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Brani tratti dall’Evangelo Valtorta 21a parte

BRANI TRATTI DALL’EVANGELO

COME MI è STATO RIVELATO

di MARIA VALTORTA

DAL QUINTO LIBRO (21a parte)

Da pag. 103 a pag. 220

Iniziamo ad approfondire il terzo anno di vita pubblica di Gesù, anno in cui si definirà “il Giusto“. Qui i discepoli discutono su come sia possibile avvicinare Gesù, il quale prega il Padre per Giuda e spiegherà ai discepoli come acquisire la sapienza.

“Si inizia così il mio terzo anno di vita pubblica. Si inizia con una partenza ben triste; come il primo ed il secondo. Si inizia con una grande preghiera e penitenza come il primo… Perchè questo ha le difficoltà, dolore del primo, e più ancora. Allora mi preparavo a convertire il mondo. Ora mi preparo a ben più vasta e potente opera. […] Se nel primo fui l’Uomo-Maestro, […] nel secondo fui il Salvatore e Amico, il Misericorde che passa accogliendo, perdonando, compatendo, sopportando, nel terzo Io sarò il Dio Redentore e RE, il Giusto. Non stupite perciò se vedrete in Me forme nuove, se nell’Agnello vedrete balenare il Forte. […] la gioia per Me era crescermi nella vita dello spirito i neonati alla Grazia.. […]“

lacrime“Non una delle mie lacrime cadrà inutilmente. Esse gridano al Padre mio… E poi griderà un ben più potente umore.”

“Io vado. Chi mi ama mi segua e si virilizzi, perchè viene l’ora di severa. […] Guai a quelli per cui l’Amore diviene Giustizia!… Il segno del nuovo tempo sarà di una Giustizia severa per tutti coloro che sono ostinati nel loropeccato contro le parole del Signore e l’azione del Verbo del Signore!…”

Siate dolci e pazienti, e nello stesso tempo forti per penetrare e per sopportare. Troverete ottusità e derisioni. Non vi avvilite per questo. Pensate così: “Noi mangiamo lo stesso pane e beviamo lo stesso calice che beve il nostro Gesù”. Voi non siete da più del Maestro vostro e non potete pretendere di avere miglior sorte. La sorte migliore è questa: condividere ciò che è del Maestro.

(Nel dare un addio) Pregate per Me. Avrò bisogno delle vostre preghiere… Saranno carezze… Saranno professioni di amore… Saranno aiuti per non giungere a dire:“L’umanità è tutta fatta di satana”…

preghiera di Gesù(Preghiera di Gesù al Padre per la conversione di Giuda) […] Ma Padre! Oh! Padre mio! Io lo amo… lo amo ancora. E’ un uomo… E’ uno di quelli per i quali Io ti ho lasciato… per la mia umiliazione, salvalo… dammi di redimerlo, Signore altissimo! Questa penitenza più per lui che per gli altri! Oh! So l’incongruenza di ciò che chiedo, Io che so tutto quanto è!… Ma, Padre mio, non vedere per un attimo in Me il tuo Verbo. Contempla solo la mia umanità di Giusto… e lascia che Io per un attimo possa essere solo “l’Uomo” in grazia tua, l’Uomo che non conosce il futuro, che può illudersi… l’Uomo che, non sapendo l’ineluttabile fato, può pregare, con speranza assoluta, per strapparti il miracolo. Un miracolo! Un miracolo a Gesù di Nazaret, a Gesù di Maria di Nazaret, la nostra eterna Amata! Un miracolo che violi il segnato e lo annulli! La salvezza di Giuda! Mi è vissuto al fianco, ha bevuto le mie parole, ha spartito con Me il cibo, ha dormito sul mio petto… Non lui, non lui sia il mio satana!…

(Viene data la parola a Giacomo di Zebedeo, discepolo di Gesù) […] vi voglio insegnare un’altra via per andare a Lui e riconoscerlo. Simone di Giona ha detto che occorre fede e umiltà per riconoscerlo. Simone Zelote ha riconfermato l’assoluta necessità della fede per riconoscere in Gesù di Nazaret Colui che è, in Cielo e in Terra, secondo quanto è detto. E Simone Zelote necessitava di una fede ben grande, anche per sperare per il suo corpo inesorabilmente malato. Perciò Simone Zelote dice che fede e speranza sono i mezzi per avere il Figlio di Dio. Giacomo, fratello del Signore, dice del potere della fortezza per conservare ciò che si è trovato. La fortezza che impedisce che le insidie del mondo e di Satana scalzino la nostra fede. Andrea mostra tutta la necessità di unire alla fede una santa sete di giustizia, cercando di conoscere e di ritenere la verità, quale che sia la bocca santa che l’annuncia, non per orgoglio umano d’essere dotti, ma per desiderio di conoscere Iddio. Chi si istruisce nelle verità trova Dio. Matteo un tempo, vi indica un’altra via per la qual Giacomo il maggioresi raggiunge Dio: Spogliarsi del senso per spirito di imitazione, direi per riflesso di Dio che è Purezza infinita. Egli, il peccatore, è per prima cosa colpito dalla “virilità casta” dell’Ignoto venuto a Cafarnao e, quasi questa avesse il potere di risuscitare la sua morta continenza, egli si interdice per prima cosa il senso carnale, sgombrando così la via alla venuta di Dio e alla risurrezione delle altre morte virtù. Dalla continenza passa alla misericordia, da questa alla contrizione, dalla contrizione al speramento di tutto se stesso e all’unione con Dio. [..] Io, per me, dico che più l’uomo si sforza di vivere per lo spirito e più è atto a riconoscere il Signore, e la vita angelica favorisce ciò al sommo. Fra noi, discepoli di Giovanni colui che lo riconobbe, dopo l’assenza, fu l’anima vergine. […] siate casti per poterlo riconoscere.

