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San Pelagio

SAN PELAGIO

martire bambino (c.a. 925) 28 agosto

san_pelagio_04Il piccolo S. Pelagio è citato nel nuovo Martirologio Romano, e gli sono state dedicate molte chiese in Spagna. È uno dei martiri bambini molto popolari nel Medio Evo. Per alcuni ricercatori la leggenda vale anche come una delle prime condanne degli autori cristiani contro l’omosessualità.

Le storie di molti di questi santi si presume siano state inventate, mentre le loro vere origini siano andate perdute, anche se gli avvenimenti fondamentali della loro vita sono ricostruibili.

Solitamente sono vittime di seguaci di un’altra religione, di una strega o, se il loro persecutore è un cristiano della sua natura malvagia. I bambini-modello colpiti non per mano d’uomo, come ad esempio il Beato Agostino Novello (19 maggio) attaccato da un lupo mentre giocava alla porta della città e salvato dall’intervento miracoloso di S. Agostino, sono rari. Ma anche qui un animale feroce, anche se più simile ad un demone, è l’analogo di un “moro”, un ebreo, un mago, un eretico o un cristiano concupiscente, per il fatto di essere al di fuori dell’ordine fissato e dell’ortodossia.

San Pelagio martire4Vivi o morti, molti bambini martiri del Medio Evo presentano echi magici. L’esempio meglio conosciuto è il piccolo Ugo di Lincoln, che sebbene morto cantava l’Alma Redemptoris Mater dal condotto dove era stato gettato indicando la via per raggiungere i suoi presunti assassini ebrei.

La regione di al-Andalus, nella Penisola Iberica, al tempo di Pelagio era già in mano dei Mori da un paio di secoli e la narrazione agiografica, che tematizza il conflitto fra cristiani e musulmani, ha luogo a Cordova, capitale dell’omonimo emirato.

All’età di dieci anni Pelagio, o Pelaio, fu lasciato dallo zio in ostaggio ai mori.  Lo zio di Pelagio (altre fonti dicono il nonno), il vescovo Ermogio, dopo una battaglia fra mori e cristiani, avvenuta nel 920 o 921, cadde in mano musulmana. In cambio della propria libertà egli lasciò in ostaggio il proprio nipote decenne all’emiro Abd-al-Rahman III.

L’emiro Abd-al-Rahman III viene considerato dall’attuale ricerca storica un sovrano tollerante, che durante il mezzo secolo del suo regno, rinnovò l’amministrazione e rappacificò i numerosi gruppi musulmani fra loro in conflitto. Inoltre la città di Cordova deve a lui importanti opere edilizie. In questa vicenda però assume un tono tutt’altro che benevolo.

San Pelagio martire3Fu il prete Raguel, che redasse la prima presunta storia di Pelagio, descrivendo anche il lusso e le seduzioni della corte come pericolose tentazioni contro la fede della minoranza cristiana. Raguel descrive accuratamente la castità e la bellezza di Pelagio, così come la sua devozione religiosa, che nella prigionia si rafforzò ancora di più.

Dopo tre anni di prigionia, per Pelagio non era ancora arrivato il riscatto e Abd-al-Rahman, impressionato dal ragazzo o come rivelava la versione originale per concupiscenza omosessuale dell’emiro (o di un signorotto musulmano locale), lo convocò e gli disse che sarebbe stato liberato, avrebbe avuto cavalli, abiti eleganti, denaro e onori se solo avesse rinunciato alla sua fede e avesse riconosciuto Maometto come profeta. Pelagio gli rispose:

Tutto questo non significa nulla per me. Sono stato, sono e rimarrò cristiano

Allora il “re” lo toccò, e da qui la presunta avance sessuale – al che Pelagio lo schiaffeggiò e gli sputò addosso. Il “re” gli offrì allora dei giovanetti, che Pelagio rifiutò, come rifiutò, fino a rimaner nudo, i preziosi abiti offertigli dal “re”. 

San Pelagio martireA causa di questo comportamento, il “re” ordinò che Pelagio fosse fatto a pezzi e gettato nel fiume. I racconti del suo martirio però sono diversi: uno racconta che fu messo su di un cavallo di ferro e spinto su e giù, un’altro che fu appeso alla forca riservata agli schiavi e ai criminali e poi smembrato, e che le sue membra vennero gettate nel Guadalquivir.

Certo è che i resti del povero giovane vennero recuperati e nascosti da pii cristiani ed essi furono inumati in due diversi luoghi: il capo nella chiesa di San Cipriano ed il corpo in quella di San Genesio. Conservati a Crodova fino al 967, poi vennero traslati a Leon. Nel 985 le reliquie furono spostate a Oviedo come misura di sicurezza.

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Fonti: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler; https://it.wikipedia.org/wiki/Pelagio_di_Cordova

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