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SANTA ANGELA DA FOLIGNO

SANTA ANGELA DA FOLIGNO

Mistica e Terziaria francescana (1248-1309) 4 gennaio

beata angela da folignoGià conosciuta in vita come Maestra dei Teologi, Angela è stata proclamata santa da Papa Francesco il 9 ottobre 2013. Sposa e madre in una ricca famiglia contornata da lusso e piaceri mondani, solo a fronte di una vera e totale confessione inizia il suo cammino di penitenza.

Mistica contemporanea di Dante e di Jacopone da Todi, Angela nacque a Foligno in una ricca famiglia. Non si sa con certezza la data della sua nascita, al contrario di quella della morte, ma sappiamo che si sposò, ebbe dei figli e la madre soddisfaceva tutti i suoi capricci. Cominciò, come lei stessa racconterà al Direttore Spirituale a «conoscere il peccato», come è riportato nel Memoriale steso dallo stesso francescano. Andò a confessarsi, ma «la vergogna le impedì di fare una confessione completa e per questo rimase nel tormento».

Pregò così San Francesco che le apparve in sogno, rassicurandola che avrebbe conosciuto la misericordia di Dio. E la pace arrivò nel 1285, attraverso una confessione totale: aveva 37 anni. Iniziò così una vita di austera penitenza (l’esempio di Francesco la guidava) puntando le proprie energie sulla povertà in particolare su tre aspetti: povertà dalle cose, dagli affetti e da se stessa. Cominciò dai vestiti, dal vitto, dalle varie acconciature. Dovette anche affrontare l’ostilità, gli ostacoli e le ingiurie della famiglia: marito, figli e madre stessa. Tutti a remare contro. Ma Angela continuò nella via e nella vita di povertà che ormai si era tracciata.

01-B_Angela_da_Foligno-1Lei perseverò anche quando, in breve tempo le morirono madre, marito e figli. Rimasta sola continuò sempre più decisa il proprio tracciato esistenziale alla sequela di Cristo povero. Vendette quasi tutti i beni e cominciò a passare ore in ginocchio davanti al Crocifisso, nutrendosi quotidianamente della Scrittura.

Angela si presenta come una delle più brillanti incarnazioni dell’ideale francescano della fine del Duecento. In un primo tempo, in preda a strani fenomeni (quali locuzioni interiori, visioni celesti e tentazioni di tenebra), fu giudicata sospetta dai frati minori; ma intorno al 1290 la accettarono fra i penitenti del Terz’ordine.

Durante un pellegrinaggio ad Assisi nel quale intendeva «consultarsi» con Francesco, si fermò dalla sua amica badessa del monastero di Vallegloria che le chiese se voleva rimanere con loro. Ma Angela, pensando anche agli amici che l’accompagnavano (un piccolo cenacolo di «filioli»), rispose: «Il mio posto è nel mondo». Aggiungendo che intendeva rimanere e fare penitenza nella città dove aveva peccato. Oltre ad una certa Masazuola (che Angela chiama «la mia compagna» e si tratta della beata Pasqualina da Foligno) aveva attirato attorno a sé un piccolo cenacolo di «figli» che trovarono in lei una guida spirituale.

Come lei stessa narrò a frate Arnaldo, suo confessore (che poi scrisse il Memoriale) lungo il cammino verso Assisi Angela ebbe un lungo dialogo con lo Spirito Santo, e poi con il Cristo. Al pomeriggio tornò nella chiesa di San Francesco e qui ebbe una travolgente esperienza mistica di Dio Trinità, della sua immensità e del suo Amore.Angela_da_Foligno_-_icona_di_Patrizia_Dezi(__2012)

E poiché io – frate scrittore – qui le chiedevo e le dicevo: “Cosa hai visto?, essa rispose. Dicendo: “Ho visto una cosa piena, una maestà immensa, che non so dire, ma mi sembrava che era ogni bene. E mi disse molte parole di dolcezza quando partì e con immensa soavità e partì piano, con lentezza. E allora, dopo la sua partenza, cominciai a strillare ad alta voce – o urlare – e senza alcuna vergogna strillavo e urlavo, dicendo questa parola, cioè: “Amore non conosciuto perché? Cioè, perché mi lasci? Ma non potevo dire – o non dicevo – di più; gridavo solo senza vergogna la predetta parola, cioè: “Amore non conosciuto, e perché e perché e perché”».

