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L’Inferno del prof. Diocrè

L’Inferno del prof. Diocrè

Raymond Diocrès Una storia che ha dell’incredibile… ma davvero non c’è più alcuna speranza quando si giunge all’inferno! E strano a dirsi, non è Dio che ci manda in questo luogo di pena senza ritorno, ma la volontà umana!

Un fatto sconvolgente è avvenuto alla presenza di migliaia di testimoni gente comune ma anche facoltosi dottori e un gruppo di eruditi gesuiti.

Quanto bene possa fare il pensiero dell’inferno, ce lo dice quanto è avvenuto ai funerali di un famoso maestro della Sorbona di Parigi, Raimondo Diocré. L’episodio, clamoroso, fu, al dire di P. Tomaselli, riportato dai Bollandisti ed analizzato rigorosamente in tutti i suoi particolari. Ecco cosa accadde: alla morte del professore, avvenuta a Parigi, si prepararono solenni funerali nella Chiesa di Notre Dame. Vi parteciparono professori e uomini di cultura, autorità ecclesiastiche e civili, discepoli del defunto e fedeli di ogni ceto. La salma, collocata al centro della navata centrale, era coperta da un semplice velo. Si iniziò a recitare l’ufficio dei defunti. Arrivati alle parole: “Responde mihi: Quantas habeo iniquitates et peccata… “, si udì una voce sepolcrale uscire da sotto il velo: «Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato!».

Raimond DiocrèCon sgomento si tolse il velo, ma la salma era ferma e immobile. Si riprese l’ufficiatura interrotta fra il turbamento generale. Arrivati allo stesso versetto di prima, il cadavere si alzò a vista di tutti e gridò: «Per giusto giudizio di Dio sono stato giudicato!».

Spavento e terrore si impadronirono di tutti. Alcuni medici si avvicinarono alla salma ripiombata in piena immobilità, ma constatarono che il professore era veramente morto.

A questo punto non si ebbe il coraggio di continuare il funerale, rimandando tutto all’indomani. Le autorità ecclesiastiche non sapevano cosa fare: alcuni dicevano che era dannato e non si poteva pregare per lui; altri invece dicevano che ancora non c’era la certezza della dannazione, pur essendo stato accusato e giudicato. Il Vescovo ordinò che si riprendesse a recitare l’ufficio dei morti. Ma al infernofamoso versetto nuovamente il cadavere si alzò e gridò: «Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all’inferno per sempre!».

Non c’erano più dubbi: il defunto era dannato. Il funerale cessò e si credette bene di non seppellire la salma nel cimitero comune. Tra i presenti c’era un certo Brunone, discepolo e ammiratore di Diocré, che rimase profondamente scosso da quanto accaduto. Pur essendo già un buon cristiano, risolvette di abbandonare tutto e darsi alla penitenza. Con lui, altri presero la stessa decisione. Brunone divenne il fondatore dell’Ordine dei Certosini o Trappisti, ordine tra i più rigorosi della Chiesa Cattolica.

San Bruno scortato in Paradiso dagli Angeli

San Bruno scortato in Paradiso dagli Angeli

 

A Serra San Bruno, in Calabria, vi è il monastero fatto costruire proprio da San Bruno ove sono sepolti, tra gli altri, non pochi uomini illustri che hanno lasciato tutto per dedicarsi interamente alla preghiera, al lavoro, all’aspra penitenza e al più rigoroso silenzio. Questi uomini, seguendo le orme del fondatore, al pensiero dell’inferno, perseverano nella vita di mortificazione per guadagnarsi il paradiso.

Fonte: http://www.papalepapale.com/develop/santi-allinferno-una-discesa-negli-abissi-infernali-con-i-santi-che-ci-sono-stati/;

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4 comments

  1. Antonietta lenti ha detto:

    Dovrebbe far riflettere un po tutti, sul nostro modo di essere; dovremmo incominciare a chiederci se siamo veramente come Dio desidera che noi fossimo;o siamo in una certa maniera solo x la nostra auto gloria

  2. Massimo ha detto:

    Ognuno di noi, ha il proprio compito sulla terra, nessuno è immune dal suo giudizio ovviamente, ma è altresì vero che per essere ammesso al paradiso non hai necessità di abbandonare tutti i beni terreni per ripercorrere le orma di S.Francesco. Puoi essere ricco e/o potente, ma puoi essere anche una brava persona, c’era un certo Weber che diceva che la ricchezza ed il potere sono predestinazione divina. Come puoi ben notare ognuno la pensa diversamente…

  3. Federico ha detto:

    Per andare in Paradiso bisogna avere fede,una grande fede,amare Dio con tutto se stesso e il prossimo…

  4. salvatore ha detto:

    Salvatore
    Per meritare il Paradiso bisogna amare, amare e avere misericordia verso il prossimo. Per essere dei Santi bisogna aggiungere il perdono, sempre e comunque. Ovviamente questo amore in primis deve essere verso colui che é Amore e cioé il nostro Dio. Credo che in Paradiso si vada anche a prescindere dalla religione purché si posseggano i predetti sentimenti. Certamente noi Cristiani essendo più vicini alla verità siamo facilitati.