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Beata Vergine Maria della Vita

Beata Vergine Maria della Vita

10 settembre

PATRONA DEGLI OSPEDALI DELLA CITTà E DELLA DIOCESI DI BOLOGNA

Madonna della vitaLa storia di un affresco fatto su di un muro, coperto e poi dimenticato, che riappare e miracolosamente darà lustro alla città di Bologna che ancora oggi lo celebra. 

Simone dei Crocefissi o Lippo di Dalmasio, Beata Vergine Maria della vita, fine XIV sec, patrona degli ospedali di Bologna

L’affresco cosiddetto della “Madonna della Vita” raffigura la Vergine seduta in trono, mentre accosta il viso alla guancia del Bambino. Tale impostazione sarebbe riconducibile al modello delle icone definite Glycophilousa (dal greco: colei che bacia dolcemente), caratterizzate da un atteggiamento di profonda tenerezza tra la madre e il figlio. Per le sue caratteristiche stilistiche l’opera è stata attribuita alla mano di Simone dei Crocifissi (documentato dal 1355 – 1399), allievo di Vitale da Bologna, o al nipote Lippo di Dalmasio, detto anche Lippo delle Madonne (documentato dal 1375 al 1410), due interpreti della pittura bolognese del Trecento particolarmente legati alla produzione di icone e polittici con soggetti di devozione mariana.

Video sul complesso monumentale di Santa Maria della Vita, museo della sanità di Bologna, che custodisce la celebre terracotta del compianto sul Cristo Morto realizzata da Niccolò dell’Arca e definito da Gabriele D’Annunzio “l’urlo di pietra”. (A cura di Graziano Campanini. Regia: Nicola Berti. Produzione: Mazzanti Media) 

santa maria della vita

Secondo la tradizione un’immagine di Madonna con Bambino era affrescata sul muro ad est, verso via Pescherie, nella prima chiesa fatta costruire nel 1286 dalla Compagnia di Santa Maria della Vita. Con la ricostruzione del 1502, l’affresco, non ritenuto di particolare interesse, fu coperto da uno strato di intonaco e se ne persero le tracce.

Il 10 settembre 1614, durante i lavori di ripulitura della chiesa, l’antica immagine fu riscoperta, ancora in buono stato di conservazione. Ritenuta miracolosa, divenne oggetto di particolare venerazione da parte della Confraternita, che la elesse a protettrice dell’adiacente Ospedale e dei malati. L’immagine fu ricollocata nel 1617 in un nuovo altare, e il pittore Ludovico Carracci (1555 – 1619) disegnò come omaggio votivo un nuovo frontale da apporre sull’affresco.

Nel crollo del 1686 l’affresco rimase illeso, e fu rimosso durante i lavori di ricostruzione della chiesa, al termine dei quali fu risistemato nell’attuale collocazione. Il 10 settembre, a memoria del ritrovamento della Madonna della Vita, si celebra la festa tradizionale del SantuarioIn tale ricorrenza viene esposta sull’altare una preziosa miniatura del XVII secolo, contornata e coronata da una doppia fila di diamanti, con il ritratto su smalto del Re Sole. Il gioiello, attribuito a Jean Petitot (1607 – 1691), fu un dono dello stesso Luigi XIV al canonico Carlo Cesare Malvasia, che nel 1678 gli aveva dedicato la sua opera, “Felsina Pittrice“. Lasciata per testamento alla chiesa di Santa Maria della Vita, la miniatura è oggi conservata nel Museo annesso all’Oratorio.

Il Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita..

santa maria della vita

..è situato nel cuore del centro storico di Bologna in via Clavature, vicinissimo a Piazza Maggiore. Ne fanno parte la chiesa, un oratorio barocco e un museo dedicato alla storia della sanità e della assistenza ai malati. Dal 2007, è una delle sedi del “Museo della Città – Genus Bononiae”.

Il complesso rappresenta un capitolo importante della storia della assistenza a Bologna, dal momento che ospitò uno dei primi ospedali cittadini, l’Ospedale della Vita, fondato alla fine del XIII secolo dalla Confraternita dei Battuti. Da quell’Ospedale, attraverso vari sviluppi successivi, è nato l’Ospedale Maggiore di Bologna, del quale ricorrono, proprio quest’anno i 750 anni della fondazione.