La sua autobiografia spirituale mostra i trenta passi che l’anima compie raggiungendo l’intima comunione con Dio, attraverso la meditazione dei misteri di Cristo, l’Eucaristia, le tentazioni e le penitenze. Esso rappresenta la prima sezione del Liber. La seconda parte, nota come Instructiones, contiene documenti religiosi di vario tipo, curati da diversi e ignoti redattori, dove si trovano anche le lettere che Angela scriveva ai suoi figli spirituali.

Santa Angela da Foligno insegna che non c’è vera vita spirituale senza l’umiltà e senza la preghiera. Questa può essere corporale (vocale), mentale (quando si pensa a Dio) e soprannaturale (contemplazione): «In queste tre scuole uno conosce sé e Dio; e per il fatto che conosce, ama; e perché ama, desidera avere ciò che ama. E questo è il segno del vero amore: che chi ama non trasforma parte di sé, ma tutto sé nell’Amato».

Angela_of_Foligno_1Angela morì il 4 gennaio 1309, ma il suo ricordo ed il suo insegnamento attraversarono i secoli e fra i tanti che aderirono alla sua spiritualità, ricordiamo Santa Teresa d’Avila e la Beata Elisabetta della Trinità.

Angela comprese che la profonda comunione con Dio non è un’utopia, ma una possibilità, impedita solo dal peccato: di qui la necessità della mortificazione e del sacrificio; per raggiungere l’unione profonda con il Signore sono indispensabili l’Eucaristia e la meditazione della Passione e Morte di Cristo, ai piedi della Croce, insieme a Maria Santissima.

Sergio Andreoli, studioso della Beata, sintetizza il suo messaggio affermando che la spiritualità di Angela parte dall’affermazione centrale che «Dio è tutto Amore e perciò ama in modo totale» e che per corrispondere a questo amore non si dovrà fare altro che seguire il Cristo «che si è fatto e si fa ancora via in questo mondo; via… veracissima e diritta e breve».

PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

DAVANTI ALLA TOMBA DELLA BEATA ANGELA DA FOLIGNO 

Foligno – Domenica, 20 giugno 1993 –

Beata Angela da Foligno! Grandi meraviglie ha compiuto in te il Signore. Noi oggi, con animo grato, contempliamo e adoriamo l’arcano mistero della divina misericordia, che ti ha guidata sulla via della Croce fino alle vette dell’eroismo e della santità. Illuminata dalla predicazione della Parola, purificata dal Sacramento della Penitenza, tu sei diventata fulgido esempio di virtù evangeliche, maestra sapiente di discernimento cristiano, guida sicura nel cammino della perfezione.  angela da foligno

Hai conosciuto la tristezza del peccato, hai sperimentato la “perfetta letizia” del perdono di Dio. A te Cristo si è rivolto con i dolci titoli di “figlia della pace” e di “figlia della divina sapienza”. Beata Angela! confidando nella tua intercessione, invochiamo il tuo aiuto, perché sincera e perseverante sia la conversione di chi, sulle tue orme, abbandona il peccato e si apre alla grazia divina.

Sostieni quanti intendono seguirti sulla strada della fedeltà a Cristo crocifisso nelle famiglie e nelle Comunità religiose di questa Città e dell’intera Regione. Fa’ che i giovani ti sentano vicina, guidali alla scoperta della loro vocazione, perché la loro vita si apra alla gioia e all’amore. Sostieni quanti, stanchi e sfiduciati, camminano con fatica fra dolori fisici e spirituali. Sii luminoso modello di femminilità evangelica per ogni donna: per le vergini e le spose, per le madri e le vedove. La luce di Cristo, che rifulse nella tua difficile esistenza, brilli anche sul loro cammino quotidiano.

Implora, infine, la pace per noi tutti e per il mondo intero. Ottieni per la Chiesa, impegnata nella nuova evangelizzazione, il dono di numerosi apostoli, di sante vocazioni sacerdotali e religiose. Per la Comunità diocesana di Foligno implora la grazia di un’indomita fede, di una fattiva speranza e di un’ardente carità, perché, seguendo le indicazioni del recente Sinodo, avanzi spedita sulla strada della santità, annunciando e testimoniando senza sosta la perenne novità del Vangelo. Beata Angela, prega per noi!

FONTI:  http://www.santiebeati.it/dettaglio/30700; http://www.santaangeladafoligno.it/; http://www.ofsconegliano.it/wordpress/?page_id=550

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