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Basilica Pontificia di San Nicola

Basilica Pontificia di San Nicola

6 dicembre

Bari_Basilica_San_NicolaLa festa della basilica si celebra il 6 dicembre giorno in cui si ricorda San Nicola di Bari, mentre la sagra si svolge dal 7 al 9 maggio. Ma la particolarità di questo Santuario è la devozione della manna

Il santuario affonda le sue origini nel 1087, quando furono derubate le reliquie di san Nicola da Myra, in Turchia, e furono condotte in Italia, a Bari. L’abate Elia, benedettino, prese in custodia le reliquie ed ebbe il compito di costruire la nuova chiesa nella ex corte del Catapano (governatore bizantino).

Papa Urbano II nel 1089 consacrò la cripta e dieci anni dopo venne consacrata la chiesa. Nel 1096 passarono i cavalieri della prima crociata, che si fermarono a pregare san Nicola per ringraziarlo della buona riuscita della loro impresa. Nel 1098 si tenne il Concilio di Bari alla presenza di sant’Anselmo d’Aosta, vescovo di Canterbury e proprio a questo periodo corrisponde la costruzione della cattedra di Elia: un trono episcopale in marmo collocato dietro il ciborio, capolavoro della scultura romanica.

tomba di san nicola

Tomba di san Nicola

Dopo la dominazione normanna e degli svevi ci fu la sovranità angioina e proprio sotto Carlo II d’Angiò, alla fine del XIII secolo, la basilica raggiunse il suo massimo splendore.

Nel grande tempio dove si raccolgono i fedeli sono presenti diversi stili artistici: bizantino, nelle linee architettoniche e nei capitelli, normanno, nelle due torri, arabo, nel disegno del mosaico presbiterale. La parte più artistica della basilica è proprio quella del presbiterio: l’altare maggiore ha un basamento a tre gradini, il primo decorato a palmette, il secondo da uccelli, il terzo da un’iscrizione latina che ricorda Elia e Eustasio ed è sormontato da un ciborio con mosaico (1150) con pregevoli capitelli che richiamano quelli normanni e un baldacchino a doppia piramide ottagonale.

Il nucleo centrale della basilica è la cripta di San Nicola, consacrata nel 1089 con capitelli bizantini e romanici. L’altare, che conserva le reliquie del santo, è composto da lastre risalenti all’XI secolo. Dietro l’altare si trova un’icona bizantina donata da Stefano II Urosio, re di Serbia (1319) che rappresenta san Nicola fra Maria e Gesù.

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Cripta di san Nicola

Nel XVII secolo fu fabbricato il pulpito, rifatto l’altare d’argento, ricoperte le colonne della cripta e realizzato il grande soffitto che raffigura delle scene della vita di san Nicola. Fra le diverse scene, in legno dorato, spiccano gli stemmi dei re, dei priori e delle famiglie nobili del luogo che contribuirono alla realizzazione delle opere.

Fra il 1925 e il 1930 sono stati realizzati lavori di restauro che hanno ridato alla chiesa la sua immagine romanica.

Nella sala del tesoro si conservano le reliquie di san Tommaso apostolo, san Giacomo Maggiore, san Gregorio Magno, san Longino, san Lorenzo. È inoltre presente la devozione della manna: un liquido acquoso che si forma nella tomba di san Nicola e viene raccolto in boccettine che si distribuiscono ai devoti. 

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Manna di san Nicola

Il sacro liquido si formava già nella Basilica di Mira. Nelle due relazioni dell’epoca infatti, è detto che le reliquie galleggiavano in un sacro liquido. Nel 1925 il liquido fu analizzato dal Laboratorio di chimica dell’Università di Bari e risulta essere un’acqua dotata di una particolare purezza.

Ma per tutti è un vero proprio miracolo che ha una sua particolare liturgia nella quale si evince che il miracolo avviene attraverso le ossa del santo, oppure i marmi che lo ospitano. Il foro dal quale fuoriesce il liquido viene aperto solo il 9 maggio alla presenza di una grande folla. Il blocco alla base è leggermente scosceso verso il centro, il che permette appunto la raccolta della Santa Manna. Per i più scettici invece si tratterebbe, di un fenomeno chimico dovuto ad una condensazione vaporosa.

I padri domenicani, cui la Santa Sede ha affidato la Basilica dal 1951, hanno scelto una linea discreta. La devozione non viene abolita in quanto l’acqua che si forma nella tomba è effettivamente una reliquia, essendosi trovata comunque a contatto con le ossa del Santo. Si precisa, tuttavia, che l’acqua che viene distribuita in boccettine nella Sala delle Offerte non è l’acqua che si è formata nella tomba del Santo durante l’anno.

manna-2Infatti, normalmente si raccoglie una quantità media di mezzo litro o poco più, e quindi su migliaia di devoti se ne potrebbero accontentare ben pochi. Quella che viene distribuita proviene da grandi boccioni di acqua benedetta, in cui è stata versata la “manna” raccolta il 9 maggio. 

Nell’istituto di teologia ecumenica, dipendente dall’Angelicum di Roma, si tengono iniziative spirituali e culturali di carattere ecumenico, incentivando i rapporti fra le confessioni cristiane soprattutto orientali, come russi e greci, mentre il Centro Studi Nicolaiani promuove studi e ricerche storiche sulla città e su san Nicola, oltre ad organizzare concerti, conferenze, mostre.

Frati Domenicani Diocesi: Bari – Bitonto – Indirizzo: Largo Abate Elia 13

Fonte: http://www.donbosco-torino.it/ita/Maria/santuari/2000-2001/Santuari%20Puglia-1.html

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