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Theotokos di Vladimir

THEOTOKOS DI VLADIMIR

26 agosto

VladimirskayaNella Galleria Tret’jakov di Mosca è considerata protettrice della Russia. La tradizione vuole che la versione originale di questa Icona sia stata dipinta dal santo evangelista su una tavola di proprietà della Sacra Famiglia di Nazareth, quando la Vergine era ancora in vita.

Da Gerusalemme sarebbe stata portata a Costantinopoli e posta in venerazione nella chiesa detta dell’Eleousa, fatta costruire da Giovanni II Comneno (1118-1143). Con maggiore probabilità la storia di questa Icona inizia invece a Costantinopoli, quando un “San Luca” la scrisse.

Qualche anno dopo l’Icona fu portata in Russia; Luca, Patriarca di Costantinopoli, la donò a Jurij Dolgorukij, principe di Kiev, passato alla storia come il fondatore di Mosca. L’Icona costantinopolitana fu accolta dal principe con il massimo degli onori e venne collocata a Vishgorod, ove, famosa per via dei numerosi miracoli, divenne oggetto di grande venerazione.

THEOTOKOS DI VLADIMIR2Al principe Jurij successe il figlio Andrej, detto Bogoljubskij (innamorato di Dio), per via della sua grande devozione. Il principe Andrej, desiderando estendere i confini del proprio regno verso nord-est, pensò di spostarne la capitale a Rostov. Andrej si mise così in viaggio per raggiungere la sua nuova capitale portando con sè la meravigliosa Icona donata al padre. Durante il percorso, giunti a Vladimir, l’asina che portava l’icona puntualmente si fermò e non ne volle più sapere di spostarsi da quel punto.

Andrej interpretò il rifiuto di muoversi dell’asina come la volontà della Santissima Vergine di fermarsi in questo luogo. La tutta Santa Vergine Maria aveva indicato in Vladimir la capitale del nuovo regno: correva l’anno 1164. L’Icona fu presto collocata nel posto d’onore della chiesa della Dormizione e là dove i carriaggi si erano fermati, Andrej fece edificare la propria residenza ed un monastero dedicato alla Madonna. Da allora quel luogo porta ancora il suo nome: Bogoljubovo. L’Icona rimase a Vladimir per ben 200 anni e da questa città prese il nome.

Una cronaca del 1395 narra che durante una scorreria, i Tartari fecero irruzione nella cattedrale della Dormizione, ove fecero bottino delle cornici in oro e argento delle Icone. Il famoso Tamerlano (Temir Aksak) in persona era alla testa dell’orda barbarica che minacciava l’intera Russia, contro di lui si mosse il principe di Mosca Vasilij Dmitrievic. Il principe russo con il suo esercito prese posizione sulla riva del fiume Oka; la Russia in quell’epoca era sconvolta da continui disordini interni, quindi Vasilij poteva fare affidamento più su Dio che sugli uomini che potessero giungere in suo aiuto.

THEOTOKOS DI VLADIMIRSu suggerimento di Metropolita Kiprian, capo della Chiesa russa, il principe diede immancabilmente ordine di trasportare la sacra Immagine a Mosca. Nel giorno della Dormizione della Santissima Madre di Dio, festa cui era dedicata la cattedrale di Vladimir, il Metropolita celebrò un Te Deum di ringraziamento e gli abitanti di Vladimir con le lacrime agli occhi accompagnarono l’immagine miracolosa che stava prendendo la strada di Mosca.

Anche un monastero venne qui fondato in memoria dell’Incontro dell’icona di Vladimir. In seguito anche la via venne chiamata Sretenka. L’icona venne portata solennemente al Cremlino, nella cattedrale della Dormizione. Giorno e notte venivano ufficiati Te Deum davanti all’immagine della Purissima, chiedendo l’intercessione della Madre di Dio e la grazia del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo (I. JAZYKOVA, “La pensée russe”, n. 4108, 11-17 gennaio 1996, p. 16).

Puntualmente il miracolo avvenne! Tamerlano era già pronto a sferrare l’attacco, quando gli apparve in sogno la Vergine attorniata da forze celesti mentre gli intimava una immediata ritirata dalla Russia. Tamerlano comprese chi stava per sfidare e decise di levare le tende, per ritirarsi dalla Russia senza colpo ferire.

