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BEATO TOMMASO REGGIO

Beato Tommaso Reggio

fondatore (1818-1901) 9 Gennaio

Beato Tommaso Reggio2Uomo aperto e poliedrico, Tommaso Reggio si è calato senza riserve nel tessuto della sua gente per comprenderla, amarla e condurla a Dio. Fermo difensore della Chiesa, la amò pagando di persona le sue scelte giornalistiche e le sue posizioni politiche. 

Nasce il 9 gennaio 1818 da una nobile famiglia genovese, frequentò gli studi superiori nel Collegio Reale di Genova, retto dai padri somaschi. Avendo sentito la vocazione al sacerdozio, entrò, il 24 marzo 1839, al seminario di Genova, che frequentò inizialmente come studente esterno. Studiò filosofia e teologia. Fu ordinato sacerdote il 18 settembre 1841. Fu nominato vicerettore del seminario di Genova e, nel 1845, rettore di quello di Chiavari. Dopo esserne stato a lungo redattore, nel 1861 divenne direttore del quotidiano “Stendardo Cattolico“.

Beato Tommaso Reggio3Nel 1870, obbediente alle nuove disposizioni emanate da papa Pio IX dopo la presa di Roma, chiuse il giornale anche se ciò contrastava con il suo pensiero che voleva i cattolici attivi nella vita pubblica. Nel 1877 fu nominato vescovo di Ventimiglia. Sensibile alle molteplici sofferenze e povertà del suo popolo si fece carico di un aiuto tempestivo in tutte le situazioni di bisogno. In questa prospettiva diede inizio l’anno successivo, alla famiglia religiosa delle Suore di Santa Marta, che definì il suo “audace tentativo”, affidando ad esse il compito di prestare il loro aiuto ai pastori della Chiesa, soprattutto nel campo caritativo ed educativo.

Le voleva così: suore della “trepidazione” più tenera e “dell’adorazione” più soda; suore essenziali e rigorose con sè stesse, pronte a servire più con il cuore che con le mani, con negli occhi e nell’anima la certezza che la Provvidenza “veste” il mondo ogni giorno. Una sola costante preoccupazione sempre: trovare tracce di un Dio che è Padre per consumarsi per amore nella certezza che Lui solo basta. Nel 1892, alla morte di monsignor Salvatore Magnasco, fu promosso arcivescovo di Genova.Beato Tommaso Reggio1

Uomo aperto e poliedrico, Tommaso Reggio si è calato senza riserve nel tessuto della sua gente per comprenderla, amarla e condurla a Dio. Padre attraverso una “pedagogia” fatta di cure attente e nutrita di un amore sodo, critico, preveniente. La sua preparazione culturale e la sua attività di prete-giornalista gli consentirono di affinare una conoscenza dettagliata e ampia della sua Liguria, ma anche dell’Italia intera. Fermo difensore della Chiesa, egli la amò pagando di persona le sue scelte giornalistiche e le sue posizione politiche.

Assetato di un Dio che è Padre, lo adorò e si aggrappò alla Sua Parola anche quando, come promotore di un partito, dovette fare emergere “solo” le parole che dovevano essere dette. Riuscì a scegliere il silenzio, quando le sue intuizioni non furono comprese, perchè egli vedeva “troppo avanti”. Di fronte alle avversità rimase comunque in piedi e, proprio in esse, rivelò la sua grandezza d’animo e la sua umiltà.

Beato Tommaso ReggioFu uomo in cammino sempre e sulle strade di tutti. Tuttavia riuscì a non disperdere e a non cedere alla tentazione di essere alla moda. Fu capace di accendere speranza anche negli animi travolti da tragedie, divenne “esperto di cuori” e riuscì talvolta a sanarli, con il suo atteggiamento amabile e severo, dolce e austero a seconda delle esigenze. In molti dei suoi documenti emerge la necessità di una maggiore preparazione dei laici finalizzata ad una partecipazione più attiva alla vita della Chiesa cattolica. Molto attento ai problemi sociali, continuò le sue opere in favore della classe operaia: diede nuovo impulso alle società operaie cattoliche, si impegnò in prima persona nella lotta per il riconoscimento del diritto al riposo festivo e ad un orario di lavoro regolamentato. Per contrastare il fenomeno dello sfruttamento degli immigrati privi di documenti, creò un sistema di assistenza per far uscire le persone dalla clandestinità. Come arcivescovo di Genova si adoperò per allentare le tensioni tra Stato e Chiesa anche grazie ai buoni rapporti che da sempre tenne con la casa regnante: fu lui a celebrare i funerali di Umberto I l’8 agosto 1900.

Il suo messaggio è riconducibile a due parole: verità e carità. Se una preferenza ci fu nelle scelte di Tommaso Reggio, fu per quanti si trovavano nella difficoltà e nella sofferenza. Ecco perché egli viene oggi proposto come modello a vescovi, sacerdoti e laici, oltre che a quanti fanno parte della sua famiglia spirituale. Tommaso Reggio morì il 22 novembre 1901. Ed stato beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000.

Fonti: Il primo grande libro dei Santi di Alban Butler / articolo di  Mario Guglielmi sul quotidiano on line “Riviera 24″

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