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SUOR MARIA DELLA TRINITÀ

SUOR MARIA DELLA TRINITÀ

(Maria Jacques) mistica, profetessa, clarissa (1901-1943) 25 giugno 

SUOR MARIA DELLA TRINITÀLa sera del febbraio 1926 arrivò alla conclusione che Dio non esisteva e la vita non valeva la pena di essere vissuta. Ma il Signore era vicino al suo dolore e precisamente da quella sera, per una serie di circostanze provvidenziali, incominciò quel lavorio interiore della grazia che doveva condurla a convertirsi al Cattolicesimo e dopo una serie di prove e delusioni di ogni specie, a morire Clarissa a Gerusalemme. 

Una ragazza passando davanti alla chiesa del “Corpus Domini” a Milano viene colpita dall’iscrizione “Corpus Domini” sulla porta e tornando a casa, presso la signora che la ospita, le domanda: “Che cosa significano queste strane parole?”. È rapita da qualcosa di misterioso, di grande. La signora è sì, cattolica, ma non praticante da anni e non sa risponderle. La ragazza però, da qualche tempo, ha letto la vita di Maggy Lekeux, l’eroica maestrina belga, testimone e apostola di Gesù, e ha già provato un grandissimo desiderio di conoscere il Cattolicesimo. Ma come fare?

SUOR MARIA DELLA TRINITÀ3

Luisa a 10 mesi con la zia Alice

Questa ragazza si chiama Maria Jacques ed è nata il 26 aprile 1901 a Pretoria nel Transvaal da genitori protestanti. La sua mamma era morta dandola alla luce; il padre missionario protestante la conduce in Svizzera, dove viene educata da una zia e cresce come una ragazza indipendente, senza alcuna formazione religiosa. La giovinezza di Maria fu senza affetti e senza gioia. Dopo una lunga sequela di “sacrifici e di lotte inutili”; le ripetute delusioni nel lavoro, la relazione fallita con un uomo sposato e la grande solitudine dovuta alla lontananza dai familiari tanto amati la conducono a venticinque anni a non comprendere piú il senso della vita e a pronunciare quell’amara sentenza: Dio non c’è. Ma fu proprio in quella notte che nella disperazione era entrata una luce: la percezione di una presenza che la visitava, di una religiosa vestita di bruno scuro con una corda come cintura. Il Signore stesso le riveló il senso del lungo cammino: Tu stessa dovevi, da sola, spogliandoti di te, scoprire la mia Voce.

Non avevo alcuna conoscenza dei Misteri della fede; non credevo che Gesù Cristo fosse Dio, tuttavia era per me la più grande figura umana che mi fosse dato di contemplare. Anche il nostro Salvatore? Oh, mio Dio, come comprenderlo, quando non si è mai tenuto in mano una croce e Colui che vi fu inchiodato, quando non si è mai meditato il dramma della Passione, come comprenderlo davvero senza aver ricevuto il suo supremo dono che è Lui stesso nell’Eucaristia?

Maria, non trovando lavoro in Svizzera, accetta un posto di istitutrice a Milano. Il bambino affidatole è a scuola dalle otto del mattino alle quattro del pomeriggio ed ella ne approfitta per visitare le chiese della città, che hanno su di lei una singolare attrattiva. Un sera, entra nella basilica della Madonna delle Grazie e si trova affascinata SUOR MARIA DELLA TRINITÀ2dall’“Ultima Cena” di Leonardo da Vinci, ma quando fermandosi in fondo, vede molta gente inginocchiata che prega davanti a un altare colmo di fiori e di candele accese attorno a uno (per lei) strano oggetto a forma di sole (l’ostensorio) ed infine vede il prete alzarlo a benedire i presenti, è profondamente segnata dentro, sconvolta, avvinta…

Luisa  a 5 anni con le sorelle

Non sa che cos’è il SS.mo Sacramento né che cosa sono i Sacramenti. Sente che nelle chiese dei cattolici c’è come una Presenza, la Presenza di Qualcuno, che l’attira irresistibilmente. Quell’anno, Maria trascorre le vacanze estive sulle Alpi, con un gruppo di amiche, conosciute a Milano. Una di queste una mattina la invita a pregare e le spiega: “Lui, Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo per noi… Lui, così grande, si fa piccolo per venire a noi, sotto le specie del pane, per aiutarci, per stare con noi… Oh, se tu sapessi… Lo possiamo anche ricevere!”.

