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San Giuseppe Moscati

SAN GIUSEPPE MOSCATI

Medico (1880-1927) 12 Aprile

Anche ai tempi di Moscati una concezione pseudoscientifica MOSCATIallontanava molti da Dio, ma egli seppe unire la fede alla scienza. Pur potendo diventare ricco scelse la strada della povera  carità vedendo in ogni malato il volto sofferente di Cristo.

Giuseppe Moscati nacque in un’antica famiglia aristocratica di Benevento, il 25 luglio 1880; suo padre Francesco era giudice e presidente del tribunale cittadino. Durante la prima infanzia di Giuseppe la famiglia si trasferì ad Ancona e poi a Napoli, in seguito alle promozioni del padre. Nonostante queste interruzioni, Giuseppe si dimostrò un ottimo scolaro e nel 1897, anno della morte del padre, si iscrisse alla facoltà di medicina dell’università di Napoli, all’epoca percorsa dalle dispute tra le facoltà che avevano adottato un approccio positivista e materialista e quelle che seguivano invece un approccio più religioso, di stampo tomista; Giuseppe riuscì in ogni caso a evitare le trappole ideologiche e mantenne salda la propria fede.

Moscati era un medico povero. Sembra un controsenso parlare di povertà nella vita di un uomo che per le capacità, l’ingegno, la fama e la posizione sociale avrebbe potuto avere tutti i beni materiali che poteva desiderare. Eppure è così: Moscati era povero. Lo affermano tutti coloro che l’hanno conosciuto, citando particolari di questa povertà. Non solo non era attaccato al denaro, ma dava ai poveri ciò che aveva; vestiva modestamente ed era la sorella Nina a interessarsi del suo vestiario. Parco nel cibo, rifuggiva ogni ricercatezza; non aveva carrozze, cavalli, né automobili, come i suoi colleghi.

IL FILM1a parte 2a parte

S. Giuseppe Moscati1Nel 1903 ottenne la laurea con lode e diritto di pubblicazione. Terminati gli studi, fu assunto in un ospedale locale, ma nel 1904 si trasferì al S. Maria del Popolo, l’ospedale detto degli “Incurabili“. Qui, mentre organizzava la terapia per i malati di rabbia, comprese il senso della sua vita. La medicina era per lui una vocazione, una forma di sacerdozio, e praticava un tipo di  medicina olistica quando ancora era una pratica sconosciuta: prima di fare una diagnosi, unitamente ai loro sintomi fisici, considerava sempre lo stato mentale e spirituale dei suoi pazienti. Aveva un profondo senso di responsabilità nei loro confronti e quando nel 1906 il Vesuvio eruttò, si precipitò a Torre del Greco, alle pendici del vulcano, dove si trovava un distaccamento degli Incurabili, scoprendo che gran parte del personale era già fuggito,  lavorò instancabilmente con il rimanente personale per evacuare l’ospedale. Non appena ebbero portato fuori l’ultimo dei pazienti, il tetto crollò sotto il peso della cenere. Anche in occasione di un’epidemia di colera scoppiata nel 1911 mostrò la  stessa devozione verso i suoi malati.

Nel 1911 Giuseppe conseguì la libera docenza in chimica fisiologica, incarico che comportava un notevole impegno nell’insegnamento e nella ricerca; durame la sua eccezionale, anche se relativamente breve, carriera accademica, pubblicò circa trentadue studi. Nella primavera del 1911 fu promosso direttore dell’ospedale degli Incurabili, pur rimanendo ancora direttamente responsabile di alcuni reparti. Al centro di una vita tanto impegnata e faticosa c’era il suo rapporto con Dio: riceveva la comunione quotidianamente e viveva il suo lavoro come una forma di preghiera. Non volle arricchirsi e, anzi visitava sempre gratuitamente i suoi pazienti più poveri, a volte pagando le medicine di cui avevano bisogno.Mosc_23p

Un episodio particolarmente rappresentativo della considerazione che aveva del proprio ruolo avvenne a una conferenza nel febbraio 1927: uno dei relatori principali era l’anziano professor L. Bianchi, famose per la brillante carriera di medico e politico e noto massone anticristiano; mentre il pubblico applaudiva il suo intervento, egli fu colto da malore e cadde sul palco e Giuseppe Moscati, che aveva deciso di partecipare alla conferenza solo perché si era sentito trascinato da una forza esterna, si precipitò ad aiutare l’uomo agonizzante. Bianchi, che aveva conosciuto Giuseppe da studente e conosceva i suoi saldi princìpi religiosi, gli permise di prendergli la mano, e mostrò il suo assenso alle parole di contrizione e fiducia in Dio di Giuseppe Moscati, stringendola, prima di morire.

