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San Villibrordo

SAN VILLIBRORDO

vescovo [658-739] 7 novembre

Villibrordo fu senza alcun dubbio una delle figure più interessanti nella Chiesa del S. VILLIBRORDOVII-VIII secolo, dato che fu il primo a introdurre la tradizione cristiana della Northumbria nel continente, inaugurando un secolo caratterizzato dall’influenza inglese in Europa. Esistono moltissime informazioni sui suoi miracoli e ma poche sul suo operato.

Villibrordo nacque in Northumbria nel 658 ed era ancora molto giovane quando il padre, Wilgils, decise di diventare un eremitaperciò il figlio fu mandato, prima di compiere sette annia Ripon Abbey, e affidato all’educazione di S. Vilfrido (12 ott.), vescovo della Northumbria e abate di Ripon. Nonostante la controversia sul ruolo della Chiesa romana e il metodo di calcolare la data della Pasqua tenesse Vilfrido sempre occupato, tra i due nacque una stretta amicizia; Villibrordo era considerato filius di Vilfrido  e, secondo S. Bonifacio (5 giu.), pronunciò la professione di fede a soli quindici anni.

Nel 678, quando la diocesi di Northumbria fu divisa in quattro parti sotto la tutela di Vilfrido, Villibrordo raggiunse due compagni, S. Egberto (24 apr.) e S. Vigberto (13 ago.) in Irlanda, dove trascorse dodici anni, studiando (probabilmente nell’abbazia di Mellifont) fino all’ordinazione sacerdotale. Nel 690 tornò in Inghilterra, e da lì, ispirato da Egberto (che voleva partire con lui, ma fu sconsigliato da una visione) partì con altri dodici compagni in missione presso i frisoni, un popolo germanico che risiedeva sulla costa degli attuali Paesi Bassi. Sbarcarono alla foce del Reno, attraversarono l’odierna Utrecht, e continuarono il viaggio nel territorio franco, dove ottennero il totale appoggio del re Pipino di Heristal, che incoraggiò la predicazione in Frisia, tra la Mosa e il mare (una zona dominata dal crudele re anticristiano e pagano della Frisia, Radbodo).

S. VILLIBRORDO1Nel 692, ormai avviata la missione, Villibrordo stesso partì per Roma per ottenere l’autorizzazione dal papaS. Sergio I (687-701; 8 set.). Per i franchi e i frisoni, Roma non aveva rilevanza, ma per un inglese, conscio delle origini romane della sua Chiesa, mantenere rapporti con il papa era molto importante. Durante la sua assenzauno dei suoi compagni, S. Suitberto (1 mar.), si recò in Inghilterra dove fu consacrato vescovo da S. Vilfrido, senza avere però una sede fissa; al suo ritorno, forse perché Pipino considerava la sua attività come un’interferenza nella sua giurisdizione, risalì il Reno per predicare presso i boructuari. Ad ogni modo, al suo ritorno da Roma con le reliquie per la consacrazione delle chiese, Villibrordo continuò la sua missione proficua per un certo periodo, poi nel 695 tornò a Roma, portando con sé alcune lettere di raccomandazione di Pipino, affinché fosse nominato vescovo. Sergio lo ricevette con onore, consacrandolo arcivescovo della Frisia, e gli consegnò il pallium nella basilica di S. Cecilia il 22 novembre, imponendogli il nome aggiuntivo di Clemente.

Questa volta Villibrordo trascorse solo quattordici giorni a Roma (un viaggio veloce in un’epoca in cui viaggiare richiedeva tanto tempo), poi ritornò nella Frisia occidentale con il mandato di riorganizzare la Chiesa secondo le direttive consuete, sul modello di Canterbury, con una sede metropolitana e diverse altre sedi suffraganee altrove. Pipino gli donò la fortezza di Wiltaberg, l’attuale Utrecht, come sede per la sua cattedrale. Accanto all’interesse per la costruzione di chiese, la consacrazione di vescovi, la fondazione di monasteri, compreso Echternach in Lussemburgo, fondato con la collaborazione della suocera di Pipino, S. Irmina (24 dic), nel 698, l‘interesse principale di Villibrordo era rappresentato dal benessere spirituale del suo popolo.

