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BEATA ELENA GUERRA

BEATA ELENA GUERRA

Vergine, scrittrice, teologa, apostola  (1835 – 1914) 11 aprile

elena guerra3Istituì la Congregazione delle Oblate dello Spirito Santo per l’educazione della gioventù femminile,  prodigandosi per la diffusione della devozione allo Spirito Santo con innumerevoli preghiere.

Scrittrice, teologa, apostola, santa, dice di lei il suo biografo padre Domenico Abbrescia. Elena nacque a Lucca il 23 giugno 1835 da genitori illustri per censo, onestà e pietà.

La madre, Faustina Franceschi, la diede alla luce di sette mesi per una caduta motivo per cui, finché visse, la figlia fu sovente cagionevole di salute. Fin da piccola, la beata ricevette, con i due fratelli, un’accurata educazione.

A otto anni fu cresimata. Più tardi scriverà nel suo diario: “Da allora, quando mi trovavo in chiesa per la novena di Pentecoste, mi sembrava di essere in paradiso“. Senza che nessuno la guidasse, crescendo negli anni capiva sempre più che lo Spirito Santo doveva essere da lei invocato, e fatto invocare.

elena_guerra 7Dopo la prima comunione, Elena ottenne di accostarsi al banchetto eucaristico tutti i giorni. Scriverà nel Diario, in preda ad una effusione di amore: “Vengano in me, adorabile Ostia, tutte le vostre virtù: dipendenza, silenzio, semplicità, dolcezza, pace, affinché io possa essere veramente ostia del mio Dio. Consento di essere calpestata; consento di lasciarmi recidere, battere, macinare, cuocere nella fornace del Vostro amore, per lasciarmi poi divorare come e da chi meglio Vi piacerà“. Elena avrebbe desiderato tanto frequentare anche le lezioni di quei professori che il babbo faceva venire in casa per il fratello Almerico, che si preparava al sacerdozio, invece dalla rigida madre fu costretta ad attendere alla musica, alla pittura, al ricamo. Provvide da sola alla propria istruzione sottraendo al sonno ore preziose per imparare l’italiano, il francese anche il latino.

Divorata dal fuoco dell’amor di Dio, Elena si sentiva infastidita dall’inattività e dalla vita borghese che i genitori la costringevano a condurre. Scriverà di se stessa in età avanzata: “Questa piccola donna, dai venti ai trent’anni, sprecò il tempo al piano, mentre ardeva dal desiderio di andare nei paesi degl’infedeli. Poi fu ammessa tra le Dame di Carità che visitano i poveri a domicilio; ciò le aprì la via per emanciparsi alquanto dai vincoli familiari“. Quando a Lucca scoppiò il colera ottenne dalla mamma il permesso di andare a visitare i malati. La gente al vederla passare esclamava: “Ecco la signorina santa“.

A 19 anni quindi è infermiera tra i colerosi di Lucca e a 22 l’aggredisce un male che la terrà per quasi otto anni a letto. E lei studia i Padri della Chiesa, crea un gruppo di “Amicizie elena guerraspirituali” tra le sue visitatrici, progetta forme di vita contemplativa.

Dalla mamma aveva appreso “che tutto ciò che il mondo stima, non è che vanità”.

Guarita, studia e viaggia. Una sera mentre leggeva la vita di S. Angela Merici (+1540) concepì l’idea di fare qualche cosa anche lei per l’educazione della gioventù. Dopo prove e insuccessi, nasce infine per opera sua una comunità femminile, ma di vita attiva, dedita all’educazione delle ragazze e intitolata a santa Zita, patrona della città. E’ una comunità senza voti, un sodalizio di volontarie dell’insegnamento, pilotata da lei anche con gli scritti: i suoi agili “librini”, efficaci guide all’approfondimento della fede. Qui è accolta per qualche tempo, e fa la prima comunione nel 1887, la futura santa Gemma GalganiCi fu chi tentò di farla chiudere e la fondatrice, pronta ad accettare l’umiliazione del fallimento, chiese a Don Bosco (+1888), di passaggio a Lucca, di ammetterla tra le figlie di Madre Mazzarello (+1881).