Giuseppe Moscati morì il 27 aprile 1927 in seguito a una breve malattia, soltanto quarantasettenne, dopo essere stato a Messa e avere fatto visita ai suoi genitori come d’abitudine. Al funerale parteciparono moltissime persone, i cui sentimenti furono così riassunti da un uomo anziano nel registro delle firme, posto nell’ingresso della casa: “Non hai voluto fiori e nemmeno lacrime: ma noi piangiamo, perché il mondo ha perduto un santo, Napoli un esemplare di tutte le virtù, i malati poveri hanno perduto tutto!” La risposta pubblica alla morte del “dottore buono” fu talmente grande che il 16 novembre le sue spoglie furono trasferite dal cimitero alla chiesa di Gesù Nuovo, dentro la città. È stato canonizzato da papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1987.

S. Giuseppe Moscati2Due guarigioni improvvise attribuite a MoscatiUn maresciallo degli agenti di custodia, Costantino Nazzaro, affetto dal morbo di Addisone, conosciuto nella chiesa del Gesù Nuovo il Servo di Dio Giuseppe Moscati, lo pregò insieme alla sua famiglia e vi ritornò ogni quindici giorni. Una notte vide in sogno che Moscati lo operava, e svegliatosi si trovò perfettamente guarito. Il secondo miracolo  approvato dalla Congregazione per le Cause dei Santi è quello di Raffaele Perrotta guarito da meningite cerebrospinale meningococcica. Quando già i familiari avevano preparato per lui l’abito per la sepoltura, ecco che tra il 7 e l’8 febbraio 1941 si ebbe una istantanea e definitiva guarigione.

LA PREGHIERA

O S. Giuseppe Moscati, abbi pietà di …., è in una profonda tristezza, ma se tu vuoi puoi intercedere per guarirlo dalla malattia. Rendi efficaci le cure e gli interventi per liberarlo dalle cause dell’infermità. Puoi dargli forza per reagire e ti prego di alleviare le sue pene. O S. Giuseppe Moscati, sia fatta la santa volontà di Dio in tutto. Se tu vuoi puoi pregare perchè guarisca, ma se la volontà di Dio è diversa fa’ che continui a portare con coraggio la sua croce.

FonteIl primo grande dizionario dei santi di Alban Butler / http://www.moscati.it/

7 comments

  1. maria pia rivezzi ha detto:

    per favore qualcuno fermi la vendita della casa di giuseppe moscati. che state combinando. non la dovete vendere, trasformatela in un museo del santo,ma non la vendete.

  2. biscobreak ha detto:

    Sono d’accordo con te Maria Pia. Le case dei santi non dovrebbero essere vendute! E’ un vero e proprio crimine! Sono patrimonio di tutti!

  3. luigi culmone ha detto:

    un garndissimo santo , un laico che ha seguito integralmente il suo percorso di santita’ a cui siamo chiamati tutti. Nella Napoli postrisorgimentale e’ stato la vera luve del popolo napoletano. Ha anticipato di almeno 50 anni il Concilio. E’ davvero un dio di Dio a Napoli ed all’intera umanita’..affidiamoci a Lui con fiducia.

  4. biscobreak ha detto:

    grazie della tua testimonianza Luigi! 🙂

  5. Maddalena B ha detto:

    O facoltoso e semplice San Giuseppe Moscati concedimi la grazia che ti ho chiesto 2 ore fa!ne sono certa che me la concederai! Ti ringrazio fin da ora e ti chiedo anche di vegliare su di noi a finchè noi tutti possiamo credere in eterno alla tua intercessione presso Gesù! Sei un Santo meraviglioso e miracoloso; prega per noi! AIUTAMI !!!

  6. Maria Grazia ha detto:

    San Giuseppe Moscati prega per noi.

  7. Olga ha detto:

    San Giuseppe Moscati aiuta mamma e tutti noi.TVTB,Inter vedi anche x ciò che tu sai…