Maria intuisce che i cattolici hanno una Realtà meravigliosa: Dio così buono e bello, così vicino, sull’altare, nel Tabernacolo. Le viene voglia di andare anche lei a riceverlo nella Comunione. L’amica le ha detto che prima deve confessarsi, anzi deve farsi cattolica. Allora si reca in duomo a Milano e cammina alquanto, finché si inginocchia in un confessionale e apre la sua anima al sacerdote. Il quale, la manda da alcune suore: “Là vi istruiranno nella fede cattolica. Vi spiegheranno tutto, poi entrerete nella Chiesa Cattolica, potrete fare la Comunione. Io pregherò molto per voi”.

SUOR MARIA DELLA TRINITÀVa subito a bussare alla porta delle “Suore del Cenacolo”. Si trova in parlatorio davanti a una piccola suora, Madre Reggio, che la scolta, assai materna, e la invita a venire ogni giorno. Così, ai primi di novembre 1927, Maria comincia il suo cammino verso il Cattolicesimo. È una scoperta meravigliosa – tutto è bello e grande – ma “Gesù, Gesù che cosa c’è di più bello di Gesù? Che meraviglia – annota – Come il Signore Gesù parla dentro di noi quando lo si ascolta!”. Recupera la bellezza e la gioia della vita: “I problemi che tanto mi avevano affaticato nella giovinezza, trovano in Gesù la loro soluzione. Da dove veniamo? Dove andiamo? Chi siamo? Tutto si mette in ordine nel mio cuore e non mi sento delusa da Cristo: non lo sarei mai stata!”.

Finalmente le viene fissato il Battesimo per il 18 marzo 1928. Per quella data, sembra che il diavolo le crei tutti gli ostacoli del mondo per impedirle il passo definitivo. Ma ecco, giunge il grande giorno: “Faccio abiura… ricevo il santo Battesimo… finalmente Gesù nella Comunione, unita al suo Sacrificio nella Messa. Gesù era entrato nella mia vita e ciò mi bastava”. Alcune settimane dopo riceve la Cresima. Prende ad accostarsi alla Comunione con frequenza e regolarità: “Come se fosse entrato in me il sole! Un fuoco, una chiarezza, un calore che mi penetravano tutta. Mi sono aggrappata all’Eucaristia (e alla Madonna). Io credo che solo Gesù Eucaristico mi aiuterà a morire!”.

Per Maria Jacques, convertirsi e decidere di consacrarsi per sempre a Gesù Cristo è la stessa cosa: non vivrà più che per Lui solo. Ma, così fragile di salute, chi l’accetterà in convento? Fa domanda alle Suore dell’Assunzione, le quali la mandano a Parigi in ritiro. Lì è assalita dalla febbre. Le dicono subito che l’Ordine non è per lei. Ritorna a Milano e bussa alle Francescane presso l’antica Certosa, dove fissa l’ingresso per il 15 ottobre. Il medico le dice che nonSUOR MARIA DELLA TRINITÀ5 resisterà. “Ebbene – risponde – entrerò per offrirvi la vita e morire sposa di Cristo”. Quindici giorno dopo, ha una forte emottisi ed è dimessa in gran fretta.

Un buon prete le consiglia di recarsi dai suoi cari a Joannesburg, in Sud-Africa, poi si vedrà. Maria parte: dopo un lungo viaggio, riabbraccia il suo papà al quale narra la sua conversione al Cattolicesimo e il suo desiderio di consacrazione. Lì ci sono soltanto le Carmelitane e le Cappuccine, mentre lei sente un forte richiamo per le Clarisse, l’Ordine femminile uscito dal cuore di S. Francesco e S. Chiara d’Assisi, con la pratica della povertà assoluta, con Gesù come unico Tesoro che basta. Un sacerdote le dà l’indirizzo della Madre Amandina, monastero di Notre Dame de Sion a Gerusalemme. Maria lo comunica a suo padre: “Farai un pellegrinaggio a Gerusalemme – commenta papà – poi tornerai da me”.

