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MADONNA NERA DI CHARTRES

MADONNA NERA DI CHARTRES

madonna_nera_chartres_eure_et_loire_francia_05La storia della Madonna nera di Chartres, ‘Virgini pariturae‘, ossia la Vergine che partorirà un bambino, nasce tra Druidi e Templari. La sua cattedrale è una delle più venerate e misteriose del mondo, anche per il luogo ove è situata, poichè secondo studiosi e ricercatori, sembra elevare lo spirito… ma anche il corpo. 

La città di Chartres sorge sulle rive del fiume Eure, in una fertile pianura, a una novantina di km a sudovest di Parigi. La sua cattedrale è una delle più venerate e misteriose del mondo, anche per il luogo ove è situata. Galli e Celti consideravano questa terra come sacra per l’energia che ne scaturiva, un’energia misteriosa che cambiava da stagione a stagione, qualcosa di così forte ed inspiegabile da creare un vero e proprio centro di insegnamento druidico. Furono proprio i Druidi (ossia i sacerdoti celtici della Gallia e Bretagna) che ebbero una visione profetica: una vergine che avrebbe dato alla luce un bambino!

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1a parte – 2a parte3a parte

Fecero dunque intagliare nel tronco di un pero l’immagine di una fanciulla con l’infante sulle ginocchia e collocarono la statua accanto ad un pozzo e ad una fonte sacra battezzandola: ‘Vergine Sotterranea’. L’iscrizione fu modificata più tardi in ‘Virgini pariturae‘, ossia la Vergine che partorirà un bambino.

Quando i primi cristiani giunsero a Chartres, nel III secolo, videro la scultura della Vergine, ormai annerita dal tempo e situata in una grotta, e la adorarono come la Vergine Nera. La chiesa che costruirono sul luogo fu consacrata alla Madonna, come tutte le altre chiese e cattedrali erette successivamente. La nicchia fu detta ‘Grotta dei Druidi’ e fu inglobata nella cripta della chiesa, e, per ragioni che ignoriamo, il pozzo accanto ad essa fu denominato ‘Pozzo dei Forti’.

Il velo della Madonna Nera è una reliquia molto importante che fu offerta nell’876 alla cattedrale da Carlo il Calvo, imperatore del Sacro Romano Impero. Secondo la tradizione, questo velo è la camicia che portava Maria al momento dell’Annunciazione, quando concepì il Verbo. Questa importante reliquia fu meta di numerosi pellegrinaggi.

 

Sul luogo, sorsero successivamente sei chiese; le prime cinque furono distrutte da incendi, ma ogni volta ne era eretta una nuova a testimonianza della fede e della sconfinata energia dei pellegrini, cittadini, costruttori ed 2875164090_7d7dc5d70earchitetti. Durante l’incendio della vecchia chiesa, nel 1194, si credette che il Velo della Madonna Nera fosse andato perduto, ma venne ritrovato intatto. La reliquia era custodita in una cassa di grande valore, ma i gioielli furono venduti durante la rivoluzione. Anche il Velo della Madonna Nera fu tagliato in diverse porzioni, che furono vendute. Il Velo è sempre esposto nel deambulatorio, al lato nord, in una delle cappelle absidali.

Anche la costruzione della sesta e ultima chiesa, la cattedrale gotica odierna, è avvolta nel mistero. Non esiste, infatti, alcun resoconto esauriente della progettazione o dell’edificazione di uno dei massimi capolavori architettonici del mondo.

Da varie informazioni frammentarie si delinea una vicenda assai singolare. La storia ha inizio con Bernardo di Chiaravalle, fondatore dell’ordine monacale dei cistercensi, che ispirò nove cavalieri di Francia ad abbandonare i loro possedimenti mondani e ad andare in cerca dei segreti che si riteneva giacessero sepolti nel “Sancta Sanctorum”, sotto le rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme.

I nove, che passarono alla storia come i Templari, trascorsero quasi dieci anni in Terrasanta, facendo ritorno in Francia nel 1128 altrettanto misteriosamente di come ne erano partiti. L’architettura gotica cominciò a fiorire proprio in quell’epoca ma nessuno sa dove e come fu gettato il primo seme di questo stile e quando un incendio distrusse nel 1194 gran parte della prima cattedrale di Chartres (ma non la tunica della Vergine), i cistercensi ne sapevano abbastanza 20050921CathChartresBda applicare in pratica i principi d’ingegneria sacra. In soli trent’anni, riuscirono a creare un santuario così straordinario che solo pochi entrando non ne restano commossi: le proporzioni, l’orientamento, la posizione e il simbolismo, tutto è stato concepito per risvegliare la psiche e ritemprare lo spirito.

La venerata cattedrale è un centro di azione spirituale. Si dice che abbia il potere di trasformare gli uomini, di farli assurgere a uno stato spirituale più elevato, proprio come gli alchimisti trasmuterebbero il vile metallo in oro. Giunti alla Grande Porta Ovest, ossia alla soglia della cattedrale, alcuni pellegrini scoprono di aver assunto una positura più eretta, con il capo sollevato. Pare, infatti, che la struttura interna della chiesa produca sul corpo un tangibile effetto d’innalzamento, quasi a prepararlo a ricevere le emanazioni telluriche dal basso e l’ispirazione divina dall’alto. Louis Charpentier, il ricercatore francese che indaga sui misteri di Chartres, afferma:

…dal punto di vista fisiologico, le correnti, telluriche o di altro genere, possono penetrare nell’uomo solo attraverso una colonna vertebrale diritta e verticale. L’uomo può innalzarsi di stato solo mantenendosi ben ritto“.

La cattedrale di Chartres cela molti piccoli misteri, come il lastrone disposto rettangolarmente rispetto alle altre pietre nell’ala ovest del transetto sud, che viene illuminato a mezzogiorno del solstizio d’estate, e ovviamente era stato progettato proprio perchè ciò avvenisse proprio lì. 

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Il Labirinto della Cattedrale di Chatres

Il labirinto di Chartres, opera del XII secolo, è una figura geometrica circolare inscritta in larghezza sul pavimento della navata centrale. Rappresenta un percorso continuo lungo 261,5 m che va dall’esterno all’interno del cerchio, con una successione di curve e archi di cerchio concentrici. Una delle sue particolarità è che i percorsi, sia dal centro che dal perimetro, presentano la stessa successione di curve e archi.

Alcuni pensano che il labirinto rappresenti un cammino simbolico che porta l’uomo dalla terra a Dio e il centro della figura rappresenta appunto la città di Dio, altri pensano (seguendo la corrente catara) che sia un Sancta Sanctorum, un percorso che ti permette il cammino interiore per giungere a Dio attraverso la preghiera che culmina proprio nella rosa a sei petali che alcuni credono essere l’emblema della preghiera del Padre nostro. Il percorso del labirinto non consiste solo nell’andare verso il centro, ma anche a ripartire da lì. Il pellegrino è invitato a seguire la linea tracciata davanti a lui, in modo da salire verso il coro della cattedrale, verso oriente, cioè la luce.

La pianta di Chartres fu probabilmente concepita secondo proporzioni che ubbidiscono alla legge del Numero Aureo, il 1618. Le distanze tra le colonne, e le lunghezze della navata, dei transetti e del coro, sono tutte multiple del Numero Aureo.

Fonti: http://www.tanogabo.it/Chartres.htmhttp://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Chartres

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