Metropolita Kiprian

Metropolita Kiprian

A Mosca fu un tripudio di gioia e per molti giorni vennero cantati te deum di ringraziamento, mentre chiunque passasse di fronte all’Icona si inchinava per ben dieci volte! Non appena si furono ritirati i Tartari, a Mosca giunsero le delegazioni della città di Vladimir che chiedevano la restituzione dell’Icona, ma Vasilij, che nella sacra Immagine vedeva un segno particolare della protezione di Maria, non voleva in nessun modo restituirla agli antichi proprietari.

Fu ancora una volta il Metropolita Kiprian a trovare la soluzione di quello che stava per diventare un pericoloso conflitto interno: rimise la questione nella mani della Santa Vergine. Venne fissata una notte in cui l’Icona sarebbe rimasta chiusa nella Cattedrale, mentre gli abitanti di Vladimir e di Mosca avrebbero vegliato in preghiera attendendo un segno dall’alto.

La mattina successiva le delegazioni delle due fazioni si presentarono alle porte della Cattedrale della Dormizione; una volta entrati, con loro grande meraviglia videro sull’Altare due Icone assolutamente identiche! Il Metropolita gridò al miracolo e prontamente invitò la delegazione di Vladimir a scegliere per prima l’Icona che desiderava fra le due. Questi ultimi, scelsero quella che a loro parere sembrava l’originale, mentre i Moscoviti si convinsero che quella autentica fosse in effetti quella rimasta a loro.

Solo al giorno d’oggi è stata scoperta l’esistenza di due copie dell’Icona della Madonna di Vladimir risalenti al XVI secolo, una di esse era opera del grande Andrej Rublev. Nel 1480, a seguito delle ardenti preghiere dal principe Ivan III Vasil’evic (1462-1505), dei suoi soldati e di tutta la cittadinanza, la Vergine concesse la sua protezione mettendo in fuga la terribile Orda d’oro, capeggiata dal Khan Achmat e liberando Mosca. Ancora nel 1521 Mosca fu salvata dall’incursione dei Tartari sotto la guida del Khan di Crimea Machmet-Ghirej. Gli invasori, avendo visto la Madre di Dio con uno spaventoso esercito avanzare contro di loro, ebbero paura e fuggirono immediatamente.

incoronazione zar Nicola II

Incoronazione Zar Nicola II

L’icona del Cremlino rimase al suo posto fino al 14 dicembre 1918 sopravvivendo miracolosamente ad incendi e saccheggi e ricevendo gli omaggi e le suppliche dei devoti appartenenti a tutte le classi sociali. Alla presenza di questa Icona venivano eletti ed incoronati gli zar. Il nome dei patriarchi della Chiesa ortodossa russa veniva inciso sulla riza che proteggeva l’ampia cornice dell’Icona.

L’icona sopravvisse, anche grazie alla sua fama, alla dissacratoria rivoluzione bolscevica, le fu tolta la riza interamente coperta di pietre preziose mentre l’Icona fu restaurata per essere depositata presso il museo di stato della Galleria d’arte Tretjakov di Mosca, dove è rimasta fino all’aprile 1994; successivamente è stata affidata alla rinata Chiesa russa.

Numerose testimonianze riferiscono che soprattutto durante il regime ateo, in attesa dell’autobus o passando nelle adiacenze, i devoti THEOTOKOS DI VLADIMIR3guardavano verso la Galleria, facevano segni di croce e muovevano le labbra. Quanto ai turisti che entravano nella Galleria per la visita, le donne si tiravano sul capo il foulard, gli uomini dimenticavano il cappello nel pullman o inventavano piccoli stratagemmi per non tenerlo in testa.

L’Icona della Madre di Dio di Vladimir appartiene al modulo iconografico dettoEleousa” (della tenerezza) ove viene sottolineata la particolare dolcezza che esprimono la Madre ed il Bambino nel loro abbraccio culminante nel delicato contatto delle guance, profondo segno di unità e di vicinanza.

La Chiesa Ortodossa la festeggia il 3 giugno ed il 26 agosto.

FONTEhttp://www.reginamundi.info/icone/madonna-vladimir.asp

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