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DOMENICA DELLE PALME 2016

DOMENICA DELLE PALME 2016

20 marzo 2016

Papa_palmeLa domenica prima della Pasqua da inizio alla Settimana Santa, sembra però essere una ricorrenza tanto famosa quanto ricca di curiosità, come i “parmureli”. Come verrà celebrata quest’anno da Papa Francesco? Quali gli appuntamenti del santo Padre in questi sette giorni che precedono la Pasqua?

E’ detta anche domenica De Passione Domini (della Passione del Signore). O seconda Domenica di Passione. Questa festività è osservata non solo dai Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e dai Protestanti. In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma (cfr. Gv 12,12-15).

Per questo motivo si cominciano le funzioni con una processione che parte all’esterno parmureli1della chiesa, ricordando proprio la folla, radunata dalle voci dell’arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

Alcune donne intrecciano i rami di palma per creare i “parmureli”

A Roma, per l’occasione Papa Francesco, non solo benedirà gli ulivi che provengono da Terlizzi (Puglia), ma anche le palme bianche, che arrivano dalle città di Sanremo e Bordighera (Liguria). Le stesse palme vengono intrecciate e regalate per l’occasione al Santo Padre, ai cardinali e vescovi, oltre che ai fedeli presenti sul sagrato di San Pietro, fino a formare quelli che vengono chiamati i “Parmureli”. Si tratta di tre palme che simboleggiano la SS Trinità e vogliono essere un ringraziamento per il privilegio ottenuto il 10 settembre 1586 dal Capitano Benedetto Bresca.

Il Bresca si trovava a Roma al momento in cui veniva innalzato l’obelisco egizio, alto 26 metri e pesante 350 tonnellate. Papa Sisto V aveva dato ordine di non parlare, minacciando pene severe, per evitare problemi durante la delicata parmurelioperazione, ma il coraggioso capitano, che conosceva bene le problematiche delle corde sotto sforzo, urlò il suo suggerimento: bagnare le corde. Questo salvò l’esito dell’operazione e per riconoscenza, ottenne, secondo quanto da lui stesso desiderato, il privilegio di essere il fornitore ufficiale delle palme pasquali al Pontefice.

Il Capitano consegnava di persona con la propria nave le palme al santo Padre e la tradizione continuò fino agli anni ’70. Dopo una breve pausa venne ripristinata l’usanza, con la differenza che erano le monache camaldolesi ad intrecciare le palme mentre oggi il compito è riservato ad una cooperativa che ne confeziona più di 3000 ogni anno.

I parmureli liguri, vengono scambiati anche in molte regioni d’Italia tra i fedeli, in segno di pace.

In Occidente la domenica delle palme era riservata a cerimonie prebattesimali, infatti, il battesimo era amministrato a Pasqua; e all’inizio solenne della Settimana Santa, quindi benedizione e processione delle palme entrarono in uso molto più tardi: dapprima in Gallia (secolo VII-VIII) dove Teodulfo d’Orléans compose l’inno “Gloria, laus et honor” e poi a Roma dalla fine dell’XI secolo.

ulivo

Generalmente i fedeli portano a casa i rametti di ulivo e di palma benedetti, per conservarli quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici. In alcune regioni, si usa che il capofamiglia utilizzi un rametto, intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.

Nel vangelo di Giovanni: 12,12-15, si narra che la popolazione abbia usato solo rami di palma che, a detta di molti commentari, sono simbolo di trionfo, acclamazione e regalità. Sembra che i rami di ulivo siano stati introdotti nella tradizione popolare, a causa della scarsità di piante di palma presenti, specialmente in Italia. Ad ogni modo un’antica antifona gregoriana canta: «Pueri Hebraeorum portantes ramos olivarum obviaverunt Domino» (“Giovani ebrei andarono incontro al Signore portando rami d’ulivo”).

Nelle zone in cui non cresce l’ulivo, come l’Europa settentrionale, i rametti sono sostituiti da fiori e foglie intrecciate.domenica-delle-palme

Ecco gli appuntamenti più importanti dei prossimi giorni:

Domenica 20 marzo 2016  – Domenica delle Palme e della Passione del Signore – Piazza San Pietro, ore 9.30 – CAPPELLA PAPALE- Benedizione delle Palme, Processione e Santa Messa.

Giovedì 24 marzo 2016 –Giovedì Santo – Basilica Vaticana, ore 9.30 – Santa Messa del Crisma – *

Venerdì 25 marzo 2016 – Venerdì Santo – Basilica Vaticana, ore 17.00 – CAPPELLA PAPALE –Celebrazione della Passione del Signore – Colosseo, ore 21.15 – Via Crucis in Colosseo a Roma

Sabato 26 marzo 2016 –  – Basilica Vaticana, ore 20.30 – Veglia Pasquale nella Notte Santa

Domenica 27 marzo 2016 – Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore – Piazza San Pietro, ore 10.00 – CAPPELLA PAPALE – Santa Messa del giorno – Loggia centrale della Basilica Vaticana, ore 12.00 – Benedizione «Urbi et Orbi»

Sabato 2 aprile 2016 – Piazza San Pietro, ore 18 Veglia di preghiera Giubileo per quanti aderiscono alla spiritualità della Divina Misericordia

Domenica 3 aprile 2016 – II Domenica di Pasqua (o della Divina Misericordia) – Piazza San Pietro, ore 09.00 CAPPELLA PAPALE Santa Messa per i fedeli di Rito Armeno

 

*Il Papa celebrerà la Messa in Cœna Domini nel pomeriggio del Giovedì Santo ma – come negli anni scorsi – sceglierà una situazione particolare dal punto di vista pastorale, che verrà comunicata a tempo opportuno.

Fonti:https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2016/02/29/0158/00338.html

 

One comment

  1. Ravecca Massimo ha detto:

    Secondo diversi esegeti, l’espressione di giubilo: Osanna nel più alto dei cieli, in realtà sarebbe una traduzione errata dell’originale ebraico di allora: Salva dunque dai romani. Hoshia’na (salva dunque), mi-haromim (dai romani) e ba-meromim (nell’altezze o nel più alto). Le ultime due espressioni hanno un suono pressoché identico che avrebbe favorito l’errata traduzione. Tale interpretazione sarebbe in sintonia con l’attesa diffusa in Israele. Tutti i Vangeli concordano che gli apostoli o almeno alcuni di essi erano armati di spada nel giorno dell’arresto di Gesù. E possibile che le due acclamazioni si siano verificate entrambi. Osanna nell’alto dei cieli da parte dei discepolii di Gesù che con lui entravano in Gerusalemme provenendo dalla Galilea, mentre Salva dunque dai romani dagli abitanti di Gerusalemme ove Gesù era meno conosciuto e l’ambiente più politicizzato. Cfr. ebook/kindle. Un fantastico viaggio nei Vangeli. Grazie.