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NOSTRA SIGNORA DELLA ROVERE

NOSTRA SIGNORA DELLA ROVERE

San Bartolomeo al Mare (IM) 18 aprile e 10 maggio 1671

Nostra_Signora_della_RovereGrande testimonianza di amore della Madre di Dio per questa terra, nella quale apparve più volte donando grazie di guarigione. Singolare anche la storia del crocifisso che scelse di rimanerle accanto… 

Il “Santuario della Rovere”, detto anche “Santuario di Nostra Signora della Rovere”, è tra i più antichi e rinomati della Liguria, sia per le guarigioni miracolose qui avvenute, sia per il flusso di pellegrini e turisti che vi hanno sostato e continuano a sostare in preghiera. E’ adagiato nella vasta conca compresa tra Capo Cervo e Capo Berta della Riviera dei Fiori, nel comune di San Bartolomeo al Mare, poco lontano dalla Via Aurelia. La chiesa della Rovere, il 27 luglio 1505, era dedicata al mistero dell’Annunciazione.

L’antico e vasto territorio era denominato “Lucus Bormani”, cioè “bosco sacro dedicato al dio Borman”, il dio delle sorgenti, crudele e sanguinario. I Romani dedicarono il bosco ricco di selvaggina a Diana, dea della caccia, per cui il villaggio di Diano fu chiamato “Pagus Dianius”. Le cinque piante di rovere che ancora oggi attorniano il “Santuario della Rovere”, sono gli ultimi esemplari di quell’antico bosco.

L’apparizione della Madonna a Giacinto

Giacinto Perato di Rollo, d’anni 50, la notte del 3 aprile 1671, dopo aver lavorato tutto il giorno precedente in campagna, chiamò la moglie affermando che gli faceva male un braccio. Era stato colpito da un ictus, per cui il braccio sinistro rimase come morto, rovere5insensibile ai pizzicotti e alle punture dei medici. Dietro loro consiglio fece delle cure, ma senza risultato. Alcuni giorni dopo, il 18 aprile, tenendo il braccio al collo, portò la sua giovane somara al pascolo nella località detta Armea. Qui gli capitò una cosa singolare che lui stesso descrisse con queste parole:

Qualche ora prima di mezzogiorno, pochi passi avanti a me, vidi una donna vestita di turchino con un scossale che luceva come il sole… Ella mi disse che mi raccomandassi alla Madonna che mi aiuterà”.

Inoltre chiese notizie del suo male ed egli precisò che nella settimana successiva si sarebbe recato al Santuario della Madonna della Rovere (dove nel 1608, la Vergine era apparsa alla finestra del campanile della chiesa) per chiedere la grazia della guarigione. La Donna però gli disse che, quando si aveva un impegno importante, non si doveva lasciar passare molto tempo. Lo invitò dunque a recarsi al santuario x sciogliere il voto che aveva fatto. Nel suo cuore pensava che questa donna fosse la Madonna e la vide allontanarsi verso i monti, mentre era arrivata dal mare.

Guarigione miracolosa nel santuario

Il 19 aprile 1671, lo stesso Giacinto Perato, cavalcando la sua giovane somara, si recò al santuario di “Nostra Signora della Rovere”, in compagnia della moglie e di don Damiano Tagliaferro. Durante la messa, al momento della comunione, gli si altare-chiesa-san-bartolomeo-al-mare-90369offuscarono gli occhi e cadde a terra svenuto. Quando, dopo tre quarti d’ora, si svegliò e, sorretto dalla moglie, si alzò pian piano allungando le braccia con disinvoltura.  Era completamente guarito. Su questo fatto, hanno deposto con giuramento, ben sette persone, tra cui un medico, un notaio e sei sacerdoti. Gli atti sono conservati nell’archivio della Curia vescovile di Alberga.

Il 10 maggio 1671 la Madonna riapparve al contadino guarito e gli chiese che fosse costruita una cappella nel luogo dove era apparsa. Tutte queste apparizioni infervorarono la devozione ed il richiamo Mariano. La chiesa fu costruita subito.

