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LA CURA DEL DIGIUNO

LA CURA DEL DIGIUNO

(Tratto dal libro “Guarigione e Liberazione con il digiuno” di Suor Emmanuel ed. Shalom)

digiuno (1)E’ noto che i santi pregassero e digiunassero e alcuni di questi  come san Nicolas Von Flùe, Teresa Neuman e, più di recente, Marthe Robin, che vivevano soltanto di Eucarestia. In passato tutti gli ordini religiosi maschili e femminili digiunavano il mercoledì e il venerdì, e ancor di più durante alcuni periodi come la Quaresimatuttavia secondo le testimonianze raccolte, oggi purtroppo, non è più così.

Tutte le religioni, a partire dalle più antiche, conoscono il digiuno e la pratica del digiuno. I periodi e le situazioni in cui si è digiunato sono diversi, ma l’obbiettivo è sempre lo stesso: creare le condizioni per un miglior rapporto con Dio ed il divino. Un antico proverbio dice: “Il digiuno è il cibo dell’anima, tiene a freno la smoderatezza della lingua, chiude la bocca, riduce il desiderio del piacere e calma un temperamento collerico, aiuta a prendere decisioni, rende il corpo robusto, libera dagli incubi notturni, cura il mal di testa e rafforza la vista!

BREVI PENSIERI SUL DIGIUNO 

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Sant’Agostino

ARISTIDE scrive all’imperatore Adriano a proposito dei primi cristiani: “Poiché tra di essi vi sono dei poveri che hanno bisogno di aiuto, digiunano due o tre giorni e mandano loro il proprio cibo

SANT’AGOSTINO: “Sarà il tuo digiuno gradito a Dio se dimentichi il fratello? Digiunare ed agire: la preghiera prende il volo, trasportata da queste due ali. Dunque digiuna: in questo modo gli altri potranno mangiare al tuo posto e tu ti rallegrerai di esserti privato del tuo pasto. Chi non ha cibo vorrebbe che lo si nutrisse nella povertà. Attenzione a non disprezzare la povertà del nostro Dio. Che è di essa affamato.

LEONE MAGNOSAN LEONE MAGNO: “La preghiera del digiuno è gradita a Dio e spaventa satana. Essa contribuisce alla propria ed altrui salvezza. Non c’è nulla di più efficace del digiuno per avvicinarsi a Dio! Non trascuriamo questo potente mezzo, questa terapia tanto efficace per le nostre ferite. Apprezzate la vostra fortuna: chi ha ricevuto molto, deve dare molto. Possa il digiuno dei credenti diventare cibo dei poveri”.

 

GANDHI: “La mia religione mi insegna che, in qualsiasi sventura che non si riesce ad alleviare bisogna pregare e digiunare!

 

BUDDHA: “Quanto più il mio corpo scompare, tanto più la mia anima è luminosa, lo spirito è vigile e la saggezza e la capacità di immergersi in se stessi possibili!

 

san_francesco_salesSAN FRANCESCO DI SALES: “Eccoti alcuni consigli. Se puoi digiunare, farai bene a digiunare qualche giorno in più di quelli che comanda la Chiesa. Oltre all’effetto ordinario del digiuno, che è quello di liberare lo spirito, sottomettere la carne, praticare la virtù e accrescere l’eterna ricompensa in Cielo, il digiuno ci fa dominare i nostri appetiti, e mantenere la sensualità e il corpo sottomessi allo spirito. Anche se i digiuni non saranno molti, il nemico quando si accorgerà che sappiamo digiunare, ci temerà di più. Il mercoledì, il venerdì e il sabato sono i giorni che i primi cristiani consacravano all’astinenza. Scegline uno tra di essi per digiunare, secondo la tua devozione e la discrezione del tuo direttore spirituale… […]

SAN TOMMASO D’AQUINO: “Quando il demonio resta vinto nel tentar di gola, lascerà di tentare di impudicizia”.

 

SANT’ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI:  “Chi sta attaccato alla gola e non tende di proposito a mortificarla, non farà mai alcun progresso notabile nello spirito”.

 

Pietro_CrisologoSAN PIETRO CRISOLOGO: “Il nostro sia il digiuno della semplicità, si santo con innocenza, puro con purezza, sincero con sincerità. Sia agli uomini nascosto, ignoto al diavolo, noto a Dio. Il digiuno lava la sporcizia dei sensi, cancella i peccati dell’anima, dissipa le colpe del cuore, facendo sparire le macchie dal cuore stesso e conduce con straordinario splendore tutto l’uomo al candore della castità”.