(Giacomo di Zebedeo prosegue il discorso) Io vi dico: amate. Non c’è altra virtù più grande e più simile alla sua Natura. Se voi amerete, tutte le virtù praticherete senza fatica, cominciando dalla castità. Nè vi sarà di peso essere casti, perchè amando Gesù niun’altro amerete smodatamente. Sarete credenti. E chi non crede in chi ama? Sarete contriti dal dolore che salva, perchè il vostro sarà retto dolore, ossia dolore per la pena a Lui data non per quella da voi meritata. Sarete forti. Oh! Sì Uniti a Gesù si è forti! Forti contro ogni cosa. Sarete pieni di speranza perchè non dubiterete del Cuor dei cuori che vi ama con tutto Se stesso. Sarete sapienti. Tutto sarete. Amate Colui che annunzia la felicità vera, che predica la salute, che va instancabile per monti e valli, chiamando il gregge a raccolta, e sulla via è la Pace, e pace è nel suo Regno che no è di questo mondo, ma che è vero come vero è Dio. Lasciate ogni strada che la sua non sia. Liberatevi da ogni nebbia. Andate alla Luce. Non siate come il mondo che non vuole vedere la Luce, che non la vuole conoscere.

corona-di-roseDice Gesù: […] La Fede non è solo una corona di fiori. Ha spine anche. Ed è santo colui che sa credere nelle ore di gloria come nelle ore tragiche, e sa amare sia che Dio lo copra di fiori o lo adagi sulle spine”.

E voi, voi, chiunque siate, che vedete, e molte volte inorridite di vedere gli ibridi connubi di una figlia di Israele con uno di un’altra razza e fede, ricordate che avete l’obbligo, il dovere di aiutare caritatevolmente la sorella smarrita a ritrovare la vie del Padre.

Ma, in verità vi dico, mi è più facile guarire un corpo deforme che un’anima deforme; mi è più facile dare luce alle pupille spente, sanità ad un corpo morente, che non luce agli spiriti e salute alle anime malate. perchè ciò? Perchè l’uomo ha perso di vista il vero fine della sua vita e si occupa di ciò che è transitorio. 

FIACCOLA-BENEDETTINA-ACCENSIONE-2012-MALTA[…] verità. Se non la sa, è meno colpevole. Se non la ricorda, è compevole alquanto, perchè la verità deve essere tenuta accesa come fiacola santa nelle menti e nei cuori. Ma, se non la vule ricordare, e quando essa fiammeggia egli chiude gli occhi per non vederla, avendola odiosa come la voce di un retore pedante, allora la sua colpa è grave, molto grave. Eppure Dio la perdona, se l’anima ripudia il suo male agire e propone di perseguire per il resto della vita, il fine vero dell’uomo, che è conquistarsi la pace eterna nel Regno del Dio vero. […] La bontà dell’eterno, vero Signore Iddio, è tale che [..] voi dite: “Io voglio essere della Verità”, ossia di Dio perchè Dio è Verità, Dio, per un miracolo tutto spirituale, infonde in voi la Sapienza, per cui voi da ignoranti divenite possessori della scienza soprannaturale, ugualmente a quelli che da anni la possiedono. Sapienza è volere Dio, amare Dio, coltivare lo spirito, tendere al Regno di Dio ripudiando tutto ciò che è carne, mondo e Santana. Sapienza è ubbidire alla legge di Dio che è legge di carità, di ubbidienza, di continenza, di onestà. Sapienza è amare Dio con tutti sè stessi, amare il prossimo come noi stessi. […] E nel prossimo sono […] tutti gli uomini, ricchi o poveri, sapienti o ignoranti, ebrei, proseiliti, fenici, greci, romani…” […] Sapienza è ubbidire ai dieci comandi di Dio […] Chi fa ciò è sapiente e conquista la Vita e il Regno senza fine.

preghiera (2)Da oggi, dunque, proponete di vivere secondo Sapienza, anteponendo questa alle povere cose della Terra.

Siate buoni col prossimo quale esso sia. Siate ubbidienti, rimettendo a Dio il compito di punire chi non è giusto nel comandare. Siate continenti nel sapere resistere al senso e onesti nel sapere resistere all’oro, e coerenti nel dire anatema a ciò che merita, non anatema quando vi pare, salvo poi stringere contatti con l’oggetto prima maledetto come idea.

(Gesù risponde ad un pastore crede che gli siano state stregate le pecore) No. Non credere certe storie…

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