Benché l’apostolato di Villibrordo avesse ottenuto ottimi risultati nella Frisia occidentale, altrove il paese era diviso e alla mercé delle decisioni dei suoi regnanti. Le cose non andarono bene, per esempio, quando estese le sue attività nel territorio di Radbodo, e sembra che in Danimarca l’unico risultato conseguito fosse l’adesione di trenta ragazzi danesi, che istruì, battezzò e portò con sé in Frisia occidentale.

Secondo Alenino, durante il viaggio di ritorno la nave sulla quale stavaS. VILLIBRORDO2 viaggiando perse la rotta e fu costretta ad approdare a Heiligoland, un’isola nel Mare del Nord vicino alla foce dell’Elba, al tempo considerata luogo santo sia dai danesi che dai frisoni: era infatti un sacrilegio uccidere  qualsiasi creatura vivente, mangiare le piante che vi crescevano o bere l’acqua senza osservare un assoluto silenzioPer dimostrare che erano tutte superstizioni, Villibrordo usò quella che sembra essere stata la sua tecnica consueta, la conferma diretta: uccise alcuni animali per procurare il cibo ai compagni e battezzò tre persone a una fontana pronunciando le parole a voce molto alta; quando i presenti si accorsero che non fu colto da pazzia, come si aspettavano, né dalla morte, pensarono che il loro dio fosse molto paziente, oppure che avesse perso i suoi poteri.

Radbodo, comunque, tenne la situazione in pugno: tirò a sorte e uno dei compagni di Villibrordo fu sacrificato per calmare il dio. Le cose andarono meglio sull’isola di Walcheren,  dove  Villibrordo convertì molti, riuscendo a evitare l’ira di un sacerdote pagano umiliato perché Villibrordo aveva distrutto il suo idolo, e alla fine a ritornare sano e salvo a Utrecht.

Nel 714 Radbodo riconquistò le zone della Frisia che aveva perso, e gran parte del lavoro di Villibrordo e dei suoi missionari fu distrutto (i missionari furono assassinati, le chiese rase al suolo e lui stesso fu cacciato da Utrecht); poi, nel 719, Radbodo fu ucciso e Villibrordo fu finalmente libero di tornare non solo nella Frisia occidentale, da lui già evangelizzata, ma anche in quella orientale, dove fu raggiunto da S. Bonifacio, in viaggio perla Germania. I due lavorarono con proficui risultati fianco a fianco, e Villibrordo avrebbe voluto che Bonifacio restasse con lui, come suo eventuale successore a Utrecht; tuttavia questi aveva ricevuto un mandato definitivo da papa Gregorio II (715-731) di recarsi in Germania, perciò, dopo tre anni trascorsi accanto a Villibrordo, che aveva ormai una certa età, proseguì per la sua strada.

Per tutta la sua vita, densa di impegni, conservò l’abitudine di ritirarsi di tanto in tanto nel suo monastero a Echternach, dove trascorse tutta la vecchiaia, fino alla morte, avvenuta a ottantun anni, il 7 novembre 739. Fu venerato S. VILLIBRORDO3immediatamente come santo e la tomba nella cripta della chiesa abbaziale  divenne meta di pellegrinaggi; le spoglie furono trasferite nel 1301 sotto l’altare maggiore di una nuova chiesa abbaziale, costruita in suo onore, e poi riportate al loro posto nel1906; però, visto che la nuova tomba costruita apposta per custodire le spoglie ostruiva la vista dell’altare maggiore, furono ricollocate nella cripta originale.

Il calendario di Villibrordo è una delle opere più importanti tramandate: scritto per l’uso privato, fornisce informazioni importanti sul culto dei santi della Northumbria, oltre a contenere una voce marginale scritta di suo pugno con dettagli sulla sua consacrazione episcopale.

Per quanto riguarda la personalità, Alcuino afferma che era di bell’aspettoelegante e allegrosaggio al momento di dare consigli e instancabile nel suo ministero, animato da una profonda vita interiore alimentata dalla preghiera, dalla meditazione e dalla lettura. La conversione dell’Olanda e del Lussemburgo forse non avvenne così velocemente e completamente come hanno voluto far credere gli agiografi medievali e in maggior parte è da attribuirsi a S. Suitberto; S. Villibrordo ha tutto il diritto di essere definito apostolo della Frisia, titolo con il quale è conosciuto.

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FonteIl primo grande dizionario dei santi di Alban Butler

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