Numerose altre grazie

Il santuario della Madonna della Rovere, inoltre, fu teatro anche di numerose altre guarigioni miracolose. La storia ne documenta nove nel solo 1671, tutte autentificate dal vescovo di Alberga, monsignor Tommaso Pinello, dopo aver raccolto 05-Nostra_Signora_Rovere-1numerose testimonianze giurate. Ricordiamone tre:

Angelica Viale della Chiappa, colpita tre anni prima da paralisi al braccio, alla coscia e alla gamba, fu caricata su un asinello tra due corbe e accompagnata al Santuario della Rovere, dove guarì;

Caterina Languasco di Oneglia, d’anni 15, da sette anni, in seguito a caduta da scala, era rimasta “storpiata”. Accompagnata nel Santuario della Rovere, cadde a terra “tramortita” e quando si svegliò si sentì guarita;

Carlo Francesco Viale di Diano Castello, d’anni 10, affetto fin dalla nascita da ernia carnosa, grossa come un uovo. Dopo novene di preghiera e pellegrinaggi dei genitori al Santuario della Rovere, l’ernia scomparve.

Il crocifisso catalano

In fondo alla navata di destra, in una stupenda cornice di marmi rovere4policromi, spicca il crocifisso catalano, di epoca quattrocentesca. La storia di questo crocifisso è legata al passaggio di un gruppo di pellegrini francesi. Si tratta probabilmente di una compagnia di “flagellanti”. Fermatisi per trascorrere la notte presso la chiesa della Rovere, quando l’indomani mattina entrarono in chiesa per riprendere il crocifisso, lo trovarono così saldamente conficcato in terra che non poterono muoverlo. Mentre pregavano sforzandosi di alzarlo, udirono la voce del Cristo: Dov’è la Madre può stare il Figlio…“. Così il crocifisso in legno d’ulivo restò nella chiesa.

Note storiche

L’antico e vasto territorio era denominato “Lucus Bormani”, cioè “bosco sacro dedicato al dio Borman”, il dio delle sorgenti, crudele e sanguinario. I Romani dedicarono il bosco ricco di selvaggina a Diana, dea della caccia, per cui il villaggio di Diano fu chiamato “Pagus Dianius”. Le cinque piante di rovere che ancora oggi attorniano il “Santuario della Rovere”, sono gli ultimi esemplari di quell’antico bosco.

Nostra_Signora_della_RovereNegli anni 1977-1982, la Soprintendenza Archeologica della Liguria ha riportato alla luce, a nord della chiesa, ruderi di una “mansio romana”, ossia di un luogo di sei vani destinato alla sosta di truppe e al cambio di cavalli. Inoltre, durante i lavori di consolidamento della parte destra della facciata della chiesa, furono scoperte tre sepolture tardo-romane, databili al secolo III-IV dopo Cristo, resti di un piccolo villaggio che si conserva ancora oggi.  Ciò rende ipotizzabile che esistesse, in quel luogo, un edificio sacro, forse di epoca paleocristiana o almeno bizantina. Di questa antica origine restano solo indizi storici relativamente alla porzione dell’antico abside e all’antichità della statua di Maria col Bambino del secolo XIV. Si dice che la statua sia stata trovata su una quercia, ma forse più reale è il fatto che la statua sia stata realizzata con la quercia sulla quale era apparsa la Madonna.

Festività

La solenne incoronazione della Madonna della Rovere avvenne l’8 settembre 1921. Ogni anno, il 2 febbraio, festa della Purificazione detta anche “Candelora”, il Santuario è meta di numerosissimi fedeli. giunti anche per la storica fiera. Anche il 15 agosto, festa dell’Assunta, e l’8 settembre, Natività di Maria, sono celebrate con grande affluenza di pellegrini.

Fonte http://www.mariadinazareth.it/apparizione%20san%20bartolomeo%20al%20mare.htmwww.santuari.it .

 

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