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IL MISTERO DI MEDJUGORJE

IL MISTERO DI MEDJUGORJE

“Se sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia”

Questa è la frase, forse più conosciuta dopo “Pregate, pregate, pregate” della Regina della Pace, ed è anche la frase che più si avvicina a quello che è stato per me questo pellegrinaggio. 

Non c’è cosa più bella per un accompagnatore che vedere il proprio gruppo unito, umile, solidale e soprattutto estremamente innamorato di Gesù e di Maria, che trasmette tutto questo con una gioia che scaturisce da un cuore libero da preconcetti, insofferenze o aspettative. La Madonna mi ha dato la grazia di sentire nel cuore la sua commozione nel vedere i suoi figli raccolti intorno a lei e i fazzoletti non bastavano mai.

Anche questa volta i segni della sua presenza in mezzo a noi, non sono mancati.

Per ogni partenza vi sono degli omaggi particolari che ci vengono donati da coloro che purtroppo non possono essere fisicamente con noi. Questa volta ci sono stati regalati dei libri che meditavano la parola del Signore e raccoglievano in fondo alcuni messaggi della Gospa. Nella prima pagina vi era la dedica ad un sacerdote. La mattina dopo il nostro arrivo veniamo accolti da Vicka per sentire la sua testimonianza e pregare con lei. Assistiamo ad una meravigliosa S. Messa, dove abbiamo modo di notare un sacerdote che fa iniziare proprio ad una del nostro gruppo la coroncina della Divina Misericordia, per riempire l’attesa. Dopo la testimonianza di suor Cornelia ci avviamo al pullman e con somma gioia quando siamo tutti seduti entra proprio quello stesso sacerdote per benedirci tutti! La nostra gioia è al culmine, perchè nessun sacerdote ci aveva accompagnato e ci sentivamo un po’ “orfani”. La Vergine aveva sentito il nostro dispiacere e ci stava donando una gioia immensa! La sorpresa però è stata che quel religioso altri non era che il sacerdote a cui era dedicato il nostro libro!!! Maria è davvero grande e non lascia nulla al caso!

krizevacMentre scendevamo con la nostra guida la montagna del Krizevac mi sento dire: “Ecco perchè la gente torna a Medjugorje!” Negli occhi dei miei pellegrini ho avuto modo di vedere la commozione nel sentirsi amati e accolti, nel vedere che davvero quel rosario che a volte ci è sembrato tanto noioso e ripetitivo poteva essere invece fonte di gioia e di pace. Una Via Crucis fatta con amore, immergendosi nel mistero della sofferenza di Cristo può guarire un cuore, lenire le sue ferite e donare salvezza. Ecco il mistero di Medjguorje. Non sono le montagne da scalare, né il sole che alcuni sperano di veder girare, né apparizioni o foto particolari… ma l’amore e la gioia, le testimonianze e la preghiera fatta con il cuore che ti aiutano a salire sempre più in alto fino a desiderare di non tornare più. Come i veggenti spiegano che quando sono con la Madonna non vorrebbero che stare con lei, nonostante amino immensamente i loro figli, mariti, genitori… così è per il pellegrino che va con cuore umile a Medjugorje… sente l’amore di Maria e non vorrebbe più lasciarla.

Al nostro ritorno ecco il passaggio più bello e necessario di un pellegrinaggio: le testimonianze. 

Giuseppe autista di taxi a Bologna ci racconta:

” Faccio già parte di un gruppo di preghiera di taxisti di Bologna che si riunisce ogni tanto, grazie alla buona volontà di un altro convertito a Medjugorje. Ci incontriamo a dire un rosario, ma ancora non andavo a messa la domenica, solo per le feste più importanti del Natale o delle Palme… finchè non sento il desiderio di andare anch’io a Medjugorje. Un mio collega mi dice che sua moglie sta organizzando un gruppo e subito mi aggrego a loro, poichè avevo già avuto modo di conoscerla in uno dei nostri incontri. Premetto che pur non essendo giovanissimo, ero intenzionato a salire le montagne e dopo aver superato la prima (il Podbrdo) desideravo salire anche la seconda, anche se mi avevano detto che era molto più faticosa. Nessuno riuscì a farmi desistere, ma tra la seconda e la terza stazione comincio a sentire un fortissimo dolore al petto, stavo proprio male! Vedo che il resto del gruppo era andato avanti e mi viene paura, mi volto indietro e vedo una signora bionda del nostro gruppo e le dico che proprio non ce la faccio, sto male, voglio aspettarli lì, finchè non scendono. Lei mi guarda con estrema dolcezza e mi dice: “Sei proprio sicuro di non farcela“. Io insisto che non ce la posso fare sto troppo male… e lei mi dice: “Prova a fare qualche passo e vedi, se proprio non ce la fai ti fermi“. Non so se sia stato come me lo ha detto, o quello che ha detto, ma mi sono girato nuovamente verso la montagna e improvvisamente non ho più sentito alcun male, ho cominciato ad andare avanti e sono arrivato fino in cima. Ancora a pensarci mi vengono le lacrime e ci ho messo tanto prima di avere il coraggio di testimoniarlo al gruppo. A casa sono andato dal medico per raccontargli tutto. Lui ovviamente scettico ha voluto subito sottopormi a una visita accurata. Il medico che mi ha fatto l’elettrocardiogramma sotto sforzo addirittura mi ha detto: “Scusi ma per quale motivo lei è venuto qui?” perchè non vi era traccia del probabile attacco di cuore che avevo avuto. Ora ogni anno torno a ringraziare e ogni anno piango di gioia… e la Messa domenicale per me è diventata un appuntamento del quale non posso più fare a meno. ”

Questa è la vera Medjugorje: la forza della fede, della preghiera fatta insieme alla nostra cara Mamma Celeste.

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2 comments

  1. pappi elena ha detto:

    la mia prima volta a medjugorje iniziato il 14 \10 terminato il 19\10,2013 ho provato una grande emozione posso dire con certezza che in quel luogo si respira un aria di fratellanza e di umiltà non ho mai visto cosi tanta gente pregare ,raccolti, silenziosi e fiduciosi mi ha fatto un po impresione la gente che cadeva mentre ascoltavamo VICA ne sono cadute due un altra è caduta in chiesa mentre pregava davanti alla statua della madonna non so cosa può voler dire ma poi dopo qualche minuto si rialzavano spero tanto che la Madonnina si metta una mano al cuore e che aiuti il nostro povero mondo a trovare un po di serenità per questo io prego ciao a tutti

  2. biscobreak ha detto:

    Ciao Elena,
    Le persone che cadono nel “sonno dello spirito” sono comuni soprattutto nelle messe guidate da sacerdoti carismatici che hanno questo dono. Le prime volte che mi recavo a Medjugorje ho avuto la fortuna di trovare proprio un sacerdote che solo guardandoti si cadeva in terra. Avevano provato ad impedirgli di benedire singolarmente accusandolo che lo faceva apposta, ma già dall’altare appena alzava il Santissimo cadevano tutti a terra. Purtroppo ora è malato, ma ci segue con la sua potente preghiera ogni volta che partiamo!
    si cade a terra come svenuti per il cedimento delle gambe, ma si sente tutto ciò che avviene attorno a noi. Ci possono essere persone che si svegliano sollevate, come alleggerite, altre che piangono perchè hanno ricevuto il dono della visione dei propri peccati, in tutti i modi è sempre un dono dello Spirito Santo!
    a presto ciaoo!