SANTA GENOVEFFA

Santa Genoveffa di Parigi

(ca 422-ca 500) 03 Gennaio

s.genoveffaFiglia di una ricca famiglia di commercianti non si lascia spaventare dalle ingiurie e dagli insulti ma con coraggio porta avanti i principi cristiani basandosi sulla preghiera e il digiuno per convertire i re, scoraggiare invasori come Attila e piegare anche i cuori più induriti.

Secondo l’antica biografia, Genoveffa, santa patrona di Parigisi consacrò a Dio a sette anni, quando S. Germano di Auxerre (31 lug.), nel corso di un viaggio in Britannia volto a contrastare il diffondersi del pelagianesimo, riconobbe la futura santità della giovinetta e in una veglia notturna pose la sua mano sulla testa di lei. Probabilmente discendeva da una ricca famiglia gallo-romana e fu presentata al vescovo di Parigi per ricevere il velo delle vergini consacrate all’età di quindici anni. Visse con i suoi genitori a Nanterre, pochi chilometri a nord ovest di Parigi (attualmente nei sobborghi), fino alla loro morte. In seguito andò a vivere con la nonna a Parigi, facendo opere di carità lì e in altre città (tra cui Meaux, Tours e Orléans).

Benché la sua fama di taumaturga si fosse diffusa, per ragioni mai chiarite essa incontrò ostilità enormi: si può forse pensare che si sia alienata la simpatia della propria classe sociale a causa dei digiuni che faceva per identificarsi con i poveri, o per la distribuzione di cibo ai diseredati (i mercanti non amano concorrenti che donano ciò che essi possono vendere). Ancora, i suoi modi potevano risultare troppo entusiastici e fuori misura.

Santa_Genoveffa-Genevieve-AAnche il fatto di essere una donna poteva stimolare le accuse: prepotente, visionaria, ipocrita e bugiarda! Un ulteriore segno di favore da parte di S. Germano, che le inviò un pane benedetto come prova della stima e solidarietà per il suo lavoro, pose però fine alle persecuzioni. In quel periodo i Franchi stavano conducendo con successo una campagna militare in Gallia, e conquistarono Parigi dopo un lungo assedio che aveva ridotto la popolazione allo stremo.
Genoveffa guidò una spedizione fluviale sulla Senna fino alla città di Troyes alla ricerca di cibo e ritornò trionfalmente con un gran carico di grano: il fatto, se realmente accaduto, darebbe sostegno all’ipotesi che la sua famiglia appartenesse alla classe dei mercanti, ed ella conoscesse la navigazione della Senna come rotta commerciale.

Da allora in poi la fama e la reputazione di santità di Genoveffa si diffusero ancor più non solo tra il popolino di Parigi ma anche nei circoli dominanti. Ispirò la cittadinanza a costruire una chiesa in onore di S. Dionigi di Parigi (in francese S. Denis, antico vescovo della città e patrono di Francia, 9 ott.). Childerico, il pagano conquistatore di Parigi, la rispettò e, per sua intercessione, risparmiò la vita di molti prigionieri. Quando giunse la notizia che Attila re degli Unni stava avanzando verso Parigi, Genoveffa suggerì al popolo di non fuggire in preda al panico, ma di allontanare il pericolo con digiuni e preghiere; in effetti Attila cambiò il piano di marcia e si diresse verso Orléans. Parigi fu salva.

Anche Clodoveo, re dei Franchi dal 481 al 511 e fondatore della dinastia merovingia, ascoltò i suoi consigli: su sua richiesta liberò prigionieri e divenne egli stesso cristiano nei 496. Aveva sposato Clotilde, principessa burgunda di religione cattolica, anch’essa venerata come santa (3 giu.), la quale fu corresponsabile della sua conversione, avvenuta al termine di una battaglia contro gli Alemanni, durante la quale aveva invocato il soccorso di quel Gesù nel quale sua moglie credeva. Vinse la battaglia e si fece battezzare. Prima di morire, nel 511, convocò il primo sinodo nazionale, il concilio d’Orléans, del territorio che doveva poi diventare il Regnum Francorum. 

