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IL CROCIFISSO DI MIGLIONICO

IL CROCIFISSO DI MIGLIONICO

3 maggio – Giornata Penitenziale

crocifiPadre Eufemio da Miglionico nel 1626, grazie ad un sogno premonitore di Frate Umile, riuscì a salvare il convento. Fece così costruire il Crocifisso per mezzo del quale si ebbe il miracolo, affidandone la protezione all’intera comunità cristiana di Miglionico con una giornata penitenziale il 3 maggio.

Il Crocifisso ligneo di Frate Umile da Petralia è un’opera d’arte dal fascino straordinario, proveniente dall’ex Convento francescano di Miglionico (in fase di restauro) ed attualmente custodita nella Chiesa di Santa Maria Maggiore. Grazie alla documentazione d’archivio della chiesa, sappiamo che Padre Eufemio fu il committente e Frate Umile lo scultore, mentre i luoghi della vicenda sono Miglionico e Petralia Soprana (Palermo).

Frate Umile nacque a Petralia di Miglionico Soprana nella Diocesi di Messina da Giovan Tommaso Pintorno “maestro di legname” e da Antonia Buongiorno. Era una famiglia benestante che aveva dato alla luce ben 16 figli. Dal padre ebbe modo di apprendere l’arte della scultura. Particolarmente coinvolto durante le sue creazioni, sia dal punto di vista emotivo sia spirituale, a Petralia Soprana creò una gran quantità di crocifissi quasi tutti scolpiti a grandezza naturale.

Busto-Frate-Umille

Busto di Frate Umile

Frate Umile chiuso nella sua cella, con il cuore straziato e le lacrime agli occhi dava mano agli ultimi ritocchi, non prima naturalmente di essersi confessato e non permettendo a nessuno di accedere in quell’angusto luogo di preghiere, raccoglimento e creazione.

P. Eufemio nacque nel 1576 da Marc’Antonio Matera e Rossella lo Porco di umile estrazione sociale. Anch’egli sentì la chiamata divenendo presto maestro dei novizi, superiore del suo convento, Custode della Riforma in Basilicata, esperto teologo e predicatore nel Mantovano, nel Veneziano, nel Trentino, in Germania e naturalmente in Sicilia.

Entrambi votati all’amore e alle virtù cristiane. Nei testi che ci parlano di questi due religiosi si menzionano gli “esercizi spirituali”, le “continue orazioni”, la “santità”; si enumerano i miracoli e le pene corporali che il Signore li degnò di portare non senza sofferenza e con pacata accettazione.

CROCIFISSO DI MIGLIONICO3Una quiete meditativa avvinghia l’animo rabbrividito di chi esamina, con polarizzata attenzione, centimetro per centimetro l’opera intera; risalendo, tra fiumi e cascate di sangue, le sacre membra, dallo strazio dei piedi orribilmente aggravati e lacerati dall’intero corpo esanime, alle illividite ginocchia memori di violente rese al suolo, la corona a numerosi giri di spine, voluminosa e frastagliata, la lunga spina che trafigge il sopracciglio sinistro e un’altra ridotta nella lunghezza che oltrepassa la cartilagine dell’orecchio sul medesimo lato.

Il Tognoletto a tal proposito scriveva: “soleva il Servo del Signore a tutte le sue statue di Cristo Crocifisso, che lui scolpiva, mettere nel ciglio una spina pungentissima”.

Padre Eufemio

Padre Eufemio

Padre Eufemio da Miglionico nel 1626, era presente per missione in Sicilia e proprio in questo periodo si può pensare abbia incontrato Frate Umile essendo ospite nello stesso convento palermitano. In un sogno apprese «per bocca di N.S.G.C. crocifisso» di un terribile terremoto in Basilicata e dei suoi confratelli scampati miracolosamente al sisma. Pensò quindi di fare nella sua chiesa un calvario e ordinò la scultura.

Il Padre Eufemio dopo aver stabilito la giornata penitenziale per il suo Crocifisso, ovvero il 3 maggio, ha affidato all’intera comunità cristiana di Miglionico la testimonianza di un’arte e di una spiritualità che si rinnova con l’adorazione. E ancora oggi la devozione al Crocifisso è molto presente sia nelle vecchie che nelle nuove generazioni. I gelosi custodi di questa tradizione festeggiano e ricordano ancor oggi, attraverso i secoli, la Sacra Immagine: dalle nutrite processioni devozionali per le pestilenze a quelle per la grande guerra, da quelle per la carestia a quelle per la pioggia, affinché quel messaggio d’amore verso Dio non sia mai dimenticato…

CROCIFISSO DI MIGLIONICO2Vedi queste mie carni, esauste da inedia, peste, da flagelli, lacere, infrante… Guarda questa mia faccia, tutta piena di tristezza, lorda da sputi, livida per le ceffate: guarda queste mie mani già prima legate da funi, ed ora confitte ad un tronco co’ chiodi; guarda questi miei piedi, già prima in moto alla traccia delle anime, ed ora inchiodati ad un legno…”. Dai “Sermoni di Padre Eufemio da Miglionico”.

 

Il Crocifisso di Miglionico non ha subito restauri considerevoli fino ad oggi. I toni dell’incarnato, nonostante l’ossidazione delle vernici e il fumo delle candele, sono tuttora leggibili nella loro chiarezza; la gran copiosità di ferite, tagli e scorticature mostrano la cura dei particolari evidenziata con le diverse tonalità di uno stesso colore; l’anatomia è studiatissima, dai tendini e dalle vene ingrossate realizzate con spago, dalle lacerazioni con l’effetto della carne squarciata e risvoltata fatta con la pergamena, dagli anelli della colonna vertebrale. Il giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, la statua del SS. Crocifisso viene portata in processione accompagnata da canti e preghiere dai membri della Sua Confraternita.

CROCIFISSO DI MIGLIONICO4

Il Crocifisso di Miglionico fu incoronato da Giovanni Paolo II durante una visita a Matera il 27 aprile 1991.

Fontihttp://www.polifonicamaterana.it/EcceLignum/crocifisso.htmhttp://www.miglionicoweb.it/gabrie4.htm 

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