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Andrea Savi

ANDREA SAVI

(1962 – 2005) 18 maggio

ANDREA SAVINato il 22 agosto 1962, ha vissuto a Collecchio, comune italiano in provincia di Parma, con la moglie Cecilia e i due figli Caterina e Alberto. Fin da ragazzo ha frequentato la vita del paese e della parrocchia, dando vita ad un gruppo di amici con i quali ha mantenuto relazioni intense anche a distanza di anni.

Dopo gli anni dello studio ha iniziato a lavorare come impiegato in Banca Emiliana, passando successivamente alla Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza dove è diventato capofiliale nelle sedi di Lesignano, Noceto, Fornovo Taro.

Negli anni Novanta ha maturato il suo impegno a servizio del paese come membro del Consiglio comunale di Collecchio e Assessore ai servizi sociali. Pur lasciando in seguito le cariche istituzionali, è rimasto a lungo coordinatore del circolo locale della Margherita, partecipando attivamente alla vita politica e ispirando le decisioni più importanti nei momenti delicati della vita del paese.

logo azione cattolicaNella comunità cristiana è stato vicepresidente per il settore adulti dell’Azione Cattolica parrocchiale, membro del Consiglio pastorale parrocchiale, animatore della pastorale battesimale. Ha frequentato per molti anni con la sua famiglia le attività formative rivolte alle famiglie e in particolare agli sposi.

Con l’associazione UNITALSI ha partecipato a numerosi pellegrinaggi a Lourdes, e negli ultimi anni è diventato gestore del servizio “Arianna” per il trasporto di persone disabili nel territorio comunale di Parma.

Muore improvvisamente il 18 maggio 2005, all’età di 43 anni, in un incidente stradale mentre si reca al lavoro.

Con i piedi ben piantati sulla terra, ma con lo sguardo e con il cuore rivolti al Cielo. Così ci piace ricordare Andrea, testimone vero di laicità.

Innanzitutto con i piedi ben piantati sulla terra.

Andrea sapeva che per lui vivere il battesimo significava essere pienamente e intensamente inserito nelle vicende del mondo, con passione e con rispetto. Ha preso sul serio le parole di San Giovanni: “Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito”;san giovanni ev1 e ha capito che se Dio ama il mondo e lo sceglie come il luogo della sua dimora, anche il cristiano deve partecipare della stessa passione e dello stesso amore. Ripeteva spesso che essere laici cristiani non vuole dire fuggire dalla storia, magari criticandola perché non è come si vorrebbe; non vuol dire cercare una nicchia dove ritirarsi restando indifferenti alle sue vicende; ma significa amare questa storia, spendendo per essa la propria vita fino alla fine. Così i luoghi della laicità per lui non sono state solo le parole di Dio consegnate nelle Scritture, ma quella Parola di Dio che è affidata alla storia degli uomini e delle donne e che in essa annuncia la salvezza. L’impegno di Andrea nel mondo è stato molteplice: politico, sociale, culturale; nella famiglia, nel lavoro, nel “tempo libero”… ma sempre con lo stesso stile di laicità, segnato dall’amore per l’uomo, per la storia, e dalla ricerca dei segni di salvezza che Dio pone nel quotidiano compiersi degli eventi.

Con lo sguardo e il cuore rivolti al Cielo.

Il laico cristiano sa che la sua vocazione non si esaurisce nel partecipare semplicemente alla vita del mondo, ma si compie nell’orientare al Regno di Dio le cose temporali. In Andrea c’era la chiara consapevolezza della vocazione che il Signore gli ha donato, eucarestiaquella di essere “sale della terra e luce del mondo”. Perché se è vero che Dio si è fatto carne e appartiene definitivamente al mondo, è altrettanto vero che da quel momento il mondo appartiene definitivamente a Dio, e a lui deve essere orientato. Tutto questo in Andrea si è tradotto nella forte appartenenza alla comunità cristiana, in particolare nella partecipazione all’assemblea eucaristica della domenica dove sull’altare, con il pane e il vino, viene offerta a Dio la vita e la storia di ogni persona.

La “Messa nel tempio” lo ha inviato a celebrare la “Messa nel mondo”, la cui materia non sono più semplicemente pane e vino, ma il lavoro, la vita sociale, la paternità, l’amore, la professione, le relazioni, lo sport e il godimento della natura… Ogni domenica Andrea ha portato ANDREA SAVIsull’altare la sua vita, e da quell’altare ha ricevuto in dono il Signore Gesù che si fa pane da spezzare con i fratelli ogni giorno della settimana, senza trattenerne una sola briciola. Quello stesso Signore che egli ha amato lo ha fatto sedere alla mensa del Regno ed è passato a servirlo, ripetendo le parole dette ai suoi discepoli: “Vieni, servo buono e fedele, ricevi in eredità il Regno preparato per te fin dalla fondazione del mondo” (cf. Mt 25, Lc 12).

Fontiwww.azionecattolica.ithttp://www.santiebeati.it/dettaglio/95132

 

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