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MADONNA DELL’ADORAZIONE

MADONNA DELL’ADORAZIONE 

Fivizzano (MS – ITALIA) 5 maggio 1596

vergine di reggioFivizzano è una cittadina Toscana i cui cittadini preferiscono chiamare la Madonna dell’Adorazione, Madonna di Reggio. Qui a seguito della grande fede di una donna malata da 18 anni, l’immagine miracolosa apparve improvvisamente, guarendola. 

Un’umile donna di nome Margherita, detta Caugliana dal paese d’origine del marito, vive la sua vita semplice e ordinaria di mamma di famiglia e di sposa, quando improvvisamente si ammala. Si pensa ad una di quelle solite malattie dalle quali ben presto ci si rimette, ma passano i giorni, le settimane e Margherita non accenna a migliorare. I medici non sanno stabilire la natura dell’infermità; le cure non approdano a nulla. L’ammalata giace immobile nel suo letto senza speranza di poter riacquistare le forze e di potersi rialzare. La vicenda suscita profonda pietà; ovunque si parla di lei, del suo caso infelice, ed inizia un lungo pellegrinaggio di gente che viene a salutare e confortare la povera inferma. Poi, a poco a poco subentra l’assuefazione e l’indifferenza. La speranza della guarigione si allontana, e anno dopo anno le visite si fanno sempre meno frequenti. Solo qualche comare del vicinato e qualche conoscente affezionato vengono a tenerle compagnia e a prestarle qualche servizio. Il mondo continua il suo ritmo di vita e Margherita è sempre presente a se stessa, conscia del suo dolore e del suo stato infelice. Dal letto delle sue sofferenze prega e spera.

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Madonna della Ghiara

Dopo diciotto anni di questa infermità e solitudine, giunge alle orecchie di Margherita la notizia che a Reggio Emilia, in una località deserta, chiamata “La Ghiara”, si venera un’Immagine della Madonna che dispensa grazie e favori straordinari. La fiducia dell’inferma si rianima; è certa che la Madonna farà anche a lei la grazia.

In questo stato d’animo, un giorno sente chiedere permesso e vede aprirsi la porta; è Nicola Vaseschi, vicino di casa ed amico, che dovendosi recare per affari a Reggio, è passato a chiedere, per cortesia più che per convinzione, se Margherita abbia bisogno di qualche cosa. L’inferma vede in questa visita l’ispirazione del cielo, e subito risponde:

«Di una gran cosa, che vi recherà poco fastidio. Portatemi un’Immagine della Madonna della Ghiara». Non dice altro, ma si raccomanda che Nicola non se ne dimentichi, e vive nella speranza. «Vi pare, Margherita! – risponde Nicola – Fate conto di avere già l’Immagine con voi».

Qualche giorno dopo, precisamente il 5 maggio 1596, Vaseschi ritorna, e Margherita per prima cosa gli chiede: «E l’Immagine?». Dall’ansia dell’inferma, il povero uomo comprende la gravità della sua dimenticanza, e confuso, a testa bassa risponde con un fil di voce «Margherita, mi sono dimenticato!». L’inferma che nell’impeto del desiderio, alla vista di Vaseschi si è leggermente sollevata, ricade sui cuscini, gli occhi le si riempiono di lacrime e, con un gesto di invocazione, volge lo sguardo al cielo. Meraviglia! Alla trave del soffitto è appesa un’Immagine della Madonna, piuttosto grande: l’Immagine tanto desiderata. È la Madonna della Ghiara, dolce e soave nell’atto di adorare il Figlio, con graziosi fiorellini ai suoi piedi.fivizzano2

Margherita lancia un grido e sente una vitalità nuova nelle sue membra; d’un tratto le è ritornata l’elasticità dei movimenti. Si fa portare le vesti, si precipita dal letto ed in ginocchio, con le braccia protese verso l’Immagine, esclama: «Sono guarita, sono guarita!». Le lacrime sgorgano abbondanti dai suoi occhi. Dopo diciotto anni di immobilità e di malattia, ora è fuori dal letto, sana e in forze, davanti all’Immagine miracolosamente apparsa.

Anche per lei si ripete il miracolo di Marchino,  il ragazzo muto, che all’apparizione della Madonna della Ghiara, a pochi chilometri di distanza, sei giorni prima, il 29 aprile di quell’anno, ha riavuto la parola.

         La notizia si diffonde in un baleno e la gente accorre. In quella umile stanza, testimone per tanti anni dei dolori della povera inferma, ora guarita, inizia la prima fervida venerazione di quell’Immagine, che giunge fino ai giorni nostri. La Madonna chiamata dagli abitanti di Fivizzano «Madonna di Reggio» è liturgicamente venerata sotto il titolo di «Madonna dell’Adorazione», per l’atteggiamento di adorazione con il quale Maria si rivolge al Figlio. La devozione popolare è molto diffusa e sentita; ogni casa possiede la sua Immagine, posta sui frontoni e nelle camere, e fino a questa generazione le fivizzano-engravingspose hanno portato incisa nell’anello matrimoniale l’Immagine della «Madonna dell’Adorazione».

Questo accade in Via Giulia a Fivizzano dove ora non c’è più l’umile casa di Margherita ma dove a ricordo di quel miracolo è sorta una piccola cappella. Attualmente la Sacra immagine della Madonna dell’Adorazione è collocata sull’altare maggiore del Santuario a lei dedicato nella chiesa del paese, in Piazza Medicea.

A Fivizzano la devozione popolare è ancora molto diffusa e sentita, praticamente in ogni casa è affissa un’Immagine della Madonna dell’Adorazione e la si celebra ogni seconda domenica di Luglio come fosse la patrona del paese..

Fonti: http://www.mariadinazareth.it/apparizione%20fivizzano.htmhttp://www.ostello-lunigiana.it/madonna-di-reggio/

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