PADRE TOMAS SPIDLIK 
gesuita e docente di teologia spirituale): “nella storia delle religioni il digiuno non è solo l’astinenza dalla carne o dal cibo. Si parla anche di digiuno dal lavoro, dalle parole dalle gioie, dalla vita sessuale. Uno dei suoi motivi più antichi è la tristezza della morte: qualcuno periva, nella sua famiglia gli altri praticavano il digiuno, come a dire che non vale la pena più di vivere. Ma quella legata alla tristezza non è mai stata l’unica forma di digiuno. C’era anche l’idea di preparazione: per esempio la sposa che doveva andare nella nuova famiglia, digiunava proprio in vista dell’inizio di una nuova vita. Per quanto riguarda il rapporto tra digiuno e preghiera, possiamo dire che tenere insieme questi due elementi è il cuore del digiuno cristiano. La gente lo capisce in un modo forse un po’ popolare. Si dice: “Io prego, ma affinchè Dio mi ascolti pratico il digiuno!” Invece i Padri ci dicono che è esattamente il contrario: “Se non digiuni non puoi pregare bene: se non sei capace di rinunciare a qualche cosa, come puoi dire che le tue parole con Dio sono sincere?San Basilio dice. “Le oche grasse non possono volare sul tetto” E’ un’espressione che ci fa sorridere. Ma contiene una profonda verità sulla preghieraIl digiuno è la preghiera del corpo, che partecipa così al mio atteggiamento spirituale”.

 

4 SUOR LUCIALUCIA DI FATIMA: “Fu Francesco a proporre un buon sacrificio:Diamo la nostra merenda alle pecore e facciamo il sacrificio di non mangiare”. In pochi minuti, tutte le nostre provviste vennero distribuite al gregge. E così facemmo un giorno di digiuno, quale non avrebbe fatto il più austero dei certosini. Non furono soltanto questi i nostri digiuni. Avevamo deciso di dare la nostra merenda a quei poveretti tutte le volte che li avessimo incontrati, e quei poveri bambini ben contenti della nostra elemosina, facevano apposta per incontrarci, aspettandoci sulla strada.”

 

SAN BENEDETTO (E’ il padre dei monaci occidentali.) Nella sua benedetto da norciaRegola di vita e in quella dei suoi figli, il digiuno riveste un ruolo fondamentale. Sono di san Benedetto le parole diventate una regola d’oro: “Amare il digiuno! Amare la purezza!” Dunque vi è un legame profondo tra digiuno e purezza. Per i religiosi essere puri significa astenersi dal desiderio sessuale e sconfiggerlo; e ciò è possibile se, grazie al digiuno, si rinuncia al piacere del cibo. Per questo motivo il religioso deve amare il digiuno e la purezza poiché, grazie ad essi, rinuncia a se stesso ed instaura una profonda comunione con Dio. In tal modo egli si predispone ad amare Dio ed il prossimo, come Cristo chiede. Il digiuno purifica l’anima ed il corpo dona gioia e libertà a tutto l’essere. Non è facile, ma chi ci proverà si renderà conto che è bene digiunare nella vita.

 

Alexandrina Maria da CostaALEXANDRINA MARIA DA COSTA (Cooperatrice salesiana, nata a Balasar in Portogallo il 30.03.1904. Dall’età di 20 anni visse paralizzata a letto a causa di una mielite alla spina dorsale, conseguente ad un salto fatto a 14 anni dalla finestra di casa per salvare la sua purezza da tre uomini male intenzionati.) […] I Tabernacoli ed i peccatori sono la missione che Gesù le affida nel 1934. Durante gli ultimi 13 anni di vita, Alexandrina visse di sola Eucarestia, senza alimentarsi più; questa fu l’ultima missione che Gesù le affidò nel 1954: “Vivi solo di me, per provare al mondo l’importanza dell’Eucarestia, e ciò che è la mia vita nelle anime: luce e salvezza per l’umanità”.

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One comment

  1. Maddalena B ha detto:

    Verissimo, purtroppo non è più così!!!! Non posso raccontarvi tutto dettagliatamente perchè non voglio peccare di VANITA’- Ma posso sì testimoniare che il digiuno se fatto bene e offerto con amore rinunciando a tantissime cose soprattutto nel periodo Quaresimale;( ALMENO QUESTO E’ CIO’ CHE SUCCEDE A ME) mi sento nutrita senza mangiare nulla, anche perchè in questi momenti o periodi non mi passa per la testa il bisogno di mangiare ma solo di nutrirmi di fede! E privandomi io, di ciò che dovrei, lo offro ai miei coinquilini bisognosi…. Non penso che se faccio digiuno, il mio corpo si privi di ” VITA” al contrario, sento e provo che la grande forza che mi da la fede, mi da gioia, serenità e tanta pace. Una pace che nasce nell’amore nella fede , e senza fede non possiamo e non arriviamo a capire, percepire , ricevere e condividere tutto ciò che il nostro corpo può farne a meno! Detto ciò il digiuno per chi lo può fare e lo vuole fare, ben venga !!! Pensate che GESU’ lo ha fatto (VERO DIGIUNO) per 40 gg e noi ci lamentiamo se per un giorno non troviamo il piatto di minestra a tavola ; pensate per un attimo ma riflettete tanto per quella povera gente che non ha mai visto una tavola bandita e non ha potuto mai partecipare a consumare un pasto che gli spetta UMANAMENTE! Digiuniamo anche per poter offrire ai nostri fratelli che non ne hanno ! grazie per l’attenzione, buona giornata nel SIGNORE