Crea sito

SANTA MARGHERITA D’OINGT

SANTA MARGHERITA D’OINGT 

mistica religiosa dell’Ordine certosino (1240 –1310) 11 febbraio

SANTA MARGHERITA D’OINGT2Marguerite d’Oingt è una delle prime poetesse delle quali si abbia traccia in Francia. Benedetto XVI di lei disse: « Margherita ci invita a meditare la vita di dolore e amore di Gesù e di Maria e a dare così un senso alla nostra esistenza », ovvero « mettere la nostra vita al servizio di Dio e degli altri »

Margherita d’Oingt è nata probabilmente nel 1240 e morta nel 1310, discendente della potente famiglia dei d’Oingt della Beaujolais, estinta nel 1382 in mancanza di eredi maschi. Anche la madre si chiamava Margherita e aveva due fratelli – Guiscardo e Luigi – e tre sorelle: Caterina, Isabella e Agnese. Quest’ultima la seguirà in monastero, nella Certosa, succedendole poi come priora. Dai suoi scritti possiamo intuire che la sua infanzia sia trascorsa tranquilla, in un ambiente familiare affettuoso. Infatti, per esprimere l’amore sconfinato di Dio, ella valorizza molto immagini legate alla famiglia, con particolare riferimento alle figure del padre e della madre. In una sua meditazione prega così:

Bel dolce Signore, quando penso alle speciali grazie che mi hai fatto per tua sollecitudine: innanzi tutto, come mi hai custodita fin dalla mia infanzia, e come mi hai sottratta dal pericolo di questo mondo e mi hai chiamata a dedicarmi al SANTA MARGHERITA D’OINGT1tuo santo servizio, e come mi hai provvista in tutte quelle cose che mi erano necessarie per mangiare, bere, vestire e calzare, (e lo hai fatto) in tal modo che non ho avuto occasione di pensare in tutte queste cose che alla tua grande misericordia” (Margherita d’Oingt, Scritti spirituali, Meditazione V, 100, Cinisello Balsamo 1997, p. 74)»

Celebre presso i contemporanei, Marguerite d’Oingt è stata una mistica, religiosa dell’Ordine certosino, contemporanea di Filippo il bello e Clemente V. Dal 1288 è la quarta priora della Certosa di Poleteins (vicino a Mionnay dans les Dombes), fondata da Marguerite de Bâgé nel 1238, della quale oggi rimane soltanto un edificio.

Le informazioni più precise circa questa santa ci sono giunte attraverso l’udienza generale del 3 novembre 2010 da Papa Benedetto XVI, che così elogiava le sue qualità: « Margherita ci invita a meditare la vita di dolore e amore di Gesù e di Maria e a dare così un senso alla nostra esistenza », ovvero « mettere la nostra vita al servizio di Dio e degli altri »

« A prima vista una certosina medioevale può apparire lontana da noi; ma se veniamo all’essenziale vediamo che tocca anche a noi il compito di arrivare al più profondo della nostra vita. Margherita ha considerato il Signore come un libro, uno specchio in cui appare anche la propria coscienza. La sua coscienza è stata pulita. Di questo abbiamo bisogno anche noi: lasciare entrare Gesù nella nostra coscienza perché sia illuminata e pulita. La spazzatura non è solo nelle strade. La spazzatura è anche nella nostra coscienza e nelle nostre anime e solo la forza e la luce del Signore ci dà la retta via: lasciamoci illuminare e pulire per imparare la vera vita »

margherita-doingt-certosa-di-san-martinoS’ignora esattamente a quale data – «entrò nella Certosa di Poleteins in risposta alla chiamata del Signore, lasciando tutto e accettando la severa regola certosina»

Il Papa dà la parola alla stessa santa che con parole eloquenti ricorda la sua chiamata alla vita monastica:

«“Dolce Signore, io ho lasciato mio padre e mia madre e i miei fratelli e tutte le cose di questo mondo per tuo amore; ma questo è pochissimo, poiché le ricchezze di questo mondo non sono che spine pungenti; e chi più ne possiede più è sfortunato. E per questo mi sembra di non aver lasciato altro che miseria e povertà; ma tu sai, dolce Signore, che se io possedessi mille mondi e potessi disporne a mio piacimento, abbandonerei tutto per amore tuo; e quand’anche tu mi dessi tutto ciò che possiedi in cielo e in terra, non mi riterrei appagata finché non avessi te, perché tu sei la vita dell’anima mia, né ho né voglio avere padre e madre fuori di te” (ibid., Meditazione II, 32, p. 59)» (ibid.).

Dal 1288 alla morte, nel 1310, Margherita esercita l’ufficio di priora della sua Certosa. A ulteriore smentita del luogo comune che vuole le donne del Medioevo generalmente ignoranti, «è una donna molto colta; scrive abitualmente in latino, la lingua degli eruditi, ma scrive pure in franco-provenzale e anche questo è una rarità: i suoi scritti sono, così, i primi, di cui si ha memoria, redatti in questa SANTA MARGHERITA D’OINGTlingua». Le sue opere principali sono la Pagina meditationum (1286), in latino, e lo Speculum sanctae Margarete (1294) – cui fu dato in seguito questo titolo latino, ma che la santa scrisse in franco-provenzale – dove racconta tre sue visioni. Negli ultimi anni vi aggiunse Li via Seiti Biatrix Virgina de Ornaciu, pure in franco-provenzale, dove racconta la vita della consorella beata Beatrice di Ornacieux (1250-1303).

Una donna di grande cultura, dunque. Ma la sua cultura non è fine a se stessa. Santa Margherita non dimentica, sottolinea Benedetto XVI, che ultimamente «Cristo è il Libro che va scritto, va inciso quotidianamente nel proprio cuore e nella propria vita, in particolare la sua passione salvifica» (ibid.). Ma in realtà fra cultura e vita, fra opera letteraria e opera della grazia nell’esperienza monastica, fra i tanti buoni libri – che è cosa buona leggere – e l’unico vero Libro non c’è contraddizione.

«Nell’opera Speculum, Margherita, riferendosi a se stessa in terza persona, sottolinea che per grazia del Signoreaveva inciso nel suo cuore la santa vita che Dio Gesù Cristo condusse sulla terra, i suoi