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Meditazioni sui Messaggi di Gesù a Suor Josefa Menendez

Meditazioni sui Messaggi di Gesù a Suor Josefa Menendez

Dalle parole di Gesù: Chiedo alle anime tre cose: RIPARAZIONE – AMORE – CONFIDENZA. […] Quando ti mando dei dolori non credere ch’io ti ami meno… Ho bisogno di medicine per curare le piaghe del mondo.

Suor Josefa Menendez, umile suora coadiutrice delle Religiose del Sacro Cuore, morì il 29.12.1923 all’età di 33 anni. I primi 15 anni dopo la morte sono trascorsi nel silenzio, ma i favori ottenuti per sua intercessione, appena fu reso noto il reale valore del “Messaggio” da lei ricevuto, hanno determinato l’Autorità Ecclesiastica a farlo conoscere a tutti.

I° GIORNO

Dalle parole di Gesù: “”Chiedo alle anime tre cose: RIPARAZIONE – AMORE – CONFIDENZA. Vengo a riposarmi in te, anima cara … Sono tanto poco amato dagli uomini…! Cerco sempre amore, e non trovo che ingratitudine!… Sono così poche le anime che mi amano veramente!… Io da te desidero che tu sia disposta a consolare il mio Cuore, quando te lo chiederò; perchè il conforto che mi dà un anima fedele compensa l’amarezza che mi cagionano tante anime fredde e indifferenti…

(Suor Josefa Menendez, Invito all’Amore)

Quanta malizia! Come si perdono le anime!… L’ostentazione di un’anima colpevole ferisce profondamente il mio Cuore, ma la tenerezza di un’anima fedele non solo ne rimargina le piaghe, ma arresta la giustizia del Padre mio! Quando ti mando dei dolori non credere ch’io ti ami meno… Ho bisogno di medicine per curare le piaghe del mondo. Io m’incarico di riparare per te; tu ripara per le anime. Oggi mi consolerai: entra molto addentro nel mio Amore. Presentati al Padre mio con tutti i meriti del tuo Sposo. Chiedigli perdono per tante anime ingrate. Digli che sei disposta, nella tua piccolezza a riparare le offese che riceve. Digli che sei una vittima molto misera, ma che ti presenti coperta del Sangue del mio Cuore. Così passerai il giorno, implorando perdono e riparando

II° GIORNO

Dalle parole di Gesù:

Santa Caterina beve il Sangue di Cristo opera di Francesco Vanni

Guarda le mie piaghe aperte sulla croce, per riscattare il mondo dalla morte eterna e per dargli la vita… sono esse che ottengono misericordia e perdono a tante anime che provocano la collera del Padre. Queste piaghe daranno d’ora in poi luce, forza, amore a tutte le anime. Questa piaga, quella del Cuore, è un vulcano divino dove vorrei che si accendessero le anime da me elette; tutte le grazie che il mio Cuore racchiude sono per esse, affinchè le spargano sul mondo, su tante anime che non sanno cercarle, ed anche su quelle che le disprezzano. Io darò loro luce necessaria perchè sappiano approfittare di tale tesoro e perchè non solo si facciano conoscere ed amare, ma anche perchè riparino le offese che io ricevo dai peccatori. Sì, il mondo mi offende… ma si salverà con la riparazione della anime a me consacrate. Ama, perchè l’amore è riparazione e la riparazione è amore.  Contempla il mio cuore… studialo, e da esso imparerai ad amare. Il vero amore è disinteressato, umile, generoso. Se tu dunque vuoi ch’io t’insegni ad amarmi incomincia a dimenticare te stessa; non contare i sacrifici, non guardare ciò che ti costano… non tener conto se è o non è di tuo gusto… ama ed avrai forza“.

