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Suor Giustina Bisqueyburu

Suor Giustina Bisqueyburu

Religiosa, mistica (1817-1903) 23 settembre

caritaNota per aver ricevuto dalla Santa Vergine lo Scapolare Verde. Suora dello stesso ordine delle Figlie della Carità di san Vincenzo de Paoli, come S. Caterina Labouré, ottenne grandi grazie attraverso l’utilizzo di questo scapolare in onore del Cuore Immacolato di Maria.

Figlia di un commerciante e di una nobildonna, Giustina nacque a Mauléon (Bassi Pirenei) l’11 novembre 1817 per la festa di S. Martino. Fu allevata con amore dalla zia materna che insieme al marito per il forte legame affettivo che li aveva uniti, le lasciarono alla morte, l’intero loro patrimonio.

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S. Caterina Labouré dell’ordine delle Figlie della Carità ricevette dalla Santa Vergine la Medaglia Miracolosa nel 1830

All’età di 22 anni domandò il permesso di partire per l’ospedale di Pau, dove fece il suo postulato sotto la condotta di rispettabile Suor Vallier. Seguì il noviziato a Parigi sotto la guida di padre Aladel, Direttore delle Figlie della Carità, il quale, trovandosi di passaggio a Pau per far ritorno a Parigi, s’incaricò volentieri di condurvi la giovane postulante. Ella fece il suo ingresso in noviziato il 27 novembre 1839, nono anniversario della celebre apparizione della Vergine a S. Caterina Labouré. Il buon Aladel, che guidava sì saggiamente nelle sue vie straordinarie la Labouré non dubitava punto di dover guidare per analoghe vie la postulante confidata alle sue cure pel viaggio da Pau a Parigi.

Terminato il noviziato venne inviata a Blangy (Senna-Inferiore) coll’incarico della scuola (1840). Nel 1841 la troviamo a Versailles ove rimase fino al 1855. Qui pronunciò i suoi voti ed ebbe pure occasione di prodigarsi senza misura all’esercizio della carità, e di rivelare le attitudini eccezionali di cui era dotata per la cura dei malati. Quando scoppiò la guerra di Crimea nel 1854, partì volontaria per Costantinopoli con altre suore.

L’attitudine acquistata a curare i soldati fu sfruttata dai superiori che la distinarono da prima nell’ospedale militare di Val-de-Grâce, a Parigi e poi nel 1858, in qualità di superiora, nell’ospedale militare di Rennes. Ma anche qui le dissero presto che sarebbe dovuta partire nuovamente e abbadonare le sorelle mantenendo il Suor Giustina Bisqueyburuminimo riservo e questo la fece soffrire non poco. Ad Algeri fu messa a capo dell’ospedale militare di Dey, dove rimase per ben 9 anni. E questi suoi continui successi suscitarano non poche gelosie, animarono calunnie, mettendola a ben dura prova. Ma ancora nulla faceva sospettare che fosse stata oggetto di favori soprannaturali.

Il Padre Etienne, ritornato dal suo viaggio, riconobbe ben presto la sua innocenza e per mostrarle che non aveva perduto per nulla la sua fiducia in lei, la mandò in Italia al servizio dello esercito pontificio. Dopo aver passato tre giorni e tre notti sul campo di battaglia di Mentana, andò a Roma.

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Papa Pio IX

Il papa Pio IX, la vedeva sovente e le diede più d’una testimonianza della sua paterna benevolenza. Giungeva talvolta sino a permetterle di accompagnarlo nella sua passeggiata attraverso i suoi giardini riservati. Un Missionario che la conosceva bene, disse parlando di lei: “Quale martirio! Bisogna che avesse una vocazione ben ferma per aver potuto resistere ad una simile tempesta“.

Nel 1868 lasciò Roma per prendere la direzione dell’Hôtel-Dieu di Carcassona. Fu l’ultima sua tappa. Vi stette per trentacinque anni, dandovi come in tutti gli altri posti, l’esempio di molte virtù e operandovi un bene immenso.

Suor Naude, confessò che all’ultimo stadio della malattia nessuno aveva il coraggio di suggerirle di chiedere gli ultimi Sacramenti, così decisero di metterle sotto il cuscino lo scapolare, confidando che la SS Vergine non avrebbe permesso che la sua figlia privilegiata partisse senza i soccorsi della religione. E proprio in quell’istante essa chiese tutti i sacramenti. “Questo avveniva due settimane prima della sua morte, e durante quegli ultimi giorni, sì penosifiglie-della-caritá -Suor Giustina Bisqueyburuper essa, ci edificò tutte colla sua pazienza, la sua dolcezza e la sua bontà verso tutti.”

Fu presa anche durante la malattia, dalla paura di comparire innanzi a Dio con le mani vuote. Tutti le ripetevano che di bene ne aveva fatto tanto, dunque ella rispose:   “È vero,  ma che valgano queste opere?… Io sono stata così adulata! Non avrò già ricevuto quaggiù la mia ricompensa?“. “Tuttavia i suoi timori si dissiparono ben presto, e non ci parlò più che del cielo e della SS. Vergine“.