Si racconta che abbia avviato la costruzione della chiesa dei SS. Pietro e Paolo su suggerimento della santa: ella vi fu poi sepolta e la fama dei miracoli a lei attribuiti fece sì che la sua tomba fosse meta di Santa Genoveffa di Parigipellegrinaggi da tutta la Francia, e la chiesa divenisse nota con il titolo di Santa Genoveffa. Per inciso va notato che il culto di S. Pietro – in particolare – fu spesso eclissato nel tardo periodo merovingio dalla venerazione per i resti mortali dei santi sepolti nella chiesa; questi corpi di santi assicuravano reliquie di “prima classe”, cioè veri frammenti del corpo, mentre tutto ciò che si poteva ottenere dalle tombe degli Apostoli a Roma era di “seconda classe”, consistendo in ritagli di abiti messi a contatto con le tombe degli Apostoli.

Il più grande miracolo attribuito all’intercessione di Santa Genoveffa avvenne nel 1129, durante un’epidemia di ergotismo, “febbre bruciante” o “fuoco sacro”, come era chiamata nel Medio Evo l’infezione che percorse la Francia e la Britannia nel XII e XIII secolo, e la cui causa era legata al consumo di pane di segala infettato da un fungo di color viola scuro (il nome popolare deriva dalla sensazione di un fuoco che divora internamente, provocando convulsioni e cancrene mortali). Né medici, né preghiere, né digiuni parevano alleviare l’epidemia, finché fu portata in processione solenne fino alla cattedrale l’urna contenente le ossa di Santa Genoveffa. Da un punto di vista razionale si potrebbe spiegare l’accaduto supponendo che malgrado il crescere del panico tra la popolazione l’epidemia stesse di fatto scemando (la paura si diffonde più rapidamente del pericolo reale, e la processione servì per calmare il panico).

genoveffaQuando l’anno dopo papa Innocenzo II visitò Parigi ordinò che annualmente si commemorasse il miracolo, cosa che avviene tuttora nelle chiese parigine. L’urna con le ossa della santa venne in seguito portata nella cattedrale in ogni caso di catastrofe o di crisi nazionale. La sua importanza crebbe ancora quando Parigi divenne capitale della Francia e il possesso delle sue reliquie fece sì che il popolo la sentisse molto vicina e si rivolgesse al suo aiuto reinterpretando la sua leggenda alla luce dei problemi attuali; nacquero confraternite in suo onore, dotate del privilegio di portare in processione l’urna delle ossa; e infine ad essa si ispirarono molte opere d’arte.

L’edificio della chiesa dove era la sua tomba cominciò a decadere, e nel 1746 si iniziò a  rimpiazzarlo con uno di forma neoclassica, ornato da una grande cupola. Questo edificio fu però secolarizzato durante la Rivoluzione francese, divenendo l’attuale mausoleo nazionale, il Panthéon; tra il 1851 e il 1855, sotto Napoleone III , fu riaperto come chiesa. La tomba di Genoveffa e molte delle sue reliquie furono distrutte o saccheggiate durante la Rivoluzione, ma la devozione continuò.

Numerose chiese le furono dedicate in Francia, e due anche in Inghilterra nel periodo medievale. Noi conosciamo solo i più scarni dettagli della sua vita, ma il suo culto postumo ha avuto grande importanza nella vita della Francia; oltre ad essere patrona di Parigi viene invocata in caso di siccità, piogge torrenziali, alluvioni o altri disastri, e la sua intercessione per la salvezza di Parigi l’ha fatta dichiarare anche patrona delle Forze Armate, titolo confermato da papa Giovanni XXIII nella Lettera Apostolica del 18 Maggio 1962, in risposta alla richiesta dell’arcivescovo Feltin, vescovo di Parigi e ordinario militare dell’esercito francese.

E’ INVOCATA: contro la peste, pioggia torrenziale e alluvioni, siccità; come protettrice di fabbricanti di cera, pastori, tappezzieri, forze armate

FontiIl primo grande libro dei Santi di Alban Butler

2 comments

  1. Pasquale Leone ha detto:

    Mia madre, di anni 85, vuole comprare il libro dove parla della vita di Santa Genoveffa.
    Mi potete aiutarmi ha trovarlo?.
    In attesa di gentile riscontro, porgo cordiali saluti.
    Pasquale Leone

  2. biscobreak ha detto:

    Caro Pasquale, su eBay puoi trovare dei libri di santa Genoveffa che vanno dai 101215 euro, ma se sei vicino ad una libreria religiosa, puoi sempre rivolgerti a loro.
    Spero di esserti stata utile, alla prossima allora ciao!