paolo II, nella sua visita al santuario di Messina, nel 1988, donò per questa Madonna una corona d’argento filigranata. Il tetto del tempio, in legno, è decorato da Gregoretti di Palermo; mentre il pavimento, in marmo policromo, è del Diletti di Messina del 1984.

Fonte: http://www.donbosco-torino.it/ita/Maria/santuari/2000-2001/Santuari%20Sicilia-4.html

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