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Santa Maria della Croce di Crema

SANTA MARIA DELLA CROCE

CREMA (CR – ITALIA)

NOTTE TRA IL 2 E IL 3 DI APRILE 1490

3-La Madonna del Santuario di Crema-2Tutte ben documentate le origini del culto alla Madonna di Santa Maria della Croce, poiché trae origine da un efferato omicidio. Protagonista seppur per poco una moglie sposata con l’inganno e trucidata, che invocando Maria per ricevere i sacramenti non solo li otterrà per lei, ma si accrediterà la grazia di numerosi miracoli per tutti coloro che con fede a Lei si rivolgeranno.

Il 13 febbraio 1489 Caterina degli Uberti, esponente di una famiglia benestante di Crema, sposava Bartolomeo Pederbelli detto il Contaglio, pregiudicato bergamasco bandito dalla sua provincia e giunto da tempo a Crema, ovviamente tacendo la sua condizione di fuggiasco. Nell’anno che seguì i rapporti non furono affatto facili, sono narrati nelle cronache le contrapposizioni tra il Contaglio e i familiari di Caterina per questioni di pagamento della dote.

Secondo i documenti storici, la sera del 2 aprile 1490 il Contaglio convinse (oppure obbligò con la forza) Caterina a seguirlo per tornare dai familiari dell’uomo nel bergamasco. Una volta giunti un miglio fuori da Crema deviò dalla strada per Bergamo (l’odierna via Mulini) giungendo all’interno del bosco detto del Novelletto.

Qui il Contaglio, nella notte tra il 2 ed 3 aprile 1490, infierì sulla donna colpendola con la spada (che ancora si conserva nel Santuario ) in maniera violenta e grave al capo ed alle braccia tanto che le venne amputata la mano destra con un pezzo di braccio; mentre l’omicida calava fendenti sulla povera donna, 3-Santa Maria della Croce - Cremala spada si spezzò in due e, non pago di ciò, per essere certo che la moglie sarebbe morta, estrasse il pugnale e le sferrò un colpo alla schiena, ma la la ma non penetrò nel corpo, scivolando forse lungo le vesti, ma procurandole comunque un ematoma vicino alla scapola sinistra. Poi fuggì “portando via il fardello e le altre cose insieme con quattro anelli d’oro della stessa Caterina”. Quindi di lui non si seppe più nulla.

La donna agonizzante chiese aiuto alla Madonna affinché le venissero impartiti i Sacramenti ed apparve una donna vestita poveramente che avrebbe dettosono colei che hai chiamato“. Le emorragie di colpo si fermarono e Maria trasportò Caterina presso una vicina casa di contadini che le prestarono le prime cure. Poiché era ormai sera e le porte della città erano chiuse, solo alla mattina Caterina poté essere trasportata a Crema.eu-i-crema13

Qui venne visitata da un medico e interrogata da un “Giudice del Maleficio” (magistrato veneto), quindi il prete Filippo della parrocchia di San Benedetto le diede i sacramenti, solo a questo punto le emorragie ripresero e Caterina spirò.

Sempre secondo i documenti storici, presso il luogo del delitto fu posta una piccola croce in legno. Un mese dopo, il 3 maggio giorno dell’esaltazione della Santa Croce, un ragazzino di 11 anni figlio di un Francesco Marazzo, afflitto da gravi problemi ad un piede che non gli permettevano di reggersi in piedi autonomamente, fu condotto al Novelletto. Dopo le preghiere il ragazzo riprese a camminare: fu il primo miracolo che richiamò una folla. Le cronache riportano nello stesso giorno una quarantina di guarigioni miracolose.

Il giorno successivo, 4 maggio, una solenne processione venne allestita verso il Novelletto presso il quale fu costruito un piccolo altare sul quale venne collocato il rilievo della Madonna con il Bambino, dono del milanese Gianfranco Cotta. Il 5 maggio furono in molti a veder riversare lacrime dall’effigie, in quel giorno si registrarono circa ottanta guarigioni inspiegabili. Sempre il 5 maggio il Consiglio della città decretò la costruzione di un edificio nel luogo dell’apparizione. Le cronache riportano altri miracoli il 18 maggio e il 2 giugno.

Il podestà veneto di Crema era quell’anno Nicolò Priuli: scettico sui fatti del Novelletto, stante la carica che ricopriva temeva problemi di ordine pubblico. Il 18 giugno si fece condurre presso l’altare e assistette in prima persona al prodigio del cerchio luminoso: attorno al sole apparve un cerchio iridato che parve cadere verso la terra per tre volte. Di seguito lo stesso podestà fu uno dei principali sostenitori della costruzione del santuario.

cremaLe vicende belliche che videro trasformata la chiesa in un fortino e un’epidemia di peste rallentarono la prosecuzione dei lavori: le prime decorazioni interne vennero avviate verso il 1541.

Il 14 novembre 1664 il doge di Venezia Domenico Contarini autorizzava l’istituzione di una fiera da tenersi ogni anno il 25 marzo giorno dell’Annunciazione: la prima edizione si tenne nel 1666 e viene allestita tuttora.

Nel 1694 il santuario fu affidato all’ordine dei Carmelitani Scalzi i quali pochi anni dopo (1706) iniziarono la costruzione dell’imponente convento, ma a seguito delle soppressioni napoleoniche i frati partirono e fu affidato ad un sacerdote che ne istituì la parrocchia di Santa Maria della Croce incoronata poi con una cerimonia solenne. Con bolla pontificia datata 18 aprile 1958 papa Pio XII concedeva al santuario l’appellativo di basilica minore.

Il 20 giugno 1992 la basilica ricevette l’illustre visita di papa Giovanni Paolo II il quale si fermò a pregare nello scurolo prima di proseguire la visita alla città.

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Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Santa_Maria_della_Croce

 

One comment

  1. jose luciano de jesus ha detto:

    Io sono un amico di antonella Barboni e Gian Battista Cattaneo che vive in strada via Carmelitani numero 8 in al crema piacerebbe conoscere la parrocchia di crema, antonella e Gian Battista Cattaneo ha vissuto alcuni anni nelle miniere colonnello mirto Brasile.