III° GIORNO

Dalle parole di Gesù:

“Voglio che tu mi ami così: soavemente, sempre e in tutto, nel lavoro e nel riposo, nella preghiera e nella gioia, nel dolore e nell’umiliazione; sempre insomma, devi provarmi con le opere il tuo amore. Questo è amore! Se le anime lo capissero, quanto avanzerebbero nella perfezione! Quanto consolerebbero il mio Cuore! Dimmi che mi ami: è ciò che più mi consola, perchè sono affamato d’amore! Voglio che tu arda dal desiderio di vedermi amato e che il tuo cuore non si alimenti che di questo desiderio. Guarda il mio Cuore e la fiamma che lo consuma: è l’amore mio per le anime e specialmente per le anime prescelte. Ad esse il mio Cuore riserva un posto di preferenza… ma quante lo ignorano! Entra nel mio Cuore, gustane la dolcezza, inebriati della sua pace: lascia che il tuo cuore si accenda al contatto della fiamma divina… Partecipa alle mie pene, alla mia tristezza, alle mie ore di solitudine; tienimi compagnia. Amami per tante anime che mi abbandonano e mi disprezzano“.

IV° GIORNO

Dalle parole di Gesù:

L’amore rende tutto facile. L’anima che ama desidera soffrire; il patimento alimenta l’amore. L’amore e il patimento uniscono l’anima intimamente a Dio e la identificano con Lui. Molte anime mi ricevono bene quando le visito in tempo di consolazione. Molte mi ricevono con piacere nella Comunione. Ma poche sono quelle che mi fanno un accoglienza quando busso alla porta con la mia croce. L’anima che trovandosi stesa sulla croce ad essa si abbandona, mi glorifica, mi consola e mi sta vicino. E’ vero che molte anime non mi conoscono, però maggiore è il numero di quelle che, conoscendomi, mi abbandonano per seguire una vita di piacere… vi sono tante anime sensuali… tante che vogliono solo godere… perciò si perdono; perchè la mai vita è dolore e croce. Per questo cerco Amore; perchè solo l’Amore dà forza per seguirmi“.

V° GIORNO

Dalle parole di Gesù:

Santa Faustina Kowalska in adorazione al S.Cuore

Quando due persone si amano, la più piccola mancanza di delicatezza dell’una ferisce il cuore dell’altra. Così accade col mio Cuore. Se sei fedele ad osservare le delicatezze dell’amore, non mi lascerò vincere in generosità e inonderò di pace l’anima tua. Non ti lascerò sola; nella tua piccolezza sarai grande, perchè sarò io che vivrò in te. Il mio Cuore non può raffrenare il desiderio di darsi, di offrirsi, di rimanere sempre nelle anime. Attendo che m’aprano il loro cuore e in esso mi rinchiudano, affinchè il fuoco che divora il mio le conforti e le avvampi. Allora mi offro alle anime e sono per loro tutto ciò che esse vogliono che io sia. Se mi vogliono Padre, sarò Padre: se mi vogliono Sposo sarò tale; se hanno bisogno di forza le fortificherò, e se desiderano consolarmi, mi lascerò consolare. Il mio desiderio è di dare tutto me stesso alle anime e di spargere su di loro tutte le grazie che il mio Cuore ha per loro in serbo”.

VI° GIORNO

Dalle parole di Gesù:

Lascia che io mi dilati in te, perchè la mia grandezza farà sparire la tua piccolezza. Lavoreremo sempre uniti. Io vivrò in te e tu vivrai per le anime. Il mio Cuore farà tutto; la mia misericordia opererà, il mio Amore annienterò il tuo essere. Quanto più tu sparirai e tanto più io sarò la tua vita e tu un cielo di riposo per me. Parlami, perchè sto con te; non credere di essere sola perchè non mi vedi… Io ti vedo, ti odo… parlami, sorridimi, poichè sono il tuo compagno inseparabile. Mi piaci per la tua piccolezza. Non ti chiedo che due sole cose: amore e abbandono Voglio che tu sia come un recipiente vuoto, che io m’incaricherò di riempiere. In quanto a te non aver misura nell’amore… ama e lascia che il tuo Creatore si occupi della sua creatura. Se sei povera, io sono ricco; se sei debole, io sono la medesima forza. Solo ti chiedo di non negarmi nulla; ti difenderò… ti rialzerò… tu abbandonati, io farò tutto… Voglio che tutto, anche la più piccola cosa, tu me la offra per consolare il mio Cuore di tutto ciò che soffre, e specialmente da parte delle anime a me consacrate”.    

