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MADONNA DI BELMONTE

MADONNA DI BELMONTE

 

Valperga Canavese (To) – 17 agosto

Vergine_di_BelmonteNel 1016 la Vergine apparve ad un monaco benedettino, Arduino (già conte e marchese d’Ivrea, che nel 1002 era stato eletto re d’Italia dai principi insofferenti del giogo tedesco) mentre giaceva gravemente ammalato nel suo castello, ordinandogli di edificare tre chiese in suo onore: a Belmonte (To) nella quale dovevano ufficiare i Benedettini), a Torino (sotto il titolo della Consolazione) ed a Crea nel Monferrato. Ma si tratta di leggenda o realtà?

Il Santuario di Belmonte è posto su di una collina, a 727 metri di quota, ben visibile da tutto il territorio circostante. Dal 1991 tutta l’altura, ripartita tra i comuni di Valperga, che ne ha la parte maggiore, Prascorsano, Pertusio e Cuorgné, è stata dichiarata Riserva Naturale della Regione Piemonte che ha posto vincoli ambientali, architettonici ed archeologici.

Anche se la tradizione vuole che sia stato Arduino d’Ivrea ad ordinarne la costruzione per ringraziare la Vergine di una miracolosa guarigione che egli avrebbe ottenuto in Ivrea nel 1002 quand’era gravemente infermo, in realtà il primo edificio religioso a Belmonte sorse prima dell’anno Mille, grazie ad un piccolo gruppo di monache Benedettine di Santa Scolastica provenienti dal vicino convento di Busano, fondato da Emerico per la figlia Libania. Dopo circa tre secoli le due comunità religiose passarono sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canavese.

BelmonteLa Madonna appare miracolosamente nel 1326 a Guido vescovo di Asti, figura di prim’ordine nella storia canavesana per la sua opera di pacificazione tra i signori feudali; per suo interessamento il monastero venne dotato di beni e vi si stabilirono nobili fanciulle di origine astigiana.

Nel 1477 l’abbazia di Fruttuaria, da cui sempre dipendeva Belmonte venne eretta in commenda; il monastero ne risentì negativamente e le Benedettine, quasi abbandonate a se stesse, rimasero prive di aiuti religiosi e temporali.

Le Benedettine vi rimasero però sino al 1601, quando, in virtù di disposizioni emanate dopo il Concilio di Trento, venne deciso che i conventi femminili non dovessero essere posti in luoghi romiti. Un documento custodito a Valperga narra di un evento miracoloso che sarebbe avvenuto proprio il giorno in cui le suore stavano lasciando il convento per sistemarsi a Cuorgnè, portando con loro la statua della Madonna. Racconta il documento che quando si iniziò a rimuovere la statua calò nella chiesa un buio profondo, mentre il viso della statua venne assalito da un intenso pallore. I molti fedeli (alcuni dei quali sottoscrissero come testimoni il documento in questione) furono presi da grande spavento e pensarono che la Madonna manifestasse prodigiosamente la volontàsubito esaudita – che la statua fosse lasciata in loco.

Alle suore benedettine subentrarono i frati minori di San Francesco che ampliarono progressivamente il Santuario; nel 1620 ricostruendo interamente la chiesa, mentre a partire dal 1712 santuario di belmonteiniziarono la costruzione del percorso devozionale della Via Crucis con le sue 13 cappelle che si inerpicano verso la sommità del poggio.

Il convento fu soppresso sotto la rivoluzione francese; si tentò anche di distruggere la statua della Madonna, portata per dileggio a Valperga, ma una serie di eventi eccezionali impedì che l’opera venisse portata a compimento. La fama delle facoltà miracolose della statua della Vergine crebbe al punto che nel 1788 il Capitolo Vaticano ne riconobbe la virtù soprannaturale. Costituisce oggi una significativa testimonianza della speciale devozione popolare verso la Madonna di Belmonte la galleria di quadri e di cuori votivi posta a fianco del santuario nei locali ricavati con i lavori di restauro del tetto.

I frati non vi restarono isolati ma parteciparono alla vita delle popolazioni, oltre che con l’esercizio del sacerdozio, con l’aiuto, il consiglio e l’ospitalità concessa sempre a chi la richiedeva. Trovarono così asilo nel loro convento tutti i perseguitati nei momenti difficili della nostra storia. Capitoli importanti nella vita del Santuario sono quelli delle cerimonie delle incoronazioni solenni della Madonna: il primo è del 1788 ed in tale occasione il Capitolo Vaticano, vagliate le prove tastimoniali dei miracoli, riconobbe ufficialmente le virtù soprannaturali della statua ivi custodita.

interno_santuario_belmonteGli edifici, nel 1805, vennero messi all’asta, ma l’abate Giacomo Valperga di Masino riuscì ad acquistarli per riconsegnarli poi ai francescani. Nuovamente soppresso nel 1866 con la legge Ricasoli, venne subito rivendicato come proprietà privata e riaperto già nel 1872, divenendo meta di pellegrinaggi con un flusso continuo di fedeli. Dopo le traversie del periodo napoleonico, la chiesa fu completamente ristrutturata tra 1873 ed il 1876 da C. Reviglio della Veneria, nella sobria eleganza dello stile romanico-lombardo. Nel 1888 la facciata assunse l’aspetto attuale ad opera dell’architetto Carlo Ceppi, con il timpano affrescato da Giacomo Grosso. Risale allo stesso periodo la costruzione dei piloni con i misteri del Rosario lungo la suggestiva via pedonale che collega Valperga al Sacro Monte.

Nel 1960 fu posta nel punto più alto del monte un’imponente statua a San Francesco, opera in bronzo dello scultore Giovanni Vogliazzi di Vercelli, alta 4,50 metri e pesante una tonnellata. Posta sotto la tutela del sistema delle Aree protette della Regione Piemonte, il Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, nel 2003, ha iscritto Belmonte, con gli altri principali Sacri Monti di Lombardia e Piemonte, nella lista dei patrimoni dell’umanità.

Fonti: http://www.mariadinazareth.it/apparizione%20di%20ivrea%20ed%20asti.htm; https://it.wikipedia.org/wiki/Sacro_Monte_di_Belmonte

 

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