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Letture di martedì 13 febbraio 2018

LETTURE DI MARTEDÌ

13 Febbraio 2018

VI Settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

“…Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite?  …”

MADONNA DEL POGGIO

San Giovanni in Persiceto (BO) – 13 febbraio – Normalmente è a seguito di un apparizione della Santa Vergine che nasce una sorgente salutare e miracolosa, in questo caso invece la sorgente vi era già, a poca distanza da un altarino della Madonna, da qui il nome Madonna del Poggio.

B. Eustochio di Padova

(1433-1459) 13 febbraio – Si può dire che ella ebbe poca fortuna fin dall’inizio: nacque infatti da una suora. Accusata poi di essere indemoniata e di stregoneria, rischiò di essere bruciata viva.  Ma ancora più straordinari sono i fenomeni che la resero un caso unico. La storia e la preghiera. La Beata Eustochio e il demonio

Sii per me difesa, o Dio, rocca e fortezza che mi salva, perché tu sei mio baluardo e mio rifugio; guidami per amore del tuo nome.

PREGHIERA DEL MATTINO

O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la Tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per Cristo nostro Signore. Amen

PRIMA LETTURA

Gc 1, 12-18 – Dalla lettera di San Giacomo apostolo.

Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la tentazionecorona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano. Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte. Non ingannatevi, fratelli miei carissimi; ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 93

libro3 (2)RIT: Beato l’uomo a cui insegni la tua legge, Signore.

Beato l’uomo che tu castighi, Signore, e a cui insegni la tua legge, per dargli riposo nei giorni di sventura. RIT

Poiché il Signore non respinge il suo popolo e non abbandona la sua eredità,
il giudizio ritornerà a essere giusto e lo seguiranno tutti i retti di cuore. RIT

Quando dicevo: «Il mio piede vacilla», la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto. Nel mio intimo, fra molte preoccupazioni, il tuo conforto mi ha allietato. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

Alleluia.

VANGELO

Mc 8, 14-21 – Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano barcacon sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

Il lievito dei farisei.
Il Signore Gesù, durante tutta la sua vita tra noi, è stato costantemente circondato, dalla nascita alla morte, da nemici di ogni genere, che continuamente tramavano contro di lui. Vuole perciò mettere in guardia i suoi discepoli da quelle insidie e dice loro: “Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode”. Vuole dire loro che il male, come lievito cattivo, tende a diffondersi e a contagiare tutta la massa se non si predispongono le dovute cautele. Il lievito dei farisei lo si barca6riconosce dal falso zelo religioso che li rende come sepolcri imbiancati e non credibili nelle loro affermazioni circa la parola di Dio, che interpretano a proprio uso e consumo. Lo zelo di Erode è mosso e dettato solo dalla brama del potere e dalla voglia di dominare sugli altri. I discepoli devono tenersi ben lontani da questi vizi; il maestro divino li vuole liberi e sinceri, credibili per l’autenticità della vita e della loro testimonianza. Queste salutari raccomandazioni li trovano evidentemente distratti. Essi sono preoccupati per la mancanza di pane ed hanno già dimenticato che il Maestro lì presente con loro ha già operato sotto i loro occhi il prodigio della moltiplicazione dei pani, sfamando una moltitudine di persone. Racchiude un velo di tristezza il rimprovero di Gesù: “Non capite ancora?”. È davvero forte per noi l’attrattiva e la preoccupazione per le cose del mondo; ci prende talvolta al punto di farci dimenticare la potenza e la provvidenza divina. “Avete il cuore indurito?”, chiede ancora il Signore. Guardate gli uccelli del cielo e i gigli dei campi… Cercate le cose di lassù e non quelle della terra, diceva San Paolo ai primi cristiani. Il padre nostro celeste sa di cosa abbiamo bisogno, allora perché affannarsi? Gesù aveva replicato a satana: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esca dalla bocca di Dio”. Li orienta così verso una fame diversa e un pane diverso. Io sono il pane vivo disceso dal cielo e chi mangia di questo pane non avrà più fame. Dovremmo ripetere spesso oltre la preghiera di Gesù che ci fa dire: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” anche quella invocazione che sgorgò un giorno dalla folla dopo il discorso di Gesù sul pane di vita: “Signore dacci sempre questo pane”. (Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

abbraccio (1)PREGHIERA DELLA SERA

Padre della luce che illumini ogni uomo, rischiara le tenebre che ci impediscano di riconoscere il volto fraterno del Tuo Cristo che dona il suo corpo per la nostra salvezza. In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. Amen

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