Il 21 maggio 1938, Maria parte per la Città santa, dove giunge il 24 giugno. Si reca subito a pregare nella chiesetta delle Clarisse: vede il SS.mo Sacramento esposto sull’altare e ricorda la fortissima avvincente emozione provata alle “Grazie” di Milano. Ora Gesù Eucaristico la conquista per sempre. Mentre prega, suor Angela le si avvicina e le domanda: “Volete farvi Clarissa?”. Risponde: “Avete ancora posto?”. “Il monastero è stato fatto per 51, siamo solo in venti. Volete venire?”. Accetta e il 30 giugno è già accolta come postulante. Ora brucia le tappe e diventa, vestendo il santo abito, suor Maria delle Trinità, perché conquistata da Gesù solo, vive soltanto più per i Tre che sono Uno: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

SUOR MARIA DELLA TRINITÀ1

Sr. Marie nel 1940 foto del passaporto

Qui veramente bruciò le tappe del suo perfezionamento: da quel carattere estremamente indipendente che essa era, si fece la più obbediente e la più docile della comunità; caritatevolmente moderò quel mordente interiore, quel fuoco di neo-convertita che avrebbe voluto trascinare tutto e tutti a bruciare della sua medesima fiamma.

Dio le concede solo poco più di tre anni di vita religiosa: brucianti di amore a Lui, di espiazione per il mondo in un meraviglioso Colloquio interiore. In obbedienza al suo padre spirituale scrive questi suoi “Appunti” – ció che la Voce le suggeriva, piccole gocce di sapienza evangelica – che, insieme al “Racconto della conversione e vocazione” vengono pubblicati e tradotti in cinque lingue (ed. it.  Suor Maria della Trinità, “Colloquio interiore”, Franciscan Printing Press, Gerusalemme, 9^ ed. 2004). Nella Prefazione Hans Urs von Balthasar sottolinea l’attualità dei tratti dominanti della sua spiritualità: l’ascolto interiore della Voce del Signore, la profonda consapevolezza della libertà che Dio lascia alle sue creature nel risponderGli, il ‘voto di vittima’ inteso come ‘sommo grado di disponibilità e di non-resistenza a tutte le decisioni di Dio’ in un atteggiamento di fondo profondamente eucaristico.

Suor Maria, infatti, non fa altro che annotarvi e mediarci ciò che ascolta personalmente dal suo Diletto e Maestro interiore, i “messaggi” di Lui (n. 173,514). Le sue lezioni spirituali non sono che echi fedeli della Parola salvifica e normativa del Signore. (n. 34, 179, 367). Per cui leggendo o ascoltando lei, si rimane alla scuola di Colui che è “il Maestro” unico (Mt. 23,8) e che, solo, ha “parole di vita eterna” (Gv. 6,68). Si spiega così il fascino crescente che l’umile clarissa di Gerusalemme esercita sulle anime. In suor Maria della Trinità sono evidenti le tre dimensioni essenziali della santità cristiana: bibilicità, cristicità-marianità, ecclesialità.SUOR MARIA DELLA TRINITÀ4

Quando la morte, preannunziata dalla singolare voce, si presentò il 2 giugno 1942, le andò incontro serena, chè il capolavoro della sua anima era compiuto ed ella non aveva altro desiderio che di offrirlo a colui che l’aveva chiamata da tanto lontano e che tanto l’aveva prediletta.

Il 23 giugno 1943, annota: “Mio Dio, quanto sei buono!”. Sente che Gesù le dice: “Bisogna che le anime si offrano vittime a me. È così che la società si ricostruirà. Essere vittima significa imitare la mia vita eucaristica. Tu soffri molto, ma io sono con te e verrà a cercarti di un colpo”.

Due giorni dopo, il 25 giungo 1943, in seguito ad una febbre che le ha provocato una crisi di tisi, muore serenamente a  41 anni, lasciando dietro di sé una silenziosa ma luminosa testimonianza di vita cristiana. Nel piccolo cimitero dove è sepolta, sulla sua tomba fiorita c’è solo una croce di legno con il suo nome. La sua storia è uno dei più sorprendenti miracoli del Cristo Eucaristico nel nostro secolo, proprio come Egli aveva profetizzato: “Quando sarò innalzato da terra (sulla croce, nel Sacramento dell’altare) attirerò tutti a me” (Gv, 12,32)

Fontihttp://www.santiebeati.it/dettaglio/95097http://monasteresteclaire.blogspot.it/p/sr-marie-de-la-trinite.html; Colloquio interiore di Suor Maria della Trinità 

 

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