Ripeteva spesso: Amate la SS. Vergine, amatela molto. È così bella!“. “ Ma che cosa bisogna fare per amarla?” “Bisgona imitare le sue virtù.” […] “Le mostrai lo Scapolare Verde, e subito mi disse: Sì, è quella“. E lo baciò piamente.

Dagli inizi della sua vocazione era stata, da parte della SS. Vergine, oggetto di favori soprannaturali. La sua umiltà seppe per lungo tempo tenerli completamente nascosti; tuttavia di questo segreto qualcosa era trapelato. Si sapeva che l’uso dello Scapolare Verde sui malati era stato rivelato ad una religiosa, attraverso una visione, ma nessuno sapeva chi fosse la prediletta dal Signore per questo incarico.

Suor Naude rivelò: “… noi l’abbiamo tormentata per farla confessare ch’era essa che aveva avuta la visione. Ma essa non s’era mai lasciata sorprendere e ci congedava in maniera da toglierci la voglia di farle nuove domande“.

Lo Scapolare Verde mostrato a suor Giustina Bisqueyburu dalla Madonna e contenente la seguente supplica: «Cuore Im­macolato di Maria, pregate per noi adesso e nell’ora della no­stra morte!»

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Durante i suoi ultimi anni,” – dice un’altra compagna, Suor Brum, che era vissuta 18 anni con lei – … la intrattenevamo particolarmente circa lo Scapolare Verde, del quale essa ci raccomandava l’uso presso quei malati che erano lontani da Dio. […] Possiamo affermare che quando un malato era in pericolo e lo raccomandavamo alle preghiere della nostra buona Superiora, mentre gli mettevamo lo Scapolare Verde, sempre siamo state esaudite. […] Ma quando cercavamo di sapere a chi la SS. Vergine aveva rivelato questo Scapolare, o essa sorrideva alle nostre domande importune, o ci mandava per maggiori schiarimenti ai nostri superiori, o ci diceva risolutamente: “Voi m’annoiate; lasciatemi tranquilla con tutte le vostre visioni“. Ma verso la fine della sua ultima malattia, Dio permise ch’ella non scorgesse il tranello di certe domande, e che senza volerlo si tradisse.

“La sua debolezza era tanto grande come la sua magrezza, e non si poteva prolungare la sua vita se non a forza di iniezioni.

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Il fondatore dell’ordine: San Vincenzo de Paoli

Il 23 settembre 1903 (anniversario dell’ordinazione sacerdotale di S. Vincenzo de’ Paoli), coi sentimenti della più grande pietà, rese dolcemente la sua anima a Dio, nell’ottantaduesimo anno di sua età, e sessantesimo quinto di sua vocazione, lasciando dietro di sè un profumo di santità. Non vi è dubbio che non contempli ora in cielo l’augusta Vergine, che si degnò così sovente manifestarsi a lei in questo luogo d’esilio!

Era questa la convinzione delle Suore che l’avevano meglio conosciuta e avvicinata. Una di esse, tre giorni dopo la sua morte, il 26 settembre 1903, scriveva a Suor Naude: “Oh! mi lasci piangere con lei! È un sollievo poter versare le pena del proprio cuore in un cuore amico!

Il suo, cara Sorella, e il mio si comprendevano, e avevano per la cara defunta lo stesso affetto, la stessa venerazione. Essi sono uniti ora nello stesso dolore…

Oh! qual piacere richiamarmi i suoi begli esempi di umiltà, di fervore, di regolarità! Sempre sulla via del dovere, ferma e figlie-della-caritá -Suor Giustina Bisqueyburu1grande nei sacrifici, nelle sofferenze, nelle pene di ogni sorta; essa era, per noi il tipo di una vera figlia di S. Vincenzo de’ Paoli...

Ora à in cielo, santamente rapita alla vista di Colui che era quaggiù l’oggetto di tutto il suo amore, l’unico fine di tutti i suoi atti. Ma la sua felicità, ne son certa, non le fa dimenticare quelli e quelle che la piangono. Noi abbiamo lassù in essa una ben potente protettrice“.

Qual glorioso corteggio le fanno ora in cielo le anime sì numerose che le devono la loro salute, grazie allo Scapolare Verde che le fu rivelato dalla Vergine del Cuore Immacolato di cui c’intratterremo nella seconda parte!,

Chiunque ricevesse grazie di guarigione o conversione con lo scapolare verde può inviare dettagliata relazione.

Per acquistare lo Scapolare Verde rivolgersi a: COOPERAZIONE VINCENZIANA  Via Fassolo, 29 – 16126 Genova Tel.: 010261805 – ccp. 12663191.

Testimonianza di MARIA-EDOARDO MOTT PRETE DELLA MISSIONE

Fonte: http://immaculata.ch/verlag/devotionalien/skapuliere/verde_mott.htm

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2 comments

  1. giampietro ha detto:

    immagine dello scapolare gradirei averlo

  2. biscobreak ha detto:

    Ciao Giampiero, l’immagine è nell’articolo mentre se vuoi fartelo mandare in fondo all’articolo c’è questo indirizzo: Per acquistare lo Scapolare Verde rivolgersi a: COOPERAZIONE VINCENZIANA Via Fassolo, 29 – 16126 Genova Tel.: 010261805 – ccp. 12663191.
    A presto