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LA ROTONDA DELLA MADONNA DEL MONTE

LA ROTONDA DELLA MADONNA DEL MONTE

Bologna 14 agosto 1443

La Rotonda della Madonna del Monte a Villa Aldini 

colombaUna storia curiosa, in un momento storico in cui ancora ci si prendeva il tempo di guardare i segni del cielo ed ecco che grazie al minuzioso lavoro di una colomba sorge la Rotonda della Madonna del Monte.  

La Rotonda della Madonna del Monte, stando a una leggendaria narrazione tramandata da una cronaca, avrebbe un’origine quasi divina, legata alla nobildonna Bolognese Picciola Galluzzi. Ritiratasi a vita eremitica sull’odierno colle dell’Osservanza, la Galluzzi venne a sapere da alcuni operai, impegnati nella costruzione di un oratorio, che una colomba portava ripetutamente sul colle vicino dei pezzetti di legno e li disponeva in forma di grande cerchio. Picciola quindi, interpretando l’evento come un segno divino, fece costruire una chiesa sul perimetro disegnato dalla colomba, edificando in tal modo la Rotonda della Madonna del Monte.

“La Rotonda della Madonna del Monte” Da una foto di Guido Barbi

03-Bologna-la-Rotonda-della-Madonna-del-MonteSi tratta quasi sicuramente di una leggenda, simile a quelle utilizzate già nel XII – XIII secolo per spiegare l’origine di vari santuari, ma è storicamente plausibile che nel 1116 sul colle sia stata costruita una chiesa circolare, affidata poi al convento benedettino di San Felice e successivamente divenuta, insieme a quest’ultimo, proprietà del monastero di San Pròcolo .

Il 14 agosto 1443 i Bolognesi riportarono a San Giorgio di Piano un’importante vittoria contro le truppe dei Visconti, in seguito alla quale si decise di tenere annualmente una processione commemorativa alla vigilia della festa dell’ Assunta. Iniziò così un periodo fervido di lavori che portarono all’ampliamento e abbellimento della chiesa con la costruzione di due cappelle contigue alla Rotonda, una ad est dedicata alla Vergine, l’altra a sud intitolata a San Benedetto e voluta dal cardinale Bessarione. Fu soprattutto l’Accarisi a valorizzare la Madonna del Monte partecipando attivamente ai nuovi lavori e descrivendo in una Cronaca gli eventi che portarono alla sua miracolosa fondazione.12-Bologna-la-Rotonda-della-Madonna-del-Monte-600x521

“Il volto della Madonna del Monte” dalla foto di Guido Barbi

Dopo la morte dell’Accarisi nel 1469, e per buona parte del XVI secolo, non furono effettuati grossi lavori di sistemazione e il complesso non subì sostanziali cambiamenti, fino al XVII secolo quando si decise di rimodernare l’edificio e le sue decorazioni pittoriche, affidando al Cremonini la realizzazione di un nuovo ciclo di affreschi. Le nicchie con gli affreschi romanici originali raffiguranti gli Apostoli, la Vergine ed il Cristo benedicente vennero fortunatamente murate, motivo per cui oggi li possediamo. Nel 1796 venne soppresso il monastero di San Procolo, e la Madonna del Monte, che faceva parte delle sue proprietà, fu affidata ai vicini frati dell’Osservanza i quali vi officiarono fino al 1802.

In tale anno infatti fu comprata da Antonio Aldini il quale, sollecitato da Napoleone I a costruirvi una Villa, nel 1806 fece radere al suolo l’intero complesso ad eccezione della Rotonda che fu inglobata nel nuovo edificio in stile neoclassico e trasformata in sala da pranzo. Nel 1831 l’edificio passò in proprietà di privati rischiando di essere demolito, ma fortunatamente la cittadinanza si adoperò in svariati modi per salvarlo. Nel 1888 l’intera Villa passò all’amministrazione comunale che poi affidò nel 1938 “incarico di restaurarla a Guido Zucchini.

Grande fu la sua soddisfazione quando, dopo aver rimosso la carta da parati dalla sala da pranzo circolare di Villa Aldini e aver staccato i sottostanti affreschi seicenteschi del Cremonini, rinvenne le nicchie affrescate della romanica chiesetta della Madonna del Monte della quale si erano perdute le tracce, pur conservandosene la memoria.

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“Il ritrovamento degli apostoli” foto di Guido Barbi

L’intervento restituì, seppure con notevoli integrazioni, l’aspetto originario della Rotonda e soprattutto consentì il recupero quasi miracoloso degli splendidi affreschi.

E’ così che oggi possiamo ammirare all’interno le figure degli Apostoli, alcuni a figura quasi intera (si riconoscono Bartolomeo, Filippo, Giovani, Mattia), mentre di altri rimangono solo parti della figura. Anche della Madonna si conserva solo il volto, dopo il distacco della parete del frammento di affresco. Il Cristo benedicente è opera più tarda XV secolo.

La Rotonda del Monte, con la sua semplice architettura e i suggestivi affreschi, costituisce un’importante testimonianza dell’arte romanica del XII secolo.

FONTI: http://www.guidobarbi.it/newblog/

http://www.ricettebolognagrasse.it/Storia%20di%20Bologna/Storia%20di%20Bologna/larotondadellamadonnadelmonteavillaaldini.html/

 

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