L’origine della Chiesa..

..di Santa Maria della Vita, come già detto è legata alla Compagnia dei Battuti , presente a Bologna dal 1260 e dedita all’accoglienza dei pellegrini e alla cura dei malati. Quel luogo di assistenza in via Clavature prese poi il nome di Ospedale della Vita. La prima chiesa nella quale le funzioni religiose della Confraternita, di fronte all’Ospedale della Vita, era probabilmente una semplice cappella di dimensioni modeste. Ampliata tra il 1454 e il 1502, essa fu poi ricostruita, in seguito al crollo del soffitto (1686), su progetto dell’architetto G.B. Bergonzoni. Nel 1787 venne ultimata santa maria della vita1l’imponente cupola, alta 52 metri, opera dell’architetto Giuseppe Tubertini (1759-1831) su disegno di Antonio Galli Bibiena (1700–1774). La facciata fu ultimata nel 1905 dall’ingegnere Leonida Bertolazzi (1852–1913), in occasione di una campagna di restauro dell’interno della Chiesa.

All’interno della Chiesa, sull’altare maggiore, si trova la Madonna della Vita, dipinto del XIV-XV secolo. A destra dell’altare maggiore, il celebre Compianto sul Cristo morto di Niccolò Dall’Arca, uno dei più importanti gruppi scultorei in terracotta del quattrocento, mentre nei pennacchi della cupola sono presenti quattro grandi figure in stucco, rappresentanti le Sibille, modellate da Luigi Acquisti nel 1787. Infine nella cupola dell’altare maggiore l’affresco  realizzato da Gaetano Gandolfi (1734-1802) tra il 1776 e il 1779.

santa maria della vita-compianto2

Nel 1801, con la soppressione delle Confraternite imposta dalle leggi napoleoniche, l’Ospedale della Vita fu accorpato ad altri e divenne il nuovo Ospedale Maggiore di Via Riva Reno, distrutto successivamente dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, e poi ricostruito nell’attuale sede di Via Nigrisoli.

L’Oratorio..

..è un prezioso esempio del primo barocco bolognese, unico esempio in città di architettura sacra con soffitto alla veneziana. Era la sede nella quale si riunivano i membri della Confraternita dei Battuti, in forma strettamente privata, per dedicarsi alle pratiche religiose e penitenziali. Di origine quattrocentesca, fu completamente ricostruito da Bonifacio Socchi fra il 1604 e il 1617 su progetti di Floriano Ambrosiani, e decorato a stucchi e rilievi.

Del precedente oratorio vennero conservate e ricollocate due importanti opere cinquecentesche, un gruppo in terracotta realizzato tra il 1519 e il 1522 da Alfonso Lombardi di Ferrara e raffigurante un episodio dei Funerali della Vergine, e la pala d’altare, Madonna col Bambino e santi, eseguita nel 1564 da Giovanni Francesco Bezzi detto il Nosadella. I lavori di decorazione si conclusero nel 1639, come ricorda la data dipinta nella nicchia che ospita i Funerali della Vergine, dove compare anche il nome del finanziatore, il conte Giovanni Pepoli, a testimonianza del forte legame tra la Confraternita dei Battuti ed una delle più importanti famiglie bolognesi.

Il vasto locale seicentesco del Museo della Sanità e dell’Assistenza corrisponde all’antica sede dell’Ospedale della Vita, qui operante fino al XVIII secolo. Il Museo racconta la storia della Sanità a Bologna, attraverso reperti che vanno dalla storia della Confraternita dei Frati Battuti di S.Maria della Vita sino alla descrizione degli attuali servizi sanitari dell’Azienda U.S.L. di Bologna. Oggi la sala espositiva ospita la mostra “Nicola Bertuzzi e la Via crucis ritrovata”, curata da Pietro Di Natale.

Fontihttp://gpcentofanti.wordpress.com/2011/09/10/10-settembre-calendario-mariano-beata-vergine-maria-della-vita/   http://www.ausl.bologna.it/da-750-anni-verso-il-futuro/il-complesso-monumentale-di-santa-maria-della-vita

 

 

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