VII° GIORNO

Dalle parole di Gesù:

“Voglio che tu riposi senza paura nel mio Cuore. Guardalo bene e vedrai fino a che punto la sua fiamma è capace di consumare tutto ciò che hai in te di imperfetto. Voglio che tu ti abbandoni al mio Cuore e non ti occupi d’altro che di compiacermi. Ricordati che sono tuo Padre, tuo Salvatore e tuo Dio. Entra in questo Cuore che è un abisso d’amore e non temere. Non ti chiedo di meritare le grazie che ti faccio; voglio solo che tu le riceva. Lasciami operare in te. Ho lo sguardo fisso su di te; fissa il tuo in me. Non m’importa la tua nullità, e neppure le tue cadute… il mio Sangue cancella tutto… ti basti sapere che ti amo… tu abbandonati a me… L’anima che veramente si abbandona a me, mi riesce tanto gradita che nonostante le sue miserie e le sue imperfezioni, ne faccio il mio cielo e mi compiaccio d’abitare in essa. Se abbandoni tutto per me, tutto ritroverai nel mio Cuore.“.

VIII° GIORNO

Dalle parole di Gesù:

Ho bisogno di cuori che amino… di anime che riparino… e di vittime che si immolino… ma soprattutto di anime che a me si abbandonino. Lasciati condurre ad occhi chiusi, perchè io sono il Padre tuo e li tengo aperti per condurti e guidarti. Quando mi chiami Padre, attiri il mio sguardo di compiacenza e il mio Cuore si sente costretto ad aver cura di te. Non sai quanto gioiscano i genitori quando il bambino incomincia a parlare e pronunciare e il nome così tenero di “Padre”, all’udirlo gli aprono le braccia, lo stringono al cuore con immensa tenerezza e provano una gioia maggiore di tutti i piaceri del mondo per quanto dolci e soavi si presentino. Ora, se un padre e una madre della terra fanno così, che farà Colui che contemporaneamente è Padre, Madre, Creatore, Salvatore, Sposo? Qual cuore potrà eguagliare il mio nella tenerezza dell’amore? Si, anima cara, quando sei oppressa e angustiata, vieni, accorri a me, chiamami “Padre” e riposa nel mio Cuore! Se, durante il lavoro, non puoi prostrarti ai miei piedi come vorresti, ripeti questa parola: “Padre”, e io t’aiuterò, ti sosterrò, ti guiderò e ti consolerò“.

IX° GIORNO

Dalle parole di Gesù:

Guarda il mio Cuore: è il libro sul quale devi meditare. T’insegnerò tutte le virtù e specialmente lo zelo della mia gloria e della salvezza delle anime. Guarda bene il mio cuore. Esso è l’asilo dei miseri e quindi il tuo; perchè chi è più misero di te? Guarda il fondo del mio Cuore e vedrai che è il crogiolo dove si purificano i cuori più macchiati e dove poi s’infiammano d’amore. Vieni, avvicinati a questa fornace ardente, lascia le tue miserie e i tuoi peccati. Abbi fiducia e credi in me, che sono il tuo Salvatore. Guarda ancora il mio Cuore. Esso è fonte d’acqua viva. Tuffati in esso e bevi fino a saziare la tua sete. Desidero, voglio che tutte le anime vengano a questa sorgente e trovino in essa il loro refrigerio. Quanto a te ti ho collocata molto addentro nel mio Cuore, perchè, siccome sei piccola, da sola non avresti potuto venire. Approfittane, e bevi le grazie che ti do. Lascia che il mio amore lavori in te e continua a rimanere piccola. Sì, dici bene, che sono buono. Affinchè le anime lo comprendano è necessaria una cosa sola: unione e vita interiore. Quando le anime si uniscono a me, conoscono i miei sentimenti e sanno quanto sono offeso, mi consolano, riparano…. e, piene di fiducia nella mia bontà, chiedono perdono e ottengono grazie per il mondo. Tu mi ami perchè sono buono. Io ti amo, perchè sei piccola e perchè mi ha dato la tua piccolezza”.      

X° GIORNO

Dalle parole di Gesù:

I tuoi peccati io li cancello; le tue miserie io le consumo; la tua debolezza io la sostengo. Quanto più grande sarà la tua miseria, più ti sosterrà la mia potenza. Ti arricchirò dei miei doni. Se mi sei fedele farò della tua anima la mia dimora, dove io mi rifugerò quando le anime mi scacciano col peccato. Riposerò in te e tu vivrai in me. Se tu sei un abisso di miseria, io sono un abisso di Bontà e di Misericordia. Il mio Cuore è il tuo rifugio. Vieni a cercare in esso quanto ti occorre, ed anche quello che io stesso ti chiedo. Non guardare alla tua piccolezza, guarda alla potenza del mio Cuore. Non temere, sono la tua forza e il riparatore della tua miseria. Se sei nelle mie mani, che puoi temere? Non dubitare della bontà del mio Cuore, nè dell’amore che ti porto. La tua miseria mi attira... Che saresti senza di me? Non dimenticare che più sarai piccola e più ti starò vicino. Non ti affliggere esageratamente per le tue cadute; non mi manca nulla per fare di te una santa; ciò che io esigo è che tu non mi neghi nulla di quanto io ti chiedo... Ti cercherò nel tuo nulla per unirti a me. La tua piccolezza e la tua miseria sono calamita che attira il mio sguardo. Non ti scoraggiare, perchè nella tua fragilità risplende meglio la mia misericordia.”   

XI° GIORNO

Dalle parole di Gesù:

” Voglio imprigionarti nel mio Cuore, perchè ti amo infinitamente e, nonostante tutti i tuoi difetti e le tue miserie, mi servirò di te per far conoscere a molte anime la mia misericordia e il mio amore. Sono molte quelle che non conoscono ancora la bontà del mio Cuore. Il mio unico desiderio è che tutte queste anime s’immergano e quasi si smarriscano per sempre nell’abisso senza fondo del mio cuore. Sono il tuo Salvatore! Sono il tuo Sposo! Quando le anime capiscono poco il valore di questi due nomi!… Questa è l’opera che voglio compiere per mezzo tuo. Il più ardente sospiro del mio Cuore è la salvezza delle anime, e voglio che quelle che mi sono consacrate sappiano con quanta facilità possono darmi altre anime. Io farò loro conoscere il tesoro che spesso lasciano disperdere, perchè non approfondiscono questi due titoli di Salvatore e di Sposo. Il mio Cuore ti ama e non si stanca della tua piccolezza; essa è ciò che ha attirato su di te il mio sguardo, essa fa che io ti ami con ebbrezza divina, Sono il Sole divino che ti scopre la tua miseria. Quanto più la vedi grande, tanto più deve aumentare la tenerezza e l’amore tuo per me.

Se l’anima tua è terra difettosa, che non può dar frutto, io sono il giardiniere che la coltiva; manderò un raggio di sole che la purifichi, poi la mia mano seminerà. Il mio Cuore si consola perdonando… non ho desiderio maggiore, nè gioia più grande di questa: perdonare. E’ così grande il conforto che mi procura un’anima quando torna a me dopo una caduta, che questa quasi le torna di guadagno , perchè allora io la guardo con infinito amore. Poco m’importa la sua miseria, purchè suo unico desiderio sia il glorificarmi. Nonostante la sua pochezza quest’anima ottiene grazie per molte altre. Quando un’anima desidera ardentemente essere fedele, io la sostengo nella sua debolezza, e le sue cadute mettono maggiormente in opera la mia bontà e la mia misericordia. Solo chiedo che, dimenticando se stessa, riconosca la sua debolezza, sia umile e faccia ogni sforzo per cercare non la propria soddisfazione, ma la mia gloria. Non puoi capire quanto il mio Cuore goda nel perdonare gli errori e le cadute dovute a sola fragilità. Dunque non affannarti: ho fissato in te i miei sguardi perchè sei fragile e debole.

Fonte: Il libro delle novene ed. Ancilla

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SUOR JOSEFA MENENDEZ

 

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