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Venerabile Uberto Mori

VENERABILE UMBERTO MORI

Padre di famiglia (1926 – 1989) 6 settembre

VENERABILE UMBERTO MORI1Ingegnere, sposo e padre di famiglia, è stato tra l’altro tecnico, professionista e imprenditore di indiscutibile successo. Ha messo a frutto tutta la sua brillante e naturale dotazione di sensibilità, di affettività e di intelligenza e ci è di sostegno costante nell’insegnamento della preghiera umile e nella devozione a Maria.

Uberto Mori nasce nel 1926, a Modena da Mario ed Edmea Scabazzi. Nel 1940 la sua famiglia si trasferisce a Verona. Suo padre è un ufficiale di artiglieria, promosso generale, che nel 1943, benchè malato di tumore e con i mesi contati, il Comando della Repubblica di Salò richiama ugualmente in servizio. Uberto si offre di sostituirlo, anche se non ancora in età di leva, ha infatti solo 17 anni. Lo scambio viene accettato e si rivela provvidenziale per 107 ragazzi ebrei concentrati a Nonantola, che il tenentino riesce a nascondere in seminario e in case private poco prima dell’arrivo dei tedeschi, salvandoli così dalla deportazione.

VENERABILE UMBERTO MORI3Con la morte di papà, avvenuta nell’agosto 1944, Uberto si ritiene sciolto da ogni obbligo militare, ma adesso sono i partigiani a considerarlo un nemico e giudicandolo un avversario, irrompono nella sua casa, lo insultano, lo schiaffeggiano e con la rivoltella del padre tentano di ucciderlo, ma la pallottola non parte; egli si salva miracolosamente e riesce a fuggire.

Dopo la guerra riprende gli studi e inizia a fare lo “studente-lavoratore”: frequenta l’università di Bologna, mentre lavora in uno stabilimento di ceramica a Formigine, prima per mantenere mamma e sorella, poi dal 1952 la famiglia che ha formato con Gilda Cavedoni. Nascono tre figli, l’ultima delle quali viene portata via ad appena 13 mesi dal “morbo blu”. Uberto, intanto, si fa strada nel settore della ceramica: laureandosi nel 1959, diventa subito assistente e poi docente nella stessa università, dove apprezzano la sua intelligenza viva e la sua competenza in materia di progettazione dei forni.

Nel 1958 incontra Padre Pio da Pietaralcina, rafforza la devozione a Maria Santissima, assimila sempre più la spiritualità francescana.

Nel 1960 Uberto apre lo Studio Tecnico Mori. Nel 1968 fonda la società Forni Impianti Industriali Ceramici Mori. Nel1963 i coniugi Mori vanno in pellegrinaggio a Lourdes e poi sarà il più accessibile santuario di Loreto un punto focale della loro spiritualità.VENERABILE UMBERTO MORI

Uberto il 19 febbraio 1967 entra formalmente nel terz’ordine francescano a Modena.  Nel 1969 disegna e sostiene in tutti i modi il progetto del Villaggio Ghirlandina nel Centrafrica, collaborando coi missionari. Nel 1970 dà vita all’Ora di Guardia a Nostra Signora della Salute, le Marce penitenziali, la pratica dei primi sabati del mese. 

Suo padre spirituale è padre Raffaele Spallanzani, un giovane cappuccino semiparalizzato che gli insegna a trasformare tutto in amore e per il quale pure è iniziata la causa di beatificazione. Nello stesso anno insieme a Padre Raffaele, da inizio alle Marce Penitenziali da tenersi il tredici di ogni mese da maggio a ottobre a Puianello come a Fatima.

Nel 1971 nasce la società Ing. Uberto Mori Uberto.  Vola negli Stati Uniti e acquista il brevetto per l’utilizzo dei forni che la NASA impiega per cuocere gli isolanti delle navette spaziali, inventando così il sistema della “monocottura”, che riduce a meno di sessanta minuti il processo che prima durava ore se non addirittura giorni. Il successo imprenditoriale e le soddisfazioni professionali si accompagnano ad un sempre più intenso cammino spirituale, che lo porta ad essere convinto che “l’unico nostro scopo deve essere la gloria del Signore in qualsiasi condizione ci troviamo. Se a lui è piaciuto metterci in mezzo al mondo a lavorare attorno a dei forni, sia fatta la sua Volontà“.

VENERABILE UMBERTO MORI2Si immerge nello studio amoroso della Parola di Dio, lasciandosi da essa modellare ed ispirare nelle sue scelte quotidiane. […] sostiene l’Avo per l’assistenza ospedaliera, fa costruire un pensionato per i terziari francescani, avvia numerose opere missionarie, destinando ad esse la quota di eredità che sarebbe spettata alla sua bimba morta.

Nel 1974 istituisce a Puianello la Festa dell’Affidamento dei Bambini alla Madonna, richiamando al santuario un numero sempre crescente di mamme. Promuove il Pensionato Casa di Nostra Signora della Salute.

Alla fine arriva anche Antenna1, un’emittente televisiva che gli consente di evangelizzare via etere. Nel 1986 dà vita all’AVO modenese (Associazione Volontari Ospedalieri).

Il 7 aprile 1987, proprio durante una trasmissione, Uberto viene colpito da infarto. Ne esce così menomato da dover vivere in un regime di semiclausura, durante la quale conserva un’invidiabile serenità, sostenuta dal rosario e illuminata dal vangelo: “io posso vedere il sole anche quando sta piovendo”, aveva scritto in tempi non sospetti e la malattia glielo sta facendo sperimentare. Nel 1988 sostiene i fondatori dell’AMA, Associazione Madonna degli Angeli, a Castelfranco Emilia, per giovani disabili.

Muore il 6 settembre 1989, durante un intervento a cuore aperto, lasciando scritto ai suoi: “continuate così, cercando una cosa sola: di capire l’amore di Dio e di aumentarlo sempre in voi. È l’unica cosa che conti”. Come aveva cercato di fare lui. E’ stato proclamato Venerabile il 12 giugno 2014.

Fontehttp://www.santiebeati.it/dettaglio/90039

 

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