Don Bosco la esortò a perseverare nell’opera intrapresa e, dopo alcuni mesi, laboratorio e scuole furono insufficienti a contenere le alunne. Più tardi, l’istituto verrà riconosciuto dalla Chiesa come congregazione religiosa. Con la sua comunità, lei ha già problemi e anche conflitti. Ma ora decide pure di lanciarsi in un’impresa che va oltre la congregazione, oltre Lucca e l’Italia, per investire l’intera Chiesa. Ci ha pensato in segreto per anni e ora parte: bisogna ricondurre tutti i fedeli verso la conoscenza e l’amore per lo Spirito Santo, del quale Cristo ci ha detto: “Egli vi guiderà alla verità tutta intera” (Gv 16,13). I cristiani sono troppo fiaccamente vaticano-investiga-suposto-milagre-pela-intercessao-da-beata-elena-guerraconsapevoli della prospettiva gloriosa che ci attende col “rovescio di Babele” (come scriverà nel 1987 Severino Dianich), rinnovando l’evento della Pentecoste di Gerusalemme.” E’ tempo di agire, e nessuno la ferma: scrive al papa Leone XIII, insiste, riscrive, andrà anche in udienza: chiede forti spinte per un “ritorno allo Spirito”, che nel secolo successivo sarà così vivacemente annunciato da movimenti e gruppi.

Tre documenti pontifici, fra il 1895 e il 1902, invitano a operare per questo scopo, personalmente caro a Leone XIII; e il vecchio Papa alle suore di Elena il nome di Oblate dello Spirito Santo. Chiarissimo segno che è stata capita. L’hanno capita a Roma. Ma a Lucca, in casa sua, c’è chi le si mette contro: suore, figlie spirituali sue.

Ora vi dico, o Signore, di volere essere vittima vostra e nel fuoco del vostro amore consumare i miei sacrifici fino all’ultimo che sarà, lo spero, il più bello di tutti! Disponete di me come meglio vi aggrada, che io abbandonandomi inferiormente a Dio intendo farvi il Dio del mio Cuore. Tenetemi sempre nelle vostre mani adorabili, affinché io non sia più padrona di me, ma totalmente a vostra disposizione, vittima consacrata al vostro beneplacito. Moltiplicate Guerra_Elenapure i miei sacrifici, e tenetemi sempre ai piedi dei vostri altari eucaristici, affinché io mi immoli con voi. Ma non basta, o Gesù mio! La vostra vittima vi chiede l’altare della croce: il calvario, i chiodi, la lancia, i flagelli, le spine e tutto ciò che può condurmi alla perfetta somiglianza di Voi. Ottenuti questi preziosi doni, potrò starmi nel santo ciborio, unirmi alle vostre occupazioni, e con Voi adorare, amare, espiare, ringraziare, domandare, sacrificarmi continuamente, vivere insomma della Vostra vita!“.

E si arriva alle dimissioni di lei da Madre generale, ma con accompagnamento di inique umiliazioni. Elena sostenuta dalle consorelle fedeli e dalla sua limpida visione dell’esempio di amore che bisogna sempre saper offrire. E’ il suo momento più alto.

Gli ultimi tre anni di vita, Suor Elena li trascorse tra ripetute malattie sospirando il paradiso. Morì il sabato santo del 1914 dopo aver indossato l’abito di Oblata dello Spirito Santo era scesa dal letto, aveva baciato la terra e ripetuto ad alta voce: “Credo!“.  Il suo corpo è sepolto a Lucca nella chiesa di Sant’Agostino. Nel 1959, papa Giovanni XXIII l’ha proclamata beata il 26 aprile 1959.

elena guerra1La data di culto indicata nel Martyrologium Romanum è l’11 aprile. Mentre nella diocesi di Lucca viene ricordata il 23 maggio. Il suo corpo riposa a Lucca nella cappella della Oblate dello Spirito Santo.

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FONTI: http://www.santiebeati.it/dettaglio/31750; http://miriam12stelle.jimdo.com/preghiere/spirito-santo/coroncina-allo-spirito-santo/

One comment

  1. Muriel ha detto:

    Beata Suor Elena, prega per noi, affinché lo Spirito Santo ci illumini e ci fortifichi